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L'uomo nero e la bicicletta blu

Di

Editore: Einaudi (Stile libero Big)

4.1
(293)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 320 | Formato: Paperback

Isbn-10: 8806195395 | Isbn-13: 9788806195397 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Genere: Mystery & Thrillers

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Descrizione del libro
L'Uomo Nero e la bicicletta blu ci immerge nell'Italia ancora povera degli anni Sessanta. In un mondo rurale affollato di figure comiche, di personaggi sgangherati eredi di una lunga tradizione letteraria di irresistibili folli della pianura, di campioni di una secolare civiltà contadina che comincia appena a essere scossa dal mondo moderno, dalle missioni spaziali, dal cinema in technicolor. Il Morto, dato per defunto dopo l'alluvione e ricomparso. La Rospa, decollata sulla rampa d'ingresso di casa a seguito di un'esplosione e atterrata sul tetto del pollaio. La Tugnina, che infila l'Uomo Nero in ogni favola per fargli mangiare tutti... Ma a Gigi, che ha il dono di trasfigurare il mondo con le sue storie, a Gigi che si nutre di astuzie in un mondo crudo e insieme pieno di magia, toccherà in sorte di capire che l'Uomo Nero non esiste solo nelle fiabe.
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  • 3

    Amarcord

    Mi considero un baldiniano della prima ora (vabbé…diciamo della seconda) però questo suo romanzo, l’ottavo che leggo, mi è sembrato piuttosto sbilenco, cioè poco equilibrato nelle sue ...continua

    Mi considero un baldiniano della prima ora (vabbé…diciamo della seconda) però questo suo romanzo, l’ottavo che leggo, mi è sembrato piuttosto sbilenco, cioè poco equilibrato nelle sue componenti.

    Per i primi quattro quinti è Amarcord di Fellini, sia per lo schema “io-narrante contemporaneo rievoca sé stesso all’epoca del passaggio dall’infanzia all’adolescenza”, sia soprattutto per la romagnolità che l’autore (in possesso del necessario pedigree per confrontarsi con l’illustre predecessore) infonde nel racconto d’ambiente: la famiglia, le amicizie, i racconti spesso esagerati e bizzarri, i personaggi buffi del paese, gli scherzi, i soprannomi, la pianura e la vicinanza all’Adriatico, la scoperta del sesso.

    Il tutto è narrato dalla prospettiva di un undicenne con uno stile giocoso e spensierato, ma a lungo andare non molto originale e un po’ ripetitivo nei cliché e nei tic di protagonisti e comprimari, finché all’improvviso il romanzo, forse per evitare scivoloni verso un’eccessiva sdolcinatura, subisce una brusca sterzata, non solo nella narrazione degli eventi ma anche nello stile, nei toni e nel ritmo.

    Questa tecnica di sceneggiatura “spezzata”, beninteso, non è di per sé disdicevole ed è stata già adottata, spesso con efficacia, nella narrativa soprattutto di genere ma anche mainstream. Il problema è che qui non mi sembra che il collage funzioni a dovere: le parti si incollano male e quella finale risulta dannatamente posticcia squilibrando l’intero romanzo, che resta un’opera per certi versi coinvolgente e con alcuni capitoli anche divertenti, ma trova il suo maggior limite nell’inadeguato assemblaggio dell’insieme.

    ha scritto il 

  • 4

    Bassa padana. 1963. Una famiglia modesta che rischia di diventare povera: un papà in lutto per Marylin, un nonno reduce della prima guerra mondiale, un fratello "doppio" - Enrico-di-mattina e ...continua

    Bassa padana. 1963. Una famiglia modesta che rischia di diventare povera: un papà in lutto per Marylin, un nonno reduce della prima guerra mondiale, un fratello "doppio" - Enrico-di-mattina e Enrico-di-pomeriggio, imbranato il primo, "rompicoglioni assoluto" il secondo, una nonna defunta ma con dritto di voto quando si devono prendere decisioni, i polli, le vache, il maiale, una mamma che - come da copione femminile - deve farsi carico di cercare di tenere tutto insieme. Un sogno: la bicicletta blu del costo di 20.000 lire. Un finale ricorrente nelle fiabe della Tugnina: l'uomo nero che si mangia tutti, si tratti di Biancaneve e dei sette nani o della Bella addormentata o di Pinocchio. Gigi ha 10 anni e si muove - a Bagnago - fra strambi personaggi di paese: il Rospo, la Rospa, Luciano, Roberto Amadori, Sergio detto Puzzola, il Capitano, Bagarì, Pes-can, ... (e non vi dico chi fra questi è un adulto, chi un bambino, chi un cane). Con il suo amico Francesco ... e poi con Allegra. Un inizio leggero e poi - a segnare l'uscita dall'infanzia - un finale tragico in cui trova spazio anche il Vajont. Bello. Un inizio leggero, con tanti

    ha scritto il 

  • 4

    Non mi aspettavo molto da questo libro, regalatomi a seguito consiglio libraio: forse proprio per queste basse aspettative invece l'ho molto amato; pur non inventando niente l'autore fa sorridere per ...continua

