L'uomo in fuga

Di

Editore: Mondadori (Oscar Bestseller)

3.9
(1972)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 192 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Francese , Spagnolo , Tedesco , Giapponese , Olandese , Svedese , Norvegese , Polacco , Ceco , Greco , Portoghese , Russo

Isbn-10: 8804354100 | Isbn-13: 9788804354109 | Data di pubblicazione: 

Traduttore: Delio Zinoni

Disponibile anche come: Copertina rigida , Tascabile economico

Genere: Narrativa & Letteratura , Horror , Fantascienza & Fantasy

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Descrizione del libro
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  • 3

    Che i giochi abbiano inizio...

    In un futuro prossimo, il potere politico ed economico sono così potenti da influenzare radicalmente l'intera società americana.
    La TV è un mezzo non più d'intrattenimento, ma il più efficace controll ...continua

    In un futuro prossimo, il potere politico ed economico sono così potenti da influenzare radicalmente l'intera società americana.
    La TV è un mezzo non più d'intrattenimento, ma il più efficace controllo delle masse, che spinge gli uomini disperati o con uno spirito ribelle a partecipare ai "Giochi", reality in cui è la vita la posta in gioco.
    In una cinica America futuristica, Ben Richards decide di partecipare alle selezioni per l'"Uomo in fuga", un sadico, seguitissimo show dove il protagonista, braccato dai 'Cacciatori' della Rete e da chiunque lo riconosca, intasca cento dollari per ogni ora di sopravvivenza e, se allo scadere dei trenta giorni concessi è ancora vivo, un miliardo di dollari.
    Fondamentalmente un distopico che punta sulla bassezza della natura umana, sulla sua fragilità, mettendone in luce la facilità con cui può essere plagiata: l'uomo da sempre è stato vittima di grandi personalità, succube e talvolta complice, incapace di ribellarsi, eppure tra tanti c'è chi rifiuta tuttavia di obbedire alle regole del gioco...
    Una lettura avvincente, scorrevole, che inevitabilmente coinvolge appieno il lettore, personalmente per gusto personale non ho apprezzato alcuni dettagli nelle ultime pagine, ma comunque è una lettura che consiglio di cuore.

    ha scritto il 

  • 4

    Reality Show distopico.

    Storia originale, soprattutto se si pensa al fatto che risale agli anni '80, che testimonia il talento di King nella FS. L'idea che tutto ruoti attorno alla TV anticipa i Reality Show e li piega alla ...continua

    Storia originale, soprattutto se si pensa al fatto che risale agli anni '80, che testimonia il talento di King nella FS. L'idea che tutto ruoti attorno alla TV anticipa i Reality Show e li piega alla chiave distopica. Peccato solo, dal mio punto di vista, per il finale non all'altezza della storia. Ma, con le storie ben riuscite, suole accadere.

    ha scritto il 

  • 5

    King d'annata....sempre buono!!!!

    Romanzo scritto da King usando lo pseudonimo Richard Bacham:si inserisce nel filone delle distopie, un genere che apprezzo molto.

    La storia è davvero semplice e lineare ma allo stesso tempo avvincen ...continua

    Romanzo scritto da King usando lo pseudonimo Richard Bacham:si inserisce nel filone delle distopie, un genere che apprezzo molto.

    La storia è davvero semplice e lineare ma allo stesso tempo avvincente:specialmente dalla seconda metà in poi il protagonista non ha davvero un attimo di respiro, entra in una spirale di orrore dalla quale non riesce a liberarsi se non nel tragico e forse un po esagerato finale.

    Noi, girando le pagine di questo volume veniamo letteralmente trascinati nella lettura di questa tragica avventura nella quale è inevitabile non solidarizzare con il protagonista, fare il tifo per lui, sperare che, dopo tutto, ce la faccia...anche se le probabilità gli sono tutte contro.

    Forse l'unico difetto è rappresentato dal fatto che la metafora della classe ricca che opprime quella più povera risulta essere fin troppo marcata ed evidente ma d'altronde questo rappresenta anche la forza del libro:come spesso accade in King i caratteri dei personaggi sono molto marcati, davvero impossibile non parteggiare per uno o per l'altro e questo, credetemi, rende la lettura molto più avvincente.

