Crea la tua biblioteca Iscriviti

Insieme troveremo i libri migliori

[−]
  • Cerca Conteggio caratteri ISBN valido ISBN non valido Codice a barre valido Codice a barre non valido loading search

L'ultimo scalo del Tramp Steamer

Di

Editore: Adelphi

3.9
(412)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 107 | Formato: Altri | In altre lingue: (altre lingue) Spagnolo

Isbn-10: 8845913139 | Isbn-13: 9788845913136 | Data di pubblicazione:  | Edizione 3

Traduttore: Gabriella Bonetta

Disponibile anche come: Paperback

Genere: Fiction & Literature , Travel

Ti piace L'ultimo scalo del Tramp Steamer?
Iscriviti ad aNobii per vedere chi dei tuoi amici lo ha letto, e scopri libri simili!

Registrati gratis
Descrizione del libro
Ordina per
  • 5

    Tramp Steamer, in gergo mercantile, indica quelle carrette del mare, non appartenenti a nessuna compagnia e che percorrono le vie del mare cercando carichi occasionali in attesa della inesorabile fine ...continua

    Tramp Steamer, in gergo mercantile, indica quelle carrette del mare, non appartenenti a nessuna compagnia e che percorrono le vie del mare cercando carichi occasionali in attesa della inesorabile fine.
    L’ultimo scalo del Tramp Steamer non è una storia d’amore, è La Storia d’Amore, quella semplice, anche banale che solo chi l’ha vissuta immergendovisi senza riserve riesce a comprendere fino in fondo.
    E’ l’amore che si sa impossibile fin dall’inizio e che si sceglie di vivere, pur sapendo che ti spaccherà il cuore, che da lì in poi batterà sordo.
    Il Capitano Jon Iturri, cinquantenne di origine basca, accetta l’ingaggio di condurre il Tramp Steamer Alcìon, nei suoi ultimi viaggi, in questa occasione, incontra Warda, che ne è propietaria; ventiquatrenne di origine levantina e mussulmana, la cui bellezza e personalità straordinaria lo ammalia sino a rapirlo nelle spire di in una relazione passionale quanto impossibile.
    E’ anche una storia di amicizia, quella che nasce tra il capitano e il narratore; le strane circostanze e straordinarie coincidenze conducono Jon, incontrando il narratore, a provare per lui una amicizia profonda e una confidenza che lo porta a raccontargli come si sono svolti i fatti, che il narratore consegnerà alle carte, dando così un senso ad una storia che altrimenti sarebbe naufragata nei flutti della vita come un tramp steamer.

    La prosa di Alvaro Mutis si distende come un ricamo dai preziosi inserti barocchi, ricercata e adorna, senza mai risultare ammanierata.

    Questo libro mi è stato donato da una amica, prima che la conoscenza ci portasse a diventarlo, tanto mi stupì che regalasse a me una storia d’amore (è noto che il mio cuore sia la parte meno sensibile del mio corpo) tanto apprezzai, leggendola, che la sua perspicacia avesse intuito quanto mi potesse essere affine.

    L'ultimo scalo del Tramp Steamer - Álvaro Mutis

    ha scritto il 

  • 3

    Bastano il mare, un vecchio e malandato cargo, un marinaio e una donna giovane e bellissima per fare di una storia d’amore una storia d’amore impossibile (e non ho mica capito perché è impossibil ...continua

    Bastano il mare, un vecchio e malandato cargo, un marinaio e una donna giovane e bellissima per fare di una storia d’amore una storia d’amore impossibile (e non ho mica capito perché è impossibile), unica e indimenticabile?
    Mah....forse si, ma a me non è bastato.
    Come con certe persone che ti deludono, anche nei confronti dei libri è meglio non nutrire aspettative.
    -----------------------------------------------
    Una settimana dopo il commento qui sopra:

    "Ho visto che non ti è piaciuto...l'ultimo scalo...."

    Sai cosa penso?
    Che sia una di quelle occasioni perse, la storia viene tirata per le lunghe , per metà libro non succede praticamente nulla, solo le descrizioni di questo cargo che se ne va in giro per il mondo e sta a galla per miracolo, e che cavolo pensi, per quanto fascino possa avere un' imbarcazione di questo tipo è solo un vecchio battello!
    Poi arriva lui, Iturri e pensi che la storia finalmente inizia e invece no, quando arriva lei, Warda e vai.....si parte finalmente!
    Ma no, la marcia resta lenta, solo bevute e racconti notturni, tutto resta superficiale, i personaggi, le ambientazioni....
    un racconto che scivola via e di cui resta poco...peccato!

    "Perché nella tua recensione non hai scritto 'anche' questo?"

    Ecco qui. Fatto!

    ha scritto il 

  • 3

    Una storia d'amore (l'ennesima...)

