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L'uomo inquieto

Di

Editore: Marsilio Vintage

3.8
(860)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 558 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Spagnolo , Catalano , Olandese , Svedese , Inglese , Francese , Tedesco , Portoghese

Isbn-10: 8831710486 | Isbn-13: 9788831710480 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: Giorgio Puleo

Disponibile anche come: Copertina morbida e spillati , Copertina rigida , eBook , Altri

Genere: Crime , Fiction & Literature , Mystery & Thrillers

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Descrizione del libro
In una fredda giornata d'inverno, Hakan von Enke, alto ufficiale di marina ora in pensione, scompare durante la sua abituale passeggiata mattutina a Stoccolma. Un caso che tocca da vicino il commissario Wallander. Von Enke è il futuro suocero di sua figlia Linda, il nonno della sua nipotina, e di recente gli aveva confidato aspetti soprendenti di un dramma politico-militare risalente a più di due decenni prima, quando sottomarini sovietici erano stati avvistati in acque territoriali svedesi. Kurt Wallander è vicino a un grande segreto della storia del dopoguerra. La sua lotta incessante alla ricerca della verità è ora l'impegno di un uomo che sta facendo i conti con la propria vita assediata da ombre minacciose, e che, talvolta deluso dai colleghi e dal sistema, ritrova il calore e gli affetti della sua famiglia. Con questo ultimo episodio che chiude definitivamente la serie poliziesca che l'ha reso celebre in tutto il mondo, Mankell è riuscito per la critica a creare un pezzo di grande letteratura sul tema della vecchiaia rivestendolo abilmente delle spoglie del giallo. Kurt Wallander, come scrisse Le Monde "uno dei più bei personaggi tra i romanzi polizieschi contemporanei", è stato per molti tra le figure più riuscite e affascinanti della narrativa di genere dei nostri giorni, aprendo la strada al fenomeno del giallo dalla Scandinavia.
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  • 3

    Senza speranza

    Ho amato molto la saga di Kurt Wallander, le malinconiche descrizioni della Svezia in inverno, il giallo intenso della colza d'estate con cui si apre "La falsa pista", le riflessioni amare sulla decadenza della società occidentale e l'erosione dell'individuo con l'arrivo della vecchiaia. Trovo ch ...continua

    Ho amato molto la saga di Kurt Wallander, le malinconiche descrizioni della Svezia in inverno, il giallo intenso della colza d'estate con cui si apre "La falsa pista", le riflessioni amare sulla decadenza della società occidentale e l'erosione dell'individuo con l'arrivo della vecchiaia. Trovo che Mankell sia granitico e coerente, disperato fino all'ultimo nel tratteggiare le debolezze del suo fragile e (suo malgrado) arguto antieroe. C'è da dire che quest'ultimo romanzo, l'ultimo capitolo della saga Wallander, è davvero un affresco senza speranza, senza risposte, senza luci ma solo con grandi ombre che si allungano sempre più, fino a risucchiare il nostro commissario. Ho versato una lacrima per la fine dell'epoca Wallander ma, più che per nostalgia e tristezza, per vera e propria angoscia. In una parola: deprimente.

    ha scritto il 

  • 4

    Uno dei libri più cupi e malinconici con Wallander protagonista. Fantasmi della Guerra Fredda e pensieri incombenti di morte, di fine di un mondo, convivono in un impasto narrativo ricco e pieno di ombre. Probabilmente l'ultimo atto del commissario svedese. Da leggere, come sempre.

    ha scritto il 

  • 4

    Wallander esce di scena. In modo definitivo e struggente. Un nonno sempre più perso nel buio della malattia, questo ci è concesso immaginarlo. Dopo l'ultima indagine, abbastanza contorta, con implicazioni storiche e politiche. Cosa rimane dietro questo poliziotto? Le macerie di una famiglia, una ...continua

    Wallander esce di scena. In modo definitivo e struggente. Un nonno sempre più perso nel buio della malattia, questo ci è concesso immaginarlo. Dopo l'ultima indagine, abbastanza contorta, con implicazioni storiche e politiche. Cosa rimane dietro questo poliziotto? Le macerie di una famiglia, una tristezza di fondo e un'inquietudine difficile da dissipare... Se la Svezia è (anche) quella raccontata da Mankell non mi sembra poi un gran bel posto per viverci.... Anche se, al giorno d'oggi, il degrado sembra sempre più diffuso e, purtroppo, irreversibile. http://youtu.be/pm6TsYypBpY

    ha scritto il 

  • 4

    Aunque ha aparecido recientemente en España el relato corto "Huesos en el jardín"; "El hombre inquieto" pasa por ser la última novela policial del sagaz e intuitivo inspector Wallander.
    Mankell se despide así de su carismático personaje, poniendo punto final a determinados capítulos y episodios - ...continua

