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L'ultima porta del cielo

Di

Editore: Sperling & Kupfer

3.7
(197)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 755 | Formato: Copertina rigida | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Francese , Svedese , Tedesco

Isbn-10: 8820035065 | Isbn-13: 9788820035068 | Data di pubblicazione: 

Traduttore: Annabella Caminiti

Disponibile anche come: Paperback , Altri

Genere: Fiction & Literature , Mystery & Thrillers , Science Fiction & Fantasy

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Descrizione del libro
La vita in una roulotte è dura. Eppure la bella e sfortunata Micky Bellsong sente che la sua travagliata esistenza è a una svolta: ha la netta sensazione che le stia per accadere "qualcosa di molto potente". E l'occasione non tarda ad arrivare: è una bambina di nove anni, si chiama Leilani, abita da pochi giorni nella roulotte vicina e sembra possedere parecchie risposte ai misteri della vita e del dolore. A dispetto del tutore ortopedico alla gamba e i gravi problemi di articolazione che affliggono il suo braccio sinistro, Leilani è apparentemente molto più serena di Micky e assai matura per la sua età. Ma improvvisamente la roulotte di Leilani sparisce nel nulla e Micky fa una terrificante scoperta.
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  • 3

    Un pò disomogeneo, un pò assurdo, anche un pò ridicolo, ma scritto benissimo, popolato dai soliti splendidi personaggi koontziani, capace di appassionare anche con poco. Non è tra i più riusciti di Koontz, ma mi è piaciuto dalla prima all'ultima pagina.

    ha scritto il 

  • 3

    Un romanzo deludente ed interminabile.
    Noioso e scontato per tutte e 750 le pagine del testo
    Koontz sa fare molto meglio, anche se in questo romanzo non lo fa proprio vedere.

    ha scritto il 

  • 2

    Non aprite quella porta!

    La cosa che più avevo apprezzato nel mio primo contatto con Dean Koontz, avvenuto tramite “Intensity, è stata la sua capacità di far crescere gradualmente la suspense, anche attraverso descrizioni minuziose di particolari apparentemente insignificanti.
    Per questo motivo mi sono avvicinato f ...continua

    La cosa che più avevo apprezzato nel mio primo contatto con Dean Koontz, avvenuto tramite “Intensity, è stata la sua capacità di far crescere gradualmente la suspense, anche attraverso descrizioni minuziose di particolari apparentemente insignificanti.
    Per questo motivo mi sono avvicinato fiducioso a questo secondo appuntamento, ma in questo caso sono rimasto decisamente deluso.
    La mole del volume, circa 750 pagine, dopo un po’ tende a fiaccare anche il lettore più benintenzionato se si trova impelagato in una scrittura di una lentezza troppo spesso esasperata ed esasperante e che, soprattutto, si rivela assolutamente non funzionale agli sviluppi narrativi.
    Una ragazza in crisi cerca di ritrovare se stessa e si imbatte in una ragazzina con problemi fisici, ma decisamente sveglia, ostaggio di una madre sballata e un patrigno criminale (per me il personaggio più riuscito); un bambino in fuga da non meglio identificati malintenzionati (mi è sembrato di rivedere un vecchio film in cui Bud Spencer faceva lo sceriffo e soccorreva un bimbo minacciato…); un malinconico (come sbagliarsi!)investigatore privato alla prese con una pericolosa questione di corna riguardante un importante politico.
    Sarà sicuramente stata anche la mia non predilezione per il paranormale e la fantascienza, ma proprio non mi sono appassionato a queste vicende che si intrecciano in maniera forzata in un finale fiacco.
    Meglio lo sceriffo extraterrestre...poco extra e molto terrestre
    http://www.youtube.com/watch?v=IIp3V8odUJ4

    ha scritto il 

  • 2

    Se avesse 300 pagine in meno e un finale migliore....

