L'unico figlio

Di

Editore: Einaudi

3.4
(415)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 280 | Formato: eBook | In altre lingue: (altre lingue) Francese , Tedesco , Svedese , Inglese , Spagnolo

Isbn-10: 8858404564 | Isbn-13: 9788858404560 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: Margherita Podestà Heir

Disponibile anche come: Paperback , Altri

Genere: Narrativa & Letteratura , Mistero & Gialli , Scienze Sociali

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Descrizione del libro
In un gelido e ostinatamente plumbeo febbraio norvegese, l'arrivo di un ragazzino in un orfanotrofio alle porte di Oslo è causa di grande scompiglio. Il dodicenne Olav infatti, sottratto alla patria potestà, pare infinitamente più adulto e cattivo degli altri compagni, e tutti i tentativi di pacificarlo sembrano fallire. Quando Agnes Vestavik, la direttrice dell'orfanotrofio, viene trovata nel suo ufficio, uccisa con un coltello da cucina, e Olav è scomparso, probabilmente dopo aver assistito al delitto, Hanne Wilhelmsen, appena nominata soprintendente di polizia, decide di occuparsi del caso. Cosa che la porterà a scendere per le strade di Oslo, tra il peggior degrado ma anche nell'umanità più dolorosamente viva.
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  • 3

    Ho trovato il titolo di questo libro in una vecchia Wish List; ho riletto la trama e, sinceramente, non riuscivo a capire cosa mi avesse colpito a tal punto, tanti anni prima, da infilarlo nella mia l ...continua

    Ho trovato il titolo di questo libro in una vecchia Wish List; ho riletto la trama e, sinceramente, non riuscivo a capire cosa mi avesse colpito a tal punto, tanti anni prima, da infilarlo nella mia lista desideri. Non ho mai letto autori scandinavi e non mi sono mai appassionata ai gialli; inoltre, le recensioni su anobii non premiavano particolarmente questo libro. Tuttavia, ho voluto dare fiducia alla vecchia me, capire cosa mi avesse incuriosito, darmi una possibilità.
    Ho dato a "L'unico figlio" tre stelline perchè non sono rimasta sconvolta (in senso positivo) dopo la lettura; non ho provato la classica tristezza dall'aver terminato una lettura che ti scava dentro. Tuttavia l'ho trovato un bel e buon thriller, con il giusto intreccio e colpi di scena, scorrevole e di particolare ambientazione. Sono contenta di aver seguito l'istinto della giovane me.

    ha scritto il 

  • 2

    ...

    Olav era un personaggio bellissimo , i due principali detective potevano essere due personaggi bellissimi , questo giallo poteva essere un ottimo giallo. È tutto in potenza. Ottimo finale comunque ...continua

    Olav era un personaggio bellissimo , i due principali detective potevano essere due personaggi bellissimi , questo giallo poteva essere un ottimo giallo. È tutto in potenza. Ottimo finale comunque

    ha scritto il 

  • 3

    La Holt è una vecchia conoscenza, più la leggo più mi piace, soprattutto perchè non confeziona dei gialli fini a se stessi, che per quanto interessanti si possono anche dimenticare con molta facilità, ...continua

    La Holt è una vecchia conoscenza, più la leggo più mi piace, soprattutto perchè non confeziona dei gialli fini a se stessi, che per quanto interessanti si possono anche dimenticare con molta facilità, la Holt li contestualizza sempre in una tematica sociale, questa volta quella relativa alle famiglie difficili, ai bambini problematici o tali a causa degli adulti, e della funzione degli assistenti sociali, tribunali familiari e infine case famiglia. Non ho fatto altro che ripetermi che tutto il mondo è paese anche i paesi scandinavi hanno i nostri stessi problemi!
    La parte investigativa mi è piaciuta, anche qui poliziotti distratti e pasticcioni (ma nei gialli nordici questo dato emerge quasi sempre!) ma alla fine ne vengono a capo, putroppo con 2 vittime di troppo che si sarebbero potute evitare.
    Belli i due colpi di scena finali!

