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L'universo come opera d'arte

La fonte cosmica della creatività umana

Di

Editore: Rizzoli

3.8
(42)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 345 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Spagnolo

Isbn-10: 8817845353 | Isbn-13: 9788817845359 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: Carlo Capararo , Isabella Blum

Disponibile anche come: Altri

Genere: Science & Nature

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Descrizione del libro
Perché amiamo alcune particolare forme d'arte e di musica? Quali sono le origini del nostro senso della bellezza? La struttura della nostra mente può di per sé determinare quali interrogativi filosofici troveremo stimolanti? Per rispondere a queste domande Barrow si avventura in un territorio di confine, misterioso e in gran parte inesplorato: quella terra di nessuno dove si incontrano fisica, cosmologia, cibernetica, biologia evolutiva, arte, storia e filosofia. L'indagine di Barrow illustra le molteplici vie attraverso le quali la struttura dell'Universo ha modellato i nostri pensieri e i nostri gusti estetici, nonché il percorso inverso e simmetrico in virtù del quale la storia evolutiva dell'uomo ci ha fornito specifici strumenti di percezione del mondo.
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  • 3

    Maledetto principio antropico

    In questo libro affiorano troppo spesso idee che, inevitabilmente, convergono al principio antropico, una teoria che proprio non sopporto, per questo motivo non può meritare più di tre stelline.

    ha scritto il 

  • 3

    La prospettiva dalla quale parte Barrow - quella di trovare i punti di incontro tra le scienze e le arti - è molto interessante e, per quanto mi riguarda, estremamente feconda. Tuttavia il libro si perde per un eccesso di ambizione: vuole spiegare troppo di tutto. Il risultato è che, a fronte di ...continua

    La prospettiva dalla quale parte Barrow - quella di trovare i punti di incontro tra le scienze e le arti - è molto interessante e, per quanto mi riguarda, estremamente feconda. Tuttavia il libro si perde per un eccesso di ambizione: vuole spiegare troppo di tutto. Il risultato è che, a fronte di alcune idee interessanti, quali i condizionamenti evolutivi che ci portano ad avere una sensibilità estetica verso certe forme, c'è poi una massa di spunti, dati, sprazzi che finiscono per perdersi. Tra l'altro - ed è strano, almeno rispetto agli altri libri di Barrow che ho letto - la struttura stessa del testo è poco chiara. E mentre non posso dire nulla rispetto alle osservazioni sulle scienze, trovo spesso estremamente semplicistiche e a volte ingenue quelle sulle arti (dove sono un po' più ferrata). Peccato, poteva essere un libro interessante: non lo è.

    ha scritto il