Crea la tua biblioteca Iscriviti

Insieme troveremo i libri migliori

[−]
  • Cerca Conteggio caratteri ISBN valido ISBN non valido Codice a barre valido Codice a barre non valido loading search

L'uomo di paglia

Di

Editore: Piemme

3.8
(517)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 359 | Formato: Copertina rigida | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Olandese , Francese , Spagnolo , Portoghese , Tedesco

Isbn-10: 8838468796 | Isbn-13: 9788838468797 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: Stefano Tettamanti , Giuliana Traverso

Disponibile anche come: eBook , Altri

Genere: Crime , Fiction & Literature , Mystery & Thrillers

Ti piace L'uomo di paglia?
Iscriviti ad aNobii per vedere chi dei tuoi amici lo ha letto, e scopri libri simili!

Registrati gratis
Descrizione del libro
Due settimane. Questo è il tempo che rimane a John McEvoy da trascorrere alla sua scrivania nella redazione del "Los Angeles Times". La crisi della carta stampata, in un'epoca in cui l'informazione viaggia su internet, non risparmia neanche un reporter di nera che, dodici anni prima, si era guadagnato la celebrità svelando al mondo l'identità del Poeta, un serial killer che firmava i suoi omicidi con i versi di Edgar Allan Poe. E anche se è abituato a scrivere di morte, McEvoy non ha intenzione di andarsene con un elogio funebre di se stesso: il suo ultimo articolo dovrà essere qualcosa di memorabile. La sua occasione si chiama Alonzo Winslow, un giovane spacciatore nero in galera per aver strangolato una donna bianca, chiudendone poi il cadavere nel bagagliaio della macchina. Una confessione estorta dalla polizia, un caso chiuso in modo sbrigativo, una storia che odora di discriminazione lontano un miglio. Con queste premesse, non è difficile rimettere in discussione l'esito delle indagini. Quando poi dalle ricerche di McEvoy emerge inaspettatamente un collegamento con un omicidio avvenuto anni prima a Las Vegas - stesse modalità nel trattamento della vittima e un'incriminazione che lasciava qualche dubbio -, nella sua mente si affaccia il pensiero di avere di nuovo a che fare con un serial killer. Il reporter sa che non può affrontare questa sfida da solo, ma che, come dodici anni prima, ha bisogno dell'aiuto di Rachel Walling, profiler dell'FBI. Quello che invece non sa è che, da quando questa storia è iniziata, qualcuno sta seguendo ogni sua mossa. Qualcuno che si muove nel web con l'abilità di un ragno nella sua tela, servendosi della rete per stanare le sue vittime e prendersi gioco di chi gli sta dando la caccia. Fino ad attirarlo in una trappola mortale.
Ordina per
  • 3

    Langdon, Haller o Bosch? - 22 mar 15

    Alla fine dello stesso anno in cui pubblica la precedente storia con Harry Bosch al centro (anche se come ho detto non eccelsa), Connelly esce con un altro libro. Che ha per protagonista quello che al ...continua

