L'ultimo dei neuroni

Di

Editore: A. Mondadori

3.0
(151)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 172 | Formato: Paperback

Isbn-10: 8804547030 | Isbn-13: 9788804547037 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Disponibile anche come: Altri , eBook

Genere: Narrativa & Letteratura

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Descrizione del libro
Un ardito progetto spinge Andrea G. Pinketts, secondo Fernanda Pivano l'unico cowboy metropolitano della letteratura: fare giustizia. L'impresa è apparentemente impossibile in quanto i suoi neuroni sono in estinzione.Schiacciati dalla civiltà dei bianchi. La stessa sorte è toccata alla tribù indiana degli uroni. Neuroni e uroni si riuniscono di fronte al fuoco.Accomunati dal terrore e dalla consapevolezza dell'imminente sterminio. Di fronte al fuoco, si raccontano storie inenarrabili. Storie di paura e di divertimento. Racconti di un West dell'anima.
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    Mi ricordo di un tempo, prima della fine dello scorso millennio, in cui adoravo il funambolismo verbale di Pinketts, il suo gusto per la cacofonia nel raccontare tutto e il contrario di tutto. Non ric ...continua

    Mi ricordo di un tempo, prima della fine dello scorso millennio, in cui adoravo il funambolismo verbale di Pinketts, il suo gusto per la cacofonia nel raccontare tutto e il contrario di tutto. Non ricordavo perché avessi smesso di leggerlo una decina di anni fa.
    Ho ritrovato questo volume, acquistato allora e lasciato intonso, e ho ritrovato anche quel ricordo. Nei primi romanzi, dietro l'arzigogolo di suoni ridondanti e di inversioni ad U fra senso e nonsenso, c'era una storia, un percorso dal punto A al punto B, in cui le divagazioni finivano con l'essere divertenti. In questo libro, che non è un romanzo come illude il risvolto di copertina ma una raccolta di racconti, la "storia" vera e propria è assai più rarefatta, se non inesistente.
    Col passare degli anni ho scoperto che lo sproloquio può essere divertente, a livello verbale, se ben recitato. Sulla carta stampata, anche se ben giocato, rischia di esserlo molto meno.

    ha scritto il 

  • 3

    solo per i già fans di Andrea G. (secondo me)

    Andrea G. Pinketts con le parole ci sa davvero fare, questa cosa è fuori discussione!
    Discutibile forse la sostanza di questo libro per chi ancora non l'aveva conosciuto.
    Questo è uno dei motivi per c ...continua

    Andrea G. Pinketts con le parole ci sa davvero fare, questa cosa è fuori discussione!
    Discutibile forse la sostanza di questo libro per chi ancora non l'aveva conosciuto.
    Questo è uno dei motivi per cui cerco, quando possibile, di leggere un autore in ordine cronologico.
    Racconti(ni?) non collegati tra loro se non in un caso.
    Sprazzi del vero Pinketts, che gira le parole facendoti rigirare sul divano.
    Leggete "Lazzaro vieni fuori", non ve ne pentirete.

    ha scritto il 

  • 0

    un vero delirio, ma dagli spunti geniali. a tratti troppo crudo e crudele, ma paradossalmente esilarante. genere letterario assolutamente insolito per rompere la routine delle letture più "tradiziona ...continua

    un vero delirio, ma dagli spunti geniali. a tratti troppo crudo e crudele, ma paradossalmente esilarante. genere letterario assolutamente insolito per rompere la routine delle letture più "tradizionali".

    ha scritto il 

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    Prima lettura di questo autore, più volte sentito nominare ma di cui ho sempre rinviato l'incontro, fino a questa raccolta di "racconti di un west dell'anima" di un popolo attorno al fuoco in attesa d ...continua

    Prima lettura di questo autore, più volte sentito nominare ma di cui ho sempre rinviato l'incontro, fino a questa raccolta di "racconti di un west dell'anima" di un popolo attorno al fuoco in attesa dello sterminio, come sintetizza brillantemente ed efficacemente la quarta di copertina.
    Un divertente e divertito uso delle parole, reiterato spesso con immutata e compiaciuta efficacia, al punto che è inevitabile provare un filo di invidia di fronte a tali virtuosismi. Se si considera che spesso il gioco non è solamente fine a se stesso, ma rappresenta la elegante partitura per brani in cui prosa e pensiero duettano in grande armonia una al servizio dell'altra, imbevendo il pennino in un feroce sarcasmo, vale la pena di dedicare qualche ora del proprio tempo libero all'ascolto di queste "leggende poco urbane tramandate oralmente perchè il fuoco era quello che era e, col buio che c'era intorno, se uno avesse provato a leggerle non avrebbe visto un cacchio. Nè un calumet".
    Tra tutte menzione d'onore a "Piantala, Begonia!".

    ha scritto il 

  • 4

    #13-05-Racconti
    il mio primo libro di Pinketts. E mi piace molto. Sa usare bene le parole, padroneggia molto la lingua. Assonanze e giochi di parole riempiono questa raccolta di racconti brevi.
    Molto ...continua

    #13-05-Racconti
    il mio primo libro di Pinketts. E mi piace molto. Sa usare bene le parole, padroneggia molto la lingua. Assonanze e giochi di parole riempiono questa raccolta di racconti brevi.
    Molto molto carino!
    Non vedo l'ora di leggere qualcos'altro dello stesso autore...

    ha scritto il