    Aunque ha aparecido recientemente en España el relato corto "Huesos en el jardín"; "El hombre inquieto" pasa por ser la última novela policial del sagaz e intuitivo inspector Wallander. Mankell se despide así de su carismático personaje, poniendo punto final a determinados capítulos y episodios -prolongados a lo largo del tiempo- que no acababan por quedar resueltos. La investigación y el caso que le ocupan en este volumen, son para mí, totalmente baladíes e intrascendentes; ya que lo que más me interesa como lector es su funesta y precaria vida personal: Una espumeante ola de grisáceo mar que va encauzada hacia el retiro, la soledad, la vejez y las brumas incipientes del alzheimer. La narración adquiere desde el principio tonos melancólicos, tristes y plagados de nostalgia. Los pasos ya lentos de un hombre que lo ha dado todo por su profesión; pero que fuera de ella, se siente completamente perdido, desolado e incomprendido. El broche de oro que faltaba por poner a esta gran saga de diez libros de género negro, realmente cautivadores.

    ha scritto il 

  • 4

    Il migliore tra i libri di Mankell. Un'ambientazione più ricca, una bellissima introspezione della parte finale della vita. Il giallo, con forti tinte di spionaggio e marcati riferimenti alla realtà politica del passato recente, è un pretesto per l'analisi dei rapporti dell'individuo con altri in ...continua

    Il migliore tra i libri di Mankell. Un'ambientazione più ricca, una bellissima introspezione della parte finale della vita. Il giallo, con forti tinte di spionaggio e marcati riferimenti alla realtà politica del passato recente, è un pretesto per l'analisi dei rapporti dell'individuo con altri individui e col proprio mondo. Non si sa quanto piccolo.

    ha scritto il 

  • 4

    Li ho letti tutti. Quelli di Wallander. E ho esitato un anno intero prima di affrontare l'ultimo. Non volevo che finisse. Ma Mankell ha saputo dargli una fine naturale, con il graduale e
    progressivo distacco da tutto e da tutti come accade nella vita. Certo non sarà altissima letteratura - per qu ...continua

    Li ho letti tutti. Quelli di Wallander. E ho esitato un anno intero prima di affrontare l'ultimo. Non volevo che finisse. Ma Mankell ha saputo dargli una fine naturale, con il graduale e progressivo distacco da tutto e da tutti come accade nella vita. Certo non sarà altissima letteratura - per quella abbiamo i Roth e compagnia bella - ma l'abilità di infondere un senso di empatia e comunanza che alcuni di questi autori scandinavi hanno, è sorprendentemente sempre presente e coinvolgente.

    ha scritto il 

  • 4

    Wallander incarna i pensieri di molti di noi che, ragazzi non più giovani, guardano al passato con nostalgia frammista a sprazzi di gioia e con un po' di ansia al futuro.
    Continuare a fare il proprio dovere, continuare a mantenere la motivazione, nonostante tutto e' tra i compiti più ardui non ...continua

    Wallander incarna i pensieri di molti di noi che, ragazzi non più giovani, guardano al passato con nostalgia frammista a sprazzi di gioia e con un po' di ansia al futuro. Continuare a fare il proprio dovere, continuare a mantenere la motivazione, nonostante tutto e' tra i compiti più ardui non solo di Wallander, ma di tutti coloro che vorrebbero migliorare la società in cui vivono. Comunque anche la trama non è male.

    ha scritto il 

  • 5

    Umano, toccante, realistico, ma tristissimo, quanto alla vicenda dell'uomo Wallander.
    Quanto alla storia, una delle migliori, ma del resto Mankell e' un grandissimo scrittore e nn ha mai fallito un romanzo, rimane da chiedersi se la sua visione del mondo dello spionaggio sia davvero tal quale è' ...continua

    Umano, toccante, realistico, ma tristissimo, quanto alla vicenda dell'uomo Wallander. Quanto alla storia, una delle migliori, ma del resto Mankell e' un grandissimo scrittore e nn ha mai fallito un romanzo, rimane da chiedersi se la sua visione del mondo dello spionaggio sia davvero tal quale è' descritta .....

    ha scritto il 

  • 3

    Mal final de una saga :(

    El libro que pone punto y final a las pesquisas de Wallander me ha dejado mal sabor de boca. Creo que es el que menos me ha gustado de toda la serie. Aparte de que la narración es muy lenta y enrevesada, la historia, que promete mucho por el transfondo de la armada sueca, la guerra fría ...continua

    El libro que pone punto y final a las pesquisas de Wallander me ha dejado mal sabor de boca. Creo que es el que menos me ha gustado de toda la serie. Aparte de que la narración es muy lenta y enrevesada, la historia, que promete mucho por el transfondo de la armada sueca, la guerra fría, los espías y los submarinos rusos, se resuelve de forma precipitada y chapucera, decepcionando un poco.

    Los personajes siguen en su línea: Wallander con su desastrosa y problemática vida personal que no mejora demasiado pese a haber cumplido su sueño de tener una casa en el campo, y Linda, tan molesta y tan poco creíble como en otros libros.

    No es un mal libro comparado con otros que te encuentras en el género de la novela negra, pero se aleja mucho de los geniales primeros títulos de la saga.

    ha scritto il