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L'uomo che allevava i gatti e altri racconti

Di

Editore: Einaudi

3.6
(357)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 264 | Formato: Altri

Isbn-10: 8806140469 | Isbn-13: 9788806140465 | Data di pubblicazione: 

Disponibile anche come: Copertina rigida , Tascabile economico , Paperback , Audiocassetta , eBook

Genere: Fiction & Literature

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Descrizione del libro
Figli di contadini, orfani, piccole creature senza famiglia: i bambini di MoYan sono al tempo stesso creature in carne e ossa e piccoli fantasmi chevisitano le case degli adulti e le vaste campagne della Cina rurale. Anche sespesso sono schiacciati dalla violenza degli adulti e dalla brutalità delleregole sociali, e sembrano sempre sul punto di soccombere, conservano una loroleggerezza magica, una capacità di aprirsi dei varchi, delle linee di fuga,magari nel sogno e nella fantasia. La forza espressiva di questi racconti, cheuniscono il realismo e la crudezza visionaria di "Sorgo rosso", sta nellaloro capacità di dare rilievo drammatico allo scontro tra le due animedell'uomo, quella misteriosa e incantata e quella miserabile e canagliesca.
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  • 3

    Grande capacità narrativa e descrittiva dell'autore: sembra di trovarsi davvero in quelle campagne desolate, in cui l'uomo lotta ogni giorno per sopravvivere accanto ad una natura quasi protagonista.
    Le storie però sono molto tristi, a volte un pò ripetitive e alcuni racconti finiscono senza aver ...continua

    Grande capacità narrativa e descrittiva dell'autore: sembra di trovarsi davvero in quelle campagne desolate, in cui l'uomo lotta ogni giorno per sopravvivere accanto ad una natura quasi protagonista. Le storie però sono molto tristi, a volte un pò ripetitive e alcuni racconti finiscono senza avere un gran senso.

    ha scritto il 

  • 2

    "Ma l'esperienza insegna che a giudicare solo l'apparenza si possono commettere gravi errori. L'unica di una persona la si conosce soltanto attraverso la vita, come attraverso la vita si conosce anche la propria anima." Di un realismo a tratti commovente. Ritmo non sempre scorrevole.

    ha scritto il 

  • 4

    Mo Yan, maestro nelle descrizioni.

    Ho trovato questa raccolta di racconti estremamente interessante, profonda e significativa. L'autore, con queste storie brevi, è riuscito a incantare anche me, che di solito ho parecchi problemi con i racconti. Le descrizioni dell'ambiente, delle persone, dei gesti e movimenti sono magistrali, c ...continua

    Ho trovato questa raccolta di racconti estremamente interessante, profonda e significativa. L'autore, con queste storie brevi, è riuscito a incantare anche me, che di solito ho parecchi problemi con i racconti. Le descrizioni dell'ambiente, delle persone, dei gesti e movimenti sono magistrali, capaci senza dubbio di far venire la pelle d'oca anche al lettore più annoiato. Aborto, rapporto con i genitori, politica, amore...sono i veri protagonisti dei racconti, temi decisamente importanti che Mo sa trattare al meglio. Il mio racconto preferito? Esplosioni senza dubbio è quello che mi è rimasto più impresso.

    ha scritto il 

  • 2

    Raccolta di racconti scritti molto bene (non a caso l'autore ha vinto il Nobel) ma tanto, troppo squallidi: capisco che ad essere squallida fosse proprio la Cina degli anni che descrive (Rivoluzione culturale, maoismo) ma se tutte le opere di Mo Yan sono così credo che non ci sarà intesa tra noi ...continua

    Raccolta di racconti scritti molto bene (non a caso l'autore ha vinto il Nobel) ma tanto, troppo squallidi: capisco che ad essere squallida fosse proprio la Cina degli anni che descrive (Rivoluzione culturale, maoismo) ma se tutte le opere di Mo Yan sono così credo che non ci sarà intesa tra noi xD

    ha scritto il 

  • 4

    È una Cina...