    Alla fine dello stesso anno in cui pubblica la precedente storia con Harry Bosch al centro (anche se come ho detto non eccelsa), Connelly esce con un altro libro. Che ha per protagonista quello che alla fine direi potrebbe essere il suo alter-ego letterario. Ritorna, infatti, al centro dell’azione Jack McEvoy, il cronista di nera al centro del quinto libro di Connelly, il magistrale “Il Poeta”. Anche Connelly, infatti, ha svolto per lungo tempo l’attività di cronista per il “L.A. Times”, per poi staccarsene e cominciare a scrivere libri. Come comincerà Jack, che inizia questo romanzo con il suo licenziamento dal giornale per riduzione di organico. E che finirà, dopo non poche peripezie, non a tornare al giornalismo ma a dedicarsi alla scrittura a tempo pieno. Tuttavia prima di andarsene vuole fare un ultimo scoop, un’ultima inchiesta che lo faccia ricordare e rimpiangere. Affiancato da un’apprendista, Angela, comincia a seguire le piste di un ragazzo negro accusato di aver ucciso una donna bianca per poi nasconderla nel bagagliaio di una macchina. Ci sono delle incongruenze nell’arresto, ma è solo quando Angela, navigando in rete, scopre un delitto simile avvenite due anni prima a Las Vegas che cominciano a suonare dei campanelli. Qui la vicenda si biforca, che mentre seguiamo in soggettiva Jack, ci mettiamo sul collo (metaforicamente) del cattivo, e questo in terza persona. In questa parte, e prendendo spunto da questa, Connelly fa un tuffo, anche se non profondo, nel mondo della rete e delle sue connessioni. Carver, il malvagio “spaventapasseri” (poi ci torneremo sopra questo nome), è infatti addetto alla sicurezza di un centro di gestione dati per conto terzi. Ed è anche un “mago” della rete. Facciamo così un giro tra tecnologie (a me note, ma non è detto per tutti) dove ci sono siti ombra, indirizzi IP nascosti, phising, spamming ed altre “diavolerie” moderne. Carver ha appunto un sito ombra, dove incappa Angela, e da quello scopre che Jack si sta avvicinando a deduzioni per lui pericolose. Con l’aiuto del suo scagnozzo Freddy, tende una trappola ad Angela e la uccide. Nel frattempo manda Freddy a Las Vegas per uccidere Jack. Che però aveva chiesto aiuto alla sua amica Rachel, quella dell’FBI, con cui aveva lavorato ne “Il Poeta”. E Rachel lo salva dalla trappola, anche se Jack si trova isolato da tutto: Carver gli blocca le carte di credito, le password della mail, il telefono. Con l’aiuto di Rachel, tuttavia, riesce a collegare i due casi (la donna di Las Vegas è stata uccisa con le stesse modalità di quella di Los Angeles e nascosta anch’essa in un bagagliaio di una macchina). E quindi a far liberare sia il giovane accusato a Los Angeles, sia il marito dell’altra donna che da un anno stava in prigione. Storia nella storia, Jack e Rachel riannodano il vecchio legame che avevano, e che porterà di nuovo la donna sull’orlo del licenziamento dalle forze dell’ordine. Tuttavia, i collegamenti vari, nonché alcune imperizie di Freddy, consentono di restringere il cerchio verso il sito in Arizona gestito da Carver. Benché controllato dalla polizia, il nostro cattivone riesce a camuffare tutte le eventuali prove a suo carico. Rigirandole verso il suo capo e Freddy. Ucciso e sepolto il capo nel deserto, durante un controllo dell’FBI, manda allo sbaraglio Freddy per cercare di uccidere Rachel. Mossa che (una volta per uno, via) sventa questa volta Jack che, per amore di Rachel, era rimasto in Arizona invece di tornare in California. Ovviamente Freddy muore. E tutto sembra andare nella direzione prevista da Carver. Sennonché, una locandina del Mago di Oz, con i personaggi che ballano, fa scattare una lampadina a Jack. Come ricorderà chi ha visto il film, uno è lo Spaventapasseri, con la faccia coperta da un telo. E con una maschera sono coperti i volti delle donne uccise. E Carver (questo lo sappiamo da Rachel) era chiamato Spaventapasseri in ufficio perché doveva tenere lontano gli uccelli cattivi dai dati informatici. Unite le cose, ci si avvia verso il solito finale “mozzafiato”, anche se meno di altre prove di Connelly. I cattivi vengono messi fuori gioco, Rachel continua la sua carriera in FBI, e Jack (come fece tanti anni fa Connelly) si chiama fuori dal giornale e comincia a scrivere le storie “criminali” che ha vissuto. Non ha una grande suspense, pur riconoscendo la bravura di Connelly. Ed i meccanismi in-formatici sono a volte trattati in modo un po’ naif per essere avvincenti. Non manca qualche auto-citazione di contorno. Quando Jack va in giro con una Lincoln della televisione, ripensa, e noi con lui, al primo romanzo con protagonista Mickey Haller. Rachel, senza nominarlo, parla della sua storia finita con Bosch. Ma su questo versante credo siamo alla frutta (Connelly dice da alcuni anni di aver messo “Jack nel dimenticatoio”). Aspettiamo allora altre avventure, con il nostro amato Bosch che possa tornare in primo piano. Una notazione finale, come vi avevo promesso: il titolo, ancora una volta. È vero che nel film lo Spaventapasseri viene chiamato anche uomo di paglia. Ma mantenere il titolo originale costa forse tanto? Anche perché, “uomo di paglia” in inglese si dice “Straw man”… Parliamone.

    ha scritto il 

  • 0

    Due settimane. Questo è quanto rimane a Jack McEvoy da trascorrere alla sua scrivania nella redazione del Los Angeles Times. La crisi della carta stampata in un'epoca in cui l'informazione viaggia su ...continua

