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L'uomo in fuga

Di

Editore: Mondadori (Oscar Bestseller)

3.9
(1841)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 192 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Francese , Spagnolo , Tedesco , Giapponese , Olandese , Svedese , Norvegese , Polacco , Ceco , Greco , Portoghese , Russo

Isbn-10: 8804354100 | Isbn-13: 9788804354109 | Data di pubblicazione: 

Traduttore: Delio Zinoni

Disponibile anche come: Copertina rigida , Tascabile economico

Genere: Fiction & Literature , Horror , Science Fiction & Fantasy

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Descrizione del libro
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  • 4

    Cinico, cattivo e senza alcuna pietà. Si vede subito che lo stile è quello del King 'prima maniera'. Dopo i primi capitoli, una domanda mi ha seguito per tutta la lettura: come farà Ben Richards a...??? Passo dopo passo, azzardo dopo azzardo, continuavo a chiedermi quale sarebbe stata la sfida su ...continua

    Cinico, cattivo e senza alcuna pietà. Si vede subito che lo stile è quello del King 'prima maniera'. Dopo i primi capitoli, una domanda mi ha seguito per tutta la lettura: come farà Ben Richards a...??? Passo dopo passo, azzardo dopo azzardo, continuavo a chiedermi quale sarebbe stata la sfida successiva e come Ben avrebbe fatto ad affontarla. Lettura decisamente piacevole.

    ha scritto il 

  • 5

    Pensare che questo signore ha scritto Hunger Games nel 1982 è già sintomo di grandezza. Aggiungiamo che l'ha pubblicato con uno pseudonimo, come se fosse scritto nei ritagli di tempo. Un grande "gira-pagina", avventura e adrenalina con pochi fronzoli. Eppure rimane la struttura del grande romanzo ...continua

    Pensare che questo signore ha scritto Hunger Games nel 1982 è già sintomo di grandezza. Aggiungiamo che l'ha pubblicato con uno pseudonimo, come se fosse scritto nei ritagli di tempo. Un grande "gira-pagina", avventura e adrenalina con pochi fronzoli. Eppure rimane la struttura del grande romanzo apocalittico, la teorizzazione di un futuro dominato dallo show per placare le folle. "La tua idea non è nuova, lo facevano gli antichi romani con i gladiatori" sembra suggerire un nuovo grado di umiltà del Re. Una lettura imprescindibile

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    4

    Breve libro, scritto negli anni 80 e ambientato nel 2025, quindi tra soli 9 anni! Il futuro immaginato da King è abbastanza scontato nei suoi aspetti tecnologici (qualcosa ci ha preso e qualcosa no!) ma è purtroppo quasi profetico per quanto riguarda la società.
    L'importanza della televisione, de ...continua

    Breve libro, scritto negli anni 80 e ambientato nel 2025, quindi tra soli 9 anni! Il futuro immaginato da King è abbastanza scontato nei suoi aspetti tecnologici (qualcosa ci ha preso e qualcosa no!) ma è purtroppo quasi profetico per quanto riguarda la società. L'importanza della televisione, dei reality, la divisione delle classi sociali, il vivere per le apparenze ... sono solo alcuni degli aspetti della società che ci aspetta tra 9 anni (ma già adesso). Inoltre non solo riesce a tenere la tensione alta e l'interesse sempre vivo, ma riesce anche suscitare un sentimento di terrore: non paura del "mostro", ma terrore di non avere speranze, terrore di non avere scelta, terrore di vedere i tuoi cari sparire, morire o precipitare in un abisso di droga, prostituzione ... Inoltre, la conclusione precorre tragicamente l'11 settembre.

    ha scritto il 

  • 4

    si legge col fiatone...

    Beh, ogni tanto bisogna concedersi qualche "americanata" come svago mentale.Non per altro da questo libro hanno tratto un film ("L'implacabile") con protagonista il muscoloso Schwarzenegger.
    Bachman alias King immagina un 2025(per noi prossimo)dove il peggio di vizi, perversioni e quant'altro imp ...continua

    Beh, ogni tanto bisogna concedersi qualche "americanata" come svago mentale.Non per altro da questo libro hanno tratto un film ("L'implacabile") con protagonista il muscoloso Schwarzenegger. Bachman alias King immagina un 2025(per noi prossimo)dove il peggio di vizi, perversioni e quant'altro imperversa. La società è prigioniera della Tri-tivù dove 24 ore su 24 vengono trasmessi agghiaccianti reality show in cui i disperati si prestano ad essere carne da macello. Ben Richards è uno di loro e parteciperà al programma "Uomo in fuga" dove sarà la preda di spietati cacciatori. ma se inizialmente si sacrifica per salvare la sua famiglia ben presto il suo ruolo diventa quello di eroe di una società che ha oltrepassato i limiti della civiltà. Letto in un giorno e mezzo.

    ha scritto il 

  • 5

    Lettura velocissima, un turn-page da manuale. Molto attuale nella sua visione cinica della realtà, dei mass-media, dei nuovi poveri. Un libro che va riscoperto da adulti. Bellissimo.

