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L'uomo verticale

Di

Editore: Fandango Libri

4.0
(317)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 396 | Formato: Copertina morbida e spillati

Isbn-10: 8860441374 | Isbn-13: 9788860441379 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Disponibile anche come: Altri

Genere: Fiction & Literature , Science Fiction & Fantasy

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Descrizione del libro
Leonardo, scrittore e professore universitario, dopo lo scandalo che ha distrutto la sua vita familiare e la sua carriera letteraria, si è ritirato nel piccolo paese natale dove conduce un'esistenza ritirata e solitaria. I tempi in cui era un padre felice, le sue lezioni affollate e le sue letture che riempivano i teatri, sono lontani: Leonardo da sette anni non scrive e non ha notizie della moglie e della figlia. Ma non è solo la sua vita ad aver subito un tracollo. Nel paese dilaga la barbarie. Rapine, sopraffazioni, omicidi, bande. L'esercito che tutti pensavano impegnato a bloccare l'invasione degli "esterni" è allo sbando. La gente ha paura e si arma: nascono ronde e corpi armati per difendere le frontiere, le città, le case. I telefoni smettono di funzionare, la televisione di fornire notizie, le banche di erogare denaro. L'ondata di violenza giunge anche fra le colline dove Leonardo ha cercato rifugio, costringendolo a fare i conti con il nuovo mondo e la sua spietatezza. Unica via di scampo sembra essere la fuga a occidente. Inizia così un viaggio pieno di insidie, avventure, drammi che porterà il protagonista a sperimentare sulla sua pelle l'evoluzione dell'odio, del coraggio e del male. Davide Longo, tra le voci più importanti della nuova narrativa, scrive un romanzo sul nostro paese senza mai nominarlo, un luogo dove l'odio comanda, unisce e divide gli uomini ridotti a distruggersi e umiliarsi per sopravvivere.
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  • 5

    "Guardò la notte di fronte, così inesorabile e antica, e pianse lacrime differenti da quelle che avrebbe pianto un tempo"


    "- ci sono anche dei bambini nel forte?
    - si, ci sono.
    - ma più grandi o più piccoli di me?
    - di tutte le età credo.
    - magari un giorno posso andare a conoscerli?
    - cer ...continua

    "Guardò la notte di fronte, così inesorabile e antica, e pianse lacrime differenti da quelle che avrebbe pianto un tempo"

    "- ci sono anche dei bambini nel forte? - si, ci sono. - ma più grandi o più piccoli di me? - di tutte le età credo. - magari un giorno posso andare a conoscerli? - certo che puoi. - anche senza abitare con loro? - anche se restiamo qui. Il bambino si voltava a guardare il soffitto - cosa c'è? - gli chiedeva Leonardo, sentendo che continuava a grattarsi le gambe. - non ho sonno. Leonardo gli posava la mano sulla guancia. - quando tu morirai io sarò molto grande, vero? - chiedeva il bambino. - molto grande, dormi ora."

    ha scritto il 

  • 5

    ho pianto. per tutta la parte sesta. ininterrottamente. il gatto è venuto a leccarmi i capelli e io ho pensato a david e ho pianto ancora di più.
    tanto dovrebbe bastare a dare la misura dei questo libro, che è ciò che rimane quando sfrondi, tra le parole, l'inutile da ciò che davvero serve e rim ...continua

    ho pianto. per tutta la parte sesta. ininterrottamente. il gatto è venuto a leccarmi i capelli e io ho pensato a david e ho pianto ancora di più. tanto dovrebbe bastare a dare la misura dei questo libro, che è ciò che rimane quando sfrondi, tra le parole, l'inutile da ciò che davvero serve e rimane. la letteratura italiana della prima meta del secolo nuovo.

    ha scritto il 

  • 4

    Il libro è molto bello e mostra come, lentamente da razzismo, egoismo, ignoranza e superficialità la socetà umana potrebbe (ri)piombare nella barbarie piu assoluta. Quasi non ci facciamo caso ma la nostra 'normalità' si fonda su presupposti molto labili. se tutto dovesse crollare quanti saranno g ...continua

    Il libro è molto bello e mostra come, lentamente da razzismo, egoismo, ignoranza e superficialità la socetà umana potrebbe (ri)piombare nella barbarie piu assoluta. Quasi non ci facciamo caso ma la nostra 'normalità' si fonda su presupposti molto labili. se tutto dovesse crollare quanti saranno gli 'uomini verticali' capaci di sopravvivere?

    ha scritto il 

  • 4

    Gran bel libro...