    ...rurale e arretrata quella descritta in questi racconti di Mo Yan (premio Nobel 2012), in bilico tra i miti di progresso e modernità della rivoluzione culturale e uno sguardo sul mondo intriso di realismo magico. Il contrasto tra la politica del figlio unico e la preferenza per i figli maschi h ...continua

    ...rurale e arretrata quella descritta in questi racconti di Mo Yan (premio Nobel 2012), in bilico tra i miti di progresso e modernità della rivoluzione culturale e uno sguardo sul mondo intriso di realismo magico. Il contrasto tra la politica del figlio unico e la preferenza per i figli maschi ha risvolti drammatici, la povertà e l'aspirazione ad elevarsi socialmente crea un corto circuito, sono racconti assai malinconici da un paese che fa ancora fatica a conciliare le sue contraddizioni.

    ha scritto il 

  • 4

    Nascere nella campagna poverissima del distretto cinese da cui viene lo scrittore Mo Yan dev'essere una vera disgrazia: l'ambiente da lui rievocato in questi racconti che, ad occhio, contengono parecchi elementi autobiografici, appare durissimo, e non tanto per condizioni materiali di vita, le qu ...continua

    Nascere nella campagna poverissima del distretto cinese da cui viene lo scrittore Mo Yan dev'essere una vera disgrazia: l'ambiente da lui rievocato in questi racconti che, ad occhio, contengono parecchi elementi autobiografici, appare durissimo, e non tanto per condizioni materiali di vita, le quali sono, in fondo, quelle di tutti i contadini del mondo con poca terra magra e molto lavoro, quanto per la violenza estrema che serpeggia nei rapporti tra familiari o semplici vicini: alle maniere più che rudi verso i bimbi, che fanno sembrare soavi gli educatori ottusi di Charles Dickens e il plagosus Orbilius oraziano, si aggiungono il malgoverno che dei loro paesani fanno sbirri e funzionarî comunisti. Un mondo sgradevole, dunque, in cui alla miseria, all'insensibilità e all'ingiustizia si mescolano le nuove iniquità della burocrazia e i pregiudizî antichi di secoli, come quello per cui si abbandonano a mo' di stracci le bimbe appena venute al mondo. Eppure c'è anche tanta bellezza in queste pagine: bellezza estrema d'una prosa cesellata e ricchissima, bellezza d'una cura per gli aggettivi quale lo scrivere tirchio e smunto di troppi nostri prosatori non conosce più nemmeno di striscio, bellezza della natura coi suoi ritmi e i suoi colori. Mo Yan è uno scrittore che dà pugni nello stomaco ma subito dopo consola col magistero sovrano della sua scrittura. Una volta tanto, l'Accademia svedese ha concesso il premio Nobel per la letteratura ad uno che se lo merita.

    ha scritto il 

  • 4

    Restituisco alla libreria da dove l'ho preso con un po' di dispiacere questi BELLISSIMI....ORRIBILI RACCONTI!!!
    A me piacciono i racconti e i mattonazzi dalle mille pagine in sù.
    Ci sono scrittori che ti stregano con la malia delle tante parole,e scrittori che ti fulminano con la brevità dell'ess ...continua

    Restituisco alla libreria da dove l'ho preso con un po' di dispiacere questi BELLISSIMI....ORRIBILI RACCONTI!!! A me piacciono i racconti e i mattonazzi dalle mille pagine in sù. Ci sono scrittori che ti stregano con la malia delle tante parole,e scrittori che ti fulminano con la brevità dell'essenziale. Questi racconti(letti incuriosita dal titolo,ma non molto convinta "Le sei reincarnazioni...."non mi aveva per nulla coinvolto)li ho trovati affascinanti e crudeli.....insomma belli!!

    ha scritto il 

  • 4

    Brutalità e liricità vanno a braccetto in queste pagine, così pensi: saranno riusciti i cinesi di oggi a liberarsi dal tanto male fatto e ricevuto ed essere ancora capaci di sognare?

    ha scritto il 

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