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L'uomo che andò in fumo

Romanzo su un crimine

Di ,

Editore: Sellerio (La memoria, 776)

3.7
(454)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 266 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Chi tradizionale , Inglese , Tedesco , Spagnolo , Olandese , Catalano , Svedese

Isbn-10: 8838923582 | Isbn-13: 9788838923586 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: Renato Zatti

Disponibile anche come: Tascabile economico

Genere: Crime , Fiction & Literature , Mystery & Thrillers

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Descrizione del libro
Una misteriosa scomparsa spinge il commissario Beck nelle trame di un intrigo internazionale: un giornalista di successo di Stoccolma sparisce nel nulla durante un viaggio di lavoro a Budapest. Sullo sfondo di una città imponente e misteriosa sulle rive del Danubio uno dei gialli più avvincenti della coppia svedese.
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  • 4

    Continuo nella mia scoperta dei Nordic (sempre grazie ad Amelì) con i genitori del poliziesco "come noi lo conosciamo". Storia interessante, ben scritto (nel 1966). Piacevole.

    ha scritto il 

  • 4

    Romanzo su un crimine

    La coppia di coniugi Sjöwall Maj e Wahlöö Per cominciò a scrivere gialli ambientati nei paesi scandinavi a partire dagli anni 60, prima ancora di Mankell, prima di Nesbo, prima della coppia Roslund Anders- Hellström Börge, prima di Larsson e prima di qualsiasi altro scrittore del nord che cataliz ...continua

    La coppia di coniugi Sjöwall Maj e Wahlöö Per cominciò a scrivere gialli ambientati nei paesi scandinavi a partire dagli anni 60, prima ancora di Mankell, prima di Nesbo, prima della coppia Roslund Anders- Hellström Börge, prima di Larsson e prima di qualsiasi altro scrittore del nord che catalizza le librerie con un giallo preconfezionato all’ultimo grido. Sjöwall Maj e Wahlöö Per c’erano prima e sono stati i veri fautori di un genere poliziesco elegante e interessante, che risente tanto dell’essenza degli anni 60 e della cornice geografica molto pittoresca e ammaliante del nord Europa. E’ un’altra epoca, ma i loro libri vivono di luce propria come allora.
    La caratteristica di questi gialli è proprio il tempo in cui si inseriscono le vicende, gli anni 60 sono gli anni in cui si sedimenta il dopoguerra ed è costituito da personaggi nati anagraficamente negli anni 30. La cosa che colpisce è chiaramente il metodo investigativo e l’attenzione nei dettagli, quello legato alle indagini con pedinamenti stile "backtiling" all’americana, scambi di passaporti, barbe e baffi, occhi azzurri e capelli rossicci ovunque, donne statuarie e procaci un po’ vittime e un po’ di facili costumi, una foto, il dettaglio di una valigia, la marca di una macchina da scrivere, mentre i poliziotti aspettavano nei loro uffici di Stoccolma le telefonate per i riscontri agli orari prestabiliti, praticamente ambienti che non inducevano a ragionamenti di ampio respiro. Niente cellulari, niente DNA.
    La dicitura “romanzo su un crimine” cambiava le precedenti etichette di genere del romanzo poliziesco e del romanzo giallo.
    Saltano all’occhio anche le abitudini di questi paesi, il fumo era permesso ovunque aerei compresi, negli alberghi ungheresi mancava la carta igienica, il Nord Europa è stato sempre al top nel consumo di alcool, tra Tuborg e grog a fiumi.
    “L’uomo andò in fumo”, è l’indagine sulla scomparsa di un uomo, un giornalista assente da dieci giorni, pochi indizi tra l’altro distribuiti in vari paesi come Bulgaria, Romania, Austria, Germania e tanto intuito e meditazione per l’ispettore Martin Beck. Questa è la sua seconda indagine, che ho trovato molto ben strutturata come è stato per il primo della serie: Roseanne.
    Scritto con classe e perfezione questo giallo è una chicca che non deve mancare nelle librerie di chi ama il genere.

    ha scritto il 

  • 2

    Boh!!! Si prega di ripassare, romanzo troppo prolisso di descrizioni e finale che lascia sconcertati
    TRAMA
    Romanzo poliziesco pubblicato nel 1966 dalla coppia di autori svedesi Maj Sjöwall e Per Wahlöö. Il romanzo, ambientato in gran parte a Budapest, è il secondo della serie in cui i ...continua

    Boh!!! Si prega di ripassare, romanzo troppo prolisso di descrizioni e finale che lascia sconcertati
    TRAMA
    Romanzo poliziesco pubblicato nel 1966 dalla coppia di autori svedesi Maj Sjöwall e Per Wahlöö. Il romanzo, ambientato in gran parte a Budapest, è il secondo della serie in cui indaga Martin Beck che qui ricopre il grado di sovrintendente capo della polizia. Beck ha appena iniziato il suo periodo di ferie con la famiglia, quando riceve una telefonata urgente dal capo della polizia. Rientrato a Stoccolma, Beck si reca presso il Ministero degli Esteri, dove un funzionario lo mette al corrente di una vicenda delicata, la scomparsa a Budapest di un giornalista, Alf Mattson.Stoccolma.

    ha scritto il 

  • 0

    Secondo episodio, in ordine pubblicazione (1966), delle investigazioni di Martin Beck & Co., ispettore della Polizia svedese attorniato da un gruppo di collaboratori altrettanto abili e caratterizzati letterariamente, che animano una serie assai famosa e fortunata; serie che ha portato all ...continua

    Secondo episodio, in ordine pubblicazione (1966), delle investigazioni di Martin Beck & Co., ispettore della Polizia svedese attorniato da un gruppo di collaboratori altrettanto abili e caratterizzati letterariamente, che animano una serie assai famosa e fortunata; serie che ha portato alla ribalta europea il giallo svedese.

