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L'urlo e il furore

Di

Editore: Einaudi

4.2
(1708)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 318 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Spagnolo , Chi tradizionale , Francese , Tedesco , Russo , Portoghese , Catalano , Farsi , Ceco , Greco , Polacco

Isbn-10: 8806146564 | Isbn-13: 9788806146566 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: Vincenzo Mantovani ; Prefazione: Emilio Tadini ; Postfazione: Attilio Bertolucci

Disponibile anche come: Copertina rigida , Altri , Copertina morbida e spillati

Genere: Family, Sex & Relationships , Fiction & Literature , History

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Descrizione del libro
Il 1929, passato alla storia come l'anno del crollo di Wall Street che segnòl'inizio della Grande Depressione, è un anno fondamentale anche per laletteratura americana. Escono infatti "Addio alle armi" di Hemingway e "L'urloe il furore" di Faulkner, una coincidenza che avvicina i libri, diversissimitra loro, di due amici. Faulkner dà voce barocca a tutte le ossessioni e ifanatismi di quel Sud di cui pativa l'interminabile decadenza, incominciatacon la sconfitta nella guerra civile. La mitica contea di Oxford diventa ilteatro di un insanabile conflitto tra bianchi e neri, bene e male, passato epresente. Il romanzo è un complesso poema sinfonico in 4 tempi, chescandiscono le sventure di una famiglia del profondo Sud.
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  • 5

    Nel caso che

    Non ce la farò mai è troppo difficile perché mi sono fatta convincere ancora una volta a comprare un libro chi m’impone di finirlo Prese il libro puzzava ancora del latte macchiato che quella mattina ...continua

    Non ce la farò mai è troppo difficile perché mi sono fatta convincere ancora una volta a comprare un libro chi m’impone di finirlo Prese il libro puzzava ancora del latte macchiato che quella mattina ci aveva rovesciato sopra per forza è un mistero capire sondare il disfacimento un dolore un dolore qualcosa si faceva strada la disgregazione di una famiglia ecco perché devo finirlo lo finirò E’ un dramma familiare , le avevano detto, il migliore mai descritto perché dovrei improvvisi bagliori e poi è tutto chiaro si sale si sale non vedo la fine chissà se ci sarà una fine e quanto dolore perché tutto questo dolore e tormento Mise da parte il libro lo chiuse adagio rimase a fissare il vuoto sono devastata da tutto questo dolore e anche arrabbiata eppure so che tornerei a leggerlo d’un fiato Scrisse con mano decisa leggetelo leggetelo leggetelo dovete leggerlo

    credo di provare solo per altri quattro scrittori l'amore immenso che ho per Faulkner, la gratitudine e quel punto di non ritorno che è l'orgasmo del leggere ed esserci, anche. Cinque scrittori stanno nelle dita di un mano e una mano è sufficiente a sollevare mondi. Altro squarcio di cielo in un cuore sfatto.

    ha scritto il 

  • 5

    Riletto a distanza di anni e di altre letture, non ha perso un colpo.

    Riuscire a sbrogliare la sua complessità mi sembra anche un ottimo test, oggi, per capire fino a che livello ci abbia rincoglionit ...continua

    Riletto a distanza di anni e di altre letture, non ha perso un colpo.

    Riuscire a sbrogliare la sua complessità mi sembra anche un ottimo test, oggi, per capire fino a che livello ci abbia rincoglionito la superficialità dei vari instagram, facebook e compagnia.

    ha scritto il 

  • 5

    Fondamentale

    Barocco non so se sia il temine giusto, io l'ho trovato potente e fondamentale, questo romanzo. Viscerale, vorticoso, sorprendente a partire dalla scelta stilistica dei tre narratori in prima persona, ...continua

    Barocco non so se sia il temine giusto, io l'ho trovato potente e fondamentale, questo romanzo. Viscerale, vorticoso, sorprendente a partire dalla scelta stilistica dei tre narratori in prima persona, tra cui il fratello demente, più il narratore onnisciente che sviluppa, con grande sapienza, la trama che è tutto sommato semplice, ma che si arricchisce nella prospettiva e nel punto di vista di ciascuno. Sì perché ciascuno ha la sua visione ed è differente da quella degli altri a volte contrapposta per volontà, prospettive, relazioni e così, avanti e indietro, girando attorno, si ricrea il mondo, riordinandolo, rimettendo a posto le tessere. Gli ingredienti sono: una famiglia decadente, un incesto (vero o presunto), un'estorsione, una fuga, l'inganno, il suicidio, i legami famigliari che si sfrangiano nell'egoismo di ciascuno, dove tutti sono molto cattivi, ma forse la peggiore cattiveria è quella più subdola, più calcolata, quella a opera del fratello considerato, forse a torto, "normale", in un gioco di specchi in cui, a tratti, si riconosce pure il lettore stesso.

    ha scritto il 

  • 3

    Romanzo complesso soprattutto nello stile. I 4 capitoli da cui è composto sono affidati ciascuno ad una voce diversa con uno stile chiaramente distinto dagli altri. Il primo viene raccontato attravers ...continua

