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L'ultimo dio

Di

Editore: Fazi

3.9
(270)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 190 | Formato: Paperback

Isbn-10: 8881124556 | Isbn-13: 9788881124558 | Data di pubblicazione: 

Disponibile anche come: Altri

Genere: Biography , Fiction & Literature , Musica

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Descrizione del libro
Mimì è un adolescente confuso e insicuro, cresciuto in una famiglia in cui lafollia sembra avere fissa dimora. La morte del padre lo obbliga a una crescitaimprovvisa. Ma invece di assumersi la responsabilità della famiglia, Mimìdecide di scappare lontano, cercando altrove un destino migliore. Iniziano glispostamenti randagi e avventurosi senza un soldo in tasca, fino all'arrivo aBologna. Qui, nella cucina di un ristorante dove lavora come aiuto cuoco, Mimìscopre un libro, regalatogli da un cliente, che gli parla come mai erasuccesso prima e che gli mostra finalmente il modo per appropriarsi dellapropria vita e di se stesso. Un romanzo di formazione, autobiografico, cheintreccia le vicende del protagonista con quelle del poeta Emanuel Carnevali.
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  • 5

    Non mi hanno mai convinto i musicisti che si mettono a fare gli scrittori, dico che se uno ha avuto il culo di ricevere in dono dalla Natura un talento non deve pretendere per forza di dimostrare di averne pure un altro, ché ben difficilmente ce l'ha; e difatti, a parte forse Boris Vian che però ...continua

    Non mi hanno mai convinto i musicisti che si mettono a fare gli scrittori, dico che se uno ha avuto il culo di ricevere in dono dalla Natura un talento non deve pretendere per forza di dimostrare di averne pure un altro, ché ben difficilmente ce l'ha; e difatti, a parte forse Boris Vian che però era quasi un alieno, non mi pare che ci siano molte eccellenze nella folta schiera di musicisti che si prestano alla letteratura (e viceversa). Per questo, prima di decidermi a leggerlo, ho sempre guardato al romanzo di Clementi con un po' di diffidenza, anche se tra me e me pensavo che strano, uno come lui non scrive un romanzo per spararsi le pose da artista poliedrico, stai a vedere che merita, e infatti questo romanzo merita davvero.
    Mi ha stupito, più di tutto, l’abilità dell’autore nel trasformare una biografia in romanzo (perché parliamoci chiaro, di autobiografia si tratta, l’autore non s’è manco sforzato di dare qualche nome di fantasia, almeno ai personaggi principali, persino l’adoratissima batterista dei Massimo Volume è chiamata per nome e inestetismi). E non è mica facile, scrivere un’autobiografia che non sembri cronaca ma un romanzo vero, persino a chi conosce un po’ la storia dei Massimo Volume, com’è inevitabile che accada ad ogni vero appassionato di musica, di quelli che vanno a sbirciare, sia pur con discrezione, nelle vite dei loro prediletti.
    Per questo il libro è consigliato anche a chi non ama o neppure conosce i Massimo Volume (e quindi non sa cosa si perde). Si può leggerlo fingendo di non sapere che è tutto vero, o senza bisogno di finzione senza saperlo e basta, il risultato non cambierebbe, o cambierebbe di poco.

    ha scritto il 

  • 3

    "Conosco alcuni fatti isolati ma niente che li tenga uniti".


    Con "L'ultimo dio" Clementi fa ritorno al passato remoto. "Fatti così lontani nel tempo possono formare una lunga catena di anelli incastrati tra loro? Ma se così fosse, dove cominciano veramente gli anelli? E chi può dire quando ...continua

    "Conosco alcuni fatti isolati ma niente che li tenga uniti".

    Con "L'ultimo dio" Clementi fa ritorno al passato remoto. "Fatti così lontani nel tempo possono formare una lunga catena di anelli incastrati tra loro? Ma se così fosse, dove cominciano veramente gli anelli? E chi può dire quando la catena è completa?".

    E' un libro asciutto, pieno di sostanza, quasi viscerale. Ma chi ha conosciuto Emidio Clementi prima come musicista e autore dei testi dei Massimo Volume, che come scrittore, rischia di rimanere con pizzico di amaro in bocca.

    E' un paragone ingrato ma inevitabile. I testi dei Massimo Volume, gruppo scioltosi nel 2002 e riformatosi nel 2008, erano potenti. Quei testi, certamente rafforzati della musica ipnotica e dal cantato-non cantato, erano capaci di evocare immagini e sensazioni che turbavano, scavavano dentro fino a trasformarti. "L'ultimo Dio" non ha la stessa potenza narrativa, ma rappresenta certamente un'esperienza positiva dell'Emidio Clementi artista.

    ha scritto il 

  • 3

    TRE STELLE E MEZZO

    Per me che sono un fan dei Massimo Volume, è piuttosto semplice apprezzare un libro scritto da Emidio Clementi.
    Sapevo già in precedenza che mi sarebbe piaciuto perlomeno un pochino, quindi partivo con aspettative più che rosee. Che, devo dire, sono state soddisfatte.

    "L'ultimo Dio" ...continua

    Per me che sono un fan dei Massimo Volume, è piuttosto semplice apprezzare un libro scritto da Emidio Clementi.
    Sapevo già in precedenza che mi sarebbe piaciuto perlomeno un pochino, quindi partivo con aspettative più che rosee. Che, devo dire, sono state soddisfatte.

    "L'ultimo Dio" è davvero un buon romanzo: dai suoi brevi capitoli e dalla sua costruzione fatta di piccoli racconti esce fuori un sacco di vita; tanti frammenti che non possono non richiamare almeno un po' le canzoni del gruppo. Lo stile secco, senza troppi fronzoli di Mimì è quasi carveriano, efficace in una narrazione di questo tipo.

    Il libro non è un capolavoro, ma regala comunque momenti altissimi, davvero emozionanti. Non solo per fan.

    ha scritto il 

  • 3

    "E c'è forza nelle tue parole"

    Un libro che, a tratti, libera una forza dirompente. Senz'altro interessante per chi conosce i Massimo Volume, ma anche come lettura a sé. L'unico elemento che, a mio avviso, finisce con l'appesantire un romanzo che di per sé scivolerebbe senza problemi è il parallelismo, a tratti un po' forzato, ...continua

    Un libro che, a tratti, libera una forza dirompente. Senz'altro interessante per chi conosce i Massimo Volume, ma anche come lettura a sé. L'unico elemento che, a mio avviso, finisce con l'appesantire un romanzo che di per sé scivolerebbe senza problemi è il parallelismo, a tratti un po' forzato, con la figura di Carnevali.
    Ci pensa l'ultimo, meraviglioso capitolo a riaggiustare un finale altrimenti deludente.
    Non raggiunge le quattro stelle solo per questi pochi difetti, ma resta comunque un'ottima lettura.

    ha scritto il 

  • 4

    Avevo incontrato Emidio Clementi e i Massimo Volume a metà degli anni '90, quando li chiamai a suonare nel locale dove lavoravo a Fano. Nonostante alcuni problemi tecnici fu una serata memorabile, piena delle sensazioni che racconta anche in questo bellissimo libro. Una lettura da non perdere. ...continua

    Avevo incontrato Emidio Clementi e i Massimo Volume a metà degli anni '90, quando li chiamai a suonare nel locale dove lavoravo a Fano. Nonostante alcuni problemi tecnici fu una serata memorabile, piena delle sensazioni che racconta anche in questo bellissimo libro. Una lettura da non perdere.

    ha scritto il 

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