L'uomo verticale

Di

Editore: Fandango Libri

3.9
(348)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 396 | Formato: Copertina morbida e spillati

Isbn-10: 8860441374 | Isbn-13: 9788860441379 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Disponibile anche come: Tascabile economico

Genere: Narrativa & Letteratura , Fantascienza & Fantasy

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Descrizione del libro
Leonardo, scrittore e professore universitario, dopo lo scandalo che ha distrutto la sua vita familiare e la sua carriera letteraria, si è ritirato nel piccolo paese natale dove conduce un'esistenza ritirata e solitaria. I tempi in cui era un padre felice, le sue lezioni affollate e le sue letture che riempivano i teatri, sono lontani: Leonardo da sette anni non scrive e non ha notizie della moglie e della figlia. Ma non è solo la sua vita ad aver subito un tracollo. Nel paese dilaga la barbarie. Rapine, sopraffazioni, omicidi, bande. L'esercito che tutti pensavano impegnato a bloccare l'invasione degli "esterni" è allo sbando. La gente ha paura e si arma: nascono ronde e corpi armati per difendere le frontiere, le città, le case. I telefoni smettono di funzionare, la televisione di fornire notizie, le banche di erogare denaro. L'ondata di violenza giunge anche fra le colline dove Leonardo ha cercato rifugio, costringendolo a fare i conti con il nuovo mondo e la sua spietatezza. Unica via di scampo sembra essere la fuga a occidente. Inizia così un viaggio pieno di insidie, avventure, drammi che porterà il protagonista a sperimentare sulla sua pelle l'evoluzione dell'odio, del coraggio e del male. Davide Longo, tra le voci più importanti della nuova narrativa, scrive un romanzo sul nostro paese senza mai nominarlo, un luogo dove l'odio comanda, unisce e divide gli uomini ridotti a distruggersi e umiliarsi per sopravvivere.
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  • 4

    Apocalittico italiano

    Forse ne avevo letto qualcosa qui su aNobii tempo fa, comunque non ricordavo che cosa, ma l'ho preso in un giro in biblioteca rapido e casuale.
    Mi è piaciuto, anche se è terribile. Siamo abituati ai f ...continua

    Forse ne avevo letto qualcosa qui su aNobii tempo fa, comunque non ricordavo che cosa, ma l'ho preso in un giro in biblioteca rapido e casuale.
    Mi è piaciuto, anche se è terribile. Siamo abituati ai film apocalittici americani, dove è molto chiaro che il protagonista è un eroe, anche se all'inizio non sembra esserlo. Qui Leonardo è tutto tranne che un eroe, però alla fine a suo modo si riscatta, e dopo l'inizio della parte quarta, tragica e che mi stava deludendo, il finale riesce ad essere in qualche modo sereno, speranzoso, come la nascita che lo suggella.

    ha scritto il 

  • 1

    Io non capisco come sia possibile che in Italia, bisogna buttare tutto in politica; e questo libro non fa differenza. Con il sottofondo del, ci meritiamo questo perchè siamo stati così... e via dicend ...continua

    Io non capisco come sia possibile che in Italia, bisogna buttare tutto in politica; e questo libro non fa differenza. Con il sottofondo del, ci meritiamo questo perchè siamo stati così... e via dicendo. A tutti questi moralisti, consiglierei di leggere "la morte dell'erba", lì si che viene raffigurata la vera natura dell'uomo ovvero la trasformazione del buonista in cattivissimo.
    Inoltre non c'è paragone fra questo romanzo e "la strada" ma prorpio in nessun senso.

    ha scritto il 

  • 4

    "Una notte si svegliò scoprendo i proprio pensieri fermi come coccodrilli sotto la luna, ciascuno immobile sotto il pelo dell’acqua, in attesa che una preda si avvicini a bere. Erano pensieri essenzia ...continua

    "Una notte si svegliò scoprendo i proprio pensieri fermi come coccodrilli sotto la luna, ciascuno immobile sotto il pelo dell’acqua, in attesa che una preda si avvicini a bere. Erano pensieri essenziali, privi di sovrapposizioni e interamente tesi a ciò che avrebbe dovuto fare. Si accorse allora di quanto la sua mente fosse stata agitata in passato da un’infinità di idee imprecise che si dibattevano una sull’altra come anguille in un secchio. Provò vergogna e compassione di quel dimenarsi incessante e privo di scopo ma, accorgendosi che anche questo sentimento apparteneva al passato l’abbandonò".
    Un libro strano, che avvolge. Non di quelli che per stupirti a tutti i costi inventano trame improponibili. Qui la trama ha un peso, l'idea di fondo non è banale ma non si avverte nessuna forzatura e soprattutto nessun "trucco". Voglio dire che dietro a uno svolgimento dei fatti dove la fantasia e la creativa assurdità la fanno da padrone, c'è un pensiero pesante e costante, ci sono domande ineludibili sulla società attuale e futura, c'è il ruolo dell'intellettuale e l'homo homini lupus. C'è, insomma, un mucchio di roba ma nonostante e forse grazie a questo, e nonostante la "pesantezza" intrinseca e la cupezza forte, continui a leggere e alla fine sei grato per aver sofferto e riflettuto parecchio.

