Crea la tua biblioteca Iscriviti

Insieme troveremo i libri migliori

[−]
  • Cerca Conteggio caratteri ISBN valido ISBN non valido Codice a barre valido Codice a barre non valido loading search

L'uomo che guardava passare i treni

Di

Editore: Adelphi (gli Adelphi, 27)

4.0
(3148)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 211 | Formato: Tascabile economico | In altre lingue: (altre lingue) Chi tradizionale , Inglese , Francese , Tedesco , Catalano , Spagnolo , Portoghese , Greco

Isbn-10: 8845908364 | Isbn-13: 9788845908361 | Data di pubblicazione: 

Traduttore: Paola Zallio Messori

Disponibile anche come: Paperback , Copertina rigida

Genere: Crime , Fiction & Literature , Mystery & Thrillers

Ti piace L'uomo che guardava passare i treni?
Iscriviti ad aNobii per vedere chi dei tuoi amici lo ha letto, e scopri libri simili!

Registrati gratis
Descrizione del libro
Come un uomo qualsiasi, «che guardava passare i treni» e sognava la vita che vi si nascondeva, possa improvvisamente abbandonare tutto in una fuga dove si mescolano il delitto, il terrore, l’ebbrezza e la lucidità.
Ordina per
  • 4

    Se non esiste verità, nulla ha importanza

    Si tratta di smettere di vivere per abitudine. Spogliarsi, una volta e per sempre, dei panni troppo stretti e puliti, troppo convenzionali, che un non so chi ha deciso che noi dovevamo indossare. Non ...continua

    Si tratta di smettere di vivere per abitudine. Spogliarsi, una volta e per sempre, dei panni troppo stretti e puliti, troppo convenzionali, che un non so chi ha deciso che noi dovevamo indossare. Non è semplicissimo? Perché fuori, nella notte, echeggia seducente il fischio dei treni, pieni di vite che non sono la nostra.

    Ma d’altro canto, non c’è salvezza. Spezzata la farsa della vita borghese, non rimane che chinarsi su se stessi e spingere lo sguardo nella voragine dell’io, fino a smascherarne l’immenso vuoto, dinnanzi alla quale precipita ogni risposta. Perché laggiù, luminoso abisso, si accarezza una lucidità tale da non ammettere alcuna verità.

    ha scritto il 

  • 0

    “Per quarant’anni ho guardato la vita come quel poverello che col naso appiccicato alla vetrina di una pasticceria guarda gli altri mangiare i dolci. Adesso so che i dolci sono di coloro che si danno ...continua

    “Per quarant’anni ho guardato la vita come quel poverello che col naso appiccicato alla vetrina di una pasticceria guarda gli altri mangiare i dolci. Adesso so che i dolci sono di coloro che si danno da fare per prenderli.”
    Così esordisce Kees Popinga ad un certo punto del libro e questo è proprio quello che accade nella storia, non poteva essere riassunto meglio di così.
    Avevo già apprezzato Simenon con altri titoli e qui ho la conferma che questo autore è proprio nelle mie corde (al momento non mi sono ancora cimentata con la serie di Maigret, ma lo farò prima o poi).
    Ciò che mi è piaciuto in questo libro è proprio la capacità del protagonista di cambiare completamente la sua vita da un giorno all’altro, nonché la parte del gatto edel topo che gioca a Parigi con l’ispettore di polizia Lucas che è sulle sue tracce. Entrambi astuti, entrambi convinti di essere un gradino più su dell’altro, sono proprio due personaggi ben riusciti. L’unica differenza notevole tra i due è che uno gode nel rendere partecipi gli altri delle sue peripezie, mentre l’altro se ne sta tranquillo senza parlare o raccontare tanto perché preferisce agire al momento giusto senza tanti clamori.
    Meglio la parte parigina di quella olandese, ma d’altra parte non poteva esserci la seconda senza la prima.
    Bellissimo il finale.
    Libro promosso.

    ha scritto il 

  • 4

    "Non c'è una verità, ne conviene?"

