Crea la tua biblioteca Iscriviti

Insieme troveremo i libri migliori

[−]
  • Cerca Conteggio caratteri ISBN valido ISBN non valido Codice a barre valido Codice a barre non valido loading search

L'uomo che odiava i martedì

Un'indagine dell'ispettore Barbarotti

Di

Editore: Guanda (Narratori della fenice)

3.8
(223)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 471 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Tedesco , Svedese

Isbn-10: 8860884594 | Isbn-13: 9788860884596 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: Barbara Fagnoni

Disponibile anche come: eBook

Genere: Fiction & Literature , Mystery & Thrillers

Ti piace L'uomo che odiava i martedì?
Iscriviti ad aNobii per vedere chi dei tuoi amici lo ha letto, e scopri libri simili!

Registrati gratis
Descrizione del libro
Trentacinque anni dividono la fine inspiegabile di Germund Grooth e Maria Winckler - legati nella vita come nella morte - in fondo a un burrone nei boschi intorno a Kymlinge. Incidente o suicidio? Alcune strane circostanze, però, inducono gli investigatori a pensare che possa trattarsi di omicidio: che cosa si nasconde dietro l'apparente normalità degli "altri", il gruppo degli amici di Germund e Maria fin dai tempi dell'università a Uppsala? Come già in passato, anche oggi la polizia di Kymlinge e il suo malinconico antieroe, l'ispettore di origini italiane Gunnar Barbarotti, brancolano letteralmente nel buio. Affiancato come sempre dalla collega Eva Backman, Barbarotti si vede costretto a scavare nei meandri della mente dei sospettati per far affiorare a poco a poco un segreto orribile che ha lasciato un segno indelebile non solo nella vita delle vittime, ma anche in quella di chi è rimasto. Le mappe interiori dei personaggi si sovrappongono senza fine, disegnando paesaggi imprevedibili e vertiginosi: Dio, il destino, la morte, la colpa sono spesso al centro delle riflessioni dell'ispettore, più dei "crudi fatti" su cui basare le indagini. Vero e proprio noir filosofico, quest'ultima prova di Hàkan Nesser scandaglia ancora più a fondo i recessi della psiche umana, sul filo di una verità dura quanto universale: "la vita e la morte sono sorelle".
Ordina per
  • 2

    è uno di quei gialli dove la figura dell'investigatore prende troppo spazio, la sua vita privata deborda dai confini dell'inchiesta; in sè la storia non è male, ma è molto stiracchiata, poteva risolvere in meno pagine; giallo filosofico poi.........

    ha scritto il 

  • 3

    E si torna agli scandinavi - 30 mar 14

    Era decisamente molto tempo che non prendevo in mano un nuovo romanzo di Nesser (che per inciso è nato esattamente un giorno prima del mio amico Luciano). Che al solito trovo piacevole, nella scrittura e nella trama. Ormai siamo nel pieno della nuova serie (questo è il quarto episodio) ideata dal ...continua

