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L'uomo nel quadro

Di

Editore: Polillo

3.3
(94)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 123 | Formato: Paperback

Isbn-10: 8881543583 | Isbn-13: 9788881543588 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Curatore: F. Pece

Disponibile anche come: Copertina rigida

Genere: Fiction & Literature , Mystery & Thrillers , Science Fiction & Fantasy

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Descrizione del libro
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  • 2

    Londra, Cambridge, atmosfera cupa.
    Ho subito pensato "WOW!", salvo ricredermi.
    Storiella abbozzata e senza uno straccio di spiegazione. Capisco sia una ghost story ma un minimo di profondità sarebbe gradito.
    Su una cosa, però, sono profondamente d'accordo. Venezia è maleo ...continua

    Londra, Cambridge, atmosfera cupa.
    Ho subito pensato "WOW!", salvo ricredermi.
    Storiella abbozzata e senza uno straccio di spiegazione. Capisco sia una ghost story ma un minimo di profondità sarebbe gradito.
    Su una cosa, però, sono profondamente d'accordo. Venezia è maleodorante.

    ha scritto il 

  • 3

    Salvato dagli ultimi capitoli

    Un racconto un po' alla E.A. Poe, senza la sua raffinatezza ed eleganza narrativa. La cornice temporale è poco chiara...all'inizio l'atmosfera universitaria fa quasi pensare a un contesto ottocentesco, ma particolari come automobili o telefoni lo collocano pian piano più avanti nel tempo. Credevo ...continua

    Un racconto un po' alla E.A. Poe, senza la sua raffinatezza ed eleganza narrativa. La cornice temporale è poco chiara...all'inizio l'atmosfera universitaria fa quasi pensare a un contesto ottocentesco, ma particolari come automobili o telefoni lo collocano pian piano più avanti nel tempo. Credevo che inizi del '900 potesse essere un ottimo compromesso, ma nelle ultime pagine si fa riferimento addirittura a un volo aereo! Da questo punto di vista ho avvertito un senso di leggero smarrimento.
    Per quanto riguarda la storia all'inizio parte bene, quasi avvincente...poi succede qualcosa, diviene un po' prevedibile a tratti. Ho apprezzato il finale, sinceramente inaspettato.Forse, a ben vedere,non molto originale, probabilmente è il finale più scontato, ma lì per lì non me lo aspettavo proprio. Il racconto si fa leggere serenamente, con velocità, ma devo dire che lo stile, sebbene percepito in traduzione italiana, non mi ha convinta. A tratti sbrigativo, in altri passi poco chiaro nelle descrizioni. Unico aspetto davvero positivo la scelta di collocare parte dell'azione a Venezia, città dal fascino indiscusso.
    Alla fine il mio giudizio è mediocre...carino da leggere, inutile forse una seconda lettura in futuro.

    ha scritto il 

  • 1

    Deludente

    Deludente. Sinceramente mi aspettavo di più da Susan Hill. Dopo aver letto il suo romanzo d'eccellenza, "La donna in nero", questo racconto risulta insulso, decisamente tedioso e poco convincente, e non è nemmeno da considerarsi una vera ghost story. Direi che l'ho trovato a dir poco i ...continua

    Deludente. Sinceramente mi aspettavo di più da Susan Hill. Dopo aver letto il suo romanzo d'eccellenza, "La donna in nero", questo racconto risulta insulso, decisamente tedioso e poco convincente, e non è nemmeno da considerarsi una vera ghost story. Direi che l'ho trovato a dir poco irritante per la sua piattezza monotona e privo di qualsivoglia suspense.

    ha scritto il 

  • 2

    Un bel polpettone misto di luoghi comuni....

    Un romanzo questo, che non ha mancato di destare in me qualche perplessità.Lo stile e le tematiche (il dipinto maledetto, la misteriosa sparizione, la donna mascherata) sono riprese a piene mani dalla tradizione del romanzo gotico dell'ottocento, tutto farebbe supporre di trovarsi di fronte ad un ...continua

    Un romanzo questo, che non ha mancato di destare in me qualche perplessità.Lo stile e le tematiche (il dipinto maledetto, la misteriosa sparizione, la donna mascherata) sono riprese a piene mani dalla tradizione del romanzo gotico dell'ottocento, tutto farebbe supporre di trovarsi di fronte ad un'opera scritta in quell'epoca.Invece no:il romanzo in questione è stato scritto da Susan Hill, un'autrice contemporanea, per la precisione nell'anno di grazia 2007.Fin qi non ci sarebbe nulla di male, se però non ci fossero due particolari:il primo è che tutto il racconto (non si può considerarlo un romanzo) è pervaso da un'aria di "visto e stravisto", luoghi comuni, situazioni altamente prevedibili e frasi fatte ed impostate sul registro del diciannovesimo secolo.Il secondo è che, dopo aver fatto credere per 85 pagine che l'azione si svolga nell'800 la nostra balda autrice ci mette improvvisamente (si, proprio nel bel mezzo di una frase!!!!!) davanti alla comparsa di telefoni cellulari ed automobili!!!Che dire....per me un lavoro fondamentalmente sbagliato, ancora più deludente rispetto a "La donna in nero".La tentazione di dare una sola stelle è forte ma il tema trattato per me, lo salva almeno in piccola parte.Comunque....addio Susan Hill!!!!

    ha scritto il