    Una ragazza alcolizzata in cerca di riscatto, un ex poliziotto tormentato da rabbia e rimorsi, no strano bambino in fuga con un cane e una bambina storpia vittima del patrigno assassino e della madre tossica...
    Quattro storie diverse che piano piano (molto piano, soprattutto nella prima met ...continua

    Una ragazza alcolizzata in cerca di riscatto, un ex poliziotto tormentato da rabbia e rimorsi, no strano bambino in fuga con un cane e una bambina storpia vittima del patrigno assassino e della madre tossica...
    Quattro storie diverse che piano piano (molto piano, soprattutto nella prima metà del libro!) convergono verso un unico finale, un po' raffazzonato e tanto hippie (forse sarebbe stato meglio cancellare l'intero ultimo capitolo e lasciare al lettore la possibilità di immaginare come sarebbero finiti i personaggi).
    Buona la scelta di cambiare punto di vista ad ogni capitolo (verso la fine aggiungendo anche il punto del patrigno assassino). Scelta che rende più cinematografico il capitolo più drammatico, con il punto di vista che cambia spesso e a ritmo incalzante, per seguire la contemporaneità dell'azione.

    ha scritto il 

  • 5

    Io preferisco i gatti, comunque.

    Una storia non comune. Chiunque legga King dovrebbe provare a leggere Koontz: ne resterebbe sorpreso. E si appassionerebbe tanto quanto sono appassionata io.
    Dopo Incubi avevo voglia di riscattarlo, e confesso di essermi bevuta questo libro solo dopo un periodo di sospensione piuttosto lung ...continua

    Una storia non comune. Chiunque legga King dovrebbe provare a leggere Koontz: ne resterebbe sorpreso. E si appassionerebbe tanto quanto sono appassionata io.
    Dopo Incubi avevo voglia di riscattarlo, e confesso di essermi bevuta questo libro solo dopo un periodo di sospensione piuttosto lungo.

    Ma ne vale la pena. Amerete ognuno dei suoi personaggi come io ho amato Rickster, Leilani, zia Gen, Micky Bellsong e le Spelkenfelter.

    Dopo la metà, gli eventi scorrono che è una meraviglia. Consigliato a tutti quelli che vogliono un'esperienza, e non solo un libro.

    E comunque tutta quella critica dura nei confronti dell'eutanasia io non l'ho vista. Si trattava di un serial-killer *misericordioso* e della sua controparte infermiera. Preston Maddoc è PAZZO, non è pro-eutanasia.

    Secondo me certa gente dovrebbe desalumizzarsi gli occhi prima di scrivere una recensione a caso su un libro ;)

    ha scritto il 

  • 4

    siamo strumenti della salvezza reciproca

    un ottimo libro, lungo, vario, con diverse storie parallele che per la maggior parte del libro restano separate.


    ora, dopo aver letto ormai qualche suo libro, posso notare che Koontz ha una sua simbologia, una sua serie di luoghi comuni, di personaggi tipicamente koontziani, che in questo ...continua

    un ottimo libro, lungo, vario, con diverse storie parallele che per la maggior parte del libro restano separate.

    ora, dopo aver letto ormai qualche suo libro, posso notare che Koontz ha una sua simbologia, una sua serie di luoghi comuni, di personaggi tipicamente koontziani, che in questo libro mi ha fatto piacere intravedere. non solo personaggi, ma anche situazioni e concetti ricorrenti! non è affatto un libro
    scopiazzato, non è un libro stanco, non è un libro noioso...è solo che ho notato che ormai lo conosco come scrittore!

    lo consiglio, davvero un libro niente male!

    ha scritto il 

  • 2

    Da evitare

    Inutile e banale accusa all'eutanasia. Banale perchè i personaggi risentono troppo del loro ruolo nella storia, e sono impossibilitati ad uscirne, incarnando gli stereotipi peggiori, più aridi. Ne è un esempio il "cattivo", che uccide i "buoni", e non ci sono altri aggettivi disponibili per nessu ...continua

    Inutile e banale accusa all'eutanasia. Banale perchè i personaggi risentono troppo del loro ruolo nella storia, e sono impossibilitati ad uscirne, incarnando gli stereotipi peggiori, più aridi. Ne è un esempio il "cattivo", che uccide i "buoni", e non ci sono altri aggettivi disponibili per nessuno. Romanzetto dagli intenti affabulatori, con una figura di dio come al solito ad uso e consumo di chi scrive.

    ha scritto il 

  • 5

    This is Koontz at his finest. Odd characters that you cannot let go of, multiple characters that come together to tell an exciting and wildly wonderful story, quirky and funny. This, to me, is worth more than any series he may have written. In books like this one, he shines.

    ha scritto il 

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