    Due settimane. Questo è quanto rimane a Jack McEvoy da trascorrere alla sua scrivania nella redazione del Los Angeles Times. La crisi della carta stampata in un'epoca in cui l'informazione viaggia su internet, non risparmia neanche un reporter di nera che, dodici anni prima, si era guadagnato la celebrità svelando al mondo l'identità del Poeta, un serial killer che firmava i suoi omicidi con i versi di Edgar Allan Poe. E anche se è abituato a scrivere di morte, McEvoy non ha intenzione di andarsene con un elogio funebre di se stesso: il suo ultimo articolo dovrà essere qualcosa di memorabile. La sua occasione si chiama Alonzo Winslow, un giovane spacciatore nero in galera per aver strangolato una donna bianca, chiudendone poi il cadavere nel bagagliaio della macchina. Una confessione estorta dalla polizia, un caso chiuso sbrigativamente, una storia che odora di discriminazione lontano un miglio. Con queste premesse, non è difficile rimettere in discussione l'esito delle indagini. Quando poi dalle sue ricerche emerge inaspettatamente un collegamento con un omicidio avvenuto anni prima a Las Vegas, nella sua mente si affaccia il pensiero di avere di nuovo a che fare con un serial killer. E McEvoy sa che non può essere da solo ad affrontare questa sfida, ma che, come dodici anni prima, ha bisogno dell'aiuto di Rachel Walling, profiler dell'FBI. Quello che invece non sa, è che da quando questa storia è iniziata, qualcuno sta seguendo ogni sua mossa. Qualcuno che serpeggia nel web con abilità...

    ha scritto il 

  • 4

    "Ci sono cose che non si possono spiegare. Ci sono storie troppo buie per essere raccontate."

    Adoro i thriller, anche se da qualche tempo li ho un po' abbandonati per letture più impegnative. Micheal Connolly è uno dei miei autori preferiti. Qui non c'è Harry Bosch, il suo detective della omic ...continua

    Adoro i thriller, anche se da qualche tempo li ho un po' abbandonati per letture più impegnative. Micheal Connolly è uno dei miei autori preferiti. Qui non c'è Harry Bosch, il suo detective della omicidi, ma ritroviamo il cronista di nera Jack McEvoy, già apparso nel romanzo Il poeta. Come sempre i gialli di Connolly ti trascinano con loro fino alla fine, e questo non è da meno.

    ha scritto il 

  • 4

    Ad essere sincero i thriller non sono il mio genere preferito, ma ammetto che questo racconto si legge spedito, non è per niente scontato e non stanca mai. E solo alla fine si comprende pienamente il ...continua

    Ad essere sincero i thriller non sono il mio genere preferito, ma ammetto che questo racconto si legge spedito, non è per niente scontato e non stanca mai. E solo alla fine si comprende pienamente il senso del titolo...

    ha scritto il 

  • 3

    In questo caso la ricerca del serial killer la intraprende un giornalista, Jack McEvoy: lo stesso del Poeta, perspicace si, ma legato dal suo ruolo e il romanzo risulta quindi un po' lento e noioso ...continua

    In questo caso la ricerca del serial killer la intraprende un giornalista, Jack McEvoy: lo stesso del Poeta, perspicace si, ma legato dal suo ruolo e il romanzo risulta quindi un po' lento e noioso

    ha scritto il 

  • 3

    Un po' troppo semplice e snodato...zero suspance

    L'inizio mi è piaciuto molto, ho trovato originale la professione del protagonista, un giornalista di una grande testata alle prese coi tagli al personale (situazione che purtroppo conosciamo bene) e ...continua

    L'inizio mi è piaciuto molto, ho trovato originale la professione del protagonista, un giornalista di una grande testata alle prese coi tagli al personale (situazione che purtroppo conosciamo bene) e apprezzo molto il racconto in 1°persona.
    Non sono un amante del giallo a enigma (in cui si sa già chi è il colpevole)e infatti il fascino del romanzo ne risente e a lungo andare la qualità si perde un po'...la trama diventa troppo svelta e sbrigativa, a un certo punto ho avuto quasi la sensazione che l'autore non vedesse l'ora di finire la storia.

    ha scritto il 

  • 4

    Secondo romanzo con McEvoy

    Connelly difficilmente delude. Romanzo interessante e avvincente; il protagonista stavolta è Jack McEvoy, giornalista protagonista de "Il poeta", che sta per essere licenziato. Cerca quindi un articol ...continua

    Connelly difficilmente delude. Romanzo interessante e avvincente; il protagonista stavolta è Jack McEvoy, giornalista protagonista de "Il poeta", che sta per essere licenziato. Cerca quindi un articolo sensazionale per fare pentire il giornale della scelta e si imbatterà in un serial killer particolare. Connelly varia dal punto di vista di McEvoy all'assassino; con McEvoy ritroviamo anche Rachel Walling (vista anche in alcuni romanzi con Bosch). Gli altri eroi di Connelly, Bosch e Haller, vengono citati nel libro.

    ha scritto il 

Ordina per