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L'uomo che allevava i gatti e altri racconti

Di

Editore: Einaudi

3.6
(378)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 264 | Formato: Altri

Isbn-10: 8806140469 | Isbn-13: 9788806140465 | Data di pubblicazione: 

Disponibile anche come: Copertina rigida , Tascabile economico , Paperback , Audiocassetta , eBook

Genere: Fiction & Literature

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Descrizione del libro
Figli di contadini, orfani, piccole creature senza famiglia: i bambini di MoYan sono al tempo stesso creature in carne e ossa e piccoli fantasmi chevisitano le case degli adulti e le vaste campagne della Cina rurale. Anche sespesso sono schiacciati dalla violenza degli adulti e dalla brutalità delleregole sociali, e sembrano sempre sul punto di soccombere, conservano una loroleggerezza magica, una capacità di aprirsi dei varchi, delle linee di fuga,magari nel sogno e nella fantasia. La forza espressiva di questi racconti, cheuniscono il realismo e la crudezza visionaria di "Sorgo rosso", sta nellaloro capacità di dare rilievo drammatico allo scontro tra le due animedell'uomo, quella misteriosa e incantata e quella miserabile e canagliesca.
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  • 5

    Toccante e molto forte

    un viaggio nel mondo della Cina della Repubblica Popolare, dove il Partito governa su ogni cosa, e lì dove impone, il cittadino, fedele al rosso della politica, esegue senza remore. Un mondo di indisc ...continua

    un viaggio nel mondo della Cina della Repubblica Popolare, dove il Partito governa su ogni cosa, e lì dove impone, il cittadino, fedele al rosso della politica, esegue senza remore. Un mondo di indiscussa povertà e di sottomissione ad un sistema di gerarchie che tanto ricorda quello della casta indiana caratterizza questi racconti, mettendo sempre in risalto il profondo legame con le tradizioni e l’esaltazione dell’educazione, considerata come un culto solenne. La rigidità e la freddezza nelle punizioni corporali è delle più autentiche e si respira una densa atmosfera di normalità nel frustare la schiena di un figlio agonizzante nel un letto di un fiume, la punizione è lecita ed è forma d’amore in una cultura completamente diversa dalla nostra.
    L’uomo che allevava i gatti ci permette di conoscere un lato della Cina forse sconosciuto, mostrando quegli aspetti più intimi che altro non sono che scorci di una dura realtà dove chi disubbidisce è segnato per la vita e dove gli anziani credono nella Rivoluzione Culturale come avvento di buone nuove.
    Eppure in questo grigio scenario c’è un forte barlume di speranza, sono i bambini che si contrappongono all’inquietudine degli altri personaggi i quali appaiono sull’orlo di un baratro, sempre sul punto di cadervi; i bambini sono un grido di speranza per una realtà diversa da quella raccontata, per un futuro migliore dove non ci sarà bisogno di abbandonare neonati o abortire il secondo figlio.

    Continua su http://www.lastambergadeilettori.com/2015/03/luomo-che-allevava-i-gatti-mo-yan.html

    ha scritto il 

  • 4

    ✰✰✰✰ molto buono

    Ho una nipote che legge Famiglia Cristiana e che avrà un bonus il giorno del Giudizio, ma in compenso non legge nient’altro (forse neppure Famiglia Cristiana).
    Per qualche oscuro motivo aveva un po’ d ...continua

    Ho una nipote che legge Famiglia Cristiana e che avrà un bonus il giorno del Giudizio, ma in compenso non legge nient’altro (forse neppure Famiglia Cristiana).
    Per qualche oscuro motivo aveva un po’ di libri usciti in allegato alla rivista e poiché prendevano polvere li ha spostati in casa mia. Sono rimasti al mare, tranne due Singer e questo.
    Per me è stato andare a nozze (anche se andare ai matrimoni veri è un vero patire): due autori che amo e nei giudizi sono sicuramente di parte.
    Però questi racconti non li avevo ancora letti.
    C’è un maggior lirismo rispetto ai romanzi, le descrizioni del paesaggio, degli animali e dei personaggi sono pittoriche.

    Il luogo è sempre la campagna dello Shadong, i protagonisti sono sempre uomini, donne e bambini che cercano di sopravvivere al mondo che sta loro addosso, come una malattia.
    C’è il destino che li aspetta o fantasmi del passato o colpe da espiare o leggende spesso crudeli.