    ha scritto il 

  • 4

    Attualissimo

    Un libro che si legge d'un fiato. Scritto come sempre in uno stile piacevole, risulta estramemente attuale negli argomenti trattati e nello scenario futurista disegnato.....fa riflettere parecchio sulla situazione attuale.

    ha scritto il 

  • 5

    Letto in poco più di 24 ore! "Schifosamente" attuale, di una lungimiranza terrificante. Il punto è che che la massa non è fatta di singoli pensanti, è solo massa, da macello (inevitabile non aggiungere). La massa non pensa, ubbidisce. Il RE non delude. Grande King!

    ha scritto il 

  • 4

    L’uomo in fuga (The running man) fu scritto da Stephen King sotto lo pseudonimo di Richard Bachman in pochi giorni nel 1982. La stesura di getto è evidente anche nella storia che procede velocemente e implacabilmente con ritmi accelerati, quasi frenetici, in una cinica America futurista collocat ...continua

    L’uomo in fuga (The running man) fu scritto da Stephen King sotto lo pseudonimo di Richard Bachman in pochi giorni nel 1982. La stesura di getto è evidente anche nella storia che procede velocemente e implacabilmente con ritmi accelerati, quasi frenetici, in una cinica America futurista collocata temporalmente nel 2025. Se il testo si colloca nell’ambito di una letteratura di evasione e di intrattenimento certo è che King è un cronista d’eccezione con una straordinaria abilità di tenere sempre viva e vigile l’attenzione del lettore. Non c’è tempo né spazio per la noia in una storia che ci tiene abilmente col fiato sospeso dall’inizio fino alla fine. Il protagonista, un ex-operaio senza lavoro né mezzi, per salvare la figlia Cathy da una brutta polmonite decide di partecipare allo show “L’uomo in fuga”, uno spettacolo crudele e spietato, ai limiti del sadismo, dove il giocatore, braccato dai Cacciatori e da chiunque sia in grado di riconoscerlo e denunciarlo, intasca 100$ per ogni ora di sopravvivenza e, nel caso in cui giungesse vivo allo scadere dei 30 giorni previsti, un miliardo. Il tragico epilogo è inevitabile in una società dove i cervelli sono ottenebrati dalla triv-tv e dove la sperequazione tra le classi ricche e quelle meno abbienti ha raggiunto livelli profondi e insanabili. Il colpo di scena finale, in cui Richards che, come una sorta di dio della vendetta cerca la rivincita di tutta una classe di reietti e diseredati, si schianta contro il Games Building sembra quasi una paradossale, funesta anticipazione dell’attacco terroristico contro le torri gemelle che avverrà in America l’11 settembre del 2001. Come in una raccapricciante istantanea l’ultima immagine che ci resta impressa è l’espressione di terrore che congela il viso di Dan Kyllian, uno dei capi dell’ordine vigente e responsabile dei giochi, quasi a fermare l’azione, nel momento in cui Richards con un ghigno satanico gli punta addosso il muso del Lockheed appena un attimo prima di sventrare il palazzo.

    ha scritto il 

  • 5

    Quando King non c'è, Bachman si diverte...

    Trovato quasi per caso alla Fnac a Parigi (secondo i francesi King è "fantasy"...), non ho saputo resistere a omaggiare Bachmann (il King maligno) con la lettura di questo romanzo in lingua originale...


    In un futuro allucinato, dominato dalla Free-Vee ormai padrona dei pensieri della colle ...continua

    Trovato quasi per caso alla Fnac a Parigi (secondo i francesi King è "fantasy"...), non ho saputo resistere a omaggiare Bachmann (il King maligno) con la lettura di questo romanzo in lingua originale...

    In un futuro allucinato, dominato dalla Free-Vee ormai padrona dei pensieri della collettività (mi ricorda qualcosa...), un uomo, Benjamin Richards, decide di partecipare ad un reality nel tentativo di racimolare un po' di soldi per la figlia gravemente malata. Il problema è che i reality non sono più come quelli di oggi: qui non si gioca per farsi notare o per diventare famosi, ma si gioca per la propria vita... Richards partecipa al più pericoloso di tutti, 'L'uomo in Fuga': l'unico scopo di questo gioco è sopravvivere il più a lungo possibile (guadagnando 100 Nuovi Dollari l'ora) mentre si è braccati dagli spietati e infallibili Cacciatori di McCone... il premio (la libertà e una caterva di soldi) arriva dopo un mese ma chi ha resistito di più, sinora, è durato 8 giorni... ben presto però, Richards intuisce come lui stesso sia diventato ormai il simbolo di qualcosa che va oltre il semplice gioco e la vita sua e dei suoi cari e capisce quale sia il suo vero destino...

    Questo futuro cinico-apocalittico, descritto dal Re anche in The Long Walk, mi ha sempre affascinato e questo romanzo merita veramente una bella lettura e, perché no, pure qualche riflessione... Bellissimo!

    Nota: comprato a Paris!

    ha scritto il 

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