    ha scritto il 

  • 4

    giallo d'ambiente

    in questa rassegna "giallo d'ambiente" in cui mi diverso a segnalare giallisti italiani e stranieri, si apre un sipario sulle fredde terre del nord europa, paesi scandinavi in particolare, dove semb ...continua

    in questa rassegna "giallo d'ambiente" in cui mi diverso a segnalare giallisti italiani e stranieri, si apre un sipario sulle fredde terre del nord europa, paesi scandinavi in particolare, dove sembrano fiorniti diversi autori sulla scia del successo della trilogia del millemmium (Uomini che odiano le donne .....).

    ha scritto il 

  • 3

    Non mi ha soddisfatta completamente. La casa famiglia e i suoi abitanti, in primis il grasso e impulsivo Olav così ben descritto dalla sua terrorizzata madre, mi avevano coinvolta parecchio: sarà che ...continua

    Non mi ha soddisfatta completamente. La casa famiglia e i suoi abitanti, in primis il grasso e impulsivo Olav così ben descritto dalla sua terrorizzata madre, mi avevano coinvolta parecchio: sarà che il genere "adolescenti problematici" mi piace sempre. Ciò che non ho apprezzato molto è invece l'indagine, e a dire il vero neanche la conclusione... Per Olav mi aspettavo, dopo tante descrizioni, qualche sviluppo almeno possibile per il futuro; in più la "colpevole" sul finale non mi è sembrata azzeccata. I temi c'erano tutti, ma credo avrebbero potuto essere sviluppati in modo più coinvolgente!

    ha scritto il 

  • 3

    Tragico

    Finale tragico (o boh, io non me l'aspettavo - brava la Holt quindi). In generale non è stato il mio giallo preferito (della serie scandinavi preferisco la Lackberg per esempio), ma comunque si legge ...continua

    Finale tragico (o boh, io non me l'aspettavo - brava la Holt quindi). In generale non è stato il mio giallo preferito (della serie scandinavi preferisco la Lackberg per esempio), ma comunque si legge bene e tiene legati alla storia fino alla fine.
    Lo consiglio a chi è appassionato di gialli con risvolti molto "sociali".

    ha scritto il 

  • 2

    Quando un romanzo che si intende 'giallo', o 'noir' se preferite un altro colore, mi interessa di più per le vicende dei poliziotti che indagano (vedi il bel Billy T. pel pezzo di vichingo prestato al ...continua

    Quando un romanzo che si intende 'giallo', o 'noir' se preferite un altro colore, mi interessa di più per le vicende dei poliziotti che indagano (vedi il bel Billy T. pel pezzo di vichingo prestato all'investigazione)che per i crimini che dovrebbero risolvere, allora i conti non tornano.
    E' brutto dire che l'omicidio di cui si dibatte in questo romanzo è banale, però è così! E ci sono arrivata perfino io a capire chi era il colpevole! Nonostante il biondo e statuario Billy T. mi distraesse!

    ha scritto il 

  • 4

    Freddo

    Forse ho sbagliato periodo in cui leggerlo, ma mi è piaciuto molto. Come sempre questa scrittrice riesce a conciliare tematiche molto forti, quali l'abbandono, la solitudine, l'omosessualità, con un g ...continua

    Forse ho sbagliato periodo in cui leggerlo, ma mi è piaciuto molto. Come sempre questa scrittrice riesce a conciliare tematiche molto forti, quali l'abbandono, la solitudine, l'omosessualità, con un giallo. La trama si evolve man mano ed il finale è imprevedibile. Quello che però più ho apprezzato di questo libro (e di quest'autrice in generale) è il fatto che sviluppa i sentimenti e le emozioni dei personaggi, che questo diventa più importante della risoluzione della storia stessa. La protagonista Hanna è piena di contraddizioni, di rabbia e di amore e gli stessi sentimenti li ritroviamo in Olav, il ragazzino protagonista di questo libro. E' un libro che pone come cosa principale i sentimenti dei personaggi. Molto molto consigliato

    ha scritto il