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L'università per tutti

Riforme e crisi del sistema universitario italiano

Di

Editore: Il Mulino

3.8
(9)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 184 | Formato: Paperback

Isbn-10: 8815137041 | Isbn-13: 9788815137043 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

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Descrizione del libro
Istituzioni gigantesche, talvolta sull'orlo del fallimento, dove è forte la tendenza alla chiusura provinciale, le università italiane figurano ormai nelle posizioni medio-basse delle graduatorie internazionali. Come si è arrivati a questa situazione e che cosa si può fare per uscirne?

Questa lucida e stringente analisi ripercorre cinquant'anni di riforme e mutamenti che hanno trasformato la vecchia università di élite in una grande e indistinta università di massa, che era indubbiamente necessaria alla moderna società italiana ma che ha messo in secondo piano qualità e ricerca.

Scelte politiche, interessi corporativi e buone intenzioni si sono spesso saldati inducendo un degrado progressivo della formazione universitaria. A tale situazione, sostiene l'autore, è urgente porre rimedio con una serie di cambiamenti che mirino a separare nettamente le funzioni dello studio universitario, distaccandone l'istruzione professionale superiore, differenziando gli atenei, incentivando e sostenendo le eccellenze.
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  • 5

    Bella visione storica dell'università italiana

    In un libretto snello, ben documentato, che si legge in poche ore, l'autore, non per niente di mestiere fa lo storico contemporaneo, ricostruisce l'evoluzione del sistema universitario italiano dall'unità ad oggi. La parte finale ha il pregio di formulare delle proposte, sensate e realistiche che ...continua

    In un libretto snello, ben documentato, che si legge in poche ore, l'autore, non per niente di mestiere fa lo storico contemporaneo, ricostruisce l'evoluzione del sistema universitario italiano dall'unità ad oggi. La parte finale ha il pregio di formulare delle proposte, sensate e realistiche che, tra l'altro, mi trovano quasi completamente d'accordo.

    ha scritto il 

  • 4

    Alla nutrita bibliografia degli ultimi anni su università e ricerca questo libro aggiunge un contributo interessante per almeno tre ragioni.
    Anzitutto per l’approccio. Scritto da uno storico, il volume ripercorre con attenzione gli sviluppi del sistema universitario italiano negli ultimi ci ...continua

    Alla nutrita bibliografia degli ultimi anni su università e ricerca questo libro aggiunge un contributo interessante per almeno tre ragioni.
    Anzitutto per l’approccio. Scritto da uno storico, il volume ripercorre con attenzione gli sviluppi del sistema universitario italiano negli ultimi cinquanta anni; i modelli di riferimento; le riforme progettate, quelle attuate e i rispettivi fallimenti. Questo consente anche di mettere in prospettiva una serie di temi dei quali si discute da qualche anno. Si apprende, ad esempio, che la proposta di abolire le facoltà e di concentrare in capo ai dipartimenti le funzioni didattiche e quelle di ricerca, che costituisce uno dei tratti salienti del disegno di legge Gelmini in discussione in Parlamento,. Formava già oggetto di un disegno di legge presentato dall’allora ministro Ferrari Aggradi nel 1969. D’altro canto, la prospettiva storica mette bene in luce una costante negativa delle riforme dell’Università approvate nel periodo considerato: quella, cioè, di produrre una serie di unintended consequences, ovvero di determinare numerose altre disfunzioni rispetto a quelle che si intendeva risolvere con l’intervento di riforma stesso.
    Un secondo motivo di interesse sta nel materiale utilizzato per l’analisi. Da un lato, un forte ricorso all’esperienza dei sistemi universitari di altri paesi, e in specie di quelli anglosassoni; dall’altro, l’uso di dati statistici per giudicare i risultati delle riforme più recenti e la misura (scarsa) nelle quale hanno raggiunto gli obiettivi perseguiti..
    Un ultimo motivo di interesse sta nella combinazione tra la chiave di lettura proposta per spiegare i tanti fallimenti delle riforme approvate e le proposte che l’A. medesimo formula per porre rimedio ai mali dell’Università italiana. La parola chiave è differenziazione Quella che ci si è guardati dal perseguire nel passaggio dall’università di elite all’università di massa. Quella che potrebbe essere utile introdurre nel sistema italiano e che, a sua volta, potrebbe avere almeno tre diverse dimensioni. La differenziazione, anzitutto, delle università, delle facoltà e dei dipartimenti tra loro, per favorire la comparsa, anche in Italia, di nuclei di ricerca qualificata.
    Quella tra il sistema universitario in sé considerato e l’istruzione superiore professionale da scorporare da questo sistema e affidare alle regioni.
    Quella, infine, interna al sistema universitario, così rimodellato, definendo i requisiti necessari per le università che intendessero acquisire la certificazione necessaria a rilasciare dottorati di ricerca e lauree magistrali. .

