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L'ultima legione

Di

Editore: Mondadori

3.8
(3496)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 472 | Formato: Altri | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Tedesco , Francese , Spagnolo , Catalano , Portoghese

Isbn-10: 8804503637 | Isbn-13: 9788804503637 | Data di pubblicazione: 

Disponibile anche come: Tascabile economico , Paperback

Genere: Fiction & Literature , History , Science Fiction & Fantasy

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Descrizione del libro
Anno 476. L'Impero Romano d'Occidente è sotto l'attacco delle armate del Generale erulo Odoacre. Le forze fedeli all'impero sono state annientate e l'Imperatore Romolo Augusto, un bambino di soli 13 anni, è stato arrestato e deposto. Nel frattempo a Dertona, dove sorge il castrum dell'ultima legione, la "Nova Invicta", infuria la battaglia contro i cavalieri eruli. L'ufficiale Aureliano Ambrosio Ventidio, distaccatosi dai suoi compagni, cavalca disperatamente verso la villa del nobile Oreste per chiedere aiuto, ma la trova distrutta dagli eruli, e può soltanto ricevere l'ultima richiesta di Oreste morente: salvare e proteggere Romolo Augusto, suo figlio, ultimo Imperatore di Roma. Dopo essersi ricongiunto con gli ultimi superstiti del massacro della sua legione (Vatreno e il gigante Batiato) e con l'aiuto della bella "venetiana" Livia Prisca e degli ex soldati Orosio e Demetrio, Aurelio passa all'azione assaltando la villa di Capri ove Romolo era tenuto prigioniero. Qui lo libera assieme al suo precettore Meridius Ambrosinus, e viene in possesso di un prezioso (e quanto mai desiderato) oggetto: la leggendaria Spada Calibica di Giulio Cesare. Inseguiti da presso dallo spietato Wulfila, luogotenente di Odoacre, e dai suoi cavalieri eruli, l'eterogeneo gruppo continuerà a fuggire. Preclusa ogni altra via, il maestro Ambrosinus ricorderà una vecchia profezia delle sue terre, e deciderà di condurre il giovane imperatore in Britannia, mentre le vicende dei personaggi (e in particolare di Aurelio e Livia) si svolgono in un travagliato viaggio che li farà attraversare l'Europa postimperiale devastata e imbarbarita. Giunti infine in Britannia, scopriranno che il ricordo della passata romanità, e con essa della vecchia e leggendaria Legio XII Drago, non è ancora del tutto scomparso. Minacciati ancora da Wulfila, e in più da un vecchio re celato da una maschera d'oro, decidono di affrontare tutti i loro nemici in una battaglia finale. La rivelazione finale, inattesa e spiazzante, segnerà definitivamente la fine del grande sogno della Roma Imperiale e la nascita di una nuova stirpe di miti e di eroi.
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  • 0

    Anno Domini 476. Nella pianura fra Pavia e Piacenza, una coltre di nebbia ricopre il paesaggio. Ad un tratto un'orda di cavalieri barbari emerge dalla foschia e si abbatte sul campo della Legio Nova Invicta, leggendario baluardo della romanità a difesa di Romolo Augustolo, un ragazzo di tredici a ...continua

    Anno Domini 476. Nella pianura fra Pavia e Piacenza, una coltre di nebbia ricopre il paesaggio. Ad un tratto un'orda di cavalieri barbari emerge dalla foschia e si abbatte sul campo della Legio Nova Invicta, leggendario baluardo della romanità a difesa di Romolo Augustolo, un ragazzo di tredici anni, l'ultimo imperatore romano d'Occidente. Ma non tutti muoiono nel massacro. Dal campo risorge un gruppo di legionari che paiono immortali. A loro si aggiunge Livia Prisca, formidabile guerriera. La loro disperata missione è liberare Romolo Augustolo insieme a Meridius Ambrosinus, il suo enigmatico precettore, anche a costo della vita.

    ha scritto il 

  • 4

    è il secondo libro di Manfredi che leggo e visto che il primo non mi era piaciuto granchè, ero partito un pò titubante; Invece devo dire che mi è piaciuto, è una bella avventura che scorre velocemente.

    ha scritto il 

  • 3

    Mi sembra che questa versione presenti qualche taglio, comunque il materiale di lavoro alla fine del testo lo rende utile per eventuali compiti da assegnare in classe o a casa.Mi sa che i miei alunni di seconda superiore quest'anno se lo ritroveranno come libro per le vacanze di Natale.Le tre ste ...continua

    Mi sembra che questa versione presenti qualche taglio, comunque il materiale di lavoro alla fine del testo lo rende utile per eventuali compiti da assegnare in classe o a casa.Mi sa che i miei alunni di seconda superiore quest'anno se lo ritroveranno come libro per le vacanze di Natale.Le tre stelline sono dovute alla rilettura, la prima volta mi era parso molto più bello (l'effetto sorpresa conta parecchio!)