    Beck è ben diverso dal francese Maigret, anche se spesso i due sono stati accostati dai commentatori, e si pone decisamente sul versante dei poliziotti dall'animo tormentato e dai complessi risvolti umani, sulla falsariga, ma non con la medesima intensità, del successivo ed oggi forse più noto Kurt Wallander di Mankell.

    Giallo dal taglio decisamente investigativo, in cui l'attenzione per i dettagli, la pazienza e l'intuizione la fanno da padroni, si sviluppa in crescendo.

    Parte in sordina come ricerca poco motivata e leggermente sconclusionata di un soggetto dall'apparenza normale, un quasi anonimo giornalista che si muove in una Stoccolma ricca di bar e di bevute. Prende avvio e vivacità in una Budapest estiva e torrida, molto turistica, dove il ricercato comincia a mostrare lati oscuri e preoccupanti della propria vita ma senza che si delinei una convincente conclusione. E si conclude, nuovamente a Stoccolma, dove i sottili, quasi impercettibili, fili della storia si annodano nel drammatico finale.

    Siamo agli antipodi dei gialli hard boiled americani: stessi ingredienti (suspence, azione violenta, carattere tormentato dell'investigatore) ma sapori completamente diversi: tutto merito ed abilità dei cuochi, dunque.
    Un confronto altrettanto interessante è quello con Maigret, epigono di una certa scuola francese, perchè superficialmente vi sono molte somiglianze tra lui e Beck (pacatezza, pazienza, attenzione ai particolari, acume capacità deduttive...) ma altrettanto evidente è la diversità di carattere e la storia di vita dei due.

    In definitiva: una serie che avvince nel suo complesso più ancora dei singoli episodi che comunque sono assai validi ed interessanti presi singolarmente e, quello più e quello meno, meritano.

    ( )

    ha scritto il 

  • 4

    Maj Sjowall Per Wahloo - L'uomo che andò in fumo

    A quasi due anni di distanza mi è ritornata la voglia di giallo Svezia ed in particolare di continuare con le avventure di Martin Beck, personaggio abbastanza scontroso ed asettico come già notato nell'esordio Roseanna, dotato di un forte e fermo rigore morale e di notevole acume per le indagini, ...continua

    A quasi due anni di distanza mi è ritornata la voglia di giallo Svezia ed in particolare di continuare con le avventure di Martin Beck, personaggio abbastanza scontroso ed asettico come già notato nell'esordio Roseanna, dotato di un forte e fermo rigore morale e di notevole acume per le indagini, soprattutto a livello di deduzioni.

    Questo l'uomo che andò in fumo mi è risultato gradevolissimo nella prima parte, complice una trasferta del commissario nella Budapest degli anni '60, città decisamente affascinante che personalmente ho avuto anche il piacere di visitare per lavoro qualche anno addietro. I due autori deliziano con precise descrizioni di alcuni luoghi caratteristici, ben integrati con lo sviluppo delle indagini investigative (molto in stile Agatha Christie la trama devo dire).

    Nella seconda metà (e più che altro nella parte conclusiva) invece il romanzo cala un po' di tono, lasciando scoperto qualche buco nella trama (chi mi spiega la comparsa della fantomatica casa bruciata?) e procedendo più che altro per deduzioni che spiazzano un poco (anche se lodevole è l'attenzione di Martin Beck per particolari che risulteranno decisivi).

    In conclusione un libro pregevole per certi punti ed un pò sottotono per altri. Probabilmente il giudizio più giusto sarebbe un tre stelle e mezzo ma comunque voglio premiare la coppia di giallisti vecchio stile e mi sono già prenotato il prossimo episodio.

    ha scritto il 

  • 3

    Un romanzo d'atmosfera. Se siete appassionati di metodi scientifici e tecnologici, CSI, NCIS et similia questa avventura di Martin Beck, molto diverso dal personaggio della serie televisiva, non fa per voi.

    ha scritto il 

  • 5

    Il ritmo è incalzante come gli spostamenti di Beck. L'inseguimento di quest'uomo in fumo è intrigante e non si può non seguire con curiosità crescente. Mi piace questo stile di scrittura semplice e intenso. Ogni parola, ogni situazione, ogni personaggio, tutto ha un peso. Tutto è necessario. E an ...continua

    Il ritmo è incalzante come gli spostamenti di Beck. L'inseguimento di quest'uomo in fumo è intrigante e non si può non seguire con curiosità crescente. Mi piace questo stile di scrittura semplice e intenso. Ogni parola, ogni situazione, ogni personaggio, tutto ha un peso. Tutto è necessario. E ancora di più mi piace la statuaria sicurezza di questi poliziotti quando arrivano alla soluzione del mistero.

    ha scritto il 

  • 3

    Ma l'uomo può dissolversi per autocombustione? - II inchiesta per Martin Beck

    Direi che Roseanna e L'uomo al balcone sono di un altro livello. Questo è molto curato nel dettaglio ma il pathos e la suspance sono completamente assenti. certo, il delitto nella camera chiusa affascina sempre, dai tempi di Poe, ma qui la ricerca del particolare sfuggito finisce per sopraffare l ...continua

    Direi che Roseanna e L'uomo al balcone sono di un altro livello. Questo è molto curato nel dettaglio ma il pathos e la suspance sono completamente assenti. certo, il delitto nella camera chiusa affascina sempre, dai tempi di Poe, ma qui la ricerca del particolare sfuggito finisce per sopraffare l'intero libro.

    ha scritto il