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L'urlo e il furore

Di

Editore: Einaudi

4.2
(1636)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 318 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Spagnolo , Chi tradizionale , Francese , Tedesco , Russo , Portoghese , Catalano , Farsi , Ceco , Greco , Polacco

Isbn-10: 8806146564 | Isbn-13: 9788806146566 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: Vincenzo Mantovani ; Prefazione: Emilio Tadini ; Postfazione: Attilio Bertolucci

Disponibile anche come: Copertina rigida , Altri , Copertina morbida e spillati

Genere: Family, Sex & Relationships , Fiction & Literature , History

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Descrizione del libro
Il 1929, passato alla storia come l'anno del crollo di Wall Street che segnòl'inizio della Grande Depressione, è un anno fondamentale anche per laletteratura americana. Escono infatti "Addio alle armi" di Hemingway e "L'urloe il furore" di Faulkner, una coincidenza che avvicina i libri, diversissimitra loro, di due amici. Faulkner dà voce barocca a tutte le ossessioni e ifanatismi di quel Sud di cui pativa l'interminabile decadenza, incominciatacon la sconfitta nella guerra civile. La mitica contea di Oxford diventa ilteatro di un insanabile conflitto tra bianchi e neri, bene e male, passato epresente. Il romanzo è un complesso poema sinfonico in 4 tempi, chescandiscono le sventure di una famiglia del profondo Sud.
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  • 2

    Meglio iniziare dalla postfazione!

    Dovrò essere schietto: non l'ho apprezzato. Il suo stile forzatamente troppo confusonario, una trama che si lascia solo intuire e per il resto il romanzo è composto per 300 pagine solo di dialoghi noiosi. Mi ero approcciato a Faulkner con l'entusiasmo e l'ossequio di chi si approccia a uno scrit ...continua

    Dovrò essere schietto: non l'ho apprezzato. Il suo stile forzatamente troppo confusonario, una trama che si lascia solo intuire e per il resto il romanzo è composto per 300 pagine solo di dialoghi noiosi. Mi ero approcciato a Faulkner con l'entusiasmo e l'ossequio di chi si approccia a uno scrittore decantato come tra i migliori del 900 e lo stesso Nobel lo sancisce. Eppure sono rimasto deluso. Perché non si tratta banalmente di un libro difficile da leggere, come potrebbe essere per il grado intellettuale un libro di Eco o per la sontuosa impalcatura la Recherche proustiana: L'urlo e il furore è semplicemente un groviglio scuro di confusione (lo stesso Bertolucci, nella post-fazione, parla di confusione). Penso che certamente una storia torbida come quella dei Compson necessitava assolutamente di uno stile altrettanto torbido, e le stesse tecniche adottate come l'alternarsi dei corsivi per i pensieri e i deliri di Quentin oppure il flusso di coscienza, non sono essi il problema di una mancanza di comprensione dell'opera, anzi, sono interessanti e a tratti geniali. Ma a queste scelte tecniche, allo stile torbido, era necessario affiancare elementi di luce, di concretezza, di chiarezza. In assenza di essi, lo scrittore abbandona il lettore in un labirinto di rovi. La sensazione che il lettore di conseguenza ha è la delusione amara di essere stato ingannato dall'autore, che l'autore non abbia avuto alcuna pietà per lui e che forse se ne sta lì a sogghignare, beandosi dei rovi con cui ha forgiato il romanzo.
    Terminato di leggere, la sensazione che provavo era rammarico: per tutto il romanzo ho continuato a nutrire ingenuamente la speranza di vedere una luce in fondo a quel tunnel in cui ero entrato a pagina 1. Ma nessun barlume è mai apparso. Delusione di non potersi beare di un capolavoro, ovvero come tale immaginavamo il libro al momento dell'acquisto.
    Ora, chi sono io per smontare l'immagine di uno scrittore tanto acclamato come Faulkner? Del resto lo sperimentalismo non è affatto il mio genere, avrei dovuto saperlo; e poi questo è solo il primo libro di Faulkner che leggo. Eppure il dubbio mi rimane: che la sua vittoria del Nobel al termine della guerra non sia una scelta politica? Dal 46 al 54, (con le eccezioni del pacifista Hesse e del padrone di casa Lagerkvist) a vincere il Nobel sono solo francesi e soprattutto inglesi e americani, vale a dire i vincitori della guerra, i liberatori dell'Europa dai dispotismi fascisti. Addirittura nel 53 fu lo stesso Churchill a vincerlo, scelta che definirla non politica sarebbe quasi impossibile.
    Ad ogni modo, leggerò, magari più in là, qualcos'altro di Faulkner, per capire se possano essere vere e giuste oppure no le mie idee d'oggi.

