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L'ultimo inverno

Di

Editore: Neri Pozza (I narratori delle tavole)

3.2
(377)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 185 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Tedesco , Francese

Isbn-10: 8854504564 | Isbn-13: 9788854504561 | Data di pubblicazione: 

Traduttore: Luca Briasco

Disponibile anche come: Altri

Genere: Family, Sex & Relationships , Fiction & Literature

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Descrizione del libro
Chi non è rimasto almeno una volta incantato dal mondo misterioso dei venditori ambulanti, dai loro carretti così carichi di oggetti che essi sapevano riparare grazie a un'arte tramandata da tempo immemorabile? È questo il mondo da cui proviene George Washington Crosby; è questo il mondo a cui ritorna mentresi prepara a concludere la sua vita circondato dai famigliari e accompagnato dal tintinnio dei suoi orologi cui per anni si è dedicato come meticoloso restauratore. Meravigliosi meccanismi di tutte le epoche e fogge che sono stati a lungo il legame, negato ma indissolubile, con il mondo della sua infanzia e di suo padre Howard, un uomo silenzioso, sognante, poetico, il quale stentatamente manteneva quattro figli e una moglie insoddisfatta girovagando con il suo carro pieno di mercanzie tra i boschi del Maine. George ritrova Howard e di quell'uomo simile a un veggente rivede anche i segni dell'incurabile e misteriosa malattia: l'epilessia. Un dramma che era quasi in sintonia con quella natura imprevedibile e spesso impetuosa in cui il venditore ambulante viveva immerso: un eccesso di energia che lo lasciava stordito e sanguinante dopo angosciosi minuti trascorsi sul pavimento a scalciare mentre i denti mordevano un bastoncino. Oppure le dita del figlio, di George adolescente che in seguito, per anni, non aveva più saputo se odiare o amare quel padre folle, ma che ora finalmente riesce a incontrare, e solamente ad amare.
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  • 2

    Ho trovato questo libro abbastanza faticoso., Mi è stato difficile "ingranare": non sono diventata parte del meccanismo dell'orologio che scandisce i tempi, incerti, del romanzo.
    Ho trovato molte difficoltà a capire il quando delle varie scene, i nessi, il senso ultimo del testo. L'h ...continua

    Ho trovato questo libro abbastanza faticoso., Mi è stato difficile "ingranare": non sono diventata parte del meccanismo dell'orologio che scandisce i tempi, incerti, del romanzo.
    Ho trovato molte difficoltà a capire il quando delle varie scene, i nessi, il senso ultimo del testo. L'ho trovato incerto, storto, introverso... come un orologio a cui mancasse qualche dente che non gira con il tempo giusto.
    Da dimenticare.

    ha scritto il 

  • 3

    delirio in punto di morte

    E' un libro da una parte suggestivo, dall'altra un po' faticoso perché si intrecciano piani temporali diversi e capita di perdersi.
    George è in punto di morte. Sta male e ha dei momenti di delirio.
    I suoi deliri si intrecciano alle cure che gli prodigano i familiari e ai ricordi della ...continua

    E' un libro da una parte suggestivo, dall'altra un po' faticoso perché si intrecciano piani temporali diversi e capita di perdersi.
    George è in punto di morte. Sta male e ha dei momenti di delirio.
    I suoi deliri si intrecciano alle cure che gli prodigano i familiari e ai ricordi della sua vita e di quella del padre epilettico che ad un certo punto lo abbandona.
    E' difficile giudicarlo. Mi rimane la curiosità di leggere dello stesso autore "Enon" che riprende la storia di questa famiglia.

    ha scritto il 

  • 5

    Appena sono arrivata alla fine ho immediatamente ricominciato a leggerlo dalla prima pagina e mi sono fatta coinvolgere e affascinare dall'andamento insolito della scrittura e dalla poesia che pervade questo libro. La narrazione si sposta continuamente tra i due protagonisti, padre e figlio, su p ...continua

