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L'urlo e il furore

Di

Editore: Einaudi

4.2
(1619)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 318 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Spagnolo , Chi tradizionale , Francese , Tedesco , Russo , Portoghese , Catalano , Farsi , Ceco , Greco , Polacco

Isbn-10: 8806146564 | Isbn-13: 9788806146566 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: Vincenzo Mantovani ; Prefazione: Emilio Tadini ; Postfazione: Attilio Bertolucci

Disponibile anche come: Copertina rigida , Altri , Copertina morbida e spillati

Genere: Family, Sex & Relationships , Fiction & Literature , History

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Descrizione del libro
Il 1929, passato alla storia come l'anno del crollo di Wall Street che segnòl'inizio della Grande Depressione, è un anno fondamentale anche per laletteratura americana. Escono infatti "Addio alle armi" di Hemingway e "L'urloe il furore" di Faulkner, una coincidenza che avvicina i libri, diversissimitra loro, di due amici. Faulkner dà voce barocca a tutte le ossessioni e ifanatismi di quel Sud di cui pativa l'interminabile decadenza, incominciatacon la sconfitta nella guerra civile. La mitica contea di Oxford diventa ilteatro di un insanabile conflitto tra bianchi e neri, bene e male, passato epresente. Il romanzo è un complesso poema sinfonico in 4 tempi, chescandiscono le sventure di una famiglia del profondo Sud.
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  • 0

    Lettura condivisa a tappe...


    Lettura indubbiamente difficile. Le prime dieci pagine parecchio confusionarie anche se l'uso del dialogo per i 3/4 del primo capitolo, mi piace parecchio, mi ha ricordato Inganno di Roth. All'inizio ho pensato che Faulkner avrebbe dovuto cambiare pusher perché ...continua

    Lettura condivisa a tappe...

    Lettura indubbiamente difficile. Le prime dieci pagine parecchio confusionarie anche se l'uso del dialogo per i 3/4 del primo capitolo, mi piace parecchio, mi ha ricordato Inganno di Roth. All'inizio ho pensato che Faulkner avrebbe dovuto cambiare pusher perché quello che prendeva gi faceva parecchio male o, in alternativa, che gli servisse farsi vedere da uno bravo, ma bravo davvero, ma... Una volta capiti chi erano i figli, i genitori, i narratori e fatti i dovuti collegamenti, la lettura ha cominciato a scorrere come un fiume in piena, che però si è un tantino arenata al secondo capitolo, riprendendo poi, fortunatamente, il suo corso. Geniale! Bello! Un libro che, a prescindere dal fatto che sia pesante come una parmigiana mangiata a mezzanotte (tanto per citare la Allevi della Gazzola), ogni lettore dovrebbe leggere!

    ha scritto il 

  • 5

    Ho finito di leggere il libro un po' di tempo fa e trovo la forma di narrazione utilizzata (flusso di coscienza) molto interessante e stimolante. Inizialmente la lettura risulta complessa e confusionaria ma una volta entrati nel flusso non vorresti uscirne più. Decisamente da leggere.

    ha scritto il 

  • 4

    Ho copiato questa citazione da Full Metal Jacket: i wanted to see exotic vietnam the, jewel of southeast asia. i, i wanted to meet interesting and, stimulating people of an ancient culture and, kill them. i wanted to be the first kid on my block to get a confirmed kill su un online ...continua

    Ho copiato questa citazione da Full Metal Jacket: i wanted to see exotic vietnam the, jewel of southeast asia. i, i wanted to meet interesting and, stimulating people of an ancient culture and, kill them. i wanted to be the first kid on my block to get a confirmed kill su un online reader e ho spinto play ma non mi sono accorto che la frase era troppo lunga, si è fermata alla g di get. Per questo io e la mia pianta di pomodoro ci siamo fatti molte risate.

