L'uomo verticale

Di

Editore: Fandango Libri

3.9
(338)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 396 | Formato: Copertina morbida e spillati

Isbn-10: 8860441374 | Isbn-13: 9788860441379 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Disponibile anche come: Tascabile economico

Genere: Narrativa & Letteratura , Fantascienza & Fantasy

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Descrizione del libro
Leonardo, scrittore e professore universitario, dopo lo scandalo che ha distrutto la sua vita familiare e la sua carriera letteraria, si è ritirato nel piccolo paese natale dove conduce un'esistenza ritirata e solitaria. I tempi in cui era un padre felice, le sue lezioni affollate e le sue letture che riempivano i teatri, sono lontani: Leonardo da sette anni non scrive e non ha notizie della moglie e della figlia. Ma non è solo la sua vita ad aver subito un tracollo. Nel paese dilaga la barbarie. Rapine, sopraffazioni, omicidi, bande. L'esercito che tutti pensavano impegnato a bloccare l'invasione degli "esterni" è allo sbando. La gente ha paura e si arma: nascono ronde e corpi armati per difendere le frontiere, le città, le case. I telefoni smettono di funzionare, la televisione di fornire notizie, le banche di erogare denaro. L'ondata di violenza giunge anche fra le colline dove Leonardo ha cercato rifugio, costringendolo a fare i conti con il nuovo mondo e la sua spietatezza. Unica via di scampo sembra essere la fuga a occidente. Inizia così un viaggio pieno di insidie, avventure, drammi che porterà il protagonista a sperimentare sulla sua pelle l'evoluzione dell'odio, del coraggio e del male. Davide Longo, tra le voci più importanti della nuova narrativa, scrive un romanzo sul nostro paese senza mai nominarlo, un luogo dove l'odio comanda, unisce e divide gli uomini ridotti a distruggersi e umiliarsi per sopravvivere.
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  • 5

    In poche occasioni sono stato rapito in modo così completo da una storia. In poche occasioni una storia mi ha urtato con la sua violenza senza che io riuscissi a difendermi smontandone i singoli eleme ...continua

    In poche occasioni sono stato rapito in modo così completo da una storia. In poche occasioni una storia mi ha urtato con la sua violenza senza che io riuscissi a difendermi smontandone i singoli elementi, criticandone la verosimiglianza, svelandone i cliché di genere. In poche occasioni ho trovato personaggi tanto improbabili e allo stesso tempo veri.
    Davide Longo ha la capacità di compiere la magia. Ci trasporta in un altro tempo – indefinito – e ci lascia privi di precise coordinate geografiche. Se siamo piemontesi o liguri abbiamo la presunzione di capire dove ci stia portando, ma non ne avremo mai la certezza, e questo vagare senza riferimenti ci disorienta ma rende il viaggio più vero che se avessimo di fronte la cartina geografica. Ci racconta di un Italia diversa, terribile, tragica, che potrebbe apparire grottesca o artificiosa, ma la sua scrittura è così precisa e definita da evocare immediatamente scenari da guerre nei Balcani. Ci racconta di uomini feroci, e li fa sembrare presenti. Ci accompagna in un viaggio che presto appare senza speranza, e quando ci sembra che la tragedia sia compiuta, ci dimostra che la discesa agli inferi non ha mai fine.
    Poi con altrettanta maestria, è capace di farci risollevare la testa. E’ capace di riportarci a respirare, ad annusare l’aria, ad apprezzare l’acqua di un torrente.
    Un libro che parla di bambini buoni e bambini cattivi, di animali (tanti), di vecchi, di donne e di ragazze.
    Un libro che descrive le cose che possiamo perdere senza perdere noi stessi.
    Un libro che parla del coraggio di perdere un pezzo di noi per restare quello che vogliamo essere e per realizzare ciò che dobbiamo a noi stessi e agli altri che amiamo.
    Uno dei migliori libri italiani che abbia letto negli ultimi anni.

    ha scritto il 

  • 1

    McCarthy con "La strada" è riuscito, in un quinto delle pagine, a scrivere un romanzo incommensurabilmente più denso, coinvolgente e intenso di questo. Unico pregio, di questo componimento di riferime ...continua

    McCarthy con "La strada" è riuscito, in un quinto delle pagine, a scrivere un romanzo incommensurabilmente più denso, coinvolgente e intenso di questo. Unico pregio, di questo componimento di riferimenti a romanzi già scritti, è che scivola via rapidamente.

    ha scritto il 

  • 5

    Che sorpresa!

