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L'uomo che credeva di essere morto

E altri casi clinici sul mistero della natura umana

Di

Editore: Mondadori

4.1
(49)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 312 | Formato: Paperback

Isbn-10: 8804615877 | Isbn-13: 9788804615873 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Disponibile anche come: Altri

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Descrizione del libro
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  • 3

    Due note veloci:
    - la psicologia (dinamica) non è solo Freud
    - per tutte le sezioni in cui si metteva a parlare di circuiti neuronali (naurali?) con cifre e numeri, il mio occhio le percepiva, capivo che erano parole, ma mi scivolavano. Insomma, a tratti veramente troppo tecnico per me, m ...continua

    Due note veloci: - la psicologia (dinamica) non è solo Freud - per tutte le sezioni in cui si metteva a parlare di circuiti neuronali (naurali?) con cifre e numeri, il mio occhio le percepiva, capivo che erano parole, ma mi scivolavano. Insomma, a tratti veramente troppo tecnico per me, ma immagino che per altre persone altri concetti possano essere altrettanto oscuri

    ha scritto il 

  • 4

    È brillante e istruttivo sull'attuale stato delle neuroscienze; però è cinico, superbo e continua a sfottere e disprezzare filosofi, umanisti, californiani, psicoanalisti spesso più per superbia che per motivazioni valide. Peccato, perché rende la lettura abbastanza irritante in molti punti

    ha scritto il 

  • 5

    Ramachandran amplia il quardo

    Ramachandran allarga il quadro e scende nei particolari dell'anatomia cerebrale umana.


    A differenza de La donna che morì dal ridere - in cui la singolarità dei casi clinici raccontati serviva a evidenziare la complessità della mente umana - in questo volume segue un filo più sottil ...continua

    Ramachandran allarga il quadro e scende nei particolari dell'anatomia cerebrale umana.

    A differenza de La donna che morì dal ridere - in cui la singolarità dei casi clinici raccontati serviva a evidenziare la complessità della mente umana - in questo volume segue un filo più sottile e arriva a trattare interrogativi più profondi.

    Tra arti fantasma, sinestesie, neuroni specchio, autismo e sindromi come quelle di Capgras e Cotard il fine evidente è quello di mostrare come coscienza e autocoscienza siano prerogative uniche dell'uomo, il frutto più maturo dell'evoluzione e un mistero di cui solo ora cominciamo a scoprire i rudimenti fisiologici….

    ha scritto il 

  • 4

    Puntuale, competente, scorrevole ma preciso: l'autore si conferma un grande scienziato e un ottimo divulgatore.


    Si può criticare solo il primo capitolo, per i tanti esempi "banali", e lo stile: seppur geniale, partigiano, coinvolgente e condivisibile, spesso è gratuitamente specista e i ...continua

    Puntuale, competente, scorrevole ma preciso: l'autore si conferma un grande scienziato e un ottimo divulgatore.

    Si può criticare solo il primo capitolo, per i tanti esempi "banali", e lo stile: seppur geniale, partigiano, coinvolgente e condivisibile, spesso è gratuitamente specista e indù.

    ha scritto il 

  • 4

    uno stupido titolo-esca, riduttivo ed evocativo, simile a quello scelto per un altro libro dello stesso ramachandran e soprattutto simile a quello del testo capostipite firmato da sacks. il titolo originale, the tell-tale brain, è molto più chiaro anche se meno adatto al marketing. scopo dell'aut ...continua

    uno stupido titolo-esca, riduttivo ed evocativo, simile a quello scelto per un altro libro dello stesso ramachandran e soprattutto simile a quello del testo capostipite firmato da sacks. il titolo originale, the tell-tale brain, è molto più chiaro anche se meno adatto al marketing. scopo dell'autore, infatti, è indagare sul ruolo che ha il cervello nel definire l'identità di ciascuno di noi - identità in senso lato, cioè autocoscienza, sensazioni ed emozioni, sentimenti, ricordi. per farlo, e per rendere più appetibile un lungo discorso spesso tecnico, ramachandran cita numerosi esperimenti e casi clinici stupefacenti. due le mie critiche: primo, tutta la parte sugli arti fantasma e sulla sinestesia dà un'impressione forte di riciclo dal libro precedente, anche se, ammesso che la memoria non mi tradisca, c'è qualcosa di nuovo. secondo, il lungo capitolo sull'arte è prolisso, mi ha richiesto un vero sforzo di volontà per non saltare le pagine. nel complesso, però, ho trovato il libro affascinante e, avendo letto una mezza dozzina di testi "da dilettanti" sull'autismo, sono stata catturata e conquistata dalla discussione sui neuroni specchio.

    ha scritto il 

  • 3

    Oh no signora Homer, io non è quello che tu dice...

    Non è che fossi poi così tanto interessato agli ultimi sviluppi delle neuroscienze (argomento incredibilmente affascinante, ma la parte aneddotica dopo un po' stucca e per quella tecnica sono decisamente troppo ignorante in materia), solo che il professor Ramachandran è uguale al fratello ...continua

    Non è che fossi poi così tanto interessato agli ultimi sviluppi delle neuroscienze (argomento incredibilmente affascinante, ma la parte aneddotica dopo un po' stucca e per quella tecnica sono decisamente troppo ignorante in materia), solo che il professor Ramachandran è uguale al fratello di Apu e io un libro scritto dal fratello di Apu lo leggo per principio.

    ha scritto il 

  • 4

    ottimo! scorrevole, interessante, l'autore sa decisamente il fatto suo e non lo nasconde, senza per questo risultare borioso. consigliato a chi si interessa dei vari aspetti delle neuroscienze anche senza esserne specialista.

    ha scritto il 

  • 5

    A me è piaciuto molto, è vero che a volte è molto tecnico, ma mi sembra faccia divulgazione ad ottimo livello e consente di comprendere qualcosa in più sulla nostra mente. Alcuni esempi (visione cieca) sono illuminanti.

    ha scritto il 

  • 3

    Mondadori sceglie "L'uomo che credeva di essere morto - e altri casi clinici sul mistero della natura umana" per tradurre "The TellTale Brain" (*). È chiaro il tentativo di innestarsi lungo il solco dei titoli di Sacks ("The Man Who Mistook His Wife for a Hat"), ma la scelta editoriale mi pare gi ...continua

    Mondadori sceglie "L'uomo che credeva di essere morto - e altri casi clinici sul mistero della natura umana" per tradurre "The TellTale Brain" (*). È chiaro il tentativo di innestarsi lungo il solco dei titoli di Sacks ("The Man Who Mistook His Wife for a Hat"), ma la scelta editoriale mi pare già un caso clinico per sé. Il testo ha qualche guizzo interessante, ma per il resto Ramachandran ha un approccio fastidiosamente autocompiaciuto e fallisce tragicamente ogni volta che inciampa in slanci di [supposta] ironia.

    (*) Stupidamente pensavo che l'originale fosse scritto in indiano, altrimenti avrei preso la versione americana.

    ha scritto il 

  • 3

    niente di nuovo sotto il sole. è praticamente lo stesso libro di "la donna che morì dal ridere", gli stessi casi, le stesse teorie. e lo stesso difetto: a tratti troppo tecnico.

    ha scritto il