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L'ultima notte bianca

Di

3.5
(306)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: | Formato: Tascabile economico

Isbn-10: A000067877 | Data di pubblicazione: 

Disponibile anche come: Copertina rigida , Altri , eBook

Genere: Family, Sex & Relationships , Fiction & Literature , Mystery & Thrillers

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Descrizione del libro
L'ULTIMA NOTTE BIANCA

E' trascorso un anno da quando Anna Pavesi ha dato una svolta decisiva alla propria vita: da psicologa delle tossicodipendenze è diventata esperta nella ricerca di persone scomparse, da torinese è diventata bergamasca d’adozione, da moglie tradita è tornata a essere single. È trascorso un anno, ma a risucchiarla nel passato è proprio la sua nuova professione: una sua ex collega le chiede di occuparsi della scomparsa di un’educatrice, Germana. Germana ha trentacinque anni e lavora a Torino, con i tossicodipendenti, fornendo loro siringhe e preservativi, aiutandoli con le terapie al metadone, cercando di “ridurre il rischio”, di non farli crepare. La notte del 9 febbraio 2006, mentre la città vive la grande euforia delle Olimpiadi invernali, Germana abbandona il centro di accoglienza mobile dove è di servizio e sparisce nel nulla. E Anna si ritrova all’improvviso in mezzo a tutto ciò che aveva cercato di dimenticare; si ritrova nella sua città di un tempo, nella casa che aveva condiviso con il marito, tra i fantasmi di vecchie amicizie e di vecchie conoscenze professionali. Così, forse confusa, forse sopraffatta dai ricordi, non si accorge che la soluzione è fin troppo evidente, che tutto è già scritto dall’inizio. Come al solito, però, più che scoprire, ad Anna interessa capire: capire cosa è successo, certo, ma anche capire la misteriosa esistenza di chi, ostinatamente, continua a stare ai margini, la misteriosa esistenza di chi lega la propria vita a una dose, o alla strada, o alla compagnia di un cane. La grande festa olimpica raggiunge il suo culmine nella notte bianca del 25 febbraio; un milione di persone in piazza: tra loro c’è Anna e c’è qualcun altro che non è lì per festeggiare. Dopo il successo di Una piccola storia ignobile, Alessandro Perissinotto ci racconta un nuovo e crudo episodio della vita di Anna Pavesi, la psicologa — investigatrice suo malgrado — che con la sua grinta, la sensibilità ma anche il suo carico di paure e umane debolezze, ha già toccato il cuore di migliaia di lettori.

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  • 4

    avevo preso questo libro al solito mercatino.
    poi una sera, al radundo di anobii, sento parlare di un altro titolo di questo autore e allora mi son detta che era ora di leggerlo ^^
    personalmente l'ho trovato un bel giallo.
    la protagonista (una psicologa che diventa detective) no ...continua

    avevo preso questo libro al solito mercatino.
    poi una sera, al radundo di anobii, sento parlare di un altro titolo di questo autore e allora mi son detta che era ora di leggerlo ^^
    personalmente l'ho trovato un bel giallo.
    la protagonista (una psicologa che diventa detective) non è alla sua prima "indagine" ma questo non incide sulla comprensione della storia.
    bello perchè molto piantato coi piedi per terra: una storia di tossici e di volontari, di burnout, speranze, rabbie e paure.
    mi è piaciuto molto anche pensare che la protagonista femminile, quarantenne separata con amante "accompagnato" e uscita a cena con l'ex e la nuova compagna, con tutto il carosello che ne consegue, è stata "creata" da un uomo:)

    ha scritto il 

  • 5

    Penna abile del giallo contemporaneo

    Mi capita molto raramente di leggere due romanzi dello stesso autore nell’arco di breve tempo. Ma questa volta, poco dopo aver terminato (e apprezzato) “Una piccola storia ignobile”, questo mi ha strizzato l’occhio dallo scaffale della biblioteca e ho capito che dovevo fare un’eccezione.
    Ho ...continua

    Mi capita molto raramente di leggere due romanzi dello stesso autore nell’arco di breve tempo. Ma questa volta, poco dopo aver terminato (e apprezzato) “Una piccola storia ignobile”, questo mi ha strizzato l’occhio dallo scaffale della biblioteca e ho capito che dovevo fare un’eccezione.
    Ho ritrovato con gioia la grintosa e sensibile Anna Pavesi, psicologa improvvisata detective, qui alla ricerca di Germana, un’educatrice che lavora coi tossicodipendenti, misteriosamente scomparsa in una notte del Febbraio 2006, mentre Torino vive l’euforia delle Olimpiadi. La sua indagine fatta più di sensazioni, scavi psicologici e collegamenti che di tracce effettive, e i suoi pensieri spesso conditi da cinismo e ironia, si divorano, quasi con divertimento.
    Ho ritrovato le atmosfere così vive di una città nostrana vicina a me (in “Piccola storia ignobile” era Milano, qui è Torino appunto), descritte con completezza e spessore: sembra di vederla questa Torino, con la Mole che svetta dall’alto, i quartieri residenziali e i palazzi signorili, i bar storici e il lungo Po, e nel mezzo un’umanità varia e in movimento, dalla venditrice di libri usati che si mangia degli agnolotti fumanti davanti alla sua bancarella, al marocchino-amico che vende dei braccialetti in una piazza del centro.
    E poi, ho ritrovato una trama semplice e fitta di mistero, che tra l’altro dà modo all’autore (e al lettore) di tuffarsi nel mondo della tossicodipendenza e dell’emarginazione: niente fronzoli, niente chiacchere inutili, nessuna pausa concessa al respiro.
    Confesso che mi aspettavo un finale diverso ma ho apprezzato il taglio umano della protagonista, che, una volta scoperto il colpevole, e avendo capito perché ha fatto ciò che ha fatto, non l’ha assicurato alla giustizia, quasi volesse esimersi dal condannare in un mondo in cui tutti, assassini e assassinati, sono vittime delle stesse pene d’animo: per un giallo dei nostri tempi, l’ho trovato raro.
    Alessandro Perissinotto ha confermato dunque di essere un autore pienamente nelle mie corde. L’ennesima abile penna da scoprire nel nostro panorama del giallo contemporaneo.
    Stavolta decido di premiarlo con 5 stelline. E con lui, non mi fermo di certo qua.

