L'uomo senza qualità

Di

Editore: Einaudi (Gli Struzzi)

4.3
(1054)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 1115 | Formato: Tascabile economico | In altre lingue: (altre lingue) Tedesco , Inglese , Spagnolo , Portoghese , Olandese , Svedese

Isbn-10: 8806328964 | Isbn-13: 9788806328962 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: Anita Rho

Disponibile anche come: Paperback , Copertina rigida , Cofanetto , Altri , Copertina morbida e spillati

Genere: Narrativa & Letteratura , Storia , Filosofia

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Descrizione del libro
Il romanzo si articola intorno a tre temi centrali, ma filo conduttore è Ulrich, uomo senza qualità in quanto proteso verso tutte le possibilità intellettuali e quindi inutilmente impegnato a costruire il senso della propria esistenza. Ex ufficiale, colto, viene eletto segretario di un comitato nato per organizzare le celebrazioni del giubileo di Francesco Giuseppe nel 1913. La cosa però finirà nel nulla. Su questa vicenda sono inserite varie storie:la crisi familiare di Walter e Clarissa, che impazzirà; il complesso legame tra Ulrich e la sorella Agathe; il caso del condannato a morte Moosbrugger; e infine il quadro della decadenza dell'impero asburgico ironicamente chiamato Kakania e della stessa società borghese.
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  • 3

    l'immensità ( e senza conclusione )

    Ancora non ci credo: dopo due anni l'ho finito. Non ci ho mai messo tanto a leggere un libro.
    Ripresa e abbandonata tra un libro e un altro quest'opera è l'immensa immensità della letteratura, della p ...continua

    Ancora non ci credo: dopo due anni l'ho finito. Non ci ho mai messo tanto a leggere un libro.
    Ripresa e abbandonata tra un libro e un altro quest'opera è l'immensa immensità della letteratura, della politica, della filosofia e dell'amore dello scrivere. Più di 1100 fitte pagine di discorsi sul tutto e sul nulla, di persone che ne incontrano altre e che durante la lettura cominciano a diventare tutte uguali. I protagonisti sono pochi, ma nei lunghi periodi tra la lettura di un capitolo e l'altro ogni ripresa aveva cancellato qualche dettaglio della storia del singolo.
    Nel complesso mi ha dato l'idea di un libro molto bello e profondo che cercasse di spiegarmi tante idee belle e profonde, ma io, poco pratica di filosofia e armata solo di curiosità, mi sono sentita per quasi tutta la lettura come una bimba di 5 anni che pone una domanda al vecchio nonno e lui attacca con qualche storiona dei tempi della guerra, così che la bimba fa per un po' di sì con la testa ma poi l'attenzione va calando e si addormenta.
    Me ne vergogno, ma sono andata a leggere su Wikipedia la trama perché, in tutto questo filosofeggiare, davvero non l'ho capita. E pare che una trama ci sia.
    Una sfida pesantissima e ne sono uscita sconfitta. La filosofia non fa per me, ma comunque tanti complimenti all'autore e a chi definisce quest'opera un capolavoro per averla non solo letta, ma anche capita.

    ha scritto il 

  • 0

    Quando in treno ognuno tirava fuori il suo, il mio era inequivocabilmente il più grosso di tutti.

    Milletrecento pagine circa e ne bastavano dieci volte di meno per dire le stesse cose e riuscire pure a metterci un punto alla fine.

    Chi non sa dosare le sue forze non ha forza ma una messa in scena d ...continua

    Milletrecento pagine circa e ne bastavano dieci volte di meno per dire le stesse cose e riuscire pure a metterci un punto alla fine.

    Chi non sa dosare le sue forze non ha forza ma una messa in scena del suo tentativo di averne una.

    ha scritto il 

  • 5

    Preveggente

    Incredibile come Musil avesse previsto tutto, ma davvero tutto. D'altro canto i segni c'erano, ma molti si rifiutavano di vederlo. Come ogni grande classico, è quindi sempre attuale.

    Nonostante il tem ...continua

    Incredibile come Musil avesse previsto tutto, ma davvero tutto. D'altro canto i segni c'erano, ma molti si rifiutavano di vederlo. Come ogni grande classico, è quindi sempre attuale.