    Le anatre non sono solo uccelli colorati e ciarlieri, ma anche il sogno di un pasto succulento. Ma un fucile non è solo per cacciare, può essere lo strumento con il quale si giocano i destini di più generazioni.
    La fanciulla lasciata al villaggio si è asciugata in una giovane donna provata dalla propria sorte. Un gioco infantile, un’altalena, l’ha resa un’orba senza un occhio e senza un vero futuro: un marito muto (chi altri l’avrebbe presa?) e quel che è peggio tre gemellini muti. Ma il ritorno occasionale dell’amico d’infanzia può darle un motivo per vivere.
    La straniante storia di un bambino non tanto sveglio, in una famiglia penalizzata socialmente, che provoca senza volerlo, né capirlo, un tragico incidente. Ne conosciamo le sensazioni di piccola bestiolina, lo stupore, la paura, e, terribile, la punizione.

    E così via, tra figli voluti, abortiti, trovati, perduti, rifiutati, tra la dura realtà e i racconti paurosi o fantastici dei vecchi.
    Perché Yan ricorre sempre questo duro mondo contadino nei racconti?
    Perché lo conosce bene (e come diceva Hemingway …) e ne subisce ancora il fascino.
    Un mondo dove è necessario trovare una scusa se si indossano i jeans e si vuol essere bene accolto.
    Chissà come avrebbero reagito se sopra i jeans ci fosse stata una t-shirt e sotto i boxer e sotto ancora le sneakers e magari in testa il cappellino a tesa girata dei New York Rangers!!!
    Che poi è la divisa delle colonie americane, Shangai compresa, probabilmente.

    Addio Cina ancora Cina, Cina delle campagne, delle tradizioni cinesi sopravvissute anche alla Rivoluzione culturale, ma non alla Apple.
    Sono romanzi di antropologia culturale quelli di Mo Yan.

    31.03.2015

    ha scritto il 

  • 5

    Opera del vincitore del premio Nobel per la Letteratura nel 2012 Mo Yan, L’uomo che allevava i gatti si presenta nella forma di una raccolta di racconti: Il vecchio fucile, Il fiume inaridito, Il cane ...continua

    Opera del vincitore del premio Nobel per la Letteratura nel 2012 Mo Yan, L’uomo che allevava i gatti si presenta nella forma di una raccolta di racconti: Il vecchio fucile, Il fiume inaridito, Il cane e l’altalena, Esplosioni, Il neonato abbandonato, Il tornado, La colpa, Musica popolare e in omonimia col titolo del libro, L’uomo che allevava i gatti.

    Si tratta di un viaggio nel mondo della Cina della Repubblica Popolare, dove il Partito governa su ogni cosa e lì dove impone, il cittadino, fedele al rosso della politica, esegue senza remore. Un mondo di indiscussa povertà e di sottomissione ad un sistema di gerarchie che tanto ricorda quello della casta indiana caratterizza questi racconti, mettendo sempre in risalto il profondo legame con le tradizioni e l’esaltazione dell’educazione, considerata come un culto solenne. La rigidità e la freddezza nelle punizioni corporali è delle più autentiche e si respira una densa atmosfera di normalità nel frustare la schiena di un figlio agonizzante nel un letto di un fiume, la punizione è lecita ed è forma d’amore in una cultura completamente diversa dalla nostra, come una sequenza di Esplosioni lo mette in risalto ampiamente.

    Continua su:
    http://www.lastambergadeilettori.com/2015/03/luomo-che-allevava-i-gatti-mo-yan.html

    ha scritto il 

  • 4

    L'Amor Felino non ci azzecca più di tanto

    Raccolta di brevi narrazioni le quali scivolano via docilmente, senza tuttavia indurre entusiasmi sfrenati.
    Il racconto di un'interruzione di gravidanza fa sì che Mo Yan ponga sulle labbra di un suo p ...continua