    ha scritto il 

  • 4

    UNIVERSITAS

    Nel mondo della complessità, anche le università si possono considerare... organizzazioni complesse. Con una piccola deviazione dal tema prettamente scientifico del 'complesso', illustro qui in poche righe il testo di Andrea Graziosi "L'università per tutti. Riforme e crisi del sistema universita ...continua

    Nel mondo della complessità, anche le università si possono considerare... organizzazioni complesse. Con una piccola deviazione dal tema prettamente scientifico del 'complesso', illustro qui in poche righe il testo di Andrea Graziosi "L'università per tutti. Riforme e crisi del sistema universitario italiano".
    Il testo di Graziosi Andrea è un breve libretto, conciso e scritto in modo chiaro e consequenziale, che offre una lettura dell'Università italiana nella sua evoluzione storica. E' scritto, infatti, da uno storico che, peraltro, nei suoi studi, si è concentrato sull'analisi dei regimi sovietici. Questo gli dà spunto per introdurre acute osservazioni rispetto alla pianificazione statale e all'autonomia. Focalizza inoltre con grande efficacia i temi della differenziazione e della diversità tra studio universitario e formazione professionale, nonché tra università orientate alla ricerca e università orientate alla didattica (che esistono, separatamente, nei modelli statunitense ed anglosassone). Il testo richiede al lettore di conoscere un minimo il mondo universitario, ma ha il pregio di introdurlo ad un viaggio nel tempo dell'Università, evidenziando, in ogni capitolo, i punti salienti del processo di modificazione dall'università di élite a quella di massa, sviscerando, dati statitistici alla mano, i pro e i contro dei diversi interventi legislativi intervenuti nel settore.
    Il valore del testo sta nella sintesi che non è sola descrizione dell'accaduto, ma revisione dello stesso alla luce degli sviluppi sulle teorie del capitale umano, sul tipo di bene che l'università offre o potrebbe o dovrebbe offrire, sul confronto internazionale, specificamente con le realtà statunitensi ed anglosassoni, svolto in modo ragionato e del tutto privo di retorica. Non troverete un testo che si lamenta di questo e di quello, che parla di baroni e baronetti, di sprechi e via dicendo: il testo è analitico, non scritto da un giudice in base a 'quel che si dice', ma da un professore che, limpidamente, analizza che cosa è successo dalle prime leggi di inizio secolo scorso alla riforma attualmente in Parlamento.
    Proprio ragionando sull'Atto del Senato 1905 il libro conclude, non tanto pre-figurando ipotetici utopie, quanto stringendo su quanto è presente nell'Atto citato per stimolare ragionamenti e riflessioni sulle consequenze di diverse opzioni e direzioni.

    Se volete un manuale che riporti tecnicamente la struttura dell'ordinamento delle Università, aggiornato al 2005, senza dubbio un buon testo è "Il sistema universitario italiano. Normativa e operatività. Con CD-ROM", di Matelda Grassi, di cui ho fornito una breve recensione su aNobii: un testo estremamente ben compilato e completo che consiglio per tenersi aggiornati sull'impianto amministrativo delle Università, almeno sino al 2005, quando il libro è stato edito.
    Confidiamo in una riedizione aggiornata!

    Se siete invece alla ricerca di una serie di testi nei quali gli autori si sono 'sporcati le mani' nella materia, creando veri e propri progetti di ampio respiro, introducendo e testando strumenti innovativi e sperimentali nel contesto italiano, potete leggere "I Quaderni" del Comitato del CNVU, editi da Il Mulino: una breve sintesi dei principali si può trovare presso il sito del CNVU.

    Inoltre, sempre per le edizioni Il Mulino, con riferimento ai sistemi contabili delle università italiane, merita citare: "Esperienze di contabilità economico-patrimoniale nelle università", a cura di Marco Tomasi e Giuseppe Catalano, nonché "La contabilità economico-patrimoniale nelle università. Aspetti metodologici e principi contabili", a cura di Giuseppe Catalano.

    Infine, sempre considerando progetti di sperimentazione entro e tra le Università, cito il testo, edito da Marcianum Press, "Management nelle università e negli enti di ricerca", a cura di Giuseppe Catalano, Michela Arnaboldi, Fabio Poles, testo che raccoglie una sintesi dei project work svolti per il Master della scuola SUM del MIP - Politecnico di Milano.
    Seguirà l'edizione aggiornata relativa ai lavori della terza edizione del Master (2008-2010).

    ha scritto il