    Era decisamente molto tempo che non prendevo in mano un nuovo romanzo di Nesser (che per inciso è nato esattamente un giorno prima del mio amico Luciano). Che al solito trovo piacevole, nella scrittura e nella trama. Ormai siamo nel pieno della nuova serie (questo è il quarto episodio) ideata dallo scrittore svedese, per riprendere lena dopo i lunghi anni passati con il commissario Van Veeteren. Sempre nelle fittizie langhe della cittadina di Kymlinge, seguiamo da un po’ l’ispettore italo-svedese Gunnar Barbarotti. I personaggi si sono consolidati ed hanno una loro dimensione. Gunnar ha trovato un nuovo amore della seconda età con la bella Marianne. Ed ora vivono insieme, divedendosi la cura anche dei loro cinque rispettivi figli (2 suoi e 3 di lei, credo). Abbiamo conosciuto e seguito la parabola del suo aiutante, la simpatica Eva, che finalmente ha divorziato dall’insulso Ville, ed anche lei gestisce i suoi due figli, accudendoli a settimane alterne con il marito. Su tutto ciò si innesta “il crimine”. O almeno qualcosa di doloso, su cui bisognerà indagare e comprendere. In un dirupo tra i monti muore Germund, nello stesso luogo dove 35 anni prima era morta la sua compagna di allora, Maria. La narrazione, sin dall’inizio, si biforca sui due tronconi: il presente e l’indagine, da un lato, e la storia del gruppo di Uppsala dall’altro. Perché un gruppo era, formatosi ai tempi degli studi e del militare. C’è Rickard (che sottolineiamo di passaggio fa Berglund di cognome), che studia teologia ed è l’uomo che odiava il martedì, giorno in cui per lui capitavano avvenimenti infausti (o giudicati tali). C’è Tomas, di cui fa conoscenza i primi giorni di Uppsala, giovane pieno di idee e fascinoso, che si è appena messo con la bella Gunilla. C’è Maria, la sorella di Tomas, che ha sempre atteggiamenti “non usuali”, dicono perché ha sbattuto la testa da piccola in altalena. C’è Germund, il fisico teorico, uomo pieno di donne, ma che si lega di un amore assoluto con Maria (anche se ognuno ha altri rapporti, nella Svezia libertaria dei primi anni 70). C’è infine Anna, che studia giornalismo, e che si innamora e si mette con Rickard. Seguiamo il percorso dei sei durante il passaggio tra i 20 ed i 25 anni, segnato da un avvenimento “cruento”. Decidono di investire in viaggi organizzati, comprano un pullman per fare pratica, e vanno per un mese in giro per i Paesi dell’Est. Siamo ancora ai tempi bui, ed in quel di Timisoara, vengono “rapiti” dai poliziotti, che chiedono come riscatto una notte con una delle donne. Lì, Maria si sacrifica per tutti. Ma da quel momento, la vita di tutti loro inizia una decelerazione di amicizia. L’impresa di Tomas fallisce, e devono restituire i soldi. Gunilla ha due aborti spontanei e non riesce a rimanere in cinta. Germund si aggira tra tutti, rimanendo però sempre in disparte con quel suo misterioso fascino. Maria non parla con nessuno. Anna e Rickard si sposano. Poi, dopo tre anni decidono un incontro, una discussione serale (di cui non sappiamo molto) ed una giornata per funghi. Lì dove Maria muore. Disgrazia? Suicidio? Omicidio? La polizia di allora sospetta e indaga, ma non trova prove. Ora, dopo 35 anni, la morte di Germund riapre il caso. Gunnar indaga, scoprendo anche strani legami tra la sua Marianne ed il morto (anche se di più di cinque anni prima). Muore anche Anna, rosa dal cancro. E Rickard diventa sempre più cupo, ora che si sente (e forse è) definitivamente solo. Eva e Gunnar, leggono, chiedono, hanno intuizioni. Poi tutto precipita con un aneurisma che colpisce Marianne (ma si salverà). Gunnar che va fuori di testa, e, visto che certo ricordate il suo gioco a punti sull’esistenza di Dio, decide che il gioco finisce qui (non vi dico chi vince). Eva che costruisce i pezzi del rompicapo, arrivando alla conclusione che le morti sono state dolose. Ed in un finale di svelamenti, Gunnar mette la parola fine, svelando tutti i punti oscuri della vicenda. È un buon libro, decisamente. Bella la mano che segue le diverse atmosfere. Dispiace solo, forse, un po’ di lentezza in alcuni punti, soprattutto nelle vicende giovanili dei sei. E nell’insistere su di una colpa o forse un reato che uno di loro avrebbe commesso in gioventù. Non vi dico altro, se non sottolineando l’incongruenza della decisione del titolo italiano. L’originale era “Il solitario” che si attagliava a diversi personaggi, permettendo di mantenere un velo di mistero a molte vicende. Puntare i riflettori su Rickard, seppur d’effetto per la storia, risulta un punto negativo per la costruzione globale. Peccato.
    “Con le faccende di cuore le cose vanno così: si sa, senza capire come si faccia a saperlo.” (140)

    ha scritto il 

  • 3

    Da Scandinavian-addicted dico che, nonostante le puntatine mistiche davvero infantili per un uomo di mezz'età, il brodo un po' allungato ed il finale piuttosto affrettato, la lettura è sempre scorrevole e piacevole. La verità dei fatti viene abilmente celata fino alla fine, ma la scelta di cambia ...continua

    Da Scandinavian-addicted dico che, nonostante le puntatine mistiche davvero infantili per un uomo di mezz'età, il brodo un po' allungato ed il finale piuttosto affrettato, la lettura è sempre scorrevole e piacevole. La verità dei fatti viene abilmente celata fino alla fine, ma la scelta di cambiare il titolo originale 'De ensamma - I solitari'...che errore grossolano!!!

    ha scritto il 

  • 5

    tra marketing e sostanza talvolta la sostanza va oltre il marketing

    Presentato come il Montalbano di Svezia in copertina, questo bel romanzo di Nesser è contemporaneamente un buon giallo e un ottimo affresco sociale.
    In più, per chi fosse interessato, è un buon esempio per capire la visione di Dio, e del suo rapporto con l'uomo, dal punto di vista del crist ...continua

