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L'ultimo crociato

Il ragazzo che vinse a Lepanto

Di

Editore: Rizzoli (BUR. I libri dello spirito cristiano)

4.0
(152)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 402 | Formato: Paperback

Isbn-10: 8817127213 | Isbn-13: 9788817127219 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Genere: Fiction & Literature , History

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Descrizione del libro
Imperniato sulla figura di Don Giovanni d'Austria, figlio naturale di Carlo V e fratello di Filippo II re di Spagna, il più famoso e valente ammiraglio e generale del suo tempo, appassionato dagli ideali patriottici, eroe della repressione dei Mori e della battaglia di Lepanto, il romanzo si estende su tutto l'arco della storia europea del Cinquecento, della quale de Wohl è riuscito, anche grazie al tratteggio delle vicende quotidiane e psicologiche dei personaggi, a rivelare l'anima.
Questo libro narra dell'uomo che vinse la battaglia di Lepanto. Era poco più che un ragazzo, ma guidò le truppe cristiane alla vittoria che fermò la conquista musulmana dell'Europa.
Per il periodo storico che stiamo vivendo, costituisce una lettura pertinente. Ci si appresta dunque a leggere un grande arazzo storico di cui il romanziere ci fa vedere anche i fili più sottili, gli intrecci nascosti e preziosi, le figure secondarie e però significative, le sfumature.

Dalla postfazione di Enrique García Hernán:
«Che l'uomo si chiamasse Principe o Eccellenza o non avesse affatto un nome, non aveva importanza. Come mangiasse o bevesse o vestisse, se fosse seduto su un trono o sul più basso sgabello, non aveva importanza. Anche se avesse o no trovato la felicità tra le braccia di una moglie, poco contava al confronto del più grande di tutti i problemi. Poiché l'uomo apparteneva non a se stesso, ma a Dio. Per questo i cavalieri delle passate età lasciavano le loro mogli e i loro castelli per amore della Croce».
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  • 0

    L'ultimo crociato - di Francesco Iurato

    Ancora una volta, De Wohl coglie quella pienezza narrativa ottenibile nel momento in cui il contenitore della Storia viene riempito dal soave liquore della Letteratura. Ad essere illuminato dalla penna dello scrittore un personaggio il cui nome viene spesso coperto dalla puntuale grandezza della ...continua

    Ancora una volta, De Wohl coglie quella pienezza narrativa ottenibile nel momento in cui il contenitore della Storia viene riempito dal soave liquore della Letteratura. Ad essere illuminato dalla penna dello scrittore un personaggio il cui nome viene spesso coperto dalla puntuale grandezza della sua impresa: Juan D’Austria, figlio illegittimo dell’ imperatore Carlo V, giovanissimo vincitore delle flotte turche a Lepanto, il 7 Ottobre 1571. Una di quelle date sottolineate in rosso nelle cronologie scolastiche, di quelle che designano una brusca svolta del flusso storico.

    Grazie ad una – come sempre- riuscita regressione da parte dello scrittore, esso indossa il cuore, gli occhi, l’animo dell’uomo del XVI secolo spagnolo per restituire al lettore un’ irripetibile prospettiva “dal basso”.

    Il protagonista viene paternamente accompagnato lungo tutto il tragitto della sua crescita, partendo dai primi anni di anonima formazione, continuando per gli anni dell’aristocratico riconoscimento quale figlio del defunto imperatore, e fratello del nuovo Regnante Filippo II, per poi concludersi con l’eroica impresa bellica passata alla Storia come “battaglia di Lepanto”.

    Non tutta la gloria, tuttavia, sembra accreditabile al giovane e abile generale che, a fine racconto, proprio nel momento culminante della sua gloria, sembra farsi piccolo, insignificante, nell’istante in cui scorge nella sua vita l’intervento di un altro Signore. Ogni romanzo di De Wohl si snoda attraverso due piani di sviluppo storico: uno orizzontale, umano e temporale; un altro verticale, divino e atemporale, capace di intervenire sensibilmente sul primo.

