L'uomo che guardava passare i treni

Di

Editore: Adelphi (gli Adelphi, 27)

3.9
(3390)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 211 | Formato: Tascabile economico | In altre lingue: (altre lingue) Chi tradizionale , Inglese , Francese , Tedesco , Catalano , Spagnolo , Portoghese , Greco

Isbn-10: 8845908364 | Isbn-13: 9788845908361 | Data di pubblicazione: 

Traduttore: Paola Zallio Messori

Disponibile anche come: Paperback , Copertina rigida , eBook

Genere: Criminalità , Narrativa & Letteratura , Mistero & Gialli

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Descrizione del libro
Come un uomo qualsiasi, «che guardava passare i treni» e sognava la vita che vi si nascondeva, possa improvvisamente abbandonare tutto in una fuga dove si mescolano il delitto, il terrore, l’ebbrezza e la lucidità.
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  • 4

    “torna comodo trattare alla stregua di pazzi coloro che non si è in grado di comprendere”

    La prima volta che sono stata a Parigi ci sono arrivata con un treno della notte. Non so ancora descrivere il senso di straniamento che avvertii guardando dal finestrino quella che, all’entrare del tr ...continua

    La prima volta che sono stata a Parigi ci sono arrivata con un treno della notte. Non so ancora descrivere il senso di straniamento che avvertii guardando dal finestrino quella che, all’entrare del treno in stazione, mi sembrò un’infinita distesa di binari persi nella foschia dell’alba - io, poi, che partivo da una stazioncina a quattro binari. Straniamento e fascino insieme. Forse mi sembravano i mille casi della vita, tutte quelle rotaie che si intersecavano. Tutte le strade ancora libere e aperte, per me, tutte ancora da percorrere, tutte ugualmente possibili.
    Dev’essere anche questo che piace a Kees Popinga, dei treni e delle stazioni. E i treni della notte soprattutto lo affascinano, dove nessuno sa chi sei, dove non sei più costretto nei ruoli e nell’identità che le convenzioni ti hanno cucito addosso.

    Popinga sembrerebbe una persona “per bene”, un lavoratore ligio al dovere, un buon marito e un buon padre di famiglia, soddisfatto della sua bella casa e degli oggetti di valore di cui si è circondato. Ma quando perde tutti i suoi risparmi per la bancarotta fraudolenta dell’azienda in cui lavora, dentro di lui scatta qualcosa. E la sua voglia di libertà, di essere se stesso e non quello che gli altri pensano debba essere, esplodono in follia. Ma una follia così lucida che ci fa passare i brividi lungo la schiena, che ci fa chiedere se non fosse davvero quella la sua autentica natura, fatta in fondo di bassi e brutali istinti - e ci fa anche chiedere: ma a quanti di noi potrebbe succedere una cosa del genere?

    “Quale motivo ho di continuare a vivere in questo modo? Sì, quale? [...] Nessuno! Ecco quanto ho scoperto riflettendo semplicemente, freddamente, su cose che non si affrontano mai se non da un punto di vista sbagliato. Insomma, ho continuato a essere procuratore per abitudine, marito di mia moglie e padre dei miei figli per abitudine, perché non so chi ha deciso che così doveva essere e non altrimenti. E se io, proprio io, avessi deciso altrimenti? Lei non può immaginare fino a che punto, una volta presa questa decisione, tutto diventi semplice. Non occorre più occuparsi di quel che pensa il Tale o il Talaltro, di quel che è permesso o proibito, dignitoso o meno, corretto o scorretto. [...]
    Dunque non sono né pazzo né maniaco! Solo che a quarant’anni ho deciso di vivere come più mi garba senza curarmi delle convenzioni né delle leggi, perché ho scoperto un po’ tardi che nessuno le osserva e che finora sono stato gabbato”

    Anche in questo romanzo Simenon racconta la storia di un uomo piccolo e meschino per porre grandi domande che ci riguardano tutti.