    Non mi aspettavo molto da questo libro, regalatomi a seguito consiglio libraio: forse proprio per queste basse aspettative invece l'ho molto amato; pur non inventando niente l'autore fa sorridere per poi virare nelle ultime 50 pagine nel tragico: divertente e triste, ti lascia con un retrogusto amaro. Mi è piaciuto. 7,5

    ha scritto il 

  • 4

    Sorrisi e lacrime

    Non ero sicura del voto...fino a pagina 200 circa Nonostante spassosi aneddoti ed una piacevole scrittura, il romanzo stentava a decollare. Un bambino undicenne alla prese con il passaggio ...continua

    Non ero sicura del voto...fino a pagina 200 circa Nonostante spassosi aneddoti ed una piacevole scrittura, il romanzo stentava a decollare. Un bambino undicenne alla prese con il passaggio dall'infanzia all'adolescenza, alla tenerezza del primo innamoramento (reso magnificamente pulito e delicato). Ottima rappresentazione della bassa padana del 1963: una famiglia modesta ingombrante e tipicamente italiana; gli irrinunciabili compagni di scorribande, i personaggi tipici che caratterizzano le storie legate alla vita del paese. E tutto sembra girare più o meno attorno alla necessità del protagonista di possedere la tanto desiderata bicicletta blu. Insomma tutto molto gradevole ma niente di più. Si sta tutto il tempo in attesa di qualcosa che sconvolga un po’ le cose nella tranquillità del paesello . E finalmente…quando ormai non ci speravo più, ecco che succede l'irreparabile. L'evento che segnerà per sempre la vita del protagonista. Un evento drammatico , intenso , travolgente. L’autore sembra quasi tirare un ipotetico elastico così tanto e così a lungo, che quando lo molla il risultato è un vero e proprio ribaltamento, quasi fisico. E ci si ritrova totalmente ripagati dell’attesa. La mia considerazione finale è che un romanzo che riesce a farti piangere, è un ottimo romanzo.

    ha scritto il 

  • 4

    Nel titolo, con questo strano abbinamento, si trova un condensato dei significati che troviamo in questo romanzo di Baldini, ambientato come sempre nella bassa padana. Siamo negli anni sessanta e ...continua

    Nel titolo, con questo strano abbinamento, si trova un condensato dei significati che troviamo in questo romanzo di Baldini, ambientato come sempre nella bassa padana. Siamo negli anni sessanta e Gigi ha dieci anni, un fratello strano e una famiglia che sta diventando povera. Il suo desiderio più grande è possedere la bicicletta blu che ha visto in una vetrina del paese e sta mettendo da parte ogni spicciolo per poterla comprare. L’atmosfera rurale è la solita che troviamo nei romanzi di Baldini, ma i personaggi di paese con la loro stramberia e una scrittura a tratti comica, sono tratti che non conoscevo di questo bravissimo autore. Il seguito qui:

    http://morenafanti.wordpress.com/2013/09/05/luomo-nero-e-la-bicicletta-blu/

    ha scritto il 

  • 4

    l'età adulta

    Baldini riesce davvero a portarci all'inizio degli anni sessanta, prima del boom nella bassa padana, in mezzo ai contadini, con personaggi bizzarri e inquietanti.

    L'infanzia che ai tempi diventava ...continua

    Baldini riesce davvero a portarci all'inizio degli anni sessanta, prima del boom nella bassa padana, in mezzo ai contadini, con personaggi bizzarri e inquietanti.

    L'infanzia che ai tempi diventava età adulta nel volgere di una stagione perché non c'era tempo per godersi l'adolescenza, qui viene strappata via dalla vita del protagonista in poche ore, e il responsabile non è l'uomo nero che alla fine di ogni fiaba della Tognina si mangia i protagonisti, ma una persona che all'apparenza è come tutte le altre.

    ha scritto il 

  • 4

    Voto 9

    Romanzo di formazione. Ambientato negli anni 60, è la storia di un bambino che vive in un piccolo paese;sogna di avere una bicicletta blu;una storia tranquilla a volte un po’ comica In seguito il ...continua

    Romanzo di formazione. Ambientato negli anni 60, è la storia di un bambino che vive in un piccolo paese;sogna di avere una bicicletta blu;una storia tranquilla a volte un po’ comica In seguito il romanzo assume un tono’ noir’,..i sogni si infrangono con un dramma, a dodici anni, alla fine dell’infanzia; e la bicicletta non gli interesserà più. Il suo sogno ha un nome: Angela..…Un romanzo tenero, triste e struggente.

    ha scritto il 

  • 4

    Le parole di questa storia sanno di casa mia, di passato sempre presente, del mio dialetto. E mi è sembrato che la Rospa, Luciano, Cicognani e le sue bici, Pasini, i Melandri, Roberto Amadori e la ...continua

    Le parole di questa storia sanno di casa mia, di passato sempre presente, del mio dialetto. E mi è sembrato che la Rospa, Luciano, Cicognani e le sue bici, Pasini, i Melandri, Roberto Amadori e la Tugnina fossero usciti da uno dei meravigliosi racconti sgangherati di mio nonno, con quella speciale capacità dei cantastorie che sanno far appassionare, stupire e sussultare per grandi e piccole vicende.

    ha scritto il 

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