L'uomo a una dimensione

L'ideologia della società industriale avanzata

Di

Editore: Einaudi (PBE, 548)

4.2
(403)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 279 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Spagnolo

Isbn-10: 8806125028 | Isbn-13: 9788806125028 | Data di pubblicazione: 

Traduttore: Tilde Giani Gallino ; Curatore: Luciano Gallino

Disponibile anche come: Copertina rigida , Tascabile economico

Genere: Filosofia , Politica , Scienze Sociali

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Descrizione del libro
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  • 5

    Utile tornare ai classici, soprattutto se non li si è mai letti. In Marcuse, al di là dell'iniziale barriera linguistico-ideologica (testo del 1964, ma sembra più vecchio), c'è una delle più concrete ...continua

    Utile tornare ai classici, soprattutto se non li si è mai letti. In Marcuse, al di là dell'iniziale barriera linguistico-ideologica (testo del 1964, ma sembra più vecchio), c'è una delle più concrete condanne del razionalismo tecnologico che guida la società occidentale. In questo senso, questo libro (di cui a essere mitico è già soltanto il titolo) fa il paio con quelli di autori come Anders, Mumford o anche Debord. Si muove tra la filosofia e la sociologia, e uno dei principali meriti del libro è quello di ragionare sulla relazione fra tecnologia, arte e filosofia. Non è inutile dire - come altri qui sotto - che il libro conserva tutta la sua attualità anche a distanza di 50 anni e oltre.

    ha scritto il 

  • 4

    Un libro degli anni '60, del filone di pensiero della teoria critica, in cui si legge tutta l'atmosfera conflittuale della guerra fredda. La società industriale avanzata, a coronamento di un processo ...continua

    Un libro degli anni '60, del filone di pensiero della teoria critica, in cui si legge tutta l'atmosfera conflittuale della guerra fredda. La società industriale avanzata, a coronamento di un processo sviluppatosi nei secoli, ha prodotto un uomo capace di pensare solo in modo operazionistico, mortificando le astrazioni del pensiero e i concetti. Ma non solo, l'ideologia della società industriale avanzata ha educato l'uomo a conformare il suo linguaggio, i suoi bisogni e di conseguenza i suoi desideri a quelli proposti dalla pubblicità e dalla propaganda, a favore di chi detiene il potere economico, che favorisce il modello irrazionale di produzione distruttiva attraverso la teconologia e lo sfruttamento, sia esso un regime comunista o capitalista. Il risultato: un uomo unidimensionale, poichè incapace di pensiero negativo, di vedere l'alternativa, di sapere che esiste.

    ha scritto il 

  • 5

    L'uomo ad una dimensione: il libro di filosofia politica più importante del novecento.

    Lucida analisi del capitalismo e di come entro la nuova dimensione consumistica il conflitto sociale venga meno. ...continua

    L'uomo ad una dimensione: il libro di filosofia politica più importante del novecento.

    Lucida analisi del capitalismo e di come entro la nuova dimensione consumistica il conflitto sociale venga meno.
    Che poi la razionalità scientifica e tecnologica si sia trasformata in irrazionalità è fuori da ogni dubbio, come ripristinare allora una logica che non sia primitivista, come organizzare il medium tecnologico finalizzandolo non al mantenimento di interessi privilegiati ma alla pacificazione sociale (soddisfacimento dei bisogni essenziali di ognuno, riduzione del carico di lavoro.....)?
    Ed non dimentichiamo il linguaggio, di come venga manipolato per semplificare concetti e pensieri, in modo da perpetuare l'esistente. Per dire, chiamare missione di pace una guerra non provoca certo la fine della violenza e dei massacri.

    Il problema principale, secondo Marcuse, è che la razionalità tecnologica capitalista è riuscita ad inglobare e neutralizzare il pensiero critico, sottraendo il negativo dall'equazione, lasciandoci soli in un desertificato e concreto presente senza speranze. Un mondo ad una dimensione dove è sempre più difficile immaginare un mondo altro.

    ha scritto il 

  • 4

    La società totalitaria e la razionalità tecnologica sono i principali temi, o bersagli, che Marcuse analizza ed attacca in questo saggio del 1964, che molta fortuna ebbe in ambito universitario nel '6 ...continua

