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L'uomo a-vitruviano

Analisi storico-sociologica per altre narrazioni delle disabilità nel sistema mondo

Di

Editore: Aracne

4.0
(1)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 326 | Formato: Paperback

Isbn-10: 8854839922 | Isbn-13: 9788854839922 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Genere: Social Science

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Descrizione del libro
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    Dagli "anormali" all’uomo "relabile". Necessità di un mutamento di prospettiva teorica per le persone "disabili"

    Guglielmo Bertone è un giovane giornalista che partecipa a un concorso come lettore del Telegiornale RAI. È colto ed ha una dizione perfetta, ma ha un difetto: una dentatura eccessivamente prominente. Guglielmo Bertone non è telegenico, va scartato. E però il concorso non lo prevede. Guglielmo Be ...continua

    Guglielmo Bertone è un giovane giornalista che partecipa a un concorso come lettore del Telegiornale RAI. È colto ed ha una dizione perfetta, ma ha un difetto: una dentatura eccessivamente prominente. Guglielmo Bertone non è telegenico, va scartato. E però il concorso non lo prevede. Guglielmo Bertone non può essere scartato perché è un dentone. I giurati guardano quei denti, la faccia di Guglielmo per loro è solo quei denti, i denti, il difetto da non mostrare, ma Guglielmo non lo sa, lui dietro lo schermo legge le notizie e mentre legge sorride, mostra i denti, come se lo ignorasse che lui, per quei denti, è un mostro.

    Guglielmo il dentone è uno dei tre episodi, per la regia di Luigi Filippo D’Amico, del film I complessi (1965). Il protagonista, interpretato da Alberto Sordi, ha un difetto estetico che per lui dovrebbe costituire un complesso ma che di fatto egli non sente come tale. Il complesso è solo negli occhi di chi guarda, quelli dei giurati il cui obiettivo è di eliminarlo a favore di un giovane di bella presenza. Ma il dentone non molla, è lui il più bravo. Happy ending. Il dentone vince.

    Questo episodio cult del cinema italiano, nonostante il buonismo che lo sottende, è sintomatico dell’atteggiamento dei presunti normali verso i presunti anormali[1]. Gli anormali costituiscono, per i normali, l’Altro, e cioè un’entità diversa con la quale è impossibile entrare in relazione (l’alterità pone su livelli di opposizione assoluta, al contrario la differenza vige nel medesimo livello e in tal modo non preclude la relazione; come a dire verticalità vs. orizzontalità[2]).

    CONTINUA QUI:
    http://www.liniziativa.net//news/?id_news=1462&Dagli+%22anormali%22+all%E2%80%99uomo+%22relabile%22.&path=19

    ha scritto il