L'ultima volta che ho avuto sedici anni

Di

Editore: Baldini & Castoldi

3.6
(27)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 250 | Formato: Paperback

Isbn-10: 8868528339 | Isbn-13: 9788868528331 | Data di pubblicazione: 

Ti piace L'ultima volta che ho avuto sedici anni?
Iscriviti ad aNobii per vedere chi dei tuoi amici lo ha letto, e scopri libri simili!

Registrati gratis

ACQUISTA LIBRO
Acquisto non disponibile
per questo libro
Descrizione del libro
Giovanni e la sua irrequieta adolescenza, le sue paure, le sue debolezze. Un ragazzo dal corpo troppo ingombrante per poter passare inosservato, vittima perfetta dei bulli della scuola. Il sadico equilibrio creatosi all'interno della piccola comunità si rompe quando Giovanni scompare nel nulla, improvvisamente. E lui stesso a raccontare in presa diretta cosa succede in paese dopo la sua scomparsa, quali sono le reazioni di tutti, da una prospettiva obliqua e lucidissima, utile a restituire i comportamenti e gli umori della gente di fronte a un evento tristissimo e inspiegabile. "L'ultima volta che ho avuto sedici anni" racconta una storia purtroppo quotidiana, tanto feroce quanto possono esserlo i ragazzi. Ci racconta l'inconsapevolezza che a volte guida i più giovani nel mettere in pratica le violenze più ignobili e ottuse.
Ordina per
  • 4

    La voce di chi parte racconta il dolore di chi resta

    Un libro che tocca corde profonde, quello di Marino Buzzi...poche pagine, che raccontano una storia che sembra già sentita, si, ma nulla é come sembra. Giovanni é il protagonista...o forse no: lui, co ...continua

    Un libro che tocca corde profonde, quello di Marino Buzzi...poche pagine, che raccontano una storia che sembra già sentita, si, ma nulla é come sembra. Giovanni é il protagonista...o forse no: lui, così importante, il perno attorno a cui ruota tutta la storia, fa un passo indietro, viene inghiottito dall'oscurità, resta solo la sua voce, e lascia sotto i riflettori tante altre realtà. Disagio, rabbia, omertà, ma anche coraggio, forza, e amore...tutti i personaggi coivolti sono collegati in modo indissolubile e invisibile tra loro e sono vittime e allo stesso tempo carnefici. La voce di Giovanni entra nella testa, e con la dolcezza di chi è lontano, ci mostra cosa si nasonde dietro alla violenza, al non-amore, alla droga. Chi resta, come in un purgatorio, sembra condannato a ripetere gli stessi errori, a restare immobile, mentre Giovanni é libero, vola, è ovunque. La sensazione, amara e pesante sul cuore, é che Giovanni sia l'ancestrale capro espiatorio di tutti: attraverso la sua storia l'ingranaggio dell'eterno ritorno si spezza, e tutti, lettore compreso, restano sconcertati davanti alla verità...è così che funziona, non ci sono vincitori a questo gioco. Tutti irrimediabilmente colpevoli, nonostante tutto.
    Un libro toccante, amaro. Un testo da inserire tra le letture scolastiche.

    ha scritto il 

  • 3

    In biblioteca era nel reparto giovani adulti. Comprensibilmente. Speravo, come a volte succede, che un libro young adult potesse piacere anche a persone ben più adulte (ho praticamente il doppio dell' ...continua

    In biblioteca era nel reparto giovani adulti. Comprensibilmente. Speravo, come a volte succede, che un libro young adult potesse piacere anche a persone ben più adulte (ho praticamente il doppio dell'età del protagonista, sigh) ma così non è stato, almeno non completamente. Non è male, ma dopo i 20 anni non mi vengono in mente buoni motivi per leggerlo.

    ha scritto il 

  • 4

    Un ottimo libro sul bullismo.

    Consiglierei la lettura nelle scuole. Peccato solo che quelle nullità che compiono atti di bullismo non sarebbero in grado di capirlo. Quelli che restano in silenzio, però, magari potrebbero trarne gi ...continua

    Consiglierei la lettura nelle scuole. Peccato solo che quelle nullità che compiono atti di bullismo non sarebbero in grado di capirlo. Quelli che restano in silenzio, però, magari potrebbero trarne giovamento. Quindi perché no. Magari questo libro è diretto soprattutto a loro.

    ha scritto il 

  • 3

    L'adolescenza raccontata ad adolescenti e adulti

    Un libro molto bello, sull'essere, sentirsi e vedersi trattati da "diversi" nel periodo dell'adolescenza. Per ragazzi e adulti...e per riflettere.