    La società totalitaria e la razionalità tecnologica sono i principali temi, o bersagli, che Marcuse analizza ed attacca in questo saggio del 1964, che molta fortuna ebbe in ambito universitario nel '68.
    Appartenente alla scuola filosofico-sociologica di Francoforte, il cui pensiero va sotto il nome di "Teoria Critica della Società", Herbert Marcuse analizza il carattere repressivo e omologante delle società industrializzate, capitaliste e comuniste, di quegli anni e come queste società si mantengano in piedi sulle instabili fondamenta della contraddizione. Dato che, promettendo pacificazione e benessere, si reggono sulla pianificazione dello sterminio reciproco e della stratificazione sociale.
    In questa prospettiva, anche le società democratiche sono intese come totalitarie, poichè i meccanismi politici ed economici non permettono al cittadino quanto al filosofo di proporre alternative che vadano contro il sistema stabilito.
    D'altra parte non è comunque semplice avere anche i soli strumenti per potersi accorgere di questo carattere totalitario, perchè il sistema tende a favorire lo sviluppo di una falsa coscienza, accompagnata ad un pensiero positivo scientifico del "si", che osteggia, invece, il solo genere riflessivo che possa in qualche modo aiutare l'uomo a proporre realtà valide, nelle quali la tecnologia venga utilizzata non in modo oppressivo e manipolatorio, ma in modo da liberare l'uomo dalle catene del lavoro necessario a soddisfare i bisogni primari. Questo pensiero, è il pensiero negativo...il pensiero del vero filosofo, colui capace di trascendere la realtà e di non accettarla per come è (data), colui che attraverso i concetti universali può arrivare a dire che v'è la Democrazia, ma che allo stesso tempo la Democrazia presente è solo una vago fantasma di quello che potrebbe essere.
    Libro molto interessante, con capitoli molto curiosi. Ad esempio, Marcuse tenta di spiegare al lettore come la Società industriale ha cambiato le mentalità, ricorrendo anche all'analisi dei romanzi, del linguaggio comune e di quello filosofico.
    Chi è l'Uomo ad una dimensione? L'uomo prigioniero di una sola possibilità di vita e d'espressione, di un solo sistema sociale, di una falsa coscienza creduta reale.
    Se un tempo v'era una classe che poteva esprimere il disagio e la "negatività" rispetto al sistema, la classe operaia e proletaria, oggi, pessimisticamente, anche questa è incapace di opporsi e reclamare, poichè essa è mentalmente assorbita dalle meccaniche mentali della società dei "padroni".
    Per Marcuse l'unica speranza di un riscatto che porti ad un nuovo tipo di pianificazione sociale e tecnologica, viene dalla classe sottoproletaria e da coloro che sono estranei, esterni, al sistema...poichè sono questi che hanno ancora molto da chiedere ad esso, essendo loro la prova che sia il Capitalismo che il Socialismo, così come sono oggi, hanno fallito.

    ha scritto il 

  • 0

    Nel '68 la triade Marx-Mao-Marcuse costituì un punto di riferimento per i movimenti studenteschi e, in Italia, si contrappose alle tre emme della tranquilla vita borghese (“macchina-mestiere-moglie”). ...continua

    Nel '68 la triade Marx-Mao-Marcuse costituì un punto di riferimento per i movimenti studenteschi e, in Italia, si contrappose alle tre emme della tranquilla vita borghese (“macchina-mestiere-moglie”).
    Indubbiamente alcune pagine de L'UOMO AD UNA DIMENSIONE trovano giustificazione nel fatto di essere state scritte negli Stati Uniti, cioè nel bel mezzo di una società in cui più evidenti erano certi fenomeni di alienazione e di squilibrio sociale, nonostante la grande tradizione democratica e libertaria di quel paese.
    Ma, indubbiamente, il libro contiene pure una visione profetica del successivo sviluppo storico: nel 1967(!) il filosofo tedesco riteneva che né il capitalismo né il socialismo reale, con il sostegno della scienza e della tecnologia, avrebbero potuto condurre l'uomo al benessere ed alla felicità se il progetto restava quello di dominare l'uomo con falsi bisogni, con la sistematica manipolazione dei fatti, con la creazione di “nemici” immaginari da distruggere.
    Temi, come si vede, di grande attualità, purtroppo...

    ha scritto il 

  • 4

    Rilettura. Ad oltre quaranta anni dalla prima lettura il grande saggio di Marcuse mi appare ancor più attuale. E' un libro che parla del nostro presente.

    ha scritto il 

  • 3

    Interessante

    Il libro di per sé è molto interessante ma la scrittura dell'autore è piuttosto ostica anche per chi è abituato a leggere saggi del genere. Alcune piccole idee si rivelano un po' vecchie anche se tutt ...continua

    Il libro di per sé è molto interessante ma la scrittura dell'autore è piuttosto ostica anche per chi è abituato a leggere saggi del genere. Alcune piccole idee si rivelano un po' vecchie anche se tutto sommato il saggio è quanto mai attuale. Purtroppo lo stile di scrittura utilizzato non facilità né la comprensione né la voglia di approfondirlo meglio. Probabilmente mi risulterebbe più interessante leggere un altro testo dello stesso autore come "Eros e Civiltà". Grazie della gentile attenzione e arrivederci.

    ha scritto il 

  • 5

    Come possono gli individui amministrati - che hanno tratto dalla loro mutilazione le loro libertà e soddisfazioni, e così la riproducono su larga scala - liberarsi da se stessi non meno che dai loro padroni? Come si può anche solo pensare che il circolo v

    E il bello che non c'è risposta a questa domanda, o almeno Marcuse trova difficile trovarne una. In questo mi sembra che la sua posizione risulti sempre coerente: il punto non è risolvere, ma capire; ...continua

    E il bello che non c'è risposta a questa domanda, o almeno Marcuse trova difficile trovarne una. In questo mi sembra che la sua posizione risulti sempre coerente: il punto non è risolvere, ma capire; perché di fronte a una società che ha perso l'abitudine a riflettere, capire è già un po' rivoluzionare. L'appiattimento del pensiero, la morte del pensiero negativo e l'inconsistenza di ogni contraddizione, l'estrema razionalizzazione possono sembrare meccanismi astrusi e lontani dalla quotidianità, ma Marcuse dimostra quali ripercussioni abbiano su tutti noi: la nostra incapacità di indignazione e di stupore; la desublimazione artistica e sessuale della società contemporanea. Ognuno di noi è un uomo a una dimensione, quando spegne il cervello e accende la tv.

    ha scritto il 

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