L'uomo e la morte

di | Editore: Erickson
Voto medio di 22
| 26 contributi totali di cui 5 recensioni , 21 citazioni , 0 immagini , 0 note , 0 video
Yupa
Ha scritto il 30/04/18
Morin compie un cavalcata nella storia e nella geografia, in ogni campo dello scibile (dalla filosofia alla psicologia alle scienze biologiche), ma il risultato è zibaldonesco e fumoso. Le sue libresche elucubrazioni faticano a inchiodare sulla pagin...Continua
Svalbard
Ha scritto il 23/07/16
"Sono troppo IO per morire!" (Snoopy)
Dello studioso francese Edgar Morin, pare che questo libro sia stato l’opera della vita. Pubbicato per la prima volta nel 1950, ripubblicato nel 1970 con un nuovo capitolo conclusivo, e poi ancora varie volte fino all’ultima nel 2004, probabilmente è...Continua
DrRestless
Ha scritto il 23/04/14
Vi sono occasioni in cui, oltre al nome del traduttore, sarebbe utile conoscere quello del correttore di bozze: per poterli insultare entrambi. Faccio alcuni esempi presi a caso: pag. 103, “rito di superfecondamento” (in italiano non esiste il termin...Continua
Nagual
Ha scritto il 13/12/10
"Il linguaggio umano, tappa davvero rivoluzionaria dell'ominazione, ritrova infatti il segreto strutturale del codice genetico, fonte originaria di ogni vita... E i suoi miti più profondi, quelli legati alla morte - il doppio e la morte-rinascita -...Continua
makomai
Ha scritto il 15/09/09

la morte come concetto spirituale e psicologico, piu' che come "vissuto" storico. Diffido sempre di chi annovera Eliade nella bibliografia: e infatti e` troppo esoterico per i miei gusti.


DrRestless
Ha scritto il Apr 23, 2014, 19:28
L’intelligenza può correggere l’essere animale, ignorante e stupido, che trema di fonte alla morte e può trattenerlo, come un cocchiere tiene il suo destriero per le redini.
Pag. 220
DrRestless
Ha scritto il Apr 23, 2014, 19:27
Le due grandi credenze (morte-rinascita per trasmigrazione e morte-sopravvivenza del doppio), etnologicamente universali […], si trovano generalmente intrecciate l’una all’altra.
Pag. 97
DrRestless
Ha scritto il Apr 23, 2014, 19:27
Il campo della morte continuerà ad essere la zona d’ombra in cui magia e mito trionfano nel modo più categorico e permanente. I riti, le usanze e le credenze relative alla morte continuano ad essere il settore più “primitivo” delle nostre civiltà.
Pag. 91
DrRestless
Ha scritto il Apr 23, 2014, 19:26
La prima conoscenza di sé come realtà […] è l’ombra, il riflesso del proprio corpo e questo è visto esteriormente, come un “doppio” estraneo.
Pag. 88
DrRestless
Ha scritto il Apr 10, 2014, 19:06
Ma per danzare, non basta volerlo.
Pag. 258

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