    “Con l’espressione Tramp Steamer, com’è noto, si definiscono i mercantili di scarso tonnellaggio, non appartenenti alle grandi compagnie di navigazione, che viaggiano di porto in porto cercando carich ...continua

    “Con l’espressione Tramp Steamer, com’è noto, si definiscono i mercantili di scarso tonnellaggio, non appartenenti alle grandi compagnie di navigazione, che viaggiano di porto in porto cercando carichi occasionali da trasportare dove che sia. E così tirano a campare, trascinando la loro sagoma malconcia assai più a lungo di quanto potrebbero far prevedere le loro precarie condizioni.”

    Il protagonista, di passaggio a Helsinki, un mattino senza nebbia si reca al porto per scrutare l'orizzonte e tentare di vedere di lontano San Pietroburgo, quando un Tramp Steamer entrò all'improvviso nel suo campo visivo, con la “lentezza di un sauro ferito a morte”.
    Da questo primo incontro, il protagonista rivedrà il Tramp Steamer una serie di volte, a Kingston, Punta Arenas e nella foce dell’Orinoco, sempre con “il ponte di comando nell'identico stato di abbandono e il rantolo agonico dei suoi motori”. Il narratore prova subito attrazione e simpatia per quel Tramp Steamer malandato e sporco, per il rumore anomalo dei suoi motori, per l’inclinazione dello scafo. E ne indovina anche il nome, Alción, dalle poche lettere lasciate dagli attacchi della ruggine sullo scafo.
    Durante uno di quegli incontri, il narratore incontra l’ex capitano di quel mercantile, il basco Jon, che gli racconta i dettagli della sua storia d’amore con Warda, una bellissima ragazza libanese, armatrice della nave insieme ai fratelli. Storia d’amore che finisce male, perché Warda lo abbandona, anche se non si capisce il perché, lasciandolo distrutto dal rimpianto.

    “Mi rendo conto che la storia che le ho raccontato può apparire semplice e scontata. Se avesse visto Warda anche solo per un istante, se avesse sentito la sua voce, capirebbe che tutto ha un senso molto diverso. Era come un’apparizione inconcepibile, che non si può descrivere a parole, e solo conoscendola riuscirebbe a misurare l’immensa fortuna di essere stato al suo fianco e la tortura inaudita di averla persa”.

    Purtroppo però Warda non la abbiamo vista… E la storia a me è sembrata proprio semplice e scontata.

    Il libro è breve, leggibile, anche se la scrittura l’ho trovata cupa e decadente. La storia è tutt’altro che originale, il mare che fa da sfondo ad amori che finiscono male, uomini lasciati da donne irraggiungibili che perdono la propria identità.
    Io proprio con gli scrittori sudamericani vado poco d’accordo… Ma, tutto sommato, ho letto di peggio.

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    4

    i giorni del vino e delle rose

    "Gli uomini, pensai, cambiano ben poco, anzi rimangono sempre gli stessi: tanto che dal principio dei tempi esiste una sola storia d’amore, che si ripete all'infinito senza perdere la sua terribile se ...continua

    "Gli uomini, pensai, cambiano ben poco, anzi rimangono sempre gli stessi: tanto che dal principio dei tempi esiste una sola storia d’amore, che si ripete all'infinito senza perdere la sua terribile semplicità, la sua irrimediabile sventura."

    Una storia d'amore tutta infilata nel tempo presente, con un futuro impossibile o molto limitato, legato sin dal principio al destino della nave da carico che l'ha resa possibile.

    Una storia raccontata in modo essenziale, piena di gioia e disperazione.
    Da un lato chi per puro caso si è imbattuto nella nave in diverse occasioni e ai quattro angoli del mondo sentendo uno strano legame con essa, dall'altro chi su quella nave ha vissuto il suo momento più intenso e felice.
    Una coincidenza che riunisce due uomini in una strana inspiegabile intimità, due storie che si incontrano e si sciolgono in una, in un lungo, condensato racconto finale.

    A titolo puramente personale, e per niente funzionale alla storia o alla valutazione del racconto, resta da chiedersi perché finisca così. In fondo sono liberi, hanno la vita nelle proprie mani, si amano, possono fare quello che vogliono. Forse succede e basta, succede sempre, perché come dice il protagonista di questo breve racconto è sempre la stessa storia d'amore, con un inizio e soprattutto una fine. Eppure la consapevolezza dell'irrimediabile sventura offre forse il dono prezioso di poter vivere ogni istante pienamente, radicandosi in un presente assoluto.

    Il finale è disperato e insieme quasi sereno, per la felicità di evocare un'immagine bellissima a costo del dolore che si rinnova, un'immagine che non può andare perduta, e che grazie al suo incanto tiene in vita chi la conserva dentro di sé.

    ha scritto il 

  • 4

    Storie che si incrociano: il narratore inspiegabilmente affascinato da un cargo semidistrutto, che ha intravisto all’orizzonte più volte e che non sembra possibile possa navigare ancora e sullo sfond ...continua