    [Fuori contesto, pensavo… i social network, e anche anobii… sono un po’ come un treno della notte, in fondo… possiamo essere chi vogliamo, scrivere ciò che vogliamo nascondendoci dietro false identità, mostrare di noi solo ciò che ci piace, avere plurime identità… certo, è tutto molto più sotto controllo rispetto al caso di Popinga, eppure un po’ mi inquieta...]

    ha scritto il 

  • 4

    E' il primo romanzo che leggo di Simenon, l'ho trovato scorrevole e divertente nella descrizione del protagonista e dei vari personaggi che si incontrano in questa storia, a tratti paradossale.
    La nar ...continua

    E' il primo romanzo che leggo di Simenon, l'ho trovato scorrevole e divertente nella descrizione del protagonista e dei vari personaggi che si incontrano in questa storia, a tratti paradossale.
    La narrazione segue i mutamenti umorali del protagonista, che alla fine, in modo casuale e inaspettato, cerca di trovare un suo equilibrio.

    ha scritto il 

  • 3

    Leggibile, anche abbastanza scorrevole. Ma se devo essere sincero non mi ha lasciato niente. Diciamo che ho letto di meglio...come ho anche letto anche di peggio.
    ok diamo 3 stelle per simpatia! ...continua

    Leggibile, anche abbastanza scorrevole. Ma se devo essere sincero non mi ha lasciato niente. Diciamo che ho letto di meglio...come ho anche letto anche di peggio.
    ok diamo 3 stelle per simpatia!

    ha scritto il 

  • 1

    L'uomo che guardava passare i treni ci racconta la storia di Popinga. Quando si vede cadere il suo piccolo mondo fatto di sicurezza economica, regole e lavoro, decide di fare quello che avrebbe dovuto ...continua

    L'uomo che guardava passare i treni ci racconta la storia di Popinga. Quando si vede cadere il suo piccolo mondo fatto di sicurezza economica, regole e lavoro, decide di fare quello che avrebbe dovuto fare da tempo, oppure fare ciò che non ha mai potuto fare, ma...

    Primo libro di Simenon e sicuramente sarà anche l'ultimo che leggerò. Non mi è piaciuto per niente, fortuna è l'averlo letto insieme ad un'amica altrimenti l'avrei bellamente abbandonato nemmeno a metà.
    La trama è molto interessante, ma dopo un primo capitolo intrigante, la storia prende una piega che non mi ha coinvolto, anzi mi ha sempre più respinto. Il tutto aggravato da una scrittura che non mi è appartenuta, praticamente, mai.

    ha scritto il 

  • 3

    Kees Popinga è andato avanti per decenni con i libri contabili d'una ditta di Import-Export. Si è costruito una casa, ha allevato dei figli ed è stato un marito fedele .
    Un giorno, d'improvviso, scop ...continua

    Kees Popinga è andato avanti per decenni con i libri contabili d'una ditta di Import-Export. Si è costruito una casa, ha allevato dei figli ed è stato un marito fedele .
    Un giorno, d'improvviso, scopre che quella vita non solo è insoddisfacente per lui, ma che gli è estranea, si sente così soffocato che vorrebbe con tutto se stesso essere altrove a fare altre cose .
    Simenon inizia spesso dal protagonista e non dal delitto ,probabilmente, gli serve per farci entrare in modo inequivocabile nella testa dell'assassino.
    Così , in questa storia ci ritroviamo a ragionare come un pazzo criminale , che con sangue freddo e con estrema lucidità razionalizza e auto giustifica ogni sua azione al punto di convincersi che tutti( polizia , giornali etc) lo perseguitano e danneggiano.
    -Non passo dire che non mi è piaciuto, Simenon è sempre bravissimo nel delineare la psiche umana , ma mi sembra un po' ripetitivo nei suoi personaggi.-

    ha scritto il 

  • 4

    A Groninga Kees Popinga è un uomo come tutti, ama il suo lavoro e vive in una bella casa con una famiglia felice. Ma una serie di eventi inaspettati modifica la sua esistenza: si rende improvvisamente ...continua

    A Groninga Kees Popinga è un uomo come tutti, ama il suo lavoro e vive in una bella casa con una famiglia felice. Ma una serie di eventi inaspettati modifica la sua esistenza: si rende improvvisamente conto di non vivere come vorrebbe e che quindi non c'è nessun motivo per continuare a farlo. In questo libro, scritto nel 1938, ma che continua ad essere attuale, l'autore mostra la nostra fissazione a comportarci come gli altri pensano e vorrebbero, annullando in questo modo la nostra personalità. Popinga, una volta giunto a Parigi, rinnega completamente questa logica mostrandosi agli altri in modo ogni volta diverso per poter sfuggire alle ricerche della polizia per un omicidio commesso ad Amsterdam. Attraverso la narrazione di una serie di nefandezze e azioni assurde del protagonista, il messaggio che ci arriva è eloquente: la follia e e l'orrore dell'umanità nel XX secolo, e anche dei giorni nostri, riguarda tutti noi, nessuno escluso.