    Stesso genere di letteratura "catastrofica", tipo 'la strada' di McCarthy, scritto molto bene...e mi ha dato meno "panico"leggendolo, rispetto a 'la strada' , forse perché in parte sapevo cosa aspettarmi...

    ha scritto il 

  • 5

    L'ispirazione a La Strada di McCarthy è palese.
    Spesso nella lettura ci si trova a fare il confronto.
    Alla fine però rimangono in testa le differenze.
    In questo romanzo ci sono più personaggi che si muovono, che sono descritti, che hanno un ruolo importante.
    In questo romanzo la catastrofe non è ...continua

    L'ispirazione a La Strada di McCarthy è palese. Spesso nella lettura ci si trova a fare il confronto. Alla fine però rimangono in testa le differenze. In questo romanzo ci sono più personaggi che si muovono, che sono descritti, che hanno un ruolo importante. In questo romanzo la catastrofe non è ancora compiuta completamente, ma si assiste ad un declino continuo, con la speranza che domani sia meglio, che il fondo sia ormai toccato, ma invece si va sempre più giù. In questo romanzo la catastrofe è sociale, la Terra, la natura è sana, sono le istituzioni del Paese a essere crollate. Negli stati confinanti la vita è regolare, la barbarie sono solo in Italia. Inoltre, e per me, soprattutto, questo romanzo è ambientato nelle montagne della mia regione, in paesi di cui non faccio fatica a visualizzare la forma e il modo di vivere dei montanari, è ambientato in valichi che ho percorso anch'io a piedi. (come successo per Il Partigiano Johnny, ciò renderà il ricordo di questa lettura automatico ogni volta che visiterò le Langhe) E' il riconoscere questi posti, il riconoscere l'Italia, rende ancora più duro e forte questo romanzo. Se La Strada poteva essere bollato come fantascienza, in questo caso si pensa seriamente "potrebbe succedere davvero, potrebbe succedere domani e a me", e un senso di angoscia rimane dentro. Libro stupendo.

    ha scritto il 

  • 4

    bello, ma che male!

    Un libro di quelli che poi ci pensi tutto il giorno, a anche tutti i giorni, dopo che lo hai finito. Non perché faccia bene pensarci, anzi fa malissimo, ma proprio perché è come una lama nella carne viva, indimenticabile. scritto in modo meraviglioso. ci si potrebbe chiedere perché tutto quell'or ...continua

    Un libro di quelli che poi ci pensi tutto il giorno, a anche tutti i giorni, dopo che lo hai finito. Non perché faccia bene pensarci, anzi fa malissimo, ma proprio perché è come una lama nella carne viva, indimenticabile. scritto in modo meraviglioso. ci si potrebbe chiedere perché tutto quell'orrore, che necessità c'era di descrivere tanta abiezione. si può avere una visone diversa sulle sorti dell'umanità, anche dopo un evento apocalittico o qualcosa di simile. ma mica bisogna per forza essere d'accordo con tutto ciò che è scritto in un libro che piace. si può anche solo godere di una scrittura ricca e preziosa, nonostante il tanto soffrire.

    ha scritto il 

  • 2

    (quasi) tutto già visto e letto, manca l'anima

    Adoro gli scenari post-apocalittici, e proprio per questo la lettura di questo libro mi ha deluso, almeno in parte.


    Hanno fatto mille film e altrettanti libri sull'argomento, e l'unica novità che "L'uomo verticale" introduce è un protagonista privo di spina dorsale.


    La cosa che mi è ...continua

    Adoro gli scenari post-apocalittici, e proprio per questo la lettura di questo libro mi ha deluso, almeno in parte.

    Hanno fatto mille film e altrettanti libri sull'argomento, e l'unica novità che "L'uomo verticale" introduce è un protagonista privo di spina dorsale.

    La cosa che mi è piaciuta meno è l'attendibilità di certi comportamenti. I personaggi reagiscono sempre, e dico sempre, nel modo opposto in cui reagirei io e - penso - reagirebbe la maggior parte della gente. Non scappano, non lottano, non rispondono, non si procurano armi, eccetera. Lo trovo poco realistico.

    Rispetto a "La strada" di McCarthy qui manca l'anima.

    ha scritto il 

  • 4

    se non ricordasse molto da vicino le atmosfere de La strada di Cormac McCarthy sarebbe un capolavoro: scritto superbamente e fin troppo emozionante. alcuni tratti talmente ellittici da aver dubitato della completezza dell'edizione.

    ha scritto il