L'uomo a rovescio

Di

Editore: Einaudi (Stile libero Big)

3.8
(2928)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 330 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Francese , Tedesco , Svedese , Spagnolo , Sloveno

Isbn-10: 880615687X | Isbn-13: 9788806156879 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: Yasmina Melaouah

Disponibile anche come: Tascabile economico

Genere: Criminalità , Narrativa & Letteratura , Mistero & Gialli

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Descrizione del libro
Serie: I casi del commissario Adamsberg. Vol. 2

«Martedì ci furono quattro pecore sgozzate a Ventebrune, nelle Alpi. E giovedì nove a Pierrefort. - I lupi, - disse un vecchio. - Scendono a valle. L'altro vuotò il bicchiere, alzò la mano. - Un lupo, Pierrot, un lupo. Una bestia come non ne hai mai viste. Che scende a valle». Ma è davvero un lupo che uccide tra le montagne del Mercantour? Mentre le superstizioni e le leggende cominciano a girare, un sospetto si diffonde: non è una bestia, potrebbe essere un lupo mannaro. Quando Suzanne viene ritrovata sgozzata, il dubbio diviene certezza.Un impeccabile disegno narrativo e una perfetta costruzione dell'intreccio fanno di questo romanzo un autentico gioiello, in cui lo scenario aspro e selvatico della montagna fa da contrasto al calore della giovane Camille, eterna amante in fuga del commissario Adamsberg. Proprio lui, guardando distrattamente un servizio del telegiornale dedicato ai lupi, una sera crede di riconoscere la sagoma della donna nella piazza del borgo montano. È infatti in questi luoghi che la donna, assieme a un amico ricercatore, crede di aver scoperto in un "lupo mannaro" l'autore di una catena di orrendi delitti. Ma sarà il commissario Adamsberg, precipitatosi da Camille, a scoprire la sconvolgente verità.
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  • 2

    Quando alla fine della fiera uno si ricorda solo un paio di citazioni (manco troppo memorabili) sull'amore, in quello che sarebbe dovuto essere un giallo, qualcosa è andato storto.

    (Sì ok, l'intreccio ...continua

    Quando alla fine della fiera uno si ricorda solo un paio di citazioni (manco troppo memorabili) sull'amore, in quello che sarebbe dovuto essere un giallo, qualcosa è andato storto.

    (Sì ok, l'intreccio tra personaggi sopra le righe ed avventura rocambolesca rende sempre "scorrevole" la lettura, però però però... finito ieri e già scivola via).

    ha scritto il 

  • 4

    Wikipedia recita: Il Parco Nazionale del Mercantour è conosciuto soprattutto perché ospita alcune decine di lupo venuti dall'Italia. Ecco, tra queste poche righe e questo romanzo c'è il talento della ...continua

    Wikipedia recita: Il Parco Nazionale del Mercantour è conosciuto soprattutto perché ospita alcune decine di lupo venuti dall'Italia. Ecco, tra queste poche righe e questo romanzo c'è il talento della Vargas. Un roadmovie lento lento tra le montagne francesi animato da personaggi indimenticabili, Adamsberg in primis

    ha scritto il 

  • 4

    Giallo che si legge in fretta, anche se Adamsberg ci mette un po' a entrare in scena a tutti gli effetti, quando lo fa non ce n'è più per nessuno. In compenso conosciamo un po' Camille e gli strambi ( ...continua

    Giallo che si legge in fretta, anche se Adamsberg ci mette un po' a entrare in scena a tutti gli effetti, quando lo fa non ce n'è più per nessuno. In compenso conosciamo un po' Camille e gli strambi (ma adorabili) personaggi che le girano attorno in questa avventura. Sfido chiunque a non affezionarsi a Soliman e al Guarda, così diversi e così in simbiosi. Il colpo di scena finale a un certo punto si può immaginare, ma la lettura rimane lo stesso molto piacevole. E brava la Vargas, come sempre!

    ha scritto il 

  • 3

    Romanzo gradevole, di facile lettura. Trama gialla abbastanza esile, ma che comunque 'tiene'.
    Secondo me, si legge più per i personaggi della Vargas che sono davvero simpatici e particolari, che non p ...continua

    Romanzo gradevole, di facile lettura. Trama gialla abbastanza esile, ma che comunque 'tiene'.
    Secondo me, si legge più per i personaggi della Vargas che sono davvero simpatici e particolari, che non per l'intrigo poliziesco.

    ha scritto il 

  • 4

    Divorato, il che significa che Adamsberg mi piace ed entra a far parte della mia vasta collezione di poliziotti (marito compreso).
    Ho molte cose in comune con lui per questo mi ha colpito: da quisquil ...continua

