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L'umiliazione

Di

Editore: Mondolibri

3.4
(711)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 113 | Formato: Copertina rigida | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Spagnolo , Tedesco

Data di pubblicazione: 

Disponibile anche come: Paperback , eBook , Tascabile economico

Genere: Family, Sex & Relationships , Fiction & Literature , Gay & Lesbian

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Descrizione del libro
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  • 3

    Sul viale del tramonto

    Ho letto una seconda volta L’umiliazione, circa un paio d’anni dopo la prima lettura, prima di vederne la versione cinematografica di Barry Levinson con Al Pacino protagonista (versione bella e toccan ...continua

    Ho letto una seconda volta L’umiliazione, circa un paio d’anni dopo la prima lettura, prima di vederne la versione cinematografica di Barry Levinson con Al Pacino protagonista (versione bella e toccante…ma tutt’altro rispetto al libro, nonostante la relativa fedeltà alla storia).
    Confermo l’impressione che già ebbi: questo romanzo non è all’altezza di altri di P. Roth. Tuttavia, in molto passaggi, c’è proprio l’ inconfondibile tocco di P.Roth, capace di squarciare- in modo impietoso e con una lucidità sconvolgente- la paura di morire.
    Simon Axler, vecchio attore in declino e in crisi, si illude di sottrarsi al proprio tramonto tramite la relazione erotica con una giovane donna capace, apparentemente, di suscitare in lui nuove energie e nuovi progetti. Come tanti altri personaggi di Roth, anche Simon Axler è un uomo che vive in modo ossessivo e con tratti di perversione la sessualità. Molti amici lettori mi han detto di essere irritati e disturbati da questo modo di rappresentare la sessualità. Invece, io, da lettrice ormai di lunga data di Roth, ne capsico il significato: il sesso, nella visione di Roth, è qualcosa che ha a che fare con la reazione più disperata e profonda che l’uomo mette in campo contro la morte. E’ infatti un sesso poco godereccio quello dei personaggi di Roth: anzi, più sono vecchi e disperati (come Axler), più fanno sesso in modo perverso. Nei libri di Roth che hanno come protagonisti i giovani, di sesso ce n’è poco e ordinario. Il sesso è la risposta disperata, l’istinto di sopravvivenza, di fronte allo spettro della morte: eppure, paradossalmente, in un intreccio tipicamente freudiano di amore e morte (Roth è raffinato conoscitore della psicoanalisi), il sesso diventa anche il luogo del proprio autoannientamento nel corpo altrui. Questo libro è tristissimo, disperato, non c’è traccia di quell’ironia che altrove è il marchio di Roth. Il libro che ha scritto successivamente, l’ultimo della sua carriera, Nemesi, è privo (oltre che di ironia) anche di tensione vitale: è, infatti, il primo e l’ultimo- credo- senza sesso. Non a caso. E’ solo tecnica. Ha fatto bene a fermarsi. Chissà cosa deve essere per un uomo con il suo lucido terrore per la morte trovare il coraggio per fermarsi. Lui avrebbe potuto, con la sua abilità, scrivere ancora molti libri che avrebbero avuto di certo successo. Ha veramente avuto un ammirevole coraggio e per questo merita ulteriormente la stima dei suoi lettori.

    ha scritto il 

  • 3

    Un'ultima recita prima del sipario finale ...

    Acquisire la consapevolezza che non si è più quelli di prima , insomma rendersi conto di essere vecchi e fragili , è una realtà con la quale ogni essere umano sarà inevitabilmente costretto a confront ...continua

    Acquisire la consapevolezza che non si è più quelli di prima , insomma rendersi conto di essere vecchi e fragili , è una realtà con la quale ogni essere umano sarà inevitabilmente costretto a confrontarsi quando sia abbastanza fortunato (o sfortunato?) da non morire prima , e le conseguenze psicologiche di un fatto di per sé naturalissimo possono produrre effetti tanto più pesanti quanto più elevata sia stata la posizione sociale raggiunta , la fama , l'acclamazione della gente.
    E proprio su tale argomento , sul declino artistico e psicofisico di Simon Axler , attore celebratissimo ed osannato da tutti che scopre all'improvviso di non essere più capace di stare sulla scena , e tuttavia capace di un'ultima impennata , si impernia il penultimo romanzo scritto da Roth che , più di altri , lascia trasparire il senso di smarrimento , di angoscioso sconforto , per il trascinarsi dell'esistenza quando si sa di aver iniziato un percorso senza ritorno.
    Un romanzo breve , una testimonianza sofferta , sicuramente in buona parte autobiografica , che però non mi sento di annoverare fra le opere migliori di un autore che comunque è , e resterà , fra i miei preferiti .