    ha scritto il 

  • 5

    Bellissimo

    Questo libro è un labirinto. Meravigliosamente intricato e soffocante, a tratti di ampio respiro. Diviso in 4 lunghi capitoli narrati da 4 autori differenti, i miei preferiti sono stati i primi due, l'ultimo quello di più scorrevole lettura. Un libro da non abbandonare e da leggere assolutamente. ...continua

    Questo libro è un labirinto. Meravigliosamente intricato e soffocante, a tratti di ampio respiro. Diviso in 4 lunghi capitoli narrati da 4 autori differenti, i miei preferiti sono stati i primi due, l'ultimo quello di più scorrevole lettura. Un libro da non abbandonare e da leggere assolutamente. A fine lettura sentirete molto probabilmente nostalgia della famiglia Compson, come sta succedendo a me ancora dopo due settimane.

    ha scritto il 

  • 0

    Lettura condivisa a tappe...


    Lettura indubbiamente difficile. Le prime dieci pagine parecchio confusionarie anche se l'uso del dialogo per i 3/4 del primo capitolo, mi piace parecchio, mi ha ricordato Inganno di Roth. All'inizio ho pensato che Faulkner avrebbe dovuto cambiare pusher perché ...continua

    Lettura condivisa a tappe...

    Lettura indubbiamente difficile. Le prime dieci pagine parecchio confusionarie anche se l'uso del dialogo per i 3/4 del primo capitolo, mi piace parecchio, mi ha ricordato Inganno di Roth. All'inizio ho pensato che Faulkner avrebbe dovuto cambiare pusher perché quello che prendeva gi faceva parecchio male o, in alternativa, che gli servisse farsi vedere da uno bravo, ma bravo davvero, ma... Una volta capiti chi erano i figli, i genitori, i narratori e fatti i dovuti collegamenti, la lettura ha cominciato a scorrere come un fiume in piena, che però si è un tantino arenata al secondo capitolo, riprendendo poi, fortunatamente, il suo corso. Geniale! Bello! Un libro che, a prescindere dal fatto che sia pesante come una parmigiana mangiata a mezzanotte (tanto per citare la Allevi della Gazzola), ogni lettore dovrebbe leggere!

    ha scritto il 

  • 5

    Ho finito di leggere il libro un po' di tempo fa e trovo la forma di narrazione utilizzata (flusso di coscienza) molto interessante e stimolante. Inizialmente la lettura risulta complessa e confusionaria ma una volta entrati nel flusso non vorresti uscirne più. Decisamente da leggere.

    ha scritto il 

  • 4

    Ho copiato questa citazione da Full Metal Jacket: i wanted to see exotic vietnam the, jewel of southeast asia. i, i wanted to meet interesting and, stimulating people of an ancient culture and, kill them. i wanted to be the first kid on my block to get a confirmed kill su un online ...continua

    Ho copiato questa citazione da Full Metal Jacket: i wanted to see exotic vietnam the, jewel of southeast asia. i, i wanted to meet interesting and, stimulating people of an ancient culture and, kill them. i wanted to be the first kid on my block to get a confirmed kill su un online reader e ho spinto play ma non mi sono accorto che la frase era troppo lunga, si è fermata alla g di get. Per questo io e la mia pianta di pomodoro ci siamo fatti molte risate.

    ha scritto il 

  • 0

    Io e gli sperimentalismi non andiamo d'accordo. sono arrivata a circa metà, e sebbene il secondo capitolo sia più "semplice" del primo (sarò scema, ma son dovuta andare a guardare su internet per scoprire che fosse il POV di un ritardato di 33 anni..)rimane comunque ostico. Ma non amo le divagazi ...continua

    Io e gli sperimentalismi non andiamo d'accordo. sono arrivata a circa metà, e sebbene il secondo capitolo sia più "semplice" del primo (sarò scema, ma son dovuta andare a guardare su internet per scoprire che fosse il POV di un ritardato di 33 anni..)rimane comunque ostico. Ma non amo le divagazioni, i flussi di pensiero e quant'altro.
    Nonostante questo mi dispiace smetterlo (mi provoca troppo mal di testa, seriamente), perché riesce comunque a prenderti.
    Pazienza, c'ho provato..

    ha scritto il 

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