    Raccolta di brevi narrazioni le quali scivolano via docilmente, senza tuttavia indurre entusiasmi sfrenati.
    Il racconto di un'interruzione di gravidanza fa sì che Mo Yan ponga sulle labbra di un suo personaggio una considerazione a mio parere troppo smaccatamente esaustiva sui sistemi di controllo delle nascite. Il fatto che chi si preoccupi della crescita demografica sia soltanto chi dotato di "un certo livello di cultura", sembrerebbe profumare di inevitabile propaganda socio-ideologica (riterrei in termini di denuncia, e non già di avallo).
    Amara, poi, in un successivo racconto, la considerazione di quanto possa rivelarsi frustrante l'agire pensando di far del bene, ma ricevendo soltanto biasimo dalla comunità circostante.
    Altrettanto amara, più oltre ancora, la percezione disvelata che la buona coscienza possa anche tradursi in fattore tragico e terribile.
    Il racconto che fornisce il titolo alla raccolta è l'ultimo del libro.

    ha scritto il 

  • 3

    Grande capacità narrativa e descrittiva dell'autore: sembra di trovarsi davvero in quelle campagne desolate, in cui l'uomo lotta ogni giorno per sopravvivere accanto ad una natura quasi protagonista.
    ...continua

    Grande capacità narrativa e descrittiva dell'autore: sembra di trovarsi davvero in quelle campagne desolate, in cui l'uomo lotta ogni giorno per sopravvivere accanto ad una natura quasi protagonista.
    Le storie però sono molto tristi, a volte un pò ripetitive e alcuni racconti finiscono senza avere un gran senso.

    ha scritto il 

  • 2

    "Ma l'esperienza insegna che a giudicare solo l'apparenza si possono commettere gravi errori. L'unica di una persona la si conosce soltanto attraverso la vita, come attraverso la vita si conosce anche ...continua

    "Ma l'esperienza insegna che a giudicare solo l'apparenza si possono commettere gravi errori. L'unica di una persona la si conosce soltanto attraverso la vita, come attraverso la vita si conosce anche la propria anima."
    Di un realismo a tratti commovente. Ritmo non sempre scorrevole.

    ha scritto il 

  • 4

    Mo Yan, maestro nelle descrizioni.

    Ho trovato questa raccolta di racconti estremamente interessante, profonda e significativa. L'autore, con queste storie brevi, è riuscito a incantare anche me, che di solito ho parecchi problemi con ...continua

    Ho trovato questa raccolta di racconti estremamente interessante, profonda e significativa. L'autore, con queste storie brevi, è riuscito a incantare anche me, che di solito ho parecchi problemi con i racconti. Le descrizioni dell'ambiente, delle persone, dei gesti e movimenti sono magistrali, capaci senza dubbio di far venire la pelle d'oca anche al lettore più annoiato. Aborto, rapporto con i genitori, politica, amore...sono i veri protagonisti dei racconti, temi decisamente importanti che Mo sa trattare al meglio.
    Il mio racconto preferito? Esplosioni senza dubbio è quello che mi è rimasto più impresso.

    ha scritto il 

  • 2

    Raccolta di racconti scritti molto bene (non a caso l'autore ha vinto il Nobel) ma tanto, troppo squallidi: capisco che ad essere squallida fosse proprio la Cina degli anni che descrive (Rivoluzione c ...continua

    Raccolta di racconti scritti molto bene (non a caso l'autore ha vinto il Nobel) ma tanto, troppo squallidi: capisco che ad essere squallida fosse proprio la Cina degli anni che descrive (Rivoluzione culturale, maoismo) ma se tutte le opere di Mo Yan sono così credo che non ci sarà intesa tra noi xD

    ha scritto il 

  • 3

    È una Cina...

    ...rurale e arretrata quella descritta in questi racconti di Mo Yan (premio Nobel 2012), in bilico tra i miti di progresso e modernità della rivoluzione culturale e uno sguardo sul mondo intriso di re ...continua

    ...rurale e arretrata quella descritta in questi racconti di Mo Yan (premio Nobel 2012), in bilico tra i miti di progresso e modernità della rivoluzione culturale e uno sguardo sul mondo intriso di realismo magico. Il contrasto tra la politica del figlio unico e la preferenza per i figli maschi ha risvolti drammatici, la povertà e l'aspirazione ad elevarsi socialmente crea un corto circuito, sono racconti assai malinconici da un paese che fa ancora fatica a conciliare le sue contraddizioni.

    ha scritto il 

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