    ha scritto il 

  • 0

    L'umiliazione

    L'umiliazione...di Axler la senti tutta profonda. Senza gIri di parole, senza prolisse descrizioni Roth arriva alla storia, al personaggio ai sentimenti diretto, pungente, vero. Bello!

    ha scritto il 

  • 2

    "Quel" Philip Roth??? Nonostante l'opossum, è un romanzo da dimenticare, diventa dopo poche pagine prevedibile, scontato e mortalmente noioso, non vedevo l'ora che andasse a finire così.

    ha scritto il 

  • 4

    Quando reciti la parte di uno che sta crollando, la tua interpretazione ha un ordine e una coerenza; quando la persona che vedi crollare sei tu, e quella che stai recitando é la tua fine, é tutta un'a ...continua

    Quando reciti la parte di uno che sta crollando, la tua interpretazione ha un ordine e una coerenza; quando la persona che vedi crollare sei tu, e quella che stai recitando é la tua fine, é tutta un'altra cosa, una cosa spaventosa e terrorizzante.

    ha scritto il 

  • 5

    L’UMILIAZIONE (Roth)

    Nel suo penultimo romanzo Roth affronta una delle tematiche ricorrenti nella sua produzione letteraria: il grande potere della finzione e la sua spietata aleatorietà. ‘L’umiliazione’ è la storia di u ...continua

    Nel suo penultimo romanzo Roth affronta una delle tematiche ricorrenti nella sua produzione letteraria: il grande potere della finzione e la sua spietata aleatorietà. ‘L’umiliazione’ è la storia di un grande attore a cui viene improvvisamente a mancare la capacità di recitare. La storia di un uomo che prova a rinascere dall’abisso, intravvedendo un possibile futuro in un’avventura erotica con una giovane lesbica. Una storia ovviamente senza scampo, senza speranza, «finché gli venne l’idea di fingere di suicidarsi in un dramma. In un dramma di Cechov[…] Per riuscire un’ultima volta a rendere reale l’immaginario avrebbe dovuto fingere che il solaio fosse un teatro e lui Konstantin Gavrilovič Treplëv nella scena finale del Gabbiano».
    Un Roth che non delude. Una novella in tre atti il cui solo difetto è la brevità.

    ha scritto il 

  • 3

    Nello scrivere di un uomo che perde il talento, ironicamente Roth sembra aver smarrito momentaneamente il proprio.

    E così m’imbarco nell’ennesimo romanzo di Philip Roth, che tanto stimo, e mi sembra subito d’intravederci l’ombra – benché appena accennata – di Everyman e della sua consunzione esistenziale, e di sen ...continua

    E così m’imbarco nell’ennesimo romanzo di Philip Roth, che tanto stimo, e mi sembra subito d’intravederci l’ombra – benché appena accennata – di Everyman e della sua consunzione esistenziale, e di sentire l'eco lontana delle frustrazioni di Portnoy.
    Andando avanti, però, l’unica frustrazione palpabile pare essere la mia, nel cercare quello spessore narrativo che ritroverò a fatica solo nelle ultime pagine dell’ultimo atto.

    Nello scrivere di un uomo che perde il talento, ironicamente Roth sembra aver smarrito momentaneamente il proprio.

    ha scritto il 

  • 3

    E poi un giorno si esce di scena...

    Romanzo breve un pò lontano dai grandi capolavori a cui Roth ci ha abituati ma è stato un interessante e diverso punto di vista sull'improvvisa perdita di talento di un grande e famoso attore di nome ...continua

    Romanzo breve un pò lontano dai grandi capolavori a cui Roth ci ha abituati ma è stato un interessante e diverso punto di vista sull'improvvisa perdita di talento di un grande e famoso attore di nome Simon Axler, che a 65 anni si ritrova incapace di affrontare il palcoscenico e il suo amato pubblico. Depressione, cure psichiatriche, analisi del suicidio e improvviso ritrovato entusiasmo grazie a un nuovo e forte richiamo sessuale verso una donna molto più giovane rendono il racconto a tratti interessante e lasciano qualche interrogativo sullo scorrere inesorabile del tempo e della vita. Non rimane molto di più su cui riflettere. Next???

    “Il suicidio è il ruolo che scrivi per te stesso. Tu entri nella parte e la reciti. Tutto viene allestito con cura: dove ti troveranno e come ti troveranno. Però si va in scena una volta sola”.

    ha scritto il 

  • 3

    il sogno di ogni vecchietto

    essere sedotto e travolto dalla passione con una di vent'anni più giovane, e per di più lesbica: io però sono una vecchietta. Storia poco consistente, certo scritta bene, ma se ne poteva fare a meno- ...continua

    essere sedotto e travolto dalla passione con una di vent'anni più giovane, e per di più lesbica: io però sono una vecchietta. Storia poco consistente, certo scritta bene, ma se ne poteva fare a meno-

    ha scritto il