    Appena sono arrivata alla fine ho immediatamente ricominciato a leggerlo dalla prima pagina e mi sono fatta coinvolgere e affascinare dall'andamento insolito della scrittura e dalla poesia che pervade questo libro. La narrazione si sposta continuamente tra i due protagonisti, padre e figlio, su piani temporali che si sovrappongono. Rileggendolo si colgono nitidamente molte connessioni e rimandi che ad una prima lettura risultano più difficili da capire e da apprezzare. Un libro molto lirico e musicale, delicato e denso.

    ha scritto il 

  • 2

    e 1/2

    Un uomo anziano in punto di morte rievoca il suo passato, quello di suo padre, e quello del nonno.
    Qualche descrizione passabile, qualche bella frase, ricordi di altri tempi, ma non c'è trama, o forse mi sarà sfuggita nel tentativo di capire a chi l'autore si riferisse in alcuni passaggi di ...continua

    Un uomo anziano in punto di morte rievoca il suo passato, quello di suo padre, e quello del nonno.
    Qualche descrizione passabile, qualche bella frase, ricordi di altri tempi, ma non c'è trama, o forse mi sarà sfuggita nel tentativo di capire a chi l'autore si riferisse in alcuni passaggi di questa... storia.
    Per quel che mi riguarda un libro noioso e confuso.

    ha scritto il 

  • 2

    Totalmente privo di qualunque appeal e di qualunque spunto di riflessione, "L'ultimo Inverno" è il libro perfetto per togliere il piacere di leggere. Forse la colpa è mia.... Per la serie "quando il Pulitzer non basta".

    ha scritto il 

  • 5

    Ottantaquattro ore prima di morire George pensò: E’ perché sono come tessere di un mosaico, e hanno lo spazio sufficiente per potersi muovere tutte, anche se solo poco per volta e in un unico luogo, al punto che in realtà sembra quasi che a muoversi sia lo spazio tra l’una e l’altra, ed è prop ...continua

    Ottantaquattro ore prima di morire George pensò: E’ perché sono come tessere di un mosaico, e hanno lo spazio sufficiente per potersi muovere tutte, anche se solo poco per volta e in un unico luogo, al punto che in realtà sembra quasi che a muoversi sia lo spazio tra l’una e l’altra, ed è proprio quello spazio vuoto che manca, gli ultimi pezzi di vetro colorato e, quando quei pezzi saranno al loro posto, formeranno l’immagine finale, l’ultima combinazione. Ma quei pezzi, lisci, lucidi, laccati, sono le tessere scure della mia morte, grigie e nere, aride e sbiancate, e fino a quando non saranno al loro posto, tutto il resto continuerà a mutare.
    Questo romanzo è il racconto di come George, ormai vecchio e prossimo alla morte, attorniato amorevolmente dalla moglie, i figli e i nipoti, cerchi di mettere a posto tutte le tessere del mosaico che hanno composto la sua vita. Inizia così, un viaggio interiore nella memoria, alla ricerca di un padre la cui immagine è legata ad un carretto pieno di mercanzie che vagava tra i boschi del Maine, ma anche ad una malattia misteriosa e imprevedibile , l’epilessia, che si mostrò nel pieno della sua violenza davanti ad un George dodicenne durante il Natale del 1926.
    George riscopre un padre che abbandonò la moglie e i quattro figli piccoli quando si rese conto che la moglie l’avrebbe fatto internare in un manicomio, e si presentò un giorno, improvvisamente davanti alla sua porta quando ormai era un uomo adulto e sposato.
    Scorrono davanti agli occhi del lettore snocciolandosi e mescolandosi ricordi di George e del padre Howard come se fossero un’unica interminabile allucinazione.
    Lo stile usato è quasi mistico, delicato, ma non meno intensamente si avverte la forza straordinaria che emana: è commovente leggere come gli ultimi giorni di vita vengano trascorsi da un figlio a ricongiungersi almeno nella memoria ad un padre.
    Quando venne il tempo di morire, lo capimmo e andammo in luoghi riparati, dove ci stendemmo e le nostre ossa si fecero d'ottone. Ci raccolsero e ci usarono per riparare orologi o carillon;[...]E così, finalmente, ci unimmo a un meccanismo più grande..

