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L'ultima lacrima

Di

Editore: Feltrinelli (Universale economica, 1394)

3.8
(2956)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 171 | Formato: Tascabile economico | In altre lingue: (altre lingue) Spagnolo , Tedesco , Francese

Isbn-10: 8807813947 | Isbn-13: 9788807813948 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Disponibile anche come: Paperback , eBook

Genere: Fiction & Literature , Humor , Science Fiction & Fantasy

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Descrizione del libro
I mostri degli anni passati, i mostri contemporanei, e soprattutto i mostri che potrebbero invaderci domani, e che forse possiamo ancora combattere.
Una scrittura piena di furore sorretta da un grande pathos morale.
Un'ultima lacrima che dice addio a ogni sterile piagnisteo.
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  • 4

    LAST TEAR IN CONCERTO!

    Gran bella raccolta di racconti; una sinfonia musicale nella quale le note che si susseguono sono i personaggi, molto variegati, e le loro storie più o meno bizzarre, come fossero delle chiose di amar ...continua

    Gran bella raccolta di racconti; una sinfonia musicale nella quale le note che si susseguono sono i personaggi, molto variegati, e le loro storie più o meno bizzarre, come fossero delle chiose di amare constatazioni sulla civiltà contemporanea. Infatti, in “Papà va in TV” ed “Il cattivo scolaro”, ad esempio, possiamo vedere come si palesi, con un profondo ed ironico sarcasmo, l’atteggiamento critico di Benni nei confronti del mezzo televisivo; atteggiamento che si concretizza nel non identificabile la TV, ed i suoi contenuti, come un adeguato strumento educativo; molto bello anche “Il nuovo libraio” dove i libri assumono una vita propria manifestando intenti aggressivi nei confronti di chi non li ami e non se ne prenda cura e dove, quindi, traspare l’amore dello stesso Benni per le opere letterarie.
    Ma le note musicali di questa raccolta sono anche il borioso ed odioso “Re Capriccio”, lo smemorato “Re Moro”, gli amorevoli dinosauri “Rex e Tyra”, che si trovano a dover fronteggiare un’ecatombe, l’iracondo e scocciato scrittore Garibain, che non ne può più del suo traduttore e critico letterario, e molto altro.
    Chiude la raccolta lo “Sniper” Tamburino, batterista ed amante del gruppo musicale Last Tear, che per amore della musica…
    Beh, se volete sapere cosa combina, andate a leggervelo voi!
    Unico appunto negativo che faccio sono alcuni odiosi intercalari che si potevano e, a mio avviso, si dovrebbero indubbiamente evitare.
    Comunque nel complesso: Bello!

    ha scritto il 

  • 3

    Avrebbe meritato qualcosa in più di 3 stelle ma, dopo aver letto la grammatica di Dio, questi racconti, anche se piacevoli e nel tipico stile di Benni, sembrano molto meno interessanti,
    Piacevole lett ...continua

    Avrebbe meritato qualcosa in più di 3 stelle ma, dopo aver letto la grammatica di Dio, questi racconti, anche se piacevoli e nel tipico stile di Benni, sembrano molto meno interessanti,
    Piacevole lettura di evasione.

    ha scritto il 

  • 2

    Credo che questo libro possa essere la spiegazione del perché i lettori (o meglio, i lettori italiani), non amano le raccolte di racconti. Stefano Benni è un fuoriclasse, quindi la materia prima certo ...continua

    Credo che questo libro possa essere la spiegazione del perché i lettori (o meglio, i lettori italiani), non amano le raccolte di racconti. Stefano Benni è un fuoriclasse, quindi la materia prima certo non gli manca. Ma questa raccolta è piena di difetti. E' fastidiosamente eterogenea, sia nella tipologia di racconti (narrativa, fiabe, noir, guerra, etc.), che nella lunghezza (a volte solo poche righe). Le storie sembrano troppo fini a se stesse, strappano una risata o una riflessione. Ma per questo potrebbero bastare delle buone barzellette.
    Benni sembra più concentrarsi sul colpo di scena finale che su quello che sa fare meglio, ovvero creare personaggi magnifici e giocare con le parole. Quando lo fa, come in "La Vergine del Moscato" o in "Caccia al fagiano" i risultati cambiano.
    Nel complesso, però, mi allontano un po' di più dalle raccolte di racconti.

    ha scritto il 

  • 2

    Non c'è niente da fare, tanto mi piacciono i romanzi di Benni e tanto mi lasciano perplesso i suoi racconti brevi.
    In questo libro sono raccolti una serie di racconti surreali, ambientati per lo più i ...continua

    Non c'è niente da fare, tanto mi piacciono i romanzi di Benni e tanto mi lasciano perplesso i suoi racconti brevi.
    In questo libro sono raccolti una serie di racconti surreali, ambientati per lo più in un clima di guerra o di regime dittatoriale, che scorrono come l'acqua fresca: non troppo pesanti ma comunque senza lasciare un grosso segno.
    I due racconti che mi hanno colpito maggiormente sono: "L'uomo puntuale", dove la vita vissuta come "un inferno di solitudini immeritate" porta un uomo troppo puntuale ad un gesto di estrema vendetta; ed "Il re moro", un racconto veloce ma con una comicità surreale che riesce a strappare un sorriso;

    ha scritto il 

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