    Nonostante il tema certo non leggero, il sarcasmo di Ulrich (spesso accusato di cinismo) è non di rado molto divertente, come anche molte scene e sottostorie del romanzo. Inoltre Musil affronta con raffinati strali dei temi ben piú pesanti del suo libro.

    Qualche citazione alla pagina:
    https://it.wikiquote.org/wiki/Robert_Musil

    ha scritto il 

  • 5

    Inconcluso ?!

    Rileggo L'uomo senza qualità dopo averlo letto la prima volta vent'anni fa e mi rendo conto che da giovani si ha la presunzione per la quale i grandi classici vanno bene giusto per servirsene a piacer ...continua

    Rileggo L'uomo senza qualità dopo averlo letto la prima volta vent'anni fa e mi rendo conto che da giovani si ha la presunzione per la quale i grandi classici vanno bene giusto per servirsene a piacere. Ma d'altra parte forse è anche giusto cosi'. C'e' un tempo in cui è più forte l'istinto di brillare rispetto a quello di vedere chiaro. Oggi credo di aver assaporato molte piu' sfumature e profondità rispetto all'epoca. Rileggere Musil ridimensiona verso il basso il valore di tante altre opere celebrate e nella mia personale preferenza lo pone almeno tre spanne sopra La montagna incantata, la cui prosa al confronto di quella di Musil appare a dir poco stridula. Le pagine di questo grandioso e fondamentale romanzo sono una formidabile critica alla modernità, all'epoca dell'americanizzazione e della parcelizzazione integrale. Ed è anche il più importante e meraviglioso documento letterario sulla dissoluzione dell'impero austro-ungarico (ma potete leggere Austria e pronunciarla Vienna). Un impero e una città incomprese e ormai scomparse che in tante cose fu un modello senza il giusto riconoscimento. Durante il periodo d'oro dell'Austria Felix c'era gia' la modernità, ma non troppa. C'erano mari e ghiacciai, il Carso e i campi di grano della Boemia, le notti sull'Adriatico con stridio di grilli inquieti, e vilaggi slovacchi accovacciati tra le colline. C'erano già le automobili, ma non troppe, si facevano partire le navi per l'America e l'Asia. ma non troppo assiduamente. Non si avevano ambizioni di predominio mondiale economico o imperialistico; si era al centro dell'Europa, si viveva nel lusso, ma non cosi raffinato come in Francia. Si faceva sport, ma non cosi' accanito come in Inghilterra. Spendevano somme per l'esercito, ma solo quanto bastava per rimanere la penultima delle grandi potenze. La stessa Vienna era una capitale un po' piu' piccola di tutte le altre metropoli del mondo, ma piu' grande di quelle che normalmente sono le grandi città. E il Paese era amministrato in modo oculato, discreto e attento. Secondo Musil l'Austria andò in rovina perché era un paese di geni e il genio viene spesso scambiato per uno sciocco. Ma almeno non avveniva mai il contrario; mi chiedo infatti cosa avrebbe pensato oggi dove un po' ovunque i villani e gli sciocchi vengono spesso presi per dei geni.

    Un romanzo bellissimo, per nulla pesante e meno ostico della sua fama . Musil possedeva una sensibiltà spiccata, tanto che seppe avvertire prima di tutti la violenza che covava sotto l'aulica rispettabilità tedesca. Individuò le più impercettibili variazioni dell' atmosfera del suo tempo, captando e registrando la "preistoria" dell'aggressività e della follia sommersa.
    Prima che arrivasse la fine.

    ha scritto il 

  • 0

    Lascia un po’ di vuoto interrompere la lettura di questo monumentale romanzo incompiuto (io mi sono fermato ai capitoli pubblicati e poi ritirati).
    Un vuoto dovuto all'immensa struttura che l’autore i ...continua