    Divorato, il che significa che Adamsberg mi piace ed entra a far parte della mia vasta collezione di poliziotti (marito compreso).
    Ho molte cose in comune con lui per questo mi ha colpito: da quisquilie come il non portare l'orologio all'essere tra i pochi oggi a non parlare inglese fino a cose più serie come oscillare continuamente tra solitudine e bisogno di folla.
    L'uomo a rovescio sarebbe un licantropo, così detto perché secondo la tradizione popolare tali mostri hanno i peli all'interno del corpo e li cacciano fuori solo quando si trasformano. Per verificare quindi se una persona glabra è un uomo-lupo basta squartarla: se al rovescio della pelle ha i peli lo è sennò pace, era stata accusata ingiustamente...
    E' un libro movimentato in cui il commissario rincontra la sua Camille e insieme percorrono i boschi delle Alpi marittime appresso a lupi, pecore, pastori ed assassini assetati di qualcosa. Ma ci vogliono le ultime pagine e l'intuito soprannaturale di Adamsberg per capire tutto.

    ha scritto il 

  • 0

    L'uomo a rovescio è un noir intelligente che punta tutto su due personaggi. E non sono quelli principali

    L'ho letto tutto di un soffio. Amo molto i noir e questo non mi ha tenuta sulle spine, ma la mia storia con questo libro mi ha fatto capire che dovevo leggerlo fino in fondo.
    Per scoprire che la funzi ...continua

    L'ho letto tutto di un soffio. Amo molto i noir e questo non mi ha tenuta sulle spine, ma la mia storia con questo libro mi ha fatto capire che dovevo leggerlo fino in fondo.
    Per scoprire che la funzione di un romanzo spesso è quella di immpressionarti, magari anch eper cose insignificanti.
    La mia recensione completa la trovate a questo link http://www.elenaferro.it/mio-primo-fred-vargas/ Buona lettura!

    ha scritto il 

  • 4

    Sarebbero tre e mezzo.

    Per i parametri di un giallo normale sarebbero 4 stelle.
    Per i parametri degli altri due libri della Vargas che ho letto sarebbero 3.
    In generale, possiamo mediare a 3 e mezzo, pure tenendo sempre in ...continua

    Per i parametri di un giallo normale sarebbero 4 stelle.
    Per i parametri degli altri due libri della Vargas che ho letto sarebbero 3.
    In generale, possiamo mediare a 3 e mezzo, pure tenendo sempre in mente che è un bel libro, almeno secondo me.
    È leggero, si legge tranquillamente, e soprattutto, come tutti i libri della Vargas, non si perde in tentativi di essere esageratamente macabro (che, dopo lo schifo iniziale, ripensati a mente fredda fanno solo dire: "ma che cazzo ho letto?"), nè cerca di dare motivazioni psicologiche (o psicopatiche) all'assassino che solitamente hanno lo stesso effetto dei dettagli macabri di cui sopra. Nei libri della Vargas la trama è semplice e lineare, anche se resta nascosta per buona parte del libro, così come le motivazioni dei personaggi, e, grazie al cielo, non ci sono tentativi goffi di scandalizzare o schifare il lettore con omicidi particolarmente artistici, ma pure e semplici morti nemmeno troppo elaborate.
    I personaggi sono belli, riescono persino a farmi riuscire simpatica Camille che, nel libro scorso, avevo cordialmente detestato per quelle poche pagine in cui era comparsa; però... però si sente una netta mancanza di Adamsberg che compare attivamente solo da metà libro in poi e, per quanto ora Camille mi stia simpatica e per quanto mi piacesse quel gran figo di un canadese, nè loro né gli altri comprimari riescono a reggere il libro da soli come dovrebbero. O, meglio, ci riescono, perché comunque il libro è bello, ma non lo fanno allo stesso livello di Adamsberg e Danglard ne L'Uomo dei Cerchi Azzurri, per dire, o dei tre Evangelisti, per rifarsi a un'altra serie della Vargas... e poi, lo ammetto, io volevo rivedere la Regina Matilde.
    Quindi, come avevo già detto, bel libro se valutato a sè, un po' sottotono rispetto ad altri della stessa autrice.
    E adesso, avanti con gli Evangelisti.

    ha scritto il 

  • 0

    Mi avvalgo del diritto del lettore di abbandonare un libro. Non parte proprio.
    direi che un vargas e mezzo noioso mi bastano.
    almeno con l'uomo dai cerchi azzurri è riuscita a portarmi a metà libro in ...continua

    Mi avvalgo del diritto del lettore di abbandonare un libro. Non parte proprio.
    direi che un vargas e mezzo noioso mi bastano.
    almeno con l'uomo dai cerchi azzurri è riuscita a portarmi a metà libro incuriosendomi quel tanto da farmi sopportare il rallentamento centrale. Questo proprio no. "Fred" siamo sicuri che scrivere un libro il 15gg sia una buona idea????

    ha scritto il 

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