L'uomo sentimentale

Di

Editore: Einaudi

3.7
(443)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 153 | Formato: Altri | In altre lingue: (altre lingue) Spagnolo , Inglese , Francese , Portoghese

Isbn-10: 8806184490 | Isbn-13: 9788806184490 | Data di pubblicazione: 

Disponibile anche come: Paperback , Copertina rigida

Genere: Narrativa & Letteratura , Filosofia

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  • 4

    Lo ha scritto Pietro Citati e adesso posso accodarmi, avendoli sorvegliati entrambi: Javier Marias è un consapevole allievo di Henry James.
    Basterebbe questo per consigliarlo.
    Se vi piace la prosa ele ...continua

    Lo ha scritto Pietro Citati e adesso posso accodarmi, avendoli sorvegliati entrambi: Javier Marias è un consapevole allievo di Henry James.
    Basterebbe questo per consigliarlo.
    Se vi piace la prosa elegante, fatta di scrittura avvolgente –fissa sui dettagli- capace di raccogliere le decine di fili lanciati in avanti (e si sta lì, stremati, col timore che si perdano, si esauriscano… ma non si perdono né si esauriscono mai) leggeteli entrambi.
    Il grande talento di Marias credo sia tutto nello sguardo. Vede i particolari e li amplifica per chi –noi- tenderebbe soprattutto all’osservazione dell’insieme. Vede soprattutto i propri fantasmi e ce li mostra con mano lieve ed accorta, così come dovesse descrivere il contenuto di una scatola cinese o una matrioska (cosa conterrà? Qualcosa di fragile? Qualcosa d'insidioso?...).
    Il titolo sembrerebbe fuorviante, da romanzetto rosa. E’ un romanzo grigio, caliginoso, ricco di suggestioni, invece.

    "L'uomo sentimentale è una storia d'amore in cui l'amore non si vede né si vive, ma si annuncia e si ricorda", scrive Javier Marias in una nota posta alla fine di questo che è il suo quinto romanzo, del 1986. Nel libro un famoso cantante d'opera "il Leone di Napoli", racconta una storia accaduta qualche anno prima, durante una sua visita a Madrid per le prove dell'"Otello". La misteriosa e malinconica Natalia Manur è il personaggio femminile, vertice inquieto di un triangolo sentimentale; e poi suo marito, il banchiere Manur; e l'imperturbabile senor Dato, accompagnatore di professione; e altri personaggi, una prostituta frettolosa, una vecchia gloria della scena operistica, un vedovo, un vecchio amore...”.

    Il triangoli sentimentali sono, in realtà, due: quello scespiriano (Otello) che da Venezia accompagna tutta la vicenda dall’inizio alla fine (ma non come colonna sonora: come “memento”, semmai), ed il suo, a Madrid. Ed è tanto esplicito il racconto scespiriano, quanto impalpabile, onirico ed evanescente il controcanto di Marias.

    A 'sto punto, dopo aver letto, oltre al libro testé presentato, tutta la sua (cosiddetta) Trilogia Sentimentale, lo metto in lista per il premio Nobel ;-)

    ha scritto il 

  • 3

    Intrigante..

    Per leggere questo breve romanzo ci ho messo un tempo spropositato, non è complicato ma ti tiene in uno stallo che ti fa addormentare, peccato per questo piccolo inconveniente perché comunque la stori ...continua

    Per leggere questo breve romanzo ci ho messo un tempo spropositato, non è complicato ma ti tiene in uno stallo che ti fa addormentare, peccato per questo piccolo inconveniente perché comunque la storia è intrigante.

    ha scritto il 

  • 5

    La scrittura di Marías non è semplice e, a volte, può risultare detestabile. Periodi lunghissimi e descrizioni precise sono alla base della narrazione.
    È però questo che rende il suo stile impareggiab ...continua

    La scrittura di Marías non è semplice e, a volte, può risultare detestabile. Periodi lunghissimi e descrizioni precise sono alla base della narrazione.
    È però questo che rende il suo stile impareggiabile nel cogliere le sfumature. I suoi personaggi sono "anime" della loro stessa essenza e questo porta il lettore a sentirsi coinvolto nelle loro storie. Leggere Marías è come essere avvolti da una coperta e questa coperta è la vita dei protagonisti. Marías non racconta. Marìas ipnotizza e in questo romanzo ci riesce in maniera sublime.

    ha scritto il 

  • 4

    Sogno e realtà sono al centro di questo romanzo breve, e il sogno è prolungamento e spiegazione della realtà, memoria a cui affidarsi quando gli eventi sono ormai conclusi e guida in attesa che le cos ...continua