    Regnanti impegnati in azioni politiche, valorosi e influenti generali pronti a ingaggiare violente battaglie, senza dimenticare quel fitto sottobosco di infimi uomini di corte intenti a tessere malefiche cospirazioni: tutti singoli vettori che cooperano, nel bene e nel male, alla realizzazione di una volontà superiore che trascende le singole intenzioni e, a volte, ne delude le aspettative.

    Tutta la gloria sembra liquefarsi dalle membra umane per confluire verso la figura di quell’ Uomo raffigurato nel Crocifisso issato nella prua della nave ammiraglia nel giorno della vittoria, quasi un vessillo di vittoria. Quel in hoc signo vinces sembra ripresentarsi dopo più di XII secoli nella scritta “in hoc signo vici Turcos, in hoc signo vincam Haereticos”, che lo stesso Juan volle scrivere nel suo stemma.

    Un romanzo che attrae a sé tutte le peculiarità dello stile dewohliano, un must intrigante e di un non indifferente spessore letterario da non farsi sfuggire.

    ha scritto il 

  • 4

    Un libro storico piacevole, dettagliato, a volte un po' stucchevole. Il punto di vista è chiaramente quello di un fedele cristiano, ma in questo caso tutta l'ideologia religiosa del narratore è funzionale alla narrazione, dato il periodo illustrato nel libro.

    ha scritto il 

  • 4

    L’ultimo crociato è Don Giovanni d'Austria, figlio naturale di Carlo V e fratello di Filippo II re di Spagna, comandante della flotta cristiana a Lepanto. L’autore ricostruisce con acuta sensibilità la sua vicenda umana, sullo sfondo dei grandi eventi del suo tempo, in un libro imperdibile per gl ...continua

    L’ultimo crociato è Don Giovanni d'Austria, figlio naturale di Carlo V e fratello di Filippo II re di Spagna, comandante della flotta cristiana a Lepanto. L’autore ricostruisce con acuta sensibilità la sua vicenda umana, sullo sfondo dei grandi eventi del suo tempo, in un libro imperdibile per gli amanti della storia.

    ha scritto il 

  • 4

    Trascendentalmente deterministico

    Un bel libro. La prima lettura sembra evidenziare solamente la mera trama, sempre avvincente, ma quando le parole sedimentano, rimane un senso di maggior compiutezza, lasciando emergere spunti di rifilessione davvero interessanti.
    Alcuni dialoghi sono illuminanti, specialmente quelli tra do ...continua

    Un bel libro. La prima lettura sembra evidenziare solamente la mera trama, sempre avvincente, ma quando le parole sedimentano, rimane un senso di maggior compiutezza, lasciando emergere spunti di rifilessione davvero interessanti.
    Alcuni dialoghi sono illuminanti, specialmente quelli tra don Juan e il Frate.

    ha scritto il 

  • 4

    Libro interessante da diversi punti di vista, storico per le vicende narrate in maniera abbastanza dettagliate, per la figura principale, Don Juan d'Austria, eroe fedele al re e alla chiesa fino all'ultimo, nonostante il tradimento del primo, condottiero nato ma infelice per la propria condizione ...continua

    Libro interessante da diversi punti di vista, storico per le vicende narrate in maniera abbastanza dettagliate, per la figura principale, Don Juan d'Austria, eroe fedele al re e alla chiesa fino all'ultimo, nonostante il tradimento del primo, condottiero nato ma infelice per la propria condizione di principe illegittimo. Libro molto scorrevole, molto intensa la caratterizzazione della spiritualita' del personaggio su cui si basano le qualita' che lo hanno reso l'eroe che e' stato, che si esplica nella contrapposizione tra il dovere e cio' che si desidera.

    ha scritto il 

  • 5

    In assoluto l'opera più affascinante di De Wohl. Era il primo che leggevo di questo autore e l'ho divorato in uno scalo di dieci ore a Francoforte.
    Avventura, storia, intrighi e conversioni, in uno splendido affreso di un periodo centrale per la storia europea.

    ha scritto il 

  • 4

    Si legge che è un piacere: bei personaggi, bella storia, linguaggio semplice ma non banale. Ma la lettura, filo-cattolica, dei personaggi e degli eventi è unilaterale e assai incompleta.

    ha scritto il 

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