    Storia dell'animo umano: prima si interpreta una parte (marito, padre, amico, collega) poi scatta il click e si smette di fingere. Si cerca di capire razionalmente o irrazionalmente chi si è davvero e ...continua

    Storia dell'animo umano: prima si interpreta una parte (marito, padre, amico, collega) poi scatta il click e si smette di fingere. Si cerca di capire razionalmente o irrazionalmente chi si è davvero e si cerca oggettivazione al di fuori di sé (Popinga è ossessionato dallo specchio e dalla sua immagine) ma, invece di evolvere, ci si ripiega su di sé per scoprire che l'io è davvero un magma profondo e inconoscibile. Dov'è la verità allora? Non esiste né fuori né dentro di sé. Esistono solo interpretazioni della verità, personali o altrui.
    Libro inaspettato e interessante.

    ha scritto il 

  • 4

    biblioteca; XL; « Partito da Groninga col treno delle 16.07 ».

    L’homme qui regardait passer les trains, 1938

    (25) « Mi creda, gli altri non valgono la fatica che ci si dà perché pensino bene di noi… Gli altri sono scemi!... Sono loro che ci vogliono virtuosi, e s ...continua

    L’homme qui regardait passer les trains, 1938

    (25) « Mi creda, gli altri non valgono la fatica che ci si dà perché pensino bene di noi… Gli altri sono scemi!... Sono loro che ci vogliono virtuosi, e si fa a chi bara di più…

    (140) « Dunque, non sono né pazzo né maniaco! Solo che a quarant’anni ho deciso di vivere come più mi garba senza curarmi delle convenzioni né delle leggi, perché ho scoperto un po’ tardi che nessuno le osserva e che finora sono stato gabbato.
    « Non so quel che farò, né se ci saranno altri avvenimenti di cui la polizia dovrà occuparsi. Dipenderà dai miei desideri.

    (167) « Mi scuso di non poter inviare di più ma gli inizi sono sempre difficili; è tutto quanto ho in tasca. Mi tenga al corrente se necessario, farò l’impossibile.
    J. ».
    Era tutto. C’era da credere che Julius de Coster non fosse neppure stupito delle imprese di Popinga! C’era da credere che nessuno lo fosse, e per giudicare il suo caso si trovasse solo una parola che non voleva dire niente: « Paranoico »!
    Era pur sempre vero che maman aveva trovato la parola amnesia!

    ha scritto il 

  • 4

    "Per quaranta anni mi sono annoiato. Per quarant' anni ho guardato la vita come quel poveretto che col naso appiccicato alla vetrina di una pasticceria guarda gli altri mangiare i dolci".

    Poi un click ...continua

    "Per quaranta anni mi sono annoiato. Per quarant' anni ho guardato la vita come quel poveretto che col naso appiccicato alla vetrina di una pasticceria guarda gli altri mangiare i dolci".

    Poi un click; qualcosa di inaspettato manda in frantumi la vetrina e velocemente le mani si allungano per arraffare tutti i dolci a lungo desiderati.
    Fuori di metafora è quello che vorrebbe realizzare Popinga Keis che per le implicazioni psicologiche mi fa pensare al mio conterraneo Pirandello. Nel chiuso mondo borghese egli è un impiegato solerte, padre e marito ineccepibile, la normalità in persona, condotta senza scossoni dentro i binari dell' abitudine..."non so chi ha deciso che così doveva essere e non altrimenti".
    Poi la deflagrazione, l' effetto dirompente, il deragliamento. Si sbriciola l' integrità delle apparenze, si rompono i freni, si depone la maschera, ed ecco Popinga mettere la freccia alla sua vita uguale, monotona, rinunciataria e proiettarsi verso scenari accarezzati e mai vissuti.
    Finalmente non recita, è se stesso in una operazione di verità e di sfida, ma che alla lunga gli risulta poco gestibile.
    Solo contro tutti finisce per affermare con una logica disarmante che i suoi comportamenti non hanno a che fare con la pazzia. "Prima" era pazzo, "prima" qualcosa non funzionava in lui, non adesso che è convinto ( illusione! ) di aver preso in mano la sua vita.
    Dove sta la verità? Nel fortino delle convenzioni sociali o nell' affermazione di Popinga che trattiamo da pazzi coloro che non comprendiamo?