    ha scritto il 

  • 4

    Basse aspettative ma per una volta felice di essermi sbagliata. L'ho a dir poco adorato e non me lo aspettavo da un romanzo storico ma leggevo velocemente e con tanta voglia di proseguire.

    ha scritto il 

  • 3

    Sapendo già in partenza che da questo racconto ne avrebbero tratta una versione cinematografica, l'autore ha impresso un carattere più romanzato che storico; sapientemente e furbescamente ha sfruttato l'alone di mistero che aleggia sull'esistenza di Romolo Augusto,il crollo dell'impero romano d'o ...continua

    Sapendo già in partenza che da questo racconto ne avrebbero tratta una versione cinematografica, l'autore ha impresso un carattere più romanzato che storico; sapientemente e furbescamente ha sfruttato l'alone di mistero che aleggia sull'esistenza di Romolo Augusto,il crollo dell'impero romano d'occidente, fondendolo con l'inizio del ciclo arturiano bretone. Il romanzo scorre con leggerezza ed appassiona il lettore, ma la mia preferenza va alla versione di Manfredi nelle vesti di storicista e non di romanziere.

    ha scritto il 

  • 4

    Decisamente migliore del film! Tutto un background e una storia che nel film, da quel che mi ricordo, viene completamente ignorato... "Roma non si identifica con una razza, o un popolo, o un'etnia. Roma è un ideale e gli ideali non si possono distruggere..."

    ha scritto il 

  • 4

    Non riuscivo a scollarmi dalle sue pagine! Appena chiudevo il libro pensavo: chissà cosa succede ora a Romolo! anche se alcuni tratti non sono vero simili l'ho apprezzato!

    ha scritto il 

  • 4

    7/10

    Le mie aspettative erano basse, ma sono rimasta piacevolmente colpita. Il romanzo storico, di solito, o mi annoia enormemente o mi mi piace molto. Questo invece ha raggiunto una via di mezzo che non mi aspettavo. Non sono un' esperta di questo periodo storico, quello che so lo devo solo alle vers ...continua

    Le mie aspettative erano basse, ma sono rimasta piacevolmente colpita. Il romanzo storico, di solito, o mi annoia enormemente o mi mi piace molto. Questo invece ha raggiunto una via di mezzo che non mi aspettavo. Non sono un' esperta di questo periodo storico, quello che so lo devo solo alle versioni di latino e alle ora di letteratura latina fatte alle superiori, perciò non so quanto sia attinente ciò che è raccontato a ciò che è successo. Questo da un lato è positivo, perchè sicuramente conoscendo bene la storia mi sarei irritata a vederla rovinata, ma dall'altro mi sembra di essermi persa qualcosa, del resto sono conoscenze che prima o poi mi piacerebbe avere. In ogni caso come romanzo non è male, ti fa venire voglia di vedere come va avanti, lo stile non è malvagio anche se in alcuni punti l' ho trovato troppo forzato e ripetitivo, la storia è interessante anche se contiene alcune ovvietà e la classica storiella d'amore che non mi convince mai, in nessun libro. Tutto sommato mi sento di consigliarlo a chi è incuriosito dal genere e ha voglia di leggere qualcosa sull' ultimo imperatore romano, senza troppe aspettative però.

    ha scritto il 

  • 4

    non male

    è il primo titolo che acquisto di manfredi e devo dire che, data l'"importanza" del soggetto trattato, mi aspettavo una specie di polpettone storico. Forse ci sono troppi momenti tappabuchi e i personaggi non sono molto approfonditi, ma l'idea della storia mi è piaciuta e lo stile narrativo è sco ...continua

    è il primo titolo che acquisto di manfredi e devo dire che, data l'"importanza" del soggetto trattato, mi aspettavo una specie di polpettone storico. Forse ci sono troppi momenti tappabuchi e i personaggi non sono molto approfonditi, ma l'idea della storia mi è piaciuta e lo stile narrativo è scorrevole.

    ha scritto il 

  • 2

    La copertina non fa il libro!

    Il romanzo in sé per sé non è male; è lo stile narrativo che è pessimo. Fa un uso smodato di punteggiatura ed avverbi e ha il vizio di disseminare il libro di ovvietà non richieste! L'intera narrazione è scritta a mo' di lista della spesa e (specialmente all'inizio) si fa un po' fatica a seguire ...continua

    Il romanzo in sé per sé non è male; è lo stile narrativo che è pessimo. Fa un uso smodato di punteggiatura ed avverbi e ha il vizio di disseminare il libro di ovvietà non richieste! L'intera narrazione è scritta a mo' di lista della spesa e (specialmente all'inizio) si fa un po' fatica a seguire l'autore nei continui spostamenti da un gruppo di personaggi ad un altro. Avevo sentito parlare bene di questo autore, ma il livello del libro che mi sono trovato in mano è piuttosto basso.

    ha scritto il 

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