L'uomo che amava le isole

Di

Editore: Lindau (L'isola, 02)

3.5
(24)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 47 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Tedesco , Spagnolo

Isbn-10: 8871803906 | Isbn-13: 9788871803906 | Data di pubblicazione: 

Traduttore: Sergio Daneluzzi

Disponibile anche come: Altri

Genere: Narrativa & Letteratura

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Descrizione del libro
Un uomo sogna di possedere un'isola, di divenire il signore e il centro di un piccolo mondo separato, che sia creazione e specchio della sua personalità. Ma né gli uomini, né la natura si lasciano facilmente trasformare in specchio di qualcuno. Quello che doveva essere un idillio si trasforma in un braccio di ferro sempre più disperato, e l'avventura iniziata con l'acquisto di un'isola si conclude con il trionfo della natura, mentre il protagonista è costretto a restringere sempre di più i confini del proprio mondo, fino a racchiudervi solo sè stesso.
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    Poche pagine ma ricche di metafore, di sentimenti, di emozioni. Un uomo decide di vivere su un'isola creandosi un piccolo paradiso terreste, che poi crolla velocemente. Ne ricrea un'altro su un'isola ...continua

    Poche pagine ma ricche di metafore, di sentimenti, di emozioni. Un uomo decide di vivere su un'isola creandosi un piccolo paradiso terreste, che poi crolla velocemente. Ne ricrea un'altro su un'isola più piccola ma anche qui non dura a lungo. Sperimenterà quindi l'isolamento sulla terza isola ma neanche questo lo porterà alla felicità

    ha scritto il 

  • 3

    Un racconto brevissimo di sole ventisei cartelle sulla fuga dal mondo reale.
    Un uomo decide di acquistare un’isola semi deserta e quivi ritirarsi accompagnato solo da pochi domestici, un fattore e un ...continua

    Un racconto brevissimo di sole ventisei cartelle sulla fuga dal mondo reale.
    Un uomo decide di acquistare un’isola semi deserta e quivi ritirarsi accompagnato solo da pochi domestici, un fattore e un falegname per provare a fondare un microcosmo bastante a se stesso e ai suoi pochi collaboratori.
    Prestissimo emerge la difficoltà di realizzare una utopia di felicità e perfezione condivisa con altri, complice le bassezze dei sentimenti umani, le loro invidie e gelosie, complice la stessa natura che dietro la bellezza smagliante di un’isola coperta da manti erbosi che in primavera si punteggiano del multicolore delle primule in fiore, dell’azzurro dei giacinti, della melodia dei richiami dei merli, del riverbero del mare, della grande luna che simile anch’essa ad un’isola la notte si alza dorata dal mare verso l’alto, nasconde invece un suo rifiuto pervicace a volersi fare addomesticare, la benevolenza di questa illusoria armonia tra pochi scelti umani e una natura solo apparentemente materna si rivela un inganno.
    Il desiderio di solitudine dell’isolano diventa irrefrenabile e sfocia in una misantropia drammatica, l’uomo decide di si ritirarsi in un’isola ancora più piccola, inospitale agglomerato di scogli sbattuti dai marosi nel nord del mare celtico, lontani da ogni approdo, trae soddisfazione solo dall’isolamento più assoluto e come un eremita procede inesorabile nel suo viaggio di autodistruzione che lo porterà alla morte.

    Un racconto sul desiderio di fuga, sul desiderio di sradicarsi, di strappare le radici e i lacci tesi che ci avvingono alle consuetudini, ai legami, alle responsabilità, desiderio latente, soffocato ma potentissimo dentro di noi, ci porta verso dove?

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    4

    Fra le voci stridule dei gabbiani e le infinite melodie del mare, l’unico suono artificiale è il ticchettio di una macchina da scrivere

    Non definirei “L’uomo che amava le isole” un vero e proprio libro, è più che altro un racconto, cinquantuno pagine di pura immaginazione. E’ significativo che il nome del nostro protagonista venga cit ...continua

    Non definirei “L’uomo che amava le isole” un vero e proprio libro, è più che altro un racconto, cinquantuno pagine di pura immaginazione. E’ significativo che il nome del nostro protagonista venga citato solo una volta, egli è semplicemente l’uomo che amava le isole, realtà lontane e meravigliose che sfuggono alle leggi del tempo e dello spazio. Il nostro uomo trascorre la vita cercare l’isola ideale per sé, un’isola piccola e selvaggia; sogna di essere il centro di questo mondo unico e tranquillo, l’unico padrone al quale tutto e tutti devono sottostare, la natura compresa. Fra le voci stridule dei gabbiani e le infinite melodie del mare, l’unico suono artificiale è il ticchettio di una macchina da scrivere. E’ un’incredibile amore per la letteratura che tiene veramente in vita il nostro protagonista, sono solo i suoi libri che gli permettono, infatti, di sopravvivere alle insidie della solitudine. Tre sono le isole che l’uomo compra nel corso della storia, tre mondi diversi ma per lui tutti insoddisfacenti. Impossibile trovare la felicità per un uomo che ormai non accetta il destino. Da un mondo meraviglioso e idilliaco le sue isole si trasformano lentamente in una prigione grigia e solitaria. L’uomo si rende conto che la natura non si può governare, che il tempo scorre inesorabilmente e persino l’amore di una giovane isolana diventa per lui un fastidioso sentimento meccanico. A questo punto, insofferente ed egoista, non trovando conforto nemmeno nei suoi libri, il protagonista si ritira in completa solitudine nella sua ultima isola, provando a scappare dalla realtà e dall’uomo che è diventato.

    “L’uomo che amava le isole” è la storia di un uomo che ricerca con insistenza la felicità dimenticandosi però che essa non si può raggiungere se non la si cerca nel mondo reale.

    https://uraganoelettrico.wordpress.com/2013/03/27/luomo-che-amava-le-isole-d-h-lawrence/

    ha scritto il 

  • 4

    Sono stata attratta dal titolo di questo libro.
    Il personaggio di fantasia del racconto, tale Cathcart, rappresenterebbe lo scrittore Compton Mackenzie che realmente decise di vivere su alcune isolett ...continua

    Sono stata attratta dal titolo di questo libro.
    Il personaggio di fantasia del racconto, tale Cathcart, rappresenterebbe lo scrittore Compton Mackenzie che realmente decise di vivere su alcune isolette della Gran Bretagna.
    La caparbietà di sperimentare certe utopie diventerà via via sempre più frustrante e drammatica.
    "No, un'isola è un nido che contiene uno e un solo uomo. Quest'uomo è l'isolano"

    ha scritto il