    ha scritto il 

  • 4

    "Per quarant'anni mi sono annoiato. Per quarant'anni ho guardato la vita come quel poverello che col naso appiccicato alla vetrina di una pasticceria guarda gli altri mangiare i dolci. Aldesso so che ...continua

    "Per quarant'anni mi sono annoiato. Per quarant'anni ho guardato la vita come quel poverello che col naso appiccicato alla vetrina di una pasticceria guarda gli altri mangiare i dolci. Aldesso so che i dolci sono di coloro che si danno da fare per prenderli."

    Kess Popinga si risveglia o impazzisce?

    ha scritto il 

  • 4

    stelline: 4

    La mia prima volta con Simenon. Lo stile mi ha catturato. La storia pure: forse basta davvero poco per far crollare la vita di un uomo e le sue "borghesi certezze".

    ha scritto il 

  • 4

    Un Simenon singolare, diverso dai romanzi che ho letto di recente, o così almeno mi è sembrato, perché qui non c’è quell’eccessivo immobilismo o quella disperazione e quella solitudine che spingono al ...continua

    Un Simenon singolare, diverso dai romanzi che ho letto di recente, o così almeno mi è sembrato, perché qui non c’è quell’eccessivo immobilismo o quella disperazione e quella solitudine che spingono al gesto estremo del suicidio. Manca quel tormento interiore, il racconto è tutto concentrato sulle azioni, sull’analisi delle cause e degli effetti, proprio come nello studio delle mosse di una partita di scacchi.
    Il caso Kees Popinga si innesca da una banalissima conversazione al tavolo di un bar, e prende avvio con un colpo di testa cui seguiranno un insieme di mosse, molte avventate e tante che seguono ragionamenti contorti, che hanno come risultato finale quello di stravolgere la vita di quest’uomo di 39 anni e di altre persone, come in un effetto domino. Quello che stupisce è la naturale freddezza di Popinga, che analizza la sua situazione di fuggitivo proprio come uno scacchista analizza una partita, con tattiche e strategie.
    Un uomo tranquillo, buon padre di famiglia, con poche stranezze a parte forse “quella emozione furtiva, quasi vergognosa, che lo turbava vedendo passare un treno, un treno della notte soprattutto, dalle tendine calate sul mistero del viaggiatore”.
    E, se il treno è una metafora della vita, questa frase sembra quasi affermare che non si può comprendere l’animo umano, il mistero del viaggiatore, ché siamo un’incognita anche per noi stessi. A volte basta un nulla per farci fare delle scelte sconsiderate che poi ci rendono impossibile sfuggire al corso degli eventi.
    Come si fa a comprendere quelle persone che da un giorno all'altro mandano tutto all'aria perché non ne possono più... per riprendersi magari semplicemente la propria libertà?
    Il caso Kees Popinga è l’analisi di una personalità che davvero non può essere compresa, forse perché non c’è una verità.

    ha scritto il 

  • 0

    Romanzo breve, da leggere tutto d’un fiato. E’ la storia di Kees Popinga, omicida per caso, che vede rivoluzionata la sua vita e cavalca in modo mirabile i nuovi eventi che lo circondano. La sua fine ...continua

    Romanzo breve, da leggere tutto d’un fiato. E’ la storia di Kees Popinga, omicida per caso, che vede rivoluzionata la sua vita e cavalca in modo mirabile i nuovi eventi che lo circondano. La sua fine è scontata forse, ma tutto il libro è scritto dal punto di vista di Popinga, un po' presuntuoso, un po' pignolo, che a ben vedere è particolare e bizzarro. Non è un capolavoro ma mi è piaciuto.

    ha scritto il 

Ordina per