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L'ultima legione

Di

Editore: Mondadori

3.8
(3569)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 472 | Formato: Altri | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Tedesco , Francese , Spagnolo , Catalano , Portoghese

Isbn-10: 8804503637 | Isbn-13: 9788804503637 | Data di pubblicazione: 

Disponibile anche come: Tascabile economico , Paperback

Genere: Fiction & Literature , History , Science Fiction & Fantasy

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Descrizione del libro
Anno 476. L'Impero Romano d'Occidente è sotto l'attacco delle armate del Generale erulo Odoacre. Le forze fedeli all'impero sono state annientate e l'Imperatore Romolo Augusto, un bambino di soli 13 anni, è stato arrestato e deposto. Nel frattempo a Dertona, dove sorge il castrum dell'ultima legione, la "Nova Invicta", infuria la battaglia contro i cavalieri eruli. L'ufficiale Aureliano Ambrosio Ventidio, distaccatosi dai suoi compagni, cavalca disperatamente verso la villa del nobile Oreste per chiedere aiuto, ma la trova distrutta dagli eruli, e può soltanto ricevere l'ultima richiesta di Oreste morente: salvare e proteggere Romolo Augusto, suo figlio, ultimo Imperatore di Roma. Dopo essersi ricongiunto con gli ultimi superstiti del massacro della sua legione (Vatreno e il gigante Batiato) e con l'aiuto della bella "venetiana" Livia Prisca e degli ex soldati Orosio e Demetrio, Aurelio passa all'azione assaltando la villa di Capri ove Romolo era tenuto prigioniero. Qui lo libera assieme al suo precettore Meridius Ambrosinus, e viene in possesso di un prezioso (e quanto mai desiderato) oggetto: la leggendaria Spada Calibica di Giulio Cesare. Inseguiti da presso dallo spietato Wulfila, luogotenente di Odoacre, e dai suoi cavalieri eruli, l'eterogeneo gruppo continuerà a fuggire. Preclusa ogni altra via, il maestro Ambrosinus ricorderà una vecchia profezia delle sue terre, e deciderà di condurre il giovane imperatore in Britannia, mentre le vicende dei personaggi (e in particolare di Aurelio e Livia) si svolgono in un travagliato viaggio che li farà attraversare l'Europa postimperiale devastata e imbarbarita. Giunti infine in Britannia, scopriranno che il ricordo della passata romanità, e con essa della vecchia e leggendaria Legio XII Drago, non è ancora del tutto scomparso. Minacciati ancora da Wulfila, e in più da un vecchio re celato da una maschera d'oro, decidono di affrontare tutti i loro nemici in una battaglia finale. La rivelazione finale, inattesa e spiazzante, segnerà definitivamente la fine del grande sogno della Roma Imperiale e la nascita di una nuova stirpe di miti e di eroi.
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  • 4

    Trovo affascinante il modo in cui Manfredi riesca a rendere un argomento storico così interessante. Sebbene in alcuni punti le sue descrizioni si dilungassero un po' troppo, la trama è avvincente e r ...continua

    Trovo affascinante il modo in cui Manfredi riesca a rendere un argomento storico così interessante. Sebbene in alcuni punti le sue descrizioni si dilungassero un po' troppo, la trama è avvincente e riesce a coinvolgere il lettore, anche se non dalle primissime pagine. Libro consigliato a chi è amante della storia o a chi, come me, ha bisogno di uno stimolo per interessarsi di più alla materia.

    ha scritto il 

  • 4

    Roma Immortale

    Romanzo storico veramente bello e ben scritto da Manfredi riguardo l'ultimo imperatore Romano Romolo Augusto e la sua travagliata vicenda che lo portera' a dover affrontare alla sua giovane eta' dramm ...continua

    Romanzo storico veramente bello e ben scritto da Manfredi riguardo l'ultimo imperatore Romano Romolo Augusto e la sua travagliata vicenda che lo portera' a dover affrontare alla sua giovane eta' drammi e viaggi enormemente duri accompagnato dai pochi e valorosissimi guerrieri dell'ultima legione romana: la Nova Invicta. Veramente ben reso dall'autore il clima che si respirava all'epoca della Roma morente e saccheggiata dai barbari che ne cancellavano tradizioni e stili. Molto affascinante il finale con il legame che l'autore crea tra la storia Romana e quella Britannica e un'inaspettata descrizione di cio' che e' diventata la spada di Cesare e il personaggio di Ambrosinus(maestro dell'imperatore).

    ha scritto il 

  • 0

    Anno Domini 476. Nella pianura fra Pavia e Piacenza, una coltre di nebbia ricopre il paesaggio. Ad un tratto un'orda di cavalieri barbari emerge dalla foschia e si abbatte sul campo della Legio Nova I ...continua

