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L'ultima preda

Di

Editore: TEA

3.7
(707)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 516 | Formato: eBook

Isbn-10: 8878192953 | Isbn-13: 9788878192959 | Data di pubblicazione: 

Traduttore: C. Brera

Disponibile anche come: Altri , Paperback , Copertina rigida

Genere: Fiction & Literature , Romance , Travel

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Descrizione del libro
Insieme al protagonista del romanzo, Sean Courteney - uomo aitante e perennemente attratto dall'azione - siamo guidati dall'autore nel favoloso Zimbabwe (ex Rhodesia), sulle tracce dell'imprendibile Tukutela, mitico elefante simbolo dell'Africa. Accompagnano Sean, Riccardo Monterro, miliardario d'origine italiana e sua figlia, la bellissima Claudia. Tra mille pericoli, passioni e avventure, amore e morte, i nostri vengono alfine travolti da una sanguinosa guerra fratricida.Presi tra i due fuochi degli eserciti, presto i cacciatori si trasformeranno in prede e ciò varrà soprattutto per Sean che la sorte appone a un feroce nemico uscito dalle brume del suo burrascoso passato. Sarà una lotta all'ultimo sangue per difendere la propria vita, ma anche vecchi legami di amicizia e una nuova, irresistibile passione nata tra Sean e Claudia in mezzo ai pericoli della giungla...
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  • 2

    Mi dispiace aver dato un voto così basso ad un romanzo scritto veramente bene...ma...non fa proprio per me!
    L'ho trovato molto maschile e l'argomento caccia in Africa mi ha dato abbastanza fastidio (a ...continua

    Mi dispiace aver dato un voto così basso ad un romanzo scritto veramente bene...ma...non fa proprio per me!
    L'ho trovato molto maschile e l'argomento caccia in Africa mi ha dato abbastanza fastidio (anche se ambientato negli anni '80).
    Mi riservo di leggere magari qualcos'altro, prima di dare un vero giudizio sull'autore.

    ha scritto il 

  • 2

    Ok, questo anche no. Non mi è piaciuto. Personaggi inverosimili e irritanti. Ambientazione da film di Van Damme (non me ne vogliano gli estimatori). La protagonista femminile è l'apice della cretineri ...continua

    Ok, questo anche no. Non mi è piaciuto. Personaggi inverosimili e irritanti. Ambientazione da film di Van Damme (non me ne vogliano gli estimatori). La protagonista femminile è l'apice della cretineria e Sean...io ADORAVO Sean ne I fuochi dell'ira e quindi mi chiedo: cosa ne è stato di lui??? Per piacere: questo non è Sean, almeno non con questa oca insopportabile.
    Pausa Wilbur per un pò...disintossicazione da testosterone.

    ha scritto il 

  • 4

    Paesaggi sconfinati, descrizioni meravigliose... ti fa venir voglia di preparare la valigia e partire, anche se l'uomo ha già iniziato a intaccare lo splendore della natura.

    ha scritto il 

  • 3

    Maestro d'avventura, ma a volte ripetitivo

    E' il primo libro che mi tiene incollato fino all'ultima pagina, ma poi mi lascia deluso: storia ben costruita, ma nessuna novità rispetto a tante altre avventure di Smith - si può anche non leggerlo. ...continua

    E' il primo libro che mi tiene incollato fino all'ultima pagina, ma poi mi lascia deluso: storia ben costruita, ma nessuna novità rispetto a tante altre avventure di Smith - si può anche non leggerlo. Nota positiva: il ritratto di un'Africa (naturalisticamente) selvaggia e intatta, che già a fine anni '80 stava scomparendo.. e che noi non vedremo più.

    ha scritto il 

  • 3

    il libro inizia all'insegna dell'avventura e della vacanza caccia-safari. poi ha inizio l'incubo :il rapimento da parte di un gruppo di guerriglieri , la lotta tra tribu , un amore nato sotto cieli av ...continua

    il libro inizia all'insegna dell'avventura e della vacanza caccia-safari. poi ha inizio l'incubo :il rapimento da parte di un gruppo di guerriglieri , la lotta tra tribu , un amore nato sotto cieli avversi , la fuga verso la salvezza...tutto condito da paesaggi africani

    ha scritto il 

  • 1

    1,5/10

    Questo libro detiene il record di contenere il punto più basso toccato in tutti i romanzi che finora ho letto di Wilbur Smith - e non è che gli altri mi siano piaciuti: ma quando mi sono trovata a leg ...continua

    Questo libro detiene il record di contenere il punto più basso toccato in tutti i romanzi che finora ho letto di Wilbur Smith - e non è che gli altri mi siano piaciuti: ma quando mi sono trovata a leggere di una fanciulla che, in pieno territorio di guerra razziale, appena fuggita dalla prigionia, aggrappata alle fronde di un albero abbattuto in balia della corrente nel mezzo di un fiume pullulante di coccodrilli affamati, disarmata e inseguita da nemici armati fino ai denti, propone all'uomo che si è accorta di amare dieci minuti prima di copulare come se non ci fosse un domani lì, in mezzo all'acqua, aggrappati ai rami, con le mutande in mano... mi sarei quasi aspettata che le avrebbero perse, così sarebbero dovuti fuggire sotto il fuoco nemico con il culo per aria: sarebbe stato quasi più dignitoso.
    Altri problemi, anche se confrontati con quello appena citato quasi svaniscono: la protagonista femminile, che arriva come una stupidina di città ben presto costretta a convertirsi ai Veri Valori, cioè quelli di Wilbur Smith esplicitati in lunghe tirate ideologiche anti-komunisti per bocca del protagonista maschile, il Vero Uomo; l'ambientazione, sempre la stessa (Rhodesia, la patria dell'autore); l'antagonista, sempre lo stesso (un uomo nero); la trama, che poco si discosta dalle precedenti; il porno in agguato dove meno è opportuno; gli scontri a fuoco che neanche Steven Seagal.

    ha scritto il