    Presentato come il Montalbano di Svezia in copertina, questo bel romanzo di Nesser è contemporaneamente un buon giallo e un ottimo affresco sociale.
    In più, per chi fosse interessato, è un buon esempio per capire la visione di Dio, e del suo rapporto con l'uomo, dal punto di vista del cristianesimo protestante. Una religione molto adatta al mondo moderno (è liberarale, mette l'accento su Dio come "voce interiore", coscienza) ma particolarmente invisa a Dio (che in tutte le rivelazioni ha parlato di se stesso in tutt'altro modo).

    ha scritto il 

  • 5

    Storia incredibile. Mi sono piaciuti molto gli approfondimenti psicologici dei personaggi. All'inizio forse un pò lentino ma poi non sono più riuscito a staccarmi dal racconto. Le indagini svolte dai due ispettori, non solo Barbarotti ma anche l'affascinante Eva Brckman. L'ho preferito ...continua

    Storia incredibile. Mi sono piaciuti molto gli approfondimenti psicologici dei personaggi. All'inizio forse un pò lentino ma poi non sono più riuscito a staccarmi dal racconto. Le indagini svolte dai due ispettori, non solo Barbarotti ma anche l'affascinante Eva Brckman. L'ho preferito al suo altro libro dell'autore Nesser "L'uomo che visse un giorno".

    ha scritto il 

  • 3

    Spannend boek, verrassend einde, soms iets te uitgesponnen.


    Eine unbeschwerte Sommerreise in den siebziger Jahren. So fängt alles an. Drei Paare aus Uppsala, miteinander befreundet und jung, planen eine Busreise von Schweden durch die Ostblockländer bis ans Schwarze Meer. Aber was so lusti ...continua

    Spannend boek, verrassend einde, soms iets te uitgesponnen.

    Eine unbeschwerte Sommerreise in den siebziger Jahren. So fängt alles an. Drei Paare aus Uppsala, miteinander befreundet und jung, planen eine Busreise von Schweden durch die Ostblockländer bis ans Schwarze Meer. Aber was so lustig beginnt, endet im Desaster. Die Wege der Sechs trennen sich nach diesem Urlaub – und kreuzen sich ein Menschenalter später erneut, als ein Dozent aus Lunda in den Wäldern vor Kymlinge am Fuße eines Steilhangs tot aufgefunden wird. Genau an derselben Stelle, an der eine junge Studentin aus Uppsala vor fünfunddreißig Jahren unter mysteriösen Umständen ums Leben kam

    ha scritto il 

  • 5

    Giallo tranquillo ambientato in Svezia che alterna capitoli attuali a capitoli del passato.Si indaga sulla morte di una ragazza(Maria Winckler) e dopo 35 anni sulla morte del compagno(Germund Grooth),nello stesso identico posto:dirupo di Gasaklyftan,incidente?suicidio?omicidio?Si intrecciano così ...continua

    Giallo tranquillo ambientato in Svezia che alterna capitoli attuali a capitoli del passato.Si indaga sulla morte di una ragazza(Maria Winckler) e dopo 35 anni sulla morte del compagno(Germund Grooth),nello stesso identico posto:dirupo di Gasaklyftan,incidente?suicidio?omicidio?Si intrecciano così le storie di sei giovani svedesi con i loro progetti,le loro avventure e speranze per il futuro e le storie di quelli rimasti dopo 35 anni e dei due ispettori (Gunnar Barbarotti e Eva Backman).Bello e spiace quasi arrivare alla fine e scoprire la verità...

    ha scritto il 

  • 3

    Un apparente suicidio si verifica nello stesso punto dove 35 anni prima una donna era morta. Si tratta di un professore di circa sessant' anni che si é buttato dal dirupo dove era caduta la sua compagna. All' epoca si era parlato di incidente anche se il capo della polizia di allora aveva comunqu ...continua

    Un apparente suicidio si verifica nello stesso punto dove 35 anni prima una donna era morta. Si tratta di un professore di circa sessant' anni che si é buttato dal dirupo dove era caduta la sua compagna. All' epoca si era parlato di incidente anche se il capo della polizia di allora aveva comunque investigato a fondo. Anche il commissario Barbarotti non é convinto che la morte attuale sia un suicidio e riprende in mano il caso di tanto tempo prima. Tra riflessioni sulla vita, la famiglia, la religione, si racconta la storia di un gruppo di amici che una vicenda traumatica ha diviso molti anni fa. Un romanzo pesantuccio che non può pienamente dirsi un giallo.

    ha scritto il 

Ordina per