    Era da tempo che non mi capitava di non vedere l'ora di andare a letto per poter riprendere questo libro, così come non accadeva da molto di fare l'una di notte pur di finirlo. Sarà il ritorno al cart ...continua

    Era da tempo che non mi capitava di non vedere l'ora di andare a letto per poter riprendere questo libro, così come non accadeva da molto di fare l'una di notte pur di finirlo. Sarà il ritorno al cartaceo?
    Libro di inattesa bellezza. La storia è si molto simile a quella narrata da McCarthy in The Road, ma qui ci sono valenze diverse , per certi aspetti superiori. Gli "umani" che il protagonista incontra nel suo tragitto sono in realtà un viaggio nello spirito dell'individuo, nel suo essere. Dall'indifferenza alla solidarietà, dall'approfittamento alla violenza strumentale o gratuita. E il finale, che può apparire retorico e farcito di happy ending, è in realtà un omaggio al vero dominus del pianeta, la natura! Scrittura di gran livello, mai noiosa nonostante la complessità. E nulla pregiudica il fatto di non essere didascalico di spiegare "cosa è accaduto": gli accenni fatti sono più che sufficienti per determinare che la causa è più importante dell'effetto: e la causa è l'uomo con la sua innaturalità.

    ha scritto il 

  • 5

    "Guardò la notte di fronte, così inesorabile e antica, e pianse lacrime differenti da quelle che avrebbe pianto un tempo"

    "- ci sono anche dei bambini nel forte?
    - si, ci sono.
    - ma più grandi o più p ...continua

    "Guardò la notte di fronte, così inesorabile e antica, e pianse lacrime differenti da quelle che avrebbe pianto un tempo"

    "- ci sono anche dei bambini nel forte?
    - si, ci sono.
    - ma più grandi o più piccoli di me?
    - di tutte le età credo.
    - magari un giorno posso andare a conoscerli?
    - certo che puoi.
    - anche senza abitare con loro?
    - anche se restiamo qui.
    Il bambino si voltava a guardare il soffitto
    - cosa c'è? - gli chiedeva Leonardo, sentendo che continuava a grattarsi le gambe.
    - non ho sonno.
    Leonardo gli posava la mano sulla guancia.
    - quando tu morirai io sarò molto grande, vero? - chiedeva il bambino.
    - molto grande, dormi ora."

    ha scritto il 

  • 5

    ho pianto. per tutta la parte sesta. ininterrottamente. il gatto è venuto a leccarmi i capelli e io ho pensato a david e ho pianto ancora di più.
    tanto dovrebbe bastare a dare la misura dei questo lib ...continua

    ho pianto. per tutta la parte sesta. ininterrottamente. il gatto è venuto a leccarmi i capelli e io ho pensato a david e ho pianto ancora di più.
    tanto dovrebbe bastare a dare la misura dei questo libro, che è ciò che rimane quando sfrondi, tra le parole, l'inutile da ciò che davvero serve e rimane. la letteratura italiana della prima meta del secolo nuovo.

    ha scritto il 

  • 4

    Il libro è molto bello e mostra come, lentamente da razzismo, egoismo, ignoranza e superficialità la socetà umana potrebbe (ri)piombare nella barbarie piu assoluta. Quasi non ci facciamo caso ma la no ...continua

    Il libro è molto bello e mostra come, lentamente da razzismo, egoismo, ignoranza e superficialità la socetà umana potrebbe (ri)piombare nella barbarie piu assoluta. Quasi non ci facciamo caso ma la nostra 'normalità' si fonda su presupposti molto labili. se tutto dovesse crollare quanti saranno gli 'uomini verticali' capaci di sopravvivere?

    ha scritto il 

  • 4

    Gran bel libro...

    Stesso genere di letteratura "catastrofica", tipo 'la strada' di McCarthy, scritto molto bene...e mi ha dato meno "panico"leggendolo, rispetto a 'la strada' , forse perché in parte sapevo cosa aspetta ...continua

    Stesso genere di letteratura "catastrofica", tipo 'la strada' di McCarthy, scritto molto bene...e mi ha dato meno "panico"leggendolo, rispetto a 'la strada' , forse perché in parte sapevo cosa aspettarmi...

    ha scritto il 

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