    Anno Domini 476. Nella pianura fra Pavia e Piacenza, una coltre di nebbia ricopre il paesaggio. Ad un tratto un'orda di cavalieri barbari emerge dalla foschia e si abbatte sul campo della Legio Nova Invicta, leggendario baluardo della romanità a difesa di Romolo Augustolo, un ragazzo di tredici anni, l'ultimo imperatore romano d'Occidente. Ma non tutti muoiono nel massacro. Dal campo risorge un gruppo di legionari che paiono immortali. A loro si aggiunge Livia Prisca, formidabile guerriera. La loro disperata missione è liberare Romolo Augustolo insieme a Meridius Ambrosinus, il suo enigmatico precettore, anche a costo della vita.

    ha scritto il 

  • 4

    è il secondo libro di Manfredi che leggo e visto che il primo non mi era piaciuto granchè, ero partito un pò titubante;
    Invece devo dire che mi è piaciuto, è una bella avventura che scorre velocemente ...continua

    è il secondo libro di Manfredi che leggo e visto che il primo non mi era piaciuto granchè, ero partito un pò titubante;
    Invece devo dire che mi è piaciuto, è una bella avventura che scorre velocemente.

    ha scritto il 

  • 3

    Mi sembra che questa versione presenti qualche taglio, comunque il materiale di lavoro alla fine del testo lo rende utile per eventuali compiti da assegnare in classe o a casa.Mi sa che i miei alunni ...continua

    Mi sembra che questa versione presenti qualche taglio, comunque il materiale di lavoro alla fine del testo lo rende utile per eventuali compiti da assegnare in classe o a casa.Mi sa che i miei alunni di seconda superiore quest'anno se lo ritroveranno come libro per le vacanze di Natale.Le tre stelline sono dovute alla rilettura, la prima volta mi era parso molto più bello (l'effetto sorpresa conta parecchio!)

    ha scritto il 

  • 4

    Basse aspettative ma per una volta felice di essermi sbagliata. L'ho a dir poco adorato e non me lo aspettavo da un romanzo storico ma leggevo velocemente e con tanta voglia di proseguire.

    ha scritto il 

  • 3

    Sapendo già in partenza che da questo racconto ne avrebbero tratta una versione cinematografica, l'autore ha impresso un carattere più romanzato che storico; sapientemente e furbescamente ha sfruttato ...continua

    Sapendo già in partenza che da questo racconto ne avrebbero tratta una versione cinematografica, l'autore ha impresso un carattere più romanzato che storico; sapientemente e furbescamente ha sfruttato l'alone di mistero che aleggia sull'esistenza di Romolo Augusto,il crollo dell'impero romano d'occidente, fondendolo con l'inizio del ciclo arturiano bretone.
    Il romanzo scorre con leggerezza ed appassiona il lettore, ma la mia preferenza va alla versione di Manfredi nelle vesti di storicista e non di romanziere.

    ha scritto il 

  • 4

    Decisamente migliore del film! Tutto un background e una storia che nel film, da quel che mi ricordo, viene completamente ignorato...
    "Roma non si identifica con una razza, o un popolo, o un'etnia. Ro ...continua

    Decisamente migliore del film! Tutto un background e una storia che nel film, da quel che mi ricordo, viene completamente ignorato...
    "Roma non si identifica con una razza, o un popolo, o un'etnia. Roma è un ideale e gli ideali non si possono distruggere..."

    ha scritto il 

  • 4

    Non riuscivo a scollarmi dalle sue pagine! Appena chiudevo il libro pensavo: chissà cosa succede ora a Romolo! anche se alcuni tratti non sono vero simili l'ho apprezzato!

    ha scritto il 

  • 4

    7/10

    Le mie aspettative erano basse, ma sono rimasta piacevolmente colpita. Il romanzo storico, di solito, o mi annoia enormemente o mi mi piace molto. Questo invece ha raggiunto una via di mezzo che non m ...continua

    Le mie aspettative erano basse, ma sono rimasta piacevolmente colpita. Il romanzo storico, di solito, o mi annoia enormemente o mi mi piace molto. Questo invece ha raggiunto una via di mezzo che non mi aspettavo. Non sono un' esperta di questo periodo storico, quello che so lo devo solo alle versioni di latino e alle ora di letteratura latina fatte alle superiori, perciò non so quanto sia attinente ciò che è raccontato a ciò che è successo. Questo da un lato è positivo, perchè sicuramente conoscendo bene la storia mi sarei irritata a vederla rovinata, ma dall'altro mi sembra di essermi persa qualcosa, del resto sono conoscenze che prima o poi mi piacerebbe avere. In ogni caso come romanzo non è male, ti fa venire voglia di vedere come va avanti, lo stile non è malvagio anche se in alcuni punti l' ho trovato troppo forzato e ripetitivo, la storia è interessante anche se contiene alcune ovvietà e la classica storiella d'amore che non mi convince mai, in nessun libro. Tutto sommato mi sento di consigliarlo a chi è incuriosito dal genere e ha voglia di leggere qualcosa sull' ultimo imperatore romano, senza troppe aspettative però.

    ha scritto il 

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