    ha scritto il 

  • 3

    non solo Maigret...

    approdata con notevole ritardo alla lettura di Simenon, dopo alcuni Maigret, eccomi proposta ed accettato questo titolo. E' Simenon ma non è Maigret...
    mi accingo a leggerlo... è scorrevole, è appassi ...continua

    approdata con notevole ritardo alla lettura di Simenon, dopo alcuni Maigret, eccomi proposta ed accettato questo titolo. E' Simenon ma non è Maigret...
    mi accingo a leggerlo... è scorrevole, è appassionante, c'è qualcosa del poliziesco, ma c'è qualcosa in più... una rappresentazione lucida e precisa di un personaggio (un paranoico?? una persona che cerca di liberarsi dei condizionamenti che comunque prevarranno?
    Il romanzo scorre velocemente attraverso i pensieri, le analisi, le azioni di Kees Popinga... sembra quasi di sfiorare Joice...
    Merita essere letto!!

    ha scritto il 

  • 2

    Kees Popinga vive in Olanda,a Groninga,è un uomo comune,con un lavoro comune e una famiglia tranquilla,una moglie e due figli,una villetta in una delle zone più rispettabili della città e un lavoro co ...continua

    Kees Popinga vive in Olanda,a Groninga,è un uomo comune,con un lavoro comune e una famiglia tranquilla,una moglie e due figli,una villetta in una delle zone più rispettabili della città e un lavoro come procuratore in una ditta di trasporti fluviali.
    Non beve,si limita a fumare il sigaro e soprattutto sivanta tra se e se di non essere attratto dalle donne.
    La sua vita scorre senza intoppi,finchè una sera il suo datore di lavoro gli comunica la notizia che inscenerà un suicidio,in quanto la ditta è in bancarotta per via di speculazioni azzardate e imbrogli vari.
    Kees si rende conto quindi di aver perso tutto,ha un ipoteca sulla casa e i suoi risparmi erano investiti nell'azienda.
    Kees decide infatti di prendere il treno notturno per Amsterdam(perchè viaggiare di notte gli sembra più emozionante)e di recarsi sa PAmela,nota entraineuse che tempo prima esercitava a Noringa,la incontra quindi in albergo,ma sentensosi respinto e preso in giro la strangola con un asciugamano.
    A questo punto la persona più morigerata di Noringa diventerà un abile delinquente arrivando persino a compiere un omicidio e sbeffeggiare poi la polizia che si occuperà del caso.
    Il protagonista infatti dopo l'efferato delitto si reca a parigi e viene coinvolto in altre attività criminali,durante tutta la storia svariate volte Kess si rende conto di essere stato un ottimo attore e di aver interpretato per tutta la vita la parte dell'ottimo e rispettabile padre di famiglia nascondendo la propria natura(ho trovato la parte introspettiva piuttosto superficiale a dire la verità).
    Il protagonista arriverà al punto di scrivere lettere ai giornali e all'ispettore incaricato del suo caso pur di mantenere vivo l'interesse su quest'ultimo.
    La parte finale è la più deludente di tutto il romanzo,è assolutamente senza senso a mio avviso e sembra buttata li tanto per finire.
    L'unico personaggio veramente sviluppato è il protagonista,gli altri scivolano via senza lasciare traccia.
    Mi aspettavo un libro diverso,sinceramente non mi ha coinvolta molto,nonostante lo stile dello scrittore sia impeccabile mi sono annoiata.

    ha scritto il 

  • 4

    L'uomo che guardava passare i treni

    Comprato a scatola chiusa, ne ignoravo completamente la trama, ma sapevo che con Simenon potevo stare tranquilla. Mi è piaciuto molto ma è stato anche molto triste assistere al progressivo isolamento ...continua

    Comprato a scatola chiusa, ne ignoravo completamente la trama, ma sapevo che con Simenon potevo stare tranquilla. Mi è piaciuto molto ma è stato anche molto triste assistere al progressivo isolamento del protagonista e alla sua inevitabile caduta nella follia. Consigliato

    ha scritto il 

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