Crea la tua biblioteca Iscriviti

Insieme troveremo i libri migliori

[−]
  • Cerca Conteggio caratteri ISBN valido ISBN non valido Codice a barre valido Codice a barre non valido loading search

L'ultima partita a carte

Di

Editore: Einaudi (Super ET)

4.0
(239)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 106 | Formato: Paperback

Isbn-10: 8806196472 | Isbn-13: 9788806196479 | Data di pubblicazione: 

Disponibile anche come: eBook

Genere: Biography , Fiction & Literature , History

Ti piace L'ultima partita a carte?
Iscriviti ad aNobii per vedere chi dei tuoi amici lo ha letto, e scopri libri simili!

Registrati gratis
Descrizione del libro
Con uno stile intenso e vivo, Mario Rigoni Stern narra la sua esperienza di ragazzo nella Seconda guerra mondiale, dall'arruolamento tra gli alpini, appena diciassettenne, alle campagne di Grecia, Albania e Russia. In ogni pagina la biografia si fonde con la storia collettiva, per poi disperdersi in rivoli di storie individuali, in episodi apparentemente marginali che custodiscono un altro senso della storia. Così per sussulti e frammenti, la storia di un uomo e di un'epoca ci viene incontro. Un libro "esile di pagine ma denso di vita", un distillato prezioso in cui Rigoni Stern concentra in un modo del tutto nuovo mezzo secolo della sua scrittura.
Ordina per
  • 4

    Testamento morale di M. Rigoni Stern

    Il libro rievoca la guerra del sergente M. Rigoni Stern: l’arruolamento a diciassette anni negli alpini, soprattutto x avere la possibilità di fare il corso sciatori rocciatori in Valle d’Aosta; l’ent ...continua

    Il libro rievoca la guerra del sergente M. Rigoni Stern: l’arruolamento a diciassette anni negli alpini, soprattutto x avere la possibilità di fare il corso sciatori rocciatori in Valle d’Aosta; l’entusiasmo ingenuo e incosciente ai primi discorsi patriottici; la breve campagna di Francia sulle Alpi piemontesi nell’estate del ’40, più occasione di escursioni che di battaglie. Poi la campagna di Grecia Albania dove il gelo uccise più delle pallottole e il primo brutale impatto con la realtà della guerra; l’inizio della campagna di Russia. Durante una licenza nell’estate del ’42 l’alpino Rigoni giocò quell’ultima partita a carte con un anziano zio, già immigrato in America, che in un’osteria piemontese disse profetiche parole: “Noi facciamo 1000 mitragliatrici e gli americani 10000, noi affondiamo una nave e loro ne fanno dieci. Loro hanno ragione e noi torto”. Cominciò così la presa di coscienza dell’autore durante la guerra in Russia, gli inutili massacri di civili e la disastrosa ritirata nella neve della steppa; poi le parole retoriche di un governo che aveva perso ogni attendibilità e la prigionia in un campo di concentramento tedesco in Polonia. Diversamente dagli altri di M. Rigoni Stern questo libro non è una raccolta di ricordi sparsi ma un racconto compiuto di sei anni che tanto hanno inciso nella vita dell’autore: i ricordi nitidi affiorano come pietre nella neve della memoria x lui e le generazioni future. Terminato nel 2002, è l’ultima testimonianza di chi ha vissuto l’immane tragedia della guerra da piccolo soldato che guarda alle cose semplici. Un testamento morale dell’autore e una delle sue opere migliori.

    ha scritto il 

  • 4

    La genesi della Seconda guerra mondiale ricostruita a partire dalla rievocazione di una giovinezza, quella di Mario Rigoni Stern. Dall'altipiano alla laguna, dalle vette aostane alle aspre rocce grech ...continua

    La genesi della Seconda guerra mondiale ricostruita a partire dalla rievocazione di una giovinezza, quella di Mario Rigoni Stern. Dall'altipiano alla laguna, dalle vette aostane alle aspre rocce greche, fino alla steppa russa e al campo di concentramento tedesco, un racconto ininterrotto che raggiunge, grazie a una scrittura piana ma emozionante, momenti di assoluta moralità. Aneddoti da mandare a memoria, su cui meditare a lungo e a fondo. Libro rivelatore, termine di paragone con quell'epoca e questa, con quelle gioventù e quelle d'adesso: per scoprire quanto superficiali, inadeguati, incapaci siamo. Dormire sulla paglia, sostare in ascolto di un torrente, discorrere di poesia, respirare aria buona e profumi intensi, raccontarsi storie, andare a far legna... Certo, sono svenevolezze, ma pure rinnovano il dilemma sulla sensatezza del viver d'oggi.