    Storie che si incrociano: il narratore inspiegabilmente affascinato da un cargo semidistrutto, che ha intravisto all’orizzonte più volte e che non sembra possibile possa navigare ancora e sullo sfondo, una donna bellissima e misteriosa; poi l’incontro con il capitano di quella nave, che decide di raccontargli la sua storia disperata, svelandogli il mistero dell’ imbarcazione fatiscente e della sua proprietaria.
    Si crea così lo strano legame tra i due uomini e il narratore si trova a vivere la storia dell’altro, dando un senso all’ ineffabile, angosciosa attrazione che lo ha tormentato per anni.
    La storia d’amore è destinata a finire e con essa la vita reale del capitano, legata stranamente alla sorte del cargo derelitto, ma rimarrà impressa indelebilmente nella mente e nell’anima dell’autore

    ha scritto il 

  • 5

    Una vecchia nave da carico, quasi completamente arrugginita, che procede ormai un po’ piegata su di un fianco e un amore assoluto, disperato.
    Iturri è il capitano di quel mercantile e Warda la sua aff ...continua

    Una vecchia nave da carico, quasi completamente arrugginita, che procede ormai un po’ piegata su di un fianco e un amore assoluto, disperato.
    Iturri è il capitano di quel mercantile e Warda la sua affascinante proprietaria: un basco cinquantenne ed una bellissima donna orientale, molto più giovane di lui.
    Il trump streamer ha viaggiato per il Mediterraneo, l’Oceano Atlantico, il Mare del nord, i Caraibi; da Helsinki alle foci dell’Orinoco, sempre sul punto di cedere, sfasciarsi, finire.
    A volte circostanze inspiegabili possono spingerci a credere che il mondo si regga su regole che non conosciamo. Quali e quanti percorsi sceglie il fiume della vita!
    Non credo al destino, ma se proprio dovessi dargli una forma, lo immaginerei come un gioco simile agli scacchi, però con regole che cambiano di continuo.
    Iturri incontra per caso il narratore, al quale racconta la storia della nave e del suo amore senza speranza per quella donna.
    Serve sempre qualcuno, anche uno soltanto, che diventi testimone, che possa a sua volta raccontare, permettendo in tal modo a quella storia di esistere, anche dopo di noi.
    Il capitano, come tutti gli uomini di mare, possiede quello sguardo astratto, capace di andare oltre la lontananza, proprio di chi è abituato a fissare orizzonti che si perdono, una necessità per staccarsi dai ricordi e dalla nostalgia per chi lasciamo.
    Forse è per questo che guardare una nave distante sul mare è un po’ come pensare ad un amore ormai lontano.
    E di nuovo quella sensazione di viaggiare da molto più tempo in questa vita, proprio con la persona che abbiamo da poco incontrato e scoprire che questa usa parole che noi stessi pensiamo e che per tale ragione si è già formata una qualche sorta di complicità.
    Con questi esseri poi non si possono fare passi indietro, si può solo procedere in avanti. Così, fra un uomo ed una donna, può arrivare il momento in cui ci si accorge che non si parla più da amici, ma da complici.
    Trovare in un uomo, che è già oltre la mezza età, quella sorta di pienezza, pur essendo consapevole di non avere un futuro possibile insieme.
    Ma il futuro, non è forse un’invenzione, la somma di giorni che arrivano e che diventano presente?
    Quando ad un uomo ed una donna è preclusa la quotidianità di una vita completa, da vivere insieme, aumenta la loro capacità di sognare, ed i sogni vanno ad aggiungersi ad un modo di amarsi con i corpi che è dentro una sorta di disperazione.
    Sentirsi l’uomo atteso, desiderato da una vita, proprio da quella donna eppure, nulla sembra possa cambiare il corso dei giorni che arrivano.
    Davvero è così?...
    Davvero nulla si può cambiare?
    E’ vero, prima o poi il tempo passa a riscuotere ciò che gli è dovuto, ma le storie, quelle importanti, non hanno fine, si spezzano in mille rivoli, diventando a loro volta nuovi torrenti, fiumi che tornano al grande mare. E’ così che riprende il via l’immenso gioco di sentimenti dell’universo, fatto di “soli” che baciano e di tepori che quella vita distillano, trasformandola in gocce, di sogni forse, che vanno a ricongiungersi all’azzurro del cielo.

    ha scritto il 

  • 4

    Ovvero come realizzare un gioiellino di racconto partendo da una materia prima assolutamente semplice (un capitano di lungo corso, un cargo in disarmo, una storia d’amore).
    Ed è quello che riesce a fa ...continua

    Ovvero come realizzare un gioiellino di racconto partendo da una materia prima assolutamente semplice (un capitano di lungo corso, un cargo in disarmo, una storia d’amore).
    Ed è quello che riesce a fare Mutis, con la capacità che è solo dei grandi narratori, cioè rendere grande e coinvolgente una storia all’apparenza banale, dando respiro e profondità ai personaggi grazie ad un’analisi delicata senza essere pesante e ad una scrittura elegante e ricercata.
    Spicca soprattutto, secondo me, la bella figura del comandante Jon Iturri, in un alternarsi di forza e tenerezza che non può non farci stare dalla sua parte
    E’ la prima opera che leggo di questo autore ma già so che non mi fermerò qui.

    ha scritto il 

Ordina per