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L'uso sapiente delle buone maniere

Di

Editore: TEA

3.5
(265)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 258 | Formato: Tascabile economico | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Francese , Indiano (Hindi)

Isbn-10: 8850220758 | Isbn-13: 9788850220755 | Data di pubblicazione: 

Traduttore: Giovanni Garbellini

Genere: Fiction & Literature , Mystery & Thrillers , Philosophy

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Descrizione del libro
Isabel Dalhousie, riflessiva ma tutt’altro che prudente direttrice della «Rivista di etica applicata», non rinuncia a intervenire nella vita degli altri anche ora che è diventata madre del piccolo Charlie. Da esponente di una fetta della società edimburghese benestante, le sue avventure hanno come teatro per lo più magioni secolari di ricchi possidenti o, come stavolta, gallerie d’arte, frequentate da collezionisti e pittori. Capita infatti che, durante un’asta per l’acquisto di un dipinto di uno dei suoi paesaggisti prediletti, Isabel fiuti odor di bruciato. Prima un collezionista le strappa l’oggetto del desiderio a suon di quattrini, poi decide di cederglielo senza colpo ferire. E come se non bastasse, l’autore dell’opera è sparito. Si tratta forse di suicidio? Tanti dilemmi e una sola possibile via d’uscita: ragionare col cervello ma lasciarsi trasportare dal sentimento.
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  • 3

    Quarto, credo, romanzo della serie della filosofa-investigatrice Isabel Dolhousie, primo che io leggo in assoluto dell'autore.
    Come si può definire un romanzo del genere? Una bagatella? Una lettura da ombrellone? Un modo per rilassarsi in una giornata di nullafacenza? Una lettura inutile in ...continua

    Quarto, credo, romanzo della serie della filosofa-investigatrice Isabel Dolhousie, primo che io leggo in assoluto dell'autore.
    Come si può definire un romanzo del genere? Una bagatella? Una lettura da ombrellone? Un modo per rilassarsi in una giornata di nullafacenza? Una lettura inutile insomma.
    La tizia protagonista, quella per capirci delle buone maniere del titolo, è insopportabile: di professione fa la filosofa etica e dirige una rivista del settore. In realtà, straricca per eredità, non fa null'altro che leggere qualche saggio, rispondere a qualche lettera, portare a spasso il figlio neonato (e neppure tanto spesso, dato che lo fa per lei la governante). Spinta dall'eccesso di tempo libero, si impiccia degli affari altrui, sempre sotto le mentite spoglie delle buone maniere di altri tempi, per motivazioni che dire futili è un complimento (in questo caso un quadro andato all'asta che ritiene sia un falso, solo perchè qualcuno ha fatto un'offerta più alta della sua): bussa alle case di sconosciuti, mette il becco in ogni questione, ma ammanta ogni suo gesto della riflessione filosofica: ci si comporta così? o cosà? o come è meglio? e seguo l'istinto o la ragione? Riflessioni che faccio anche io, senza essere una filosofa, mentre spazzo casa.
    Quindi, filosofa abbiamo capito. Investigatrice, dice la copertina... Perchè nel suo impicciarsi qualche inganno lo scova. Ma il signore del Sole 24 ore che ha scritto che ci si avvicina ad Agatha Christie deve aver letto un altro libro...
    Però c'è un però. Alla fine lo stile di questo autore mi è pure piaciuto. Questo sì che è ricco di buone maniere! Mi immagino un signore di mezz'età, con un po' di pancetta, baffetto, bastone e bombetta. Così sono le parole di McCall Smith: pacate, dolci, misurate, gentili e non spocchiose come i protagonisti a cui le fa pronunciare.
    Alla fine mi sono accorta di essere caduta nell'errore del suddetto giornalista... Nella descrizione che ho fatto dell'autore, così come l'ho immaginato io... beh... mi sa che ho fatto il ritratto di Hercule Poirot!

    ha scritto il 

  • 4

    La curiosità uccide il gatto!

