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L'uomo invaso

Di

Editore: Bompiani

4.1
(101)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 164 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Spagnolo

Isbn-10: 8845226166 | Isbn-13: 9788845226168 | Data di pubblicazione: 

Disponibile anche come: Altri , Copertina rigida

Genere: Fiction & Literature , Mystery & Thrillers

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Descrizione del libro
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  • 5

    L’UOMO INVASO

    Con queste storie sembra di fare un salto indietro nel tempo, quando lo scrivere era arte suprema, le parole erano magia, e il leggere un privilegio.
    La tendenza all’ossimoro dello scrittore appare gi ...continua

    Con queste storie sembra di fare un salto indietro nel tempo, quando lo scrivere era arte suprema, le parole erano magia, e il leggere un privilegio.
    La tendenza all’ossimoro dello scrittore appare già nel primo racconto, che dà titolo alla raccolta, dove un uomo comune viene invaso da una creatura metafisica, alla cui presenza infine si rassegna: “Al riguardo mi sono fatta un’idea: deve trattarsi di una creatura abortita, che s’aiuta come può a non morire, e succhia i miei succhi umani, usurpa i miei ricordi, per questo: per non morire. Dovrò abituarmi a viverci insieme. Da nemico e da amico.”
    E così, con parole di nicchia rare e barocche, con frasi ricche di artifici retorici, di grandiosi aggettivi, di metafore, di arcaismi, con una scrittura dallo stile ricercato, Bufalino blocca nel tempo storie sublimi in cui convivono fiaba e realtà.

    ha scritto il 

  • 0

    "O come sono entrati tanti sciami di re magi, giocolieri e musicanti? Crepitano salamandre in un braciere di vampe, esitano su una cresta in bilico ricci di spuma, poi traboccano, piombano in tondo nel gorgo. L'allodola levata a volo già non si vede più"

    Dei grandi scrittori italiani, Bufalino è stato l'ultimo. Scoperto tardi e forse goduto poco (per quanto la vera letteratura tenda a sopravvivere agli uomini che l'hanno generata), ha avuto comunque i ...continua

    Dei grandi scrittori italiani, Bufalino è stato l'ultimo. Scoperto tardi e forse goduto poco (per quanto la vera letteratura tenda a sopravvivere agli uomini che l'hanno generata), ha avuto comunque il tempo di lasciarci una serie di libri che paiono doni.
    E proprio come un dono si legge questa raccolta di racconti della quale si apprezza ogni frammento, non perché indiscutibilmente bello, ma perché offerto dallo scrittore con una tale grazia (per quanto contaminata da bruti incanti e accese sensualità) che dimostrare di non averlo gradito sarebbe pura e gratuita scortesia.
    Tra le varie maschere indossate da Bufalino (maschere che egli usa non per celarsi, bensì per liberarsi di un vestito stretto e indossarne uno un po' più largo, per ospitare in sé un numero crescente di sentimenti e personalità) preferisco quella del narratore che rivisita il mito (Il ritorno di Euridice) o di quello che porta in scena storie senza tempo (Felicità del bambino punito); in essi non vedo l'ingegno e l'intelligenza di un solo individuo, quanto piuttosto una sorta di intelligenza collettiva, quella stessa intelligenza che, in tempi lontanissimi, generò il racconto epico sublimando e conferendo senso e significato alla Storia (Bufalino era un moderno aedo dotato di una lingua saporitissima).

    ha scritto il 

  • 4

    "...Voi dite: che guadagno t'è venuto da tanti moti? Una scienza sola ma immensa, ed è che sbagliavo a fidarmi dei miei sensi d'uomo grosso e piccino. Ora so che in ciascuna miseria carnale può celars ...continua

    "...Voi dite: che guadagno t'è venuto da tanti moti? Una scienza sola ma immensa, ed è che sbagliavo a fidarmi dei miei sensi d'uomo grosso e piccino. Ora so che in ciascuna miseria carnale può celarsi un visibilio celeste. E che quelli che scorsi un mattino, mostri arcani roteanti nell'aria, contro il rigo dell'orizzonte, trenta, quaranta... chi poteva contarli? Quei mostri che bravamente il mio signore affrontò... erano, ora lo so, veri e montuosi giganti, Encelado, Tifeo, Briareo dalle molte braccia. E che valeva il suo prezzo sfidarli a costo di morire..."
    Ma Don Chisciotte, che aveva ascoltato non visto dietro di lui: "Sancio, ritorna in te," umanamente gli disse. "Erano solo mulini. Mulini a vento, niente di più." E con un fischio chiamò ronzinante.

    ha scritto il 

  • 4

    ventidue racconti venati di poesia e attraversati da una fantasia scintillante.
    Che i personaggi di queste storie siano semplicemente inventati o che siano legati a contesti storici, mitologici o lett ...continua

    ventidue racconti venati di poesia e attraversati da una fantasia scintillante.
    Che i personaggi di queste storie siano semplicemente inventati o che siano legati a contesti storici, mitologici o letterari il denominatore comune e' che tutti sono ritratti in un momento quasi sempre solitario e cruciale della propria esistenza: li si coglie ora alla fine della loro vita, ora esposti e fragili, ora cupamente immersi in un pensiero, ora piu' vivi che mai.
    E lo stile personale e la penna finissima di Bufalino si apprezzano alla grande dalla prima all'ultima parola.

    ha scritto il 

  • 5

    "Sì, so che morirò vecchissimo, ma temo di non saper morire, temo che la mia retorica non saprà inventare, nel momento del trapasso, nè il silenzio di Empedocle nè la parola di Socrate."

    ha scritto il 

  • 5

    Giufà nella sua tenera semplicità viene ucciso dalla volgare modernità della corsa automobilistica.
    Il Professore riesce sempre a commuovermi.
    E don Chisciotte ... "Non era la prima occasione in cui ve ...continua

    Giufà nella sua tenera semplicità viene ucciso dalla volgare modernità della corsa automobilistica.
    Il Professore riesce sempre a commuovermi.
    E don Chisciotte ... "Non era la prima occasione in cui vedeva la verità camuffarsi da verità per far credere d'esser menzogna."

    ha scritto il 

  • 3

    Ho voluto dargli una seconda possibilità, ma purtroppo devo confermare il mio giudizio negativi. Anche nei racconti si coglie una prosa colta ed elegante, ma le storie sono così noiose ed artefatte da ...continua

    Ho voluto dargli una seconda possibilità, ma purtroppo devo confermare il mio giudizio negativi. Anche nei racconti si coglie una prosa colta ed elegante, ma le storie sono così noiose ed artefatte da potersi considerare "indigeste".

    ha scritto il