    ha scritto il 

  • 2

    INSOMMA...

    Niente di speciale...
    La storia non intriga un gran che...
    Torino olimpiadi invernale 2006 annoia...
    (e chi non è di Torino che se ne fa di tutti quei nomi di vie e piazze e quartieri, continuamente ripetuti?? Si compra una bella cartina??)
    PS: mi stanno già sulle scatole ...continua

    Niente di speciale...
    La storia non intriga un gran che...
    Torino olimpiadi invernale 2006 annoia...
    (e chi non è di Torino che se ne fa di tutti quei nomi di vie e piazze e quartieri, continuamente ripetuti?? Si compra una bella cartina??)
    PS: mi stanno già sulle scatole gli americani con le loro "avenue" numerate!!!
    Il finale è carino, ma bisogna arrivarci stando svegli...
    Troppo impietoso?
    Naaaaaa!

    ha scritto il 

  • 3

    e 1/2 (un po' insipido)

    Non mi è dispiaciuto nemmeno questo, la seconda ricerca-di-una-donna-scomparsa da parte della psicologa-riciclata-detective Anna Pavesi. Sarà che sono legato a Torino da molti ricordi, sarà che mi piacciono le rosse, sarà che certe notti si vivono una volta sola nella vita....
    Anche un omag ...continua

    Non mi è dispiaciuto nemmeno questo, la seconda ricerca-di-una-donna-scomparsa da parte della psicologa-riciclata-detective Anna Pavesi. Sarà che sono legato a Torino da molti ricordi, sarà che mi piacciono le rosse, sarà che certe notti si vivono una volta sola nella vita....
    Anche un omaggio a Lou Reed, che suonò durante le Olimpiadi, come ricorda Perissinotto nella sua storia. Un omaggio e un ricordo, per tutti coloro che hanno vissuto il lato selvaggio, sporco, vizioso, spesso sbagliato e perdente.
    http://youtu.be/qTgDgYPnToo

    ha scritto il 

  • 3

    In ogni libro che leggo di solito trovo qualche aspetto positivo. Anche in questo è così: la storia è intrigante,il finale a sorpresa eppure...c'è qualcosa che non mi ha convinto, forse l'incongruità di affiancare il mondo della droga all'evento delle olimpiadi a Torino, forse la sensazione di un ...continua

    In ogni libro che leggo di solito trovo qualche aspetto positivo. Anche in questo è così: la storia è intrigante,il finale a sorpresa eppure...c'è qualcosa che non mi ha convinto, forse l'incongruità di affiancare il mondo della droga all'evento delle olimpiadi a Torino, forse la sensazione di una storia in bilico tra il libro precedente(che non ho letto) e questo, non so di preciso, ma la sensazione non è stata positiva.

    ha scritto il 

  • 4

    Lo stile di Perissinotto mi piace sempre, lineare e chiaro.
    Mi piace anche in questo romanzo dove imbastisce una storiaccia sordida all’interno dell’ambiente dei tossicodipendenti torinesi.

    Ritroviamo Anna Pavesi, psicologa di professione e “ricercatrice” di persone scomparse per pa ...continua

    Lo stile di Perissinotto mi piace sempre, lineare e chiaro.
    Mi piace anche in questo romanzo dove imbastisce una storiaccia sordida all’interno dell’ambiente dei tossicodipendenti torinesi.

    Ritroviamo Anna Pavesi, psicologa di professione e “ricercatrice” di persone scomparse per passione.
    Questa volta le tocca abbandonare temporaneamente Bergamo per fare ritorno nella sua Torino nel periodo che coincide con lo svolgersi delle Olimpiadi invernali (siamo nel 2006). Anna si mette alla ricerca di Germana, un’educatrice che lavora all’interno di una cooperativa che si occupa del recupero dei tossicodipendenti. Anna ha bazzicato quegli ambienti anni prima durante la sua attività come psicologa e si muove con una certa facilità nei posti dove sono soliti riunirsi gli eroinomani irrecuperabili, ma questo non le impedisce di cacciarsi in situazioni molto pericolose. Tra appostamenti notturni (in cui la Pavesi sembra specializzata) in luoghi squallidi e paurosi da cui uno sano di mente si terrebbe saggiamente alla larga e una non troppo velata critica al carrozzone che accompagna le Olimpiadi invernali (c’ero anch’io a Torino alla notte bianca del 25 febbraio 2006!), si delinea una storia il cui finale è molto doloroso ma anche molto reale. E anche per questo mi piace Perissinotto, per i suoi moventi concreti.
    La figura dell’educatrice e il suo lavoro complesso e molto spesso privo di gratificazioni sono analizzati con attenzione.

    ha scritto il