    Sogno e realtà sono al centro di questo romanzo breve, e il sogno è prolungamento e spiegazione della realtà, memoria a cui affidarsi quando gli eventi sono ormai conclusi e guida in attesa che le cose avvengano.
    Due i protagonisti maschili, che orbitano intorno a una figura femminile rarefatta, incarnazione dell'amore sognato e poi realizzato da uno, desiderato per anni dall'altro.
    Amore cui non assistiamo, che attraversa le pagine come un'ombra, un fantasma del passato o una speranza irrinunciabile. Dei due protagonisti, l'uomo sentimentale è colui che soccombe all'abbandono, alla certezza che l'amore non sarà mai corrisposto, perché "non esiste vincolo più stretto di quello che annoda ciò che è finto, e ancora di più, ciò che non è mai esistito".

    ha scritto il 

  • 5

    Mariàs va letto, ogni tanto, anche se la sua scrittura non è delle più semplici, proprio per farti apprezzare ogni dettaglio del suo narrare, per farti rimanere sulle pagine del libro senza alcuna dis ...continua

    Mariàs va letto, ogni tanto, anche se la sua scrittura non è delle più semplici, proprio per farti apprezzare ogni dettaglio del suo narrare, per farti rimanere sulle pagine del libro senza alcuna distrazione. In questo sogno raccontato e vissuto ci sono tutti gli ingredienti della scrittura di Mariàs, l'ho trovato affascinante, a tratti forse un pó lento, ma sempre con quella particolare cura che ha lui per ogni piccolo dettaglio. Da leggere

    ha scritto il 

  • 5

    "Una cosa come l'amore, che è sempre urgente e indifferibile, che richiede la presenza e la consumazione o consunzione immediata, si può annunciare senza che ancora esista, o essere ricordata davvero ...continua

    "Una cosa come l'amore, che è sempre urgente e indifferibile, che richiede la presenza e la consumazione o consunzione immediata, si può annunciare senza che ancora esista, o essere ricordata davvero quando non esiste piu? O non sarà forse che lo stesso annuncio e il puro e semplice ricordo, "già" e "ancora" rispettivamente, fanno parte di quell'amore? Lo ignoro, ma quel di cui sono davvero convinto è che l'amore si basa in grande misura sulla sua anticipazione e sulla sua memoria. È il sentimento che richiede le maggiori dosi d'immaginazione, non soltanto quando lo si intuisce, quando lo si vede venire, e non soltanto quando chi lo ha sperimentato e lo ha perduto ha bisogno di spiegarselo, ma anche mentre l'amore si sviluppa e ha pieno vigore. Diciamo che è un sentimento che richiede sempre qualcosa di fittizio oltre a ciò che gli procura la realtà. In altre parole, l'amore ha sempre una proiezione immaginaria, per quanto possiamo crederlo tangibile o reale in un determinato momento. È sempre sul punto di compiersi, è il regno di quel che può essere. O anche di ciò che avrebbe potuto essere."

    ha scritto il 

  • 3

    una storia poco probabile, poco avvincente, poco...

    poco movimentata, con personaggi appena tratteggiati come marionette che fanno da contorno al narratore protagonista che rimugina pensieri e pensieri sulla vita infelice e sull'amore che non c'è e se ...continua

    poco movimentata, con personaggi appena tratteggiati come marionette che fanno da contorno al narratore protagonista che rimugina pensieri e pensieri sulla vita infelice e sull'amore che non c'è e se c'è sta nel posto sbagliato e quando meno te l'aspetti se ne va da un'altra parte. C'è di bello la scrittura e lo stile e anche i pensieri intimistici non sono male, ma è un libro "finto" come finta è la storia raccontata. Una invenzione casuale, come l'autore spiega nella postfazione. Una strana teoria sui rappresentanti di commercio chiamati in causa fin dall'inizio e poi dimenticati ma il cui tragico destino non è molto diverso dal quello del ricco banchiere che pensa solo agli affari tutto il giorno e la sera cerca un amore che non esiste. Insomma un romanzo che ho sentito artificioso, freddo e banale nella trama, ma accattivante nella narrazione, molto intimistica. Abbastanza irritante poi che alla fine l'autore ci voglia spiegare come e perché ha scritto il libro, appunto nato da un incontro casuale e da una storia inesistente, insomma un libro creato... a tavolino nel vero senso della parola. Spero di ricredermi visto che molti suoi lettori sono entusiasti di altri suoi romanzi.

    ha scritto il 

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