    Isabel Dalhousie, direttrice della "Rivista di Etica applicata", è intenzionata ad acquistare presso una casa d'aste un dipinto di uno dei suoi paesaggisti preferiti.
    Tuttavia, il quadro, che rappresenta il punto in cui un gorgo ha ingoiato il suo autore, viene venduto ad un altro collezion ...continua

    Isabel Dalhousie, direttrice della "Rivista di Etica applicata", è intenzionata ad acquistare presso una casa d'aste un dipinto di uno dei suoi paesaggisti preferiti.
    Tuttavia, il quadro, che rappresenta il punto in cui un gorgo ha ingoiato il suo autore, viene venduto ad un altro collezionista il quale, però, dopo pochi giorni è disposto a venderlo alla donna senza fornire una valida spiegazione.
    Tutto ciò insospettisce Isabel che, nel frattempo, ha da poco avuto un bambino dal suo compagno Jamie, ex fidanzato di sua nipote Cat, che non ha ancora perdonato completamente la zia.

    ha scritto il 

  • 3

    Piacevole lettura. McCall Smith si legge come un bicchier d'acqua, ma certamente i casi di Precious Ramotswe, la detective numero uno del Botswana, sono più divertenti e coinvolgenti, se non altro, per la simpatia e l'atmosfera esotica delle vicende. La filosofa Dalhousie è troppo simile ad una r ...continua

    Piacevole lettura. McCall Smith si legge come un bicchier d'acqua, ma certamente i casi di Precious Ramotswe, la detective numero uno del Botswana, sono più divertenti e coinvolgenti, se non altro, per la simpatia e l'atmosfera esotica delle vicende. La filosofa Dalhousie è troppo simile ad una ricca e un po' snob signora in giallo. Viva il Botswana.

    ha scritto il 

  • 3

    Santa Isabel

    Animata da buoni propositi, porta scompiglio nelle vite altrui; sempre ad analizzare sentimenti e comportamenti, a seminare sospetto e dare bacchettate. Questa filosofa non mi è simpatica o forse è invidia nei confronti di una quarantenne intelligente, bella, ricca, colta, fortunata, amata e che, ...continua

    Animata da buoni propositi, porta scompiglio nelle vite altrui; sempre ad analizzare sentimenti e comportamenti, a seminare sospetto e dare bacchettate. Questa filosofa non mi è simpatica o forse è invidia nei confronti di una quarantenne intelligente, bella, ricca, colta, fortunata, amata e che, nonostante le buone maniere, non si fa mettere i piedi in testa da nessuno. Edificante ma insopportabile.

    ha scritto il 

  • 4

    non riesco a capire perchè mi piace leggere questi gialli che gialli non sono; eppure quando li vedo in libreria li compro e li leggo; e mi sento soddisfatta.....mistero della mente umana

    ha scritto il 

  • 2

    Avevo letto il primo della serie, in inglese, e non mi era sembrato cosi scarso. Prime 50 pagine: nulla. Altre 50 pagine: nulla. E cosi via fino alla fine. Filosofia molto banale. Descrizioni tediose. Intrecci da romanzetto rosa. Tra l altro penso che l aspetto della maternita della protagonista ...continua

    Avevo letto il primo della serie, in inglese, e non mi era sembrato cosi scarso. Prime 50 pagine: nulla. Altre 50 pagine: nulla. E cosi via fino alla fine. Filosofia molto banale. Descrizioni tediose. Intrecci da romanzetto rosa. Tra l altro penso che l aspetto della maternita della protagonista sia trattato con assoluta superficialita ed ignoranza (nel senso di non conoscere la realta e le necessita di un bambino di 3 mesi).

    ha scritto il 

  • 3

    Indagini filosofiche su un omicidio

    Giallo senza infamia e senza lode, con protagonista l'editor di una rivista di filosofia morale. Romanzo investigativo condito da sprazzi di filosofia qua e là (che non stonano e non sono supponenti). Prosa semplice, ironica, divertente (almeno per il mio livello di conoscenza dell'inglese). Quat ...continua

    Giallo senza infamia e senza lode, con protagonista l'editor di una rivista di filosofia morale. Romanzo investigativo condito da sprazzi di filosofia qua e là (che non stonano e non sono supponenti). Prosa semplice, ironica, divertente (almeno per il mio livello di conoscenza dell'inglese). Quattro stelle per gli amanti dei gialli, tre per tutti gli altri.

    ha scritto il