    Fa un po di tristezza vedere come King, agli esordi, riuscisse a cavare un buon romanzo anche da una materia forse fin troppo abusata....viene da pensare che sempre più di rado, negli ultimi anni, è possibile vedere la genuinità e l'entusiasmo dello scrittore degli esordi...ma questa è un altra storia.

    leggetelo, difficilmente vi deluderà.....

    ha scritto il 

  • 5

    Il primo libro che mi ha fatto conoscere Stephen King ed è stato amore a prima vista! Quando lo lessi la prima volta riconobbi subito il film "The running man" e, ovviamente, il film c'entra davvero m ...continua

    Il primo libro che mi ha fatto conoscere Stephen King ed è stato amore a prima vista! Quando lo lessi la prima volta riconobbi subito il film "The running man" e, ovviamente, il film c'entra davvero molto poco con questo romanzo.
    Questo racconto è assolutamente fantastico e non sembra per niente una vicenda ambientata in un futuro così troppo lontano e inventato. Si legge quesi tutto d'un fiato non per la brevità di questo volume, ma per il suo ritmo incalzante dove il lettore si ritrova a correre assieme al protagonista.
    Senza descrivere troppo, vi dico solo che il finale è una vera bomba!

    ha scritto il 

  • 3

    "Quando ti prenderanno, portane qualcuno all'inferno".

    Se la tivù fa male, la tri-vù uccide - letteralmente.
    King non delude nemmeno quando si cimenta con una società distopica, anche se il finale - come spesso mi è capitato - perde un po'.
    Se dovessi dar ...continua

    Se la tivù fa male, la tri-vù uccide - letteralmente.
    King non delude nemmeno quando si cimenta con una società distopica, anche se il finale - come spesso mi è capitato - perde un po'.
    Se dovessi dare un voto (come a scuola), sarebbe nove su dieci.

    ha scritto il 

  • 3

    Decisamente differente dall'omonima pellicola cinematografica, The Running Man, che mi ha spinto a leggere il libro del King in versione Bachman. Una lettura abbastanza scorrevole e gradevole non priv ...continua

    Decisamente differente dall'omonima pellicola cinematografica, The Running Man, che mi ha spinto a leggere il libro del King in versione Bachman. Una lettura abbastanza scorrevole e gradevole non priva di spunti interessanti che però vanno un po' a perdersi nella seconda parte del libro.

    ha scritto il 

  • 3

    King ne sa una più del diavolo. Padre degli Hunger games questo libro è veramente ben scritto: adrenalina e suspance nelle giuste dosi è un romanzo che non annoia, bello!

    ha scritto il 

  • 2

    Il primo Stephen King.
    Non mi entusiasma il secondo (nonostante la bellezza delle idee la scrittura è per me poco emozionante)...
    Mi entusiasma ancor meno il primo.
    Sufficiente. ...continua

    Il primo Stephen King.
    Non mi entusiasma il secondo (nonostante la bellezza delle idee la scrittura è per me poco emozionante)...
    Mi entusiasma ancor meno il primo.
    Sufficiente.

    ha scritto il 

  • 3

    Gradevole distopia tra le molte che hanno ispirato i vari “Hunger Games”. Uno di quei romanzi che King scrisse bendato con la sinistra mentre sorseggiava il the, ma l’idea (simile peraltro a quella al ...continua

    Gradevole distopia tra le molte che hanno ispirato i vari “Hunger Games”. Uno di quei romanzi che King scrisse bendato con la sinistra mentre sorseggiava il the, ma l’idea (simile peraltro a quella alla base de “La lunga marcia”) è carina.

    ha scritto il 

  • 1

    Peggio che noioso, irritante

    2025. Gli USA sono in preda ad una gravissima crisi economica e in TV imperversano sadici giochi a premi. Nel più importante, un uomo deve sfuggire a una squadra di killer x un mese: guadagnerà 100 $ ...continua

    2025. Gli USA sono in preda ad una gravissima crisi economica e in TV imperversano sadici giochi a premi. Nel più importante, un uomo deve sfuggire a una squadra di killer x un mese: guadagnerà 100 $ x ogni ora di sopravvivenza. Letto molti anni fa, il libro non mi era piaciuto. Conferma: peggio che noioso, è irritante. I protagonisti sono tutti odiosi: forse King vuole deliberatamente suscitare nel lettore gli stessi sentimenti che animano i telespettatori del gioco. I racconti catastrofisti ambientati in un futuro non troppo lontano rischiano di essere smentiti dai fatti, e inducono il lettore a mettere da parte il libro con un sospiro di sollievo: “Beh, dopo tutto non è andata così”. Il finale apocalittico, questo sì, profetico, forse oggi non sarà gradito alla maggior parte degli americani. Alcune trovate (la bambina malata, il paracadute) sono davvero penose. Uno dei peggiori libri di King, non a caso pubblicato con lo pseudonimo di Richard Bachman: perfino lo stile è irriconoscibile.

    ha scritto il 

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