    ha scritto il 

  • 4

    Partenza e ritorno

    Parte per la Russia, torna con pochi altri. Conosce le fanfaronate del regime fascista e finisce per detestarle e pagare tale scelta con la prigione. Nel mezzo la dura realtà del fronte di guerra. Chi ...continua

    Parte per la Russia, torna con pochi altri. Conosce le fanfaronate del regime fascista e finisce per detestarle e pagare tale scelta con la prigione. Nel mezzo la dura realtà del fronte di guerra. Chi è realmente libero? Chi è in lager per le proprie idee? Secondo Mario Rigoni si, perché chi combatte per un idea sbagliata non può dirsi libero. Ottimo punto di vista sull'Italia del periodo Fascista.

    ha scritto il 

  • 4

    L'esperienza di un ragazzo nella Seconda Guerra Mondiale raccontata in 106 pagine

    "Zio,-gli dissi,- vedrai che finirà presto. Quando noi arriveremo in Russia sarà già tutto finito". Mi guardò in silenzio. Sussurrò: "Ragazzo, tu parti perché sei un soldato. Ti auguro solo di tornare ...continua

    "Zio,-gli dissi,- vedrai che finirà presto. Quando noi arriveremo in Russia sarà già tutto finito". Mi guardò in silenzio. Sussurrò: "Ragazzo, tu parti perché sei un soldato. Ti auguro solo di tornare".
    Queste ultime parole scesero pesanti e riprendemmo la partita. Loro, quelli che andavo a combattere, avevano il settebello, gli ori, gli assi, noi le scartine. Le nostre figure erano già giocate.

    Ho letto questo "esile libretto" (come lo definisce l'autore stesso) in un giorno, anzi, in mezza giornata... anzi meno. La prosa è scarna, quasi una cronaca, ma quanto "peso specifico" hanno le parole e quanta umanità traspare nel detto e anche nel non detto! Racconta la vita di Mario Rigoni Stern dai 17 anni ai 23: dall'arruolamento negli Alpini, alla Campagna di Russia, al campo di concentramento alla fine della guerra.
    E' importante sapere che c'è stato un periodo della nostra storia in cui a 23 anni si era "vecchi sergenti", soprattutto ora che siamo circondati da giovani quarantenni!

    ha scritto il 

  • 4

    Il giorno più bello della vita

    Dopo numerose letture romanzate, ho faticato di fronte a questo concentrato di realtà. Leggendo si ha come l’impressione che ognuno dei numerosi episodi narrati, sarebbe potuto essere lo spunto per un ...continua

    Dopo numerose letture romanzate, ho faticato di fronte a questo concentrato di realtà. Leggendo si ha come l’impressione che ognuno dei numerosi episodi narrati, sarebbe potuto essere lo spunto per un racconto di almeno cinquanta pagine.
    Quanto dolore può sopportare un uomo? E’ quanto durante la guerra? La morte diventa routine. Rigoni introduce le figure dei commilitoni e dopo poche righe spiega come hanno perso la vita. Aveva solo diciassette anni quando si arruolò volontario. Attraversò tutte le fasi della seconda guerra mondiale e finì in un campo di concentramento dopo l’otto settembre ‘43.
    “Per noi rinchiusi dentro l’I-B venne un inverno grigio con pioggia, umido, freddo, neve, pidocchi e voli di corvi nel cielo. E sempre quella fame che ci rendeva ogni giorno più emaciati. In questo squallore avevo compiuto il mio ventiduesimo compleanno.”
    Se leggerete queste memorie capirete quale orrore abbia vissuto quella generazione.
    Quando quella maledetta guerra me la raccontava mio nonno, mi pareva qualcosa di remoto. Leggeva molti libri che la riguardavano, e mi ripeteva:
    “Bimbo, la liberazione è stato il più bel giorno della mia vita”
    Ha continuato a chiamarmi bimbo anche quando sono diventato babbo ed è morto proprio il 25 aprile, nell’anniversario del suo giorno più bello. Quale gioia poteva esser stata nel ’45 la fine di quell’orrore?
    Ho sottolineato vari passi di queste memorie, in quello che da il titolo al libro, lo zio di Rigoni (combattente della guerra 15-18), di fronte all’entusiasmo del nipote in partenza per il fronte russo gli dice: “Ragazzo, tu parti perché sei un soldato. Ti auguro solo di ritornare:” Lo fa durante l’ultima partita a carte che giocano insieme. Rigoni più avanti negli anni rifletterà su quelle parole e capirà chi in quella partita avesse le figure e chi gli scartini.
    A pag. 58 c’è il gustoso aneddoto del generale russo secondo cui Hitler “Non aveva letto Guerra e Pace e dunque non poteva aver capito niente del popolo russo”
    Fra i miei progetti a breve scadenza non c’è quello di muovere alla conquista di Mosca, ma inizia a farsi strada con insistenza quello di attaccare le 1463 pagine (ho individuato l’edizione con le parti in francese tradotte) del libro di Tolstoj.

