Crea la tua biblioteca Iscriviti

Insieme troveremo i libri migliori

[−]
  • Cerca Conteggio caratteri ISBN valido ISBN non valido Codice a barre valido Codice a barre non valido loading search

L'umiliazione

Di

Editore: Einaudi (Supercoralli)

3.4
(685)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 113 | Formato: Copertina rigida | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Spagnolo , Tedesco

Isbn-10: 8806200925 | Isbn-13: 9788806200923 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Prefazione: Vincenzo Mantovani

Disponibile anche come: Paperback , eBook

Genere: Family, Sex & Relationships , Fiction & Literature , Gay & Lesbian

Ti piace L'umiliazione?
Iscriviti ad aNobii per vedere chi dei tuoi amici lo ha letto, e scopri libri simili!

Registrati gratis
Descrizione del libro
Simon Axler è un attore, uno tra i maggiori della sua generazione, l'ultimo "dei grandi attori americani" come dicono i suoi tanti ammiratori. Eppure, a poco più di sessant'anni sente il suo talento dissolversi nell'aria, perso e spento come le magie di Prospero alla fine della Tempesta. È proprio durante le interpretazioni di Prospero e poi di Macbeth che perde il controllo, andando in confusione e rovinando lo spettacolo. Ha perso "la sua magia" come ripete: ogni cosa che aveva fatto nella sua carriera era stato un successo e adesso si ritrova incapace di recitare una sola battuta che non suoni falsa e artificiosa. Salire sul palco gli è impossibile, s'immagina la gente ridere di lui. Decide di abbandonare le scene e il tracollo è inevitabile: anche la moglie lo abbandona. Passano i mesi, Simon vive in solitudine, ormai lontano dal teatro e dalla città, rassegnato alla decadenza artistica e fisica in cui giorno dopo giorno affonda, quando inizia a frequentare Pegeen Stapleford, una quarantenne che Simon conosce da quando è nata, essendo la figlia di una coppia di attori suoi amici e coetanei. Nonostante Peegen sia stata fino ad allora lesbica e sia appena uscita da due relazioni estremamente tormentate, tra la donna e l'anziano attore nasce una passione sentimentale e sessuale molto intensa. Ma le consolazioni e le speranze riconquistate sono destinate a inclinarsi verso una disperata e tragica fine.
Ordina per
  • 2

    "Quel" Philip Roth??? Nonostante l'opossum, è un romanzo da dimenticare, diventa dopo poche pagine prevedibile, scontato e mortalmente noioso, non vedevo l'ora che andasse a finire così.

    ha scritto il 

  • 4

    Quando reciti la parte di uno che sta crollando, la tua interpretazione ha un ordine e una coerenza; quando la persona che vedi crollare sei tu, e quella che stai recitando é la tua fine, é tutta un'altra cosa, una cosa spaventosa e terrorizzante.

    ha scritto il 

  • 5

    L’UMILIAZIONE (Roth)

    Nel suo penultimo romanzo Roth affronta una delle tematiche ricorrenti nella sua produzione letteraria: il grande potere della finzione e la sua spietata aleatorietà. ‘L’umiliazione’ è la storia di un grande attore a cui viene improvvisamente a mancare la capacità di recitare. La storia di un uo ...continua

    Nel suo penultimo romanzo Roth affronta una delle tematiche ricorrenti nella sua produzione letteraria: il grande potere della finzione e la sua spietata aleatorietà. ‘L’umiliazione’ è la storia di un grande attore a cui viene improvvisamente a mancare la capacità di recitare. La storia di un uomo che prova a rinascere dall’abisso, intravvedendo un possibile futuro in un’avventura erotica con una giovane lesbica. Una storia ovviamente senza scampo, senza speranza, «finché gli venne l’idea di fingere di suicidarsi in un dramma. In un dramma di Cechov[…] Per riuscire un’ultima volta a rendere reale l’immaginario avrebbe dovuto fingere che il solaio fosse un teatro e lui Konstantin Gavrilovič Treplëv nella scena finale del Gabbiano». Un Roth che non delude. Una novella in tre atti il cui solo difetto è la brevità.

    ha scritto il 

  • 3

    Nello scrivere di un uomo che perde il talento, ironicamente Roth sembra aver smarrito momentaneamente il proprio.

    E così m’imbarco nell’ennesimo romanzo di Philip Roth, che tanto stimo, e mi sembra subito d’intravederci l’ombra – benché appena accennata – di Everyman e della sua consunzione esistenziale, e di sentire l'eco lontana delle frustrazioni di Portnoy.
    Andando avanti, però, l’unica frustrazione pal ...continua

    E così m’imbarco nell’ennesimo romanzo di Philip Roth, che tanto stimo, e mi sembra subito d’intravederci l’ombra – benché appena accennata – di Everyman e della sua consunzione esistenziale, e di sentire l'eco lontana delle frustrazioni di Portnoy. Andando avanti, però, l’unica frustrazione palpabile pare essere la mia, nel cercare quello spessore narrativo che ritroverò a fatica solo nelle ultime pagine dell’ultimo atto.

    Nello scrivere di un uomo che perde il talento, ironicamente Roth sembra aver smarrito momentaneamente il proprio.

    ha scritto il 

  • 3

    E poi un giorno si esce di scena...

    Romanzo breve un pò lontano dai grandi capolavori a cui Roth ci ha abituati ma è stato un interessante e diverso punto di vista sull'improvvisa perdita di talento di un grande e famoso attore di nome Simon Axler, che a 65 anni si ritrova incapace di affrontare il palcoscenico e il suo amato pubbl ...continua

    Romanzo breve un pò lontano dai grandi capolavori a cui Roth ci ha abituati ma è stato un interessante e diverso punto di vista sull'improvvisa perdita di talento di un grande e famoso attore di nome Simon Axler, che a 65 anni si ritrova incapace di affrontare il palcoscenico e il suo amato pubblico. Depressione, cure psichiatriche, analisi del suicidio e improvviso ritrovato entusiasmo grazie a un nuovo e forte richiamo sessuale verso una donna molto più giovane rendono il racconto a tratti interessante e lasciano qualche interrogativo sullo scorrere inesorabile del tempo e della vita. Non rimane molto di più su cui riflettere. Next???

    “Il suicidio è il ruolo che scrivi per te stesso. Tu entri nella parte e la reciti. Tutto viene allestito con cura: dove ti troveranno e come ti troveranno. Però si va in scena una volta sola”.

    ha scritto il 

  • 3

    il sogno di ogni vecchietto

    essere sedotto e travolto dalla passione con una di vent'anni più giovane, e per di più lesbica: io però sono una vecchietta. Storia poco consistente, certo scritta bene, ma se ne poteva fare a meno-

    ha scritto il 

  • 3

    Lo stile di Roth è sempre indiscutibile e una scoperta da leggere pagina dopo pagina, ma qui il rischio è che rimanga solo la tecnica, per quanto una tecnica di altissimo livello: temi e personaggi di L'umiliazione sono già stati trattati e con ben altra freschezza dal suo autore.

    ha scritto il