    ha scritto il 

  • 3

    Non male questo romanzo. Ma nemmeno eccezionale.
    Fin dalla primissima pagina ho capito quale sarebbe stato il "colpo di scena" finale.
    Ma in fondo non è questa la cosa più importante per un libro-den ...continua

    Non male questo romanzo. Ma nemmeno eccezionale.
    Fin dalla primissima pagina ho capito quale sarebbe stato il "colpo di scena" finale.
    Ma in fondo non è questa la cosa più importante per un libro-denuncia sul bullismo scolastico ben fatto e capace di creare empatia e di "vedere" le situazioni.
    Penso che i personaggi siano troppo aderenti a cliche già visti (famiglie ricche anaffettive in primis), ma soprattutto mi domando a chi sia rivolto. Per creare empatia negli adulti mi pare troppo giovanilistico. Per smuovere le coscienze dei giovanissimi penso sia troppo "caricato", sempre che qualche giovanissimo bisognoso di essere sensibilizzato prenda mai in mano questo libro.
    Potrebbe essere una buona lettura in classe, questo sì.

    ha scritto il 

  • 4

    Semplice, sconfortante, tristissimo
    E' la storia di tante immense solitudini, senza nessuna via di scampo.
    Tutto nasce dalla mancata accettazione di se' stessi e della diversità. Tutto si confonde nel ...continua

    Semplice, sconfortante, tristissimo
    E' la storia di tante immense solitudini, senza nessuna via di scampo.
    Tutto nasce dalla mancata accettazione di se' stessi e della diversità. Tutto si confonde nella difficoltà di vivere "l'età ingrata".
    Mentre leggevo ripensavo ad un libro che credevo dimenticato ("Come Checco detto finocchio si salvò") e riscoprivo quella sensazione di inadeguatezza tipica di ogni adolescente di ogni epoca. Ma mentre in quel romanzo è prevista l'ancora di salvezza in questo non c'è redenzione; solo un'interminabile accumulo di errori, colpe e motivi d'infelicità.
    E' un romanzo breve ma vale la pena di leggerlo.

    ha scritto il 

  • 5

    Vorrei che tutti leggessero questo libro perché trovo che contenga un pezzo di ognuno di noi. Viviamo in una società che esaspera le differenze e che nasconde le paure sotto sproporzionate dimostrazio ...continua

    Vorrei che tutti leggessero questo libro perché trovo che contenga un pezzo di ognuno di noi. Viviamo in una società che esaspera le differenze e che nasconde le paure sotto sproporzionate dimostrazioni di forza. Il bullismo non è un fenomeno lontano da noi, di cui sentiamo parlare al telegiornale, ma è qualcosa che possiamo vedere quotidianamente in piccole violenze cui non facciamo neppure più caso, quasi fossimo anestetizzati o assuefatti. Dopo aver letto questo libro nessuno potrà dire “Ma cosa vuoi che sia…!”

    ha scritto il 

  • 4

    Riuscire a confrontarsi con una tematica drammaticamente attuale come quella che ci propone questo romanzo, non è semplice. La voce narrante, l’adolescente Giovanni che per tanto tempo ha subito le v ...continua

    Riuscire a confrontarsi con una tematica drammaticamente attuale come quella che ci propone questo romanzo, non è semplice. La voce narrante, l’adolescente Giovanni che per tanto tempo ha subito le violenze e lo scherno dei compagni di scuola, si assume l’onere di presentare in modo il più possibile oggettivo la realtà non solo dei soprusi che ha subito ma anche delle ragioni che li hanno scatenati. La sua colpa è l’obesità che lo condanna a essere individuato come diverso dal gruppo, eppure il pregio maggiore della storia è proprio quella di andare oltre al dato oggettivo: Giovanni scava nel profondo, non si limita a descrivere il suo dramma ma presenta tutte le contraddizioni e i dolori dei suoi compagni, i loro segreti che pur trasformandoli in carnefici, in nome di una popolarità effimera, li trasforma comunque in altrettanti perdenti.
    Senza via di scampo.

    L’autore ha utilizzato il punto di vista del giovane per porre rilievo a tutte le sfaccettature di un disagio condiviso e al tempo stesso personale: da una famiglia economicamente potente ma povera di affetti per Spillo, alla lotta individuale per emergere e magari scappare da una realtà grigia, come nel caso di Ombra e per certi versi anche di Anna, sino a dinamiche più profonde, come l’omosessualità di Bambi, altro bersaglio di derisione e brutalità, o alla stessa rabbia irrazionale di Tony, il capo della combriccola che attiva tutti i comportamenti più pesanti nei confronti degli emarginati a beneficio dell’intero microcosmo scolastico.

    Continua su:
    http://www.lastambergadeilettori.com/2015/11/lultima-volta-che-ho-avuto-sedici-anni.html

    ha scritto il