    ha scritto il 

  • 2

    Credo sia un genere di scrittura e di racconto che o piace molto o non piace affatto.
    Per me è stata la seconda: non l'ho abbandonato solo perché davvero non mi piace lasciare i libri a metà. Ma l'ho trovato poco piacevole, per me questo stile di scrittura non è affatto scorrevole e l'ho tr ...continua

    Credo sia un genere di scrittura e di racconto che o piace molto o non piace affatto.
    Per me è stata la seconda: non l'ho abbandonato solo perché davvero non mi piace lasciare i libri a metà. Ma l'ho trovato poco piacevole, per me questo stile di scrittura non è affatto scorrevole e l'ho trovato davvero difficile da "digerire".

    ha scritto il 

  • 4

    Gli episodi che vengono raccontati da Harding riguardano la vita di due componenti della famiglia Crosby, Howard e George, rispettivamente padre e figlio. La voce narrante è quella dell’autore che inizia a raccontare la vita di George il quale, ormai vecchio e malato, è in procinto di morire. Ma ...continua

    Gli episodi che vengono raccontati da Harding riguardano la vita di due componenti della famiglia Crosby, Howard e George, rispettivamente padre e figlio. La voce narrante è quella dell’autore che inizia a raccontare la vita di George il quale, ormai vecchio e malato, è in procinto di morire. Ma le due storie si alternano e talvolta si intersecano, anche perché George ha delle allucinazioni in cui gli appaiono episodi della sua infanzia di cui è protagonista il padre, tanto che qualche volta al lettore è necessario tornare all’inizio del capitolo per capire di chi si stia raccontando la vita.
    Howard è il figlio di un pastore metodista che, relativamente giovane, viene colpito da demenza senile ed internato in un manicomio, evento che traumatizza per sempre il giovane Howard, presente quando il padre viene portato via senza che egli abbia mai più la possibilità di rivederlo.

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    http://www.lastambergadeilettori.com/2014/04/speciale-premio-pulitzer-lultimo.html

    ha scritto il 

  • 2

    Incuriosita dal premio Pulitzer l'ho preso in biblioteca (meno male!). L'ho abbandonato perché noiosissimo e, a parte questo, mi sono chiesta qual è stata la motivazione per il premio. NOn ho trovato né originalità né tantomeno ritmo. Fra i flashback e i flash forward dei due personaggi principal ...continua

    Incuriosita dal premio Pulitzer l'ho preso in biblioteca (meno male!). L'ho abbandonato perché noiosissimo e, a parte questo, mi sono chiesta qual è stata la motivazione per il premio. NOn ho trovato né originalità né tantomeno ritmo. Fra i flashback e i flash forward dei due personaggi principali c'è da perdersi e la storia non decolla mai.

    ha scritto il 

  • 3

    Storie di altri tempi. Tempi lontani negli anni, ma anche tempi che scorrevano lenti e non frenetici come avviene nella nostra odierna societa'. Il libro si fa leggere. Ma non l'ho trovato particolarmente coinvolgente. Alcune storielle qui e là. Ci sono molte descrizioni dei paesaggi.
    Insom ...continua

    Storie di altri tempi. Tempi lontani negli anni, ma anche tempi che scorrevano lenti e non frenetici come avviene nella nostra odierna societa'. Il libro si fa leggere. Ma non l'ho trovato particolarmente coinvolgente. Alcune storielle qui e là. Ci sono molte descrizioni dei paesaggi.
    Insomma... leggibile, ma non indimenticabile.

    ha scritto il 

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