    Romanzo complesso soprattutto nello stile. I 4 capitoli da cui è composto sono affidati ciascuno ad una voce diversa con uno stile chiaramente distinto dagli altri. Il primo viene raccontato attraverso gli occhi del figlio disabile della famiglia Compson: questo comporta continui passaggi da una situazione all'altra, dal passato al presente e viceversa. Il secondo è narrato da Quentin ed è il più complesso: fatto di lunghi brani di flusso di coscienza e di digressioni il cui significato, nell'economia del libro, mi risultano un po' oscure. Meglio decisamente gli ultimi due capitoli raccontati uno dal subdolo Jason e l'altro da un narratore onniscente vicino alla famiglia di servitori di colore dei Compson. Entrambi sono di più facile lettura per quanto duri nei temi. Insomma è un romanzo complesso, sfaccettato, di cui non saprei dire con certezza se mi è piaciuto o no. È un'esperienza.

    ha scritto il 

  • 5

    Sono contenta di aver letto prima "Mentre morivo" dello stesso autore perché mi ha preparata alla lettura de "L'urlo e il furore", ben più complesso del primo; altrimenti, credo che dopo la prima par ...continua

    Sono contenta di aver letto prima "Mentre morivo" dello stesso autore perché mi ha preparata alla lettura de "L'urlo e il furore", ben più complesso del primo; altrimenti, credo che dopo la prima parte di quest'ultimo libro, avrei mollato sentendomi una disadattata (ad esempio, il nome di Quentin veniva usato ora riferito ad una bimba ora ad un adulto, oppure Benji non si chiamava Benjamin in realtà ma Maury, come un altro personaggio che però era suo zio, insomma, una gran confusione! L'inconfondibile stile di Faulkner, quel suo modo di costruire la trama con un abbrivio incomprensibile e oscuro, per poi lentamente dipanarla e srotolarla svelando ogni mistero, senza tuttavia rinunciare a lasciare ( volutamente ) inaccessibili alcuni spazi interiori dei personaggi da lui creati, costituiscono uno stile dannato e inconfondibile che mi è piaciuto moltissimo. Penso un po' di merito vada anche al traduttore. E poi, la poesia che trasudano alcuni brani...potente e struggente al tempo stesso (Inizio del secondo capitolo, ad esempio). Ne consiglio vivamente la lettura.

    ha scritto il 

  • 3

    Forse ha nociuto all'apprezzamento di questo libro l'averlo letto dopo Assalonne, Assalonne! , rispetto al quale L'urlo e il furore sembra un cartone preparatorio, un laboratorio ribollente di espe ...continua

    Forse ha nociuto all'apprezzamento di questo libro l'averlo letto dopo Assalonne, Assalonne! , rispetto al quale L'urlo e il furore sembra un cartone preparatorio, un laboratorio ribollente di esperimenti. Nella lezione dei grandi maestri del modernismo, Joyce e Woolf, Faulkner si trova e si riconosce; ma non può ridursi a mero imitatore. Faulkner è un autore profondo, nutrito delle vette del tragico della letteratura occidentale; e certo, nell'opera futura recupererà molto di questo romanzo, compreso uno dei personaggi principali, ma trasfigurando tutto nel segno di una cifra propria, molto prossima al sublime.

    ha scritto il 

  • 1

    Noioso e difficile da seguire

    Lettura difficile, periodi sconnessi, flusso di coscienza e trama davvero scialba.
    Sono arrivato, a fatica, a metà solo perché speravo che qualcosa cambiasse o anche semplicemente accadesse (o sincera ...continua

    Lettura difficile, periodi sconnessi, flusso di coscienza e trama davvero scialba.
    Sono arrivato, a fatica, a metà solo perché speravo che qualcosa cambiasse o anche semplicemente accadesse (o sinceramente, che ci capissi qualcosa).
    Invidio chi l'ha finito ed è riuscito ad apprezzarlo

    ha scritto il 

  • 5

    Appena finito. Sono senza parole.. forse giusto una: capolavoro. Divorato in cinque giorni. Labirintica e delirante la scrittura; personaggi affascinanti e complessi; storia bellissima. Da leggere ass ...continua

    Appena finito. Sono senza parole.. forse giusto una: capolavoro. Divorato in cinque giorni. Labirintica e delirante la scrittura; personaggi affascinanti e complessi; storia bellissima. Da leggere assolutamente!

    ha scritto il 

  • 4

    Stati Uniti del Sud...

    ...una famiglia decaduta poco prima della Depressione, quattro figli: uno ritardato, uno suicida, uno egoista, l'unica figlia considerata perduta. Flusso di coscienza in tre atti più uno e un epilogo: ...continua

    ...una famiglia decaduta poco prima della Depressione, quattro figli: uno ritardato, uno suicida, uno egoista, l'unica figlia considerata perduta. Flusso di coscienza in tre atti più uno e un epilogo: il primo è quello di Benjy il fratello ritardato, poi Quentin il fratello suicida e infine Jason il fratello egoista (e francamente odioso e meschino). L'ultimo atto prende lo spunto dalle impressioni di Dilsey la cuoca nera della famiglia e nell'epilogo Faulkner tira le file della storia di una delle tante famiglie infelici della letteratura. Con salti di tempo e di spazio qui si racconta soprattutto di una assenza, di una fuga, quella di Caddy e della di lei figlia, non sappiamo quello che pensano, Faulkner da voce (anzi pensiero) solo ai personaggi maschili mentre dei personaggi femminili conosciamo parole, atti, frammenti. E' una storia frammentata quella che raccogliamo, siamo noi lettori a doverla ricostruire, a dover collegare i vari pezzi e quello che ne esce è uno strazio.

    ha scritto il 

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