L'uomo che credeva di essere morto

E altri casi clinici sul mistero della natura umana

Di

Editore: Mondadori

4.1
(64)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 312 | Formato: Paperback

Isbn-10: 8804615877 | Isbn-13: 9788804615873 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Disponibile anche come: Altri

Ti piace L'uomo che credeva di essere morto?
Iscriviti ad aNobii per vedere chi dei tuoi amici lo ha letto, e scopri libri simili!

Registrati gratis
Descrizione del libro
Ordina per
  • 5

    Libro fantastico! Semplicità di espressione di concetti complicatissimi, rigore scientifico e punti di ironia. davvero un ottimo prodotto per gli addetti ai lavori e non. affascinante e coinvolgente, ...continua

    Libro fantastico! Semplicità di espressione di concetti complicatissimi, rigore scientifico e punti di ironia. davvero un ottimo prodotto per gli addetti ai lavori e non. affascinante e coinvolgente, anche se i primi capitoli sono a mio avviso i più belli, il libro pecca di tatticismo verso gli ultimi capitoli. consigliatissimo agli appassionati di neurologia e neuroscienza, e ai curiosi "laici" che vogliono scoprire le meraviglie della mente umana. in questo testo lo preferisco perfino a Sacks.

    ha scritto il 

  • 4

    Terribile e affascinante! Il cervello e' veramente qualcosa di portentoso, cosi' delicato e potente allo stesso tempo. Questo bel saggio riesce in maniera superba a rendere questo dualismo. Scritto be ...continua

    Terribile e affascinante! Il cervello e' veramente qualcosa di portentoso, cosi' delicato e potente allo stesso tempo. Questo bel saggio riesce in maniera superba a rendere questo dualismo. Scritto bene, leggibilissimo (le pagine ostiche sono davvero poche), pieno di spunti e mai noioso. Lettura consigliata.

    ha scritto il 

  • 3

    Due note veloci:
    - la psicologia (dinamica) non è solo Freud
    - in tutte le sezioni in cui si metteva a parlare di circuiti neuronali (neurali?) con cifre e numeri, il mio occhio le percepiva, capivo c ...continua

    Due note veloci:
    - la psicologia (dinamica) non è solo Freud
    - in tutte le sezioni in cui si metteva a parlare di circuiti neuronali (neurali?) con cifre e numeri, il mio occhio le percepiva, capivo che erano parole, ma mi scivolavano. Insomma, a tratti veramente troppo tecnico per me, ma immagino che per altre persone altri concetti possano essere altrettanto oscuri

    ha scritto il 

  • 4

    È brillante e istruttivo sull'attuale stato delle neuroscienze; però è cinico, superbo e continua a sfottere e disprezzare filosofi, umanisti, californiani, psicoanalisti spesso più per superbia che p ...continua

    È brillante e istruttivo sull'attuale stato delle neuroscienze; però è cinico, superbo e continua a sfottere e disprezzare filosofi, umanisti, californiani, psicoanalisti spesso più per superbia che per motivazioni valide. Peccato, perché rende la lettura abbastanza irritante in molti punti

    ha scritto il 

  • 5

    Ramachandran amplia il quardo

    Ramachandran allarga il quadro e scende nei particolari dell'anatomia cerebrale umana.

    A differenza de La donna che morì dal ridere - in cui la singolarità dei casi clinici raccontati serviva a evide ...continua

    Ramachandran allarga il quadro e scende nei particolari dell'anatomia cerebrale umana.

    A differenza de La donna che morì dal ridere - in cui la singolarità dei casi clinici raccontati serviva a evidenziare la complessità della mente umana - in questo volume segue un filo più sottile e arriva a trattare interrogativi più profondi.

    Tra arti fantasma, sinestesie, neuroni specchio, autismo e sindromi come quelle di Capgras e Cotard il fine evidente è quello di mostrare come coscienza e autocoscienza siano prerogative uniche dell'uomo, il frutto più maturo dell'evoluzione e un mistero di cui solo ora cominciamo a scoprire i rudimenti fisiologici….

    ha scritto il 

  • 4

    Puntuale, competente, scorrevole ma preciso: l'autore si conferma un grande scienziato e un ottimo divulgatore.

    Si può criticare solo il primo capitolo, per i tanti esempi "banali", e lo stile: seppur ...continua

    Puntuale, competente, scorrevole ma preciso: l'autore si conferma un grande scienziato e un ottimo divulgatore.

    Si può criticare solo il primo capitolo, per i tanti esempi "banali", e lo stile: seppur geniale, partigiano, coinvolgente e condivisibile, spesso è gratuitamente specista e indù.

    ha scritto il 

  • 4

    uno stupido titolo-esca, riduttivo ed evocativo, simile a quello scelto per un altro libro dello stesso ramachandran e soprattutto simile a quello del testo capostipite firmato da sacks. il titolo ori ...continua

    uno stupido titolo-esca, riduttivo ed evocativo, simile a quello scelto per un altro libro dello stesso ramachandran e soprattutto simile a quello del testo capostipite firmato da sacks. il titolo originale, the tell-tale brain, è molto più chiaro anche se meno adatto al marketing. scopo dell'autore, infatti, è indagare sul ruolo che ha il cervello nel definire l'identità di ciascuno di noi - identità in senso lato, cioè autocoscienza, sensazioni ed emozioni, sentimenti, ricordi. per farlo, e per rendere più appetibile un lungo discorso spesso tecnico, ramachandran cita numerosi esperimenti e casi clinici stupefacenti. due le mie critiche: primo, tutta la parte sugli arti fantasma e sulla sinestesia dà un'impressione forte di riciclo dal libro precedente, anche se, ammesso che la memoria non mi tradisca, c'è qualcosa di nuovo. secondo, il lungo capitolo sull'arte è prolisso, mi ha richiesto un vero sforzo di volontà per non saltare le pagine. nel complesso, però, ho trovato il libro affascinante e, avendo letto una mezza dozzina di testi "da dilettanti" sull'autismo, sono stata catturata e conquistata dalla discussione sui neuroni specchio.

    ha scritto il 

  • 3

    Oh no signora Homer, io non è quello che tu dice...

    Non è che fossi poi così tanto interessato agli ultimi sviluppi delle neuroscienze (argomento incredibilmente affascinante, ma la parte aneddotica dopo un po' stucca e per quella tecnica sono decisame ...continua

    Non è che fossi poi così tanto interessato agli ultimi sviluppi delle neuroscienze (argomento incredibilmente affascinante, ma la parte aneddotica dopo un po' stucca e per quella tecnica sono decisamente troppo ignorante in materia), solo che il professor Ramachandran è uguale al fratello di Apu e io un libro scritto dal fratello di Apu lo leggo per principio.

    ha scritto il 

  • 4

    ottimo! scorrevole, interessante, l'autore sa decisamente il fatto suo e non lo nasconde, senza per questo risultare borioso. consigliato a chi si interessa dei vari aspetti delle neuroscienze anche s ...continua

    ottimo! scorrevole, interessante, l'autore sa decisamente il fatto suo e non lo nasconde, senza per questo risultare borioso. consigliato a chi si interessa dei vari aspetti delle neuroscienze anche senza esserne specialista.

    ha scritto il