    ha scritto il 

  • 0

    Io e gli sperimentalismi non andiamo d'accordo. sono arrivata a circa metà, e sebbene il secondo capitolo sia più "semplice" del primo (sarò scema, ma son dovuta andare a guardare su internet per scoprire che fosse il POV di un ritardato di 33 anni..)rimane comunque ostico. Ma non amo le divagazi ...continua

    Io e gli sperimentalismi non andiamo d'accordo. sono arrivata a circa metà, e sebbene il secondo capitolo sia più "semplice" del primo (sarò scema, ma son dovuta andare a guardare su internet per scoprire che fosse il POV di un ritardato di 33 anni..)rimane comunque ostico. Ma non amo le divagazioni, i flussi di pensiero e quant'altro.
    Nonostante questo mi dispiace smetterlo (mi provoca troppo mal di testa, seriamente), perché riesce comunque a prenderti.
    Pazienza, c'ho provato..

    ha scritto il 

  • 5

    William Faulkner “L'urlo e il furore”: quattro giorni di ordinaria follia, anzi no, di straordinaria follia, di straordinario cupo devastante nichilismo, di straordinaria impossibilità a capire e comunicare, e di, nonostante tutto, straordinaria forza e amore per la vita, per l'uomo. Insomma, un ...continua

    William Faulkner “L'urlo e il furore”: quattro giorni di ordinaria follia, anzi no, di straordinaria follia, di straordinario cupo devastante nichilismo, di straordinaria impossibilità a capire e comunicare, e di, nonostante tutto, straordinaria forza e amore per la vita, per l'uomo. Insomma, un romanzo straordinario, se ancora non si fosse capito.
    Il primo motore immobile, colui che tutto muove, in realtà è una colei, Caddy, la figlia degenerata, ripudiata, colei che sa di non poter far altro che perdersi. Una sorta di Cristo al femminile, che consapevolmente va verso il Calvario, verso la croce che un fato immanente le ha preparato, pronta al sacrificio, per una redenzione famigliare impossibile, che non arriverà mai. Non ha neppure il diritto di parola, povera Caddy, l'unica tra i quattro fratelli Compson, che accetta di essere narrata senza poter narrare. I Compson, una famiglia assurta a simbolo di un'umanità destinata a perdersi nella Storia. Quattro capitoli in tutto. Nei primi tre i fratelli di Caddy, Benjy, Quentin e Jason, raccontando la loro storia, precipitano a spirale, in una caduta senza fine, verso il capitolo finale, dove l'ultima parola, rovesciando prospettive e convenzioni, l'autore la riserva proprio alla vecchia governante negra, Dilsey, relegata da sempre nel suo ruolo, accettato come un qualcosa di inevitabile. E' proprio Dilsey che nella sua totale umanità si erge come un gigante di sabbia contro l'inevitabile disastro, la dissoluzione della famiglia, del nucleo della società. E abbraccia Benjy, isolato e rinchiuso nel suo eterno presente, circondato solo da ombre e luci, incurante della sua bava e del suo continuo pianto, riconoscendolo, unica, come essere umano. Che non riuscirà a salvare.
    Quattro narrazioni, quattro immersioni in apnea profonda nell'interno di personaggi che definire personaggi è ingiusto e riduttivo. Una lettura apparentemente non immediata, non lineare, impegnativa, complessa insomma. E probabilmente potrebbe anche esserlo se non provassimo, per una volta, a lasciar perdere la pretesa di capire tutto e subito, di avere l'arroganza di comprendere tutto quello che il tempo sedimenta e costruisce nel corso di anni e anni in poche ore. Ma se ci lasciamo trasportare, cosa del resto del tutto naturale dopo le prime pagine, dal flusso impetuoso e devastante della narrazione di Faulkner, tutte le difficoltà saranno spazzate via e ci ritroveremo, come ultimi dei Compson, tramortiti ma “felici”. In estrema sintesi potrei anche sconsigliarne fortissimamente la lettura, certo che, se ascoltato, tutto il mio scrivere non sarebbe servito assolutamente a nulla … O no?

    ha scritto il 

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