    Lascia un po’ di vuoto interrompere la lettura di questo monumentale romanzo incompiuto (io mi sono fermato ai capitoli pubblicati e poi ritirati).
    Un vuoto dovuto all'immensa struttura che l’autore impone alla propria opera.
    L’uomo senza qualità è Ulrich, il protagonista del romanzo. È senza qualità perché in fondo ne ha molte, ma non è interessato a esercitarne alcuna. Una personalità che tutti cercano, che tutti vorrebbero partecipasse agli eventi mondani o di stato, ottenendo solo una partecipazione distaccata, quasi indolente.
    L’autore inizia a scrivere il romanzo dopo la fine della prima guerra mondiale e dunque, da austriaco, dopo il fallimento del cosiddetto regno millenario e la Finis Austriae. Finisce con la guerra un’esperienza nazionale ma anche un’esperienza intellettuale, tutto ciò porterà nei decenni successivi ad un’altra idea di Reich, quella nazista.
    Il romanzo, che a volte si perde in capitoli interi di dissertazioni varie, da argomenti scientifici a, più spesso, divagazioni filosofiche e psicologiche, è impregnato della filosofia di Nietzsche, un nihilismo soft si potrebbe dire, è attraversato dalle nuove idee in fatto di mente umana, Freud in primis e la psicoanalisi, e, nonostante sia un’opera decadentista che si contrappone al positivismo, all'azione legata alla realpolitik, all'interpretazione dei sentimenti quasi come oggettivi, sta dentro la modernità dell’inizio del ‘900.
    Una modernità delineata con la descrizione dell’habitat delle città, con la presenza delle innovazioni scientifiche e con l’immanenza del pensiero di quei decenni.
    Ulrich, e Musil, esplorano il campo della “possibilità”, dell’azione possibile invece che necessaria. Il "si potrebbe" è uno dei fili conduttori dell’intera opera in contrapposizione al senso della realtà, una contrapposizione, però, mai totale o a testa bassa. Una sorta di catalogo delle cose che potrebbero essere, ma non sono o comunque non saranno loro a fare essere.
    Lunghe e complesse le dissertazioni di Ulrich con Diotima e Clarisse sull'amore ed i sentimenti, esse trovano compimento nel rapporto, nuovo, che si viene a creare con la sorella Agathe. In un’atmosfera di complicità anche erotica, dove le pulsioni e gli istinti sono trattati alla luce delle nuove scoperte psicanalitiche, i due fratelli discutono a lungo su questi argomenti, frammentando l’amore nelle sue diverse, e infinite, componenti e possibilità alla ricerca della perfezione assoluta.
    Peccato non conoscere la fine dell’opera. Musil muore nel 1942 senza completare il romanzo.

    ha scritto il 

  • 4

    Splendido ma

    Sì un gran libro ma dopo un po' l'ho accantonato. Scritto divinamente, però lo stile e gli accadimenti sono, come dire, un po' antichi, direi datati. Lo riprenderò in un altro momento.

    ha scritto il 

  • 5

    Kundera l'ha definito "l'enciclopedia dal XX secolo". Come dargli torto? Contene tutto ciò che è stato e anticipa quello che sarebbe arrivato. Grande Musil, uno dei casi in cui la parola "capolavoro" ...continua

    Kundera l'ha definito "l'enciclopedia dal XX secolo". Come dargli torto? Contene tutto ciò che è stato e anticipa quello che sarebbe arrivato. Grande Musil, uno dei casi in cui la parola "capolavoro" non è esagerata.

    ha scritto il 

  • 5

    Irreprensibile capolavoro

    Lo stato di coscienza mutevole ad ogni vivida emozione, non si affievolisce consumato dalla consunzione. Perché queste eterne illusioni di cui crediamo di possedere di dominare, queste passioni, non s ...continua

    Lo stato di coscienza mutevole ad ogni vivida emozione, non si affievolisce consumato dalla consunzione. Perché queste eterne illusioni di cui crediamo di possedere di dominare, queste passioni, non sono altro che gli stessi frivoli entusiasmi già vissuti negli altri tempi.
    Stringiamo quindi della sabbia nelle nostre mani, qualcosa che pian piano si perde in granelli, e dopo poco sfugge del tutto, così per la vita, la morale, l’amore e i sentimenti in generale, come per ogni cosa.
    Ma a un dunque non si arriverà mai, vi chiedo? No, come Musil ci insegna e come ben testimonia quest’opera incompiuta.

    ha scritto il 

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