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L'uomo che cammina

Di

Editore: Panini

4.2
(322)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 142 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Spagnolo

Isbn-10: 8883434358 | Isbn-13: 9788883434358 | Data di pubblicazione: 

Traduttore: L. Moretti , E. Cellie

Disponibile anche come: Altri

Genere: Comics & Graphic Novels

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Descrizione del libro
In questa raccolta di racconti legati da un unico filo conduttore, assistiamoalle passeggiate di un tranquillo signore giapponese di mezza età, lo seguiamopasso passo per strette viuzze di quartiere, lungo viottoli di campagna, suponti e per boschi, mentre porta a spasso il cane, fa una passeggiata, si recaad acquistare un regalo o una fetta di dolce. Quasi i suoi sensi diventasseroi nostri assaporiamo questi dettagli di vita giapponese, incredibilmentepartecipi col protagonista.
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  • 4

    Un uomo esce di casa e si cala in quella che sembra essere un'altra dimensione rispetto alla realtà della distrazione e della velocità supersonica dei nostri ritmi a cui siamo abituati: il ...continua

    Un uomo esce di casa e si cala in quella che sembra essere un'altra dimensione rispetto alla realtà della distrazione e della velocità supersonica dei nostri ritmi a cui siamo abituati: il protagonista gira senza meta la propria città, libero da impegni e da scadenze, libero mentalmente, con occhi e cuore aperti, percependo ogni singolo dettaglio come qualcosa di importante da osservare, da far proprio e da custodire. Troppo spesso non diamo il giusto peso a cose che lo meriterebbero: una nuvola che copre il sole, il vento che accarezza le foglie degli alberi, una foglia che cade, il silenzio che ci attornia rotto soltanto dal flusso rispettoso di un ruscello, un cane che abbaia in lontananza ecc. ecc. Tutti momenti della vita quotidiana inquinati e cancellati dai rumori delle nostre menti, della nostra fretta di fare, della nostra meccanicità e meccanizzazione. Ancora una volta Taniguchi ci chiede di fermarci a riflettere sulle cose della vita e su noi stessi, educatamente ci pone davanti a un quesito tremendo se ci pensiamo: quanto tempo dedichiamo al superfluo e alla frenesia e quanto tempo dedichiamo a molte cose che ci potrebbero aiutare non poco a vivere meglio, a migliorare e a cambiare noi stessi, chi ci sta intorno e, di conseguenza, anche un mondo che va sempre più a rotoli? Ancora una volta bravo Jiro, poeta della quotidianità semplice ingiustamente snobata.

    ha scritto il 

  • 5

    Scalare il monte Fuji prima di tornare a casa.

    La lentezza del camminare che lascia il tempo per osservare e per stupirsi e sorridere del proprio stupore; per avere il tempo di accorgersi della grande varietà e complessità del mondo.

    ha scritto il 

  • 3

    E' stato strano rileggersi in un fumetto. 3 stelle perché andare a random a me piace esattamente come al protagonista del fumetto (approvo da 10 stelle), ma leggerlo effettivamente guasta alla mia ...continua

    E' stato strano rileggersi in un fumetto. 3 stelle perché andare a random a me piace esattamente come al protagonista del fumetto (approvo da 10 stelle), ma leggerlo effettivamente guasta alla mia volontà di coesione (non sono una persona coesa, preferirei leggere cose che sono tali)!

    ha scritto il 

  • 4

    L'impagabile soddisfazione delle cose semplici

    Storie brevi, unite tra loro da un comune protagonista, di un minimalismo poetico struggente per la sua semplicità, per la capacità dell'autore di penetrare con lo sguardo l'importanza delle ...continua

    Storie brevi, unite tra loro da un comune protagonista, di un minimalismo poetico struggente per la sua semplicità, per la capacità dell'autore di penetrare con lo sguardo l'importanza delle piccole cose e per il suo tratto lineare ma particolareggiatissimo. Impagabile.

    ha scritto il 

  • 4

    La lezione di vita (sussurrata) da Taniguchi

    Camminare anziché correre. Osservare anziché guardare. Ascoltare anziché stare a sentire. Assaporare anziché tracannare d'un sorso e dimenticarsene subito dopo.

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    5

    L'uomo che cammina è una raccolta di racconti brevi incentrati sulla vità di un tranquillo uomo di mezza età. Appena trasferitosi con la moglie in una casa con un piccolo giardino, appena fuori la ...continua

    L'uomo che cammina è una raccolta di racconti brevi incentrati sulla vità di un tranquillo uomo di mezza età. Appena trasferitosi con la moglie in una casa con un piccolo giardino, appena fuori la città, compie delle passeggiate tra le case e i vicoli del nuovo quartiere, esplora i giardini e i boschi circostanti, percorrendo viottoli di campagna accompagnato spesso dal suo cane, trovato nascosto nella nuova casa. Il suo passatempo preferito è osservare senza fretta, cogliendo nei paesaggi e nelle persone che incontra quei particolari che in una società dai ritmi così stressanti come la nostra, e ancora di più in quella giapponese, è impossibile notare. Tutti i racconti sono un invito a vivere con più calma, a gustare i piccoli momenti di gioia quotidiani, senza avere la fretta di passare oltre.

    ha scritto il 

  • 4

    "Quest'uomo ci riporterà alla mente dolci ricordi persi in qualche luogo lontano. Arrestiamo un attimo le nostre corse affannose e proviamo a camminare anche solo un poco. Però lentamente" Una ...continua

    "Quest'uomo ci riporterà alla mente dolci ricordi persi in qualche luogo lontano. Arrestiamo un attimo le nostre corse affannose e proviamo a camminare anche solo un poco. Però lentamente" Una lettura piacevole e rilassante.Un' opera semplice e allo stesso tempo profonda. I disegni sono molto realistici.Il tratto e' deciso,sottile e curato.Sembra quasi di perdersi in mezzo alle fronde degli alberi, affondare nel morbido letto di petali di ciliegio o sentire il caldo di una giornata afosa.

    ha scritto il 

  • 4

    Graphic poetry

    In calce alla copertina la dicitura "romanzo a fumetti", brutto equivalente del "Graphic Novel" (non è nemmeno tanto bello "romanzo grafico"): penso che ogni tanto l'uso della originaria ...continua

    In calce alla copertina la dicitura "romanzo a fumetti", brutto equivalente del "Graphic Novel" (non è nemmeno tanto bello "romanzo grafico"): penso che ogni tanto l'uso della originaria terminologia anglosassone sia meglio i certe brutte traduzioni. In questo caso poi parlerei non di "Graphic Novel" ma di "Graphic poetry" utilizzando una dicitura che alcuni hanno già suggerito per altre opere. Diciassette piccoli capitoli che non sono racconti ma "quadri poetici" e che nell'insieme costituiscono una elegia del camminare, dell'osservare, del soffermarsi sulle piccole cose e sulle piccole azioni che l'estro del momento ci spinge a compiere: osservare un vicolo, raccogliere un oggetto, arrampicarsi su di un albero, saltare una staccionata. Insomma guardare la quotidianità come fosse la prima volta che la vediamo (gli occhi del bambino) ed agire di conseguenza sgombrando corpo e mente dai pesi e dalle preoccupazioni adulte. Giappone o Italia o ovunque altrove, non fa differenza. Un gioiellino.

    ha scritto il