    ha scritto il 

  • 4

    Poteva essere la lettura dell'ennesimo libro dispostico, ma l'ambientazione nella mia regione (anche se l'autore non cita mai i nomi delle città se non con l'iniziale e un asterisco) e il particolare ...continua

    Poteva essere la lettura dell'ennesimo libro dispostico, ma l'ambientazione nella mia regione (anche se l'autore non cita mai i nomi delle città se non con l'iniziale e un asterisco) e il particolare momento storico (dai migranti che scappano dalle guerre al muro di Trump) hanno reso la lettura molto coinvolgente e toccante. Forse c'è troppa violenza e angoscia, ma è davvero difficile non empatizzare con queste persone che cercano una via di salvezza a seguito di una tragedia mai nominata, anche perché forse mai avvenuta ma piuttosto il risultato di un lento divenire di violenze e sopraffazioni.

    ha scritto il 

  • 4

    Non penso che questo sia uno dei libri più belli che abbia mai letto, ma in poche altre occasioni ho sentito un attrazione così forte verso la lettura. Sin dalle prime pagine le vicende di Leonardo e ...continua

    Non penso che questo sia uno dei libri più belli che abbia mai letto, ma in poche altre occasioni ho sentito un attrazione così forte verso la lettura. Sin dalle prime pagine le vicende di Leonardo e del suo posto in quell'ipotetico futuro mi hanno rapito e staccarsi dalla lettura è stato man mano più difficile. Ottima lettura, la consiglio.

    ha scritto il 

  • 0

    faticoso...

    Metafora sulla vita? Probabile. Però...pesante da seguire perché lento, non tanto per il ritmo di narrazione, ma perché ogni tanto si indugiava troppo su certi aspetti.
    Mi sono piaciuti di più i primi ...continua

    Metafora sulla vita? Probabile. Però...pesante da seguire perché lento, non tanto per il ritmo di narrazione, ma perché ogni tanto si indugiava troppo su certi aspetti.
    Mi sono piaciuti di più i primi 3/4 dove questa metafora risultava non del tutto chiara nei suoi scopi e dove tu lettore potevi elucubrare di più sugli intenti dell'autore. Rimanevo sempre nel dubbio riguardo quante stellette affidare al romanzo.
    Poi a 3/4 la vicenda ha preso una connotazione 'post-atomica' (nessuna deflagrazione nucleare nella vicenda, quindi NON E' uno spoiler) che mi è sembrata stridere rispetto al resto.
    E poi il finale... un po' prevedibile per non dire già visto.
    Sospendo il giudizio...

    ha scritto il 

  • 5

    In poche occasioni sono stato rapito in modo così completo da una storia. In poche occasioni una storia mi ha urtato con la sua violenza senza che io riuscissi a difendermi smontandone i singoli eleme ...continua

    In poche occasioni sono stato rapito in modo così completo da una storia. In poche occasioni una storia mi ha urtato con la sua violenza senza che io riuscissi a difendermi smontandone i singoli elementi, criticandone la verosimiglianza, svelandone i cliché di genere. In poche occasioni ho trovato personaggi tanto improbabili e allo stesso tempo veri.
    Davide Longo ha la capacità di compiere la magia. Ci trasporta in un altro tempo – indefinito – e ci lascia privi di precise coordinate geografiche. Se siamo piemontesi o liguri abbiamo la presunzione di capire dove ci stia portando, ma non ne avremo mai la certezza, e questo vagare senza riferimenti ci disorienta ma rende il viaggio più vero che se avessimo di fronte la cartina geografica. Ci racconta di un Italia diversa, terribile, tragica, che potrebbe apparire grottesca o artificiosa, ma la sua scrittura è così precisa e definita da evocare immediatamente scenari da guerre nei Balcani. Ci racconta di uomini feroci, e li fa sembrare presenti. Ci accompagna in un viaggio che presto appare senza speranza, e quando ci sembra che la tragedia sia compiuta, ci dimostra che la discesa agli inferi non ha mai fine.
    Poi con altrettanta maestria, è capace di farci risollevare la testa. E’ capace di riportarci a respirare, ad annusare l’aria, ad apprezzare l’acqua di un torrente.
    Un libro che parla di bambini buoni e bambini cattivi, di animali (tanti), di vecchi, di donne e di ragazze.
    Un libro che descrive le cose che possiamo perdere senza perdere noi stessi.
    Un libro che parla del coraggio di perdere un pezzo di noi per restare quello che vogliamo essere e per realizzare ciò che dobbiamo a noi stessi e agli altri che amiamo.
    Uno dei migliori libri italiani che abbia letto negli ultimi anni.

    ha scritto il 

  • 3

    Come già detto benissimo da molti, questo libro fa male. Molto male.

    P.S. questo libro mi è stato donato da qualcuno che non lo ha gradito. Sono contenta che l'abbia girato a me, visto che per me è st ...continua

    Come già detto benissimo da molti, questo libro fa male. Molto male.

    P.S. questo libro mi è stato donato da qualcuno che non lo ha gradito. Sono contenta che l'abbia girato a me, visto che per me è stata una discreta lettura. Grazie davvero.

    ha scritto il 

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