    ha scritto il 

  • 0

    Nella breve introduzione, mentre racconta i motivi che l'hanno spinto a scrivere questo testo, l'autore lo definisce come un libricino "esile di pagine ma denso di vita". E davvero questo libro è una ...continua

    Nella breve introduzione, mentre racconta i motivi che l'hanno spinto a scrivere questo testo, l'autore lo definisce come un libricino "esile di pagine ma denso di vita". E davvero questo libro è una testimonianza intensa, autentica e toccante della giovinezza dell'autore e della vita di tanti altri giovani, in un periodo turbolento come è stata la nostra seconda guerra mondiale.
    E' scritto senza fronzoli, nel modo più semplice possibile. I ricordi sono spezzati da citazioni, o dalla ricapitolazione dei fatti storici. Tutto questo lo rende un piccolo, prezioso documento la cui lettura potrebbe essere proposta in classe, e davvero credo che non lascierebbe indifferente nessuno.
    Non riesco ad assegnargli delle stelline, mi ha commosso anche se non so spiegare perchè.

    ha scritto il 

  • 4

    E' un mistero per me come più di una generazione si sia potuta lanciare nell'avventura folle e suicida del fascismo.

    Quanti frati domenicani, colti, impegnati, per molti versi capaci di autentici att ...continua

    E' un mistero per me come più di una generazione si sia potuta lanciare nell'avventura folle e suicida del fascismo.

    Quanti frati domenicani, colti, impegnati, per molti versi capaci di autentici atti di umanità ed eroismo, si sono lasciati sedurre dalle fantasie imperiali di Mussolini (salvo, poi, pagarne le amarissime conseguenze, chi con la vita, chi con la persecuzione)! Come si è potuti passare dall'aperta ostilità all'unità d'Italia al fanatismo nazioanlista? Nessuno di loro si è posto il problema della compatibilità di questa ideologia violenta ed escludente con la carità così cattolica del Vangelo? Perchè?

    Rigoni Stern racconta il suo punto di vista, che allora è stato la spensieratezza, la voglia di avventura, la disinformazione e il disinteresse per la politica e che ora è una candida e trasparente onestà.

    ha scritto il 

  • 4

    Leggere del prima per capire il dopo

    Il prequel de "Il sergente nella neve", scritto per rielaborare un intervento sul tema "Precipitare la fine, anticipare l'inizio: Succisa virescit.

    da pagina 79
    Sussurrò: - Ragazzo, tu parti perchè s ...continua

    Il prequel de "Il sergente nella neve", scritto per rielaborare un intervento sul tema "Precipitare la fine, anticipare l'inizio: Succisa virescit.

    da pagina 79
    Sussurrò: - Ragazzo, tu parti perchè sei un soldato. Ti auguro solo di ritornare.
    Queste ultime parole scesero pesanti e riprendemmo l'ultima partita. Loro, quelli contro cui andavo a combattere ,avevano il settebello, gli ori, gli assi; noi le scartine.
    Le nostre figure erano già state tutte giocate.

    ha scritto il 

Ordina per