L.A. Confidential

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Publisher: El Periódico

4.0
(2994)

Language: Español | Number of Pages: 621 | Format: Mass Market Paperback | In other languages: (other languages) English , French , German , Italian , Portuguese , Czech , Chi traditional , Swedish , Greek

Isbn-10: A000164559 | Publish date: 

Also available as: Hardcover , Others , Paperback

Category: Crime , Fiction & Literature , Mystery & Thrillers

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Book Description
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  • 4

    Quanti personaggi!

    Opera corposa, magistrale narrazione che intreccia vari filoni senza mai perdere di lucidità. Una fatica bestiale a ricordarsi tutti i nomi dei numerosi personaggi principali e secondari anche per il ...continue

    Opera corposa, magistrale narrazione che intreccia vari filoni senza mai perdere di lucidità. Una fatica bestiale a ricordarsi tutti i nomi dei numerosi personaggi principali e secondari anche per il sadismo di Ellroy che li chiama indistintamente con cognome, il nome o il soprannome. Un vero labirinto da cui è difficile uscire. Ma che narratore, che stile!

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  • 5

    La città degli angeli caduti

    Tre protagonisti, una miriade di personaggi e storie secondarie ma un'unica vera primadonna: la Los Angeles degli anni '50:da Hollywood a Chinatown, dai milionari ai musicisti, dal mondo delle rivist ...continue

    Tre protagonisti, una miriade di personaggi e storie secondarie ma un'unica vera primadonna: la Los Angeles degli anni '50:da Hollywood a Chinatown, dai milionari ai musicisti, dal mondo delle riviste patinate ai slums delle prostitute e neri. Che dire: capolavoro del genere Noir

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  • 3

    Uomo, che fatica!

    Una fatica a finire 'sto libro!
    Scritto benissimo, eh, mica no.
    Però 1) sapevo già i punti salienti della trama per aver visto venti volte il film.
    Quindi fino a pagina 456, quando finalmente è venuta ...continue

    Una fatica a finire 'sto libro!
    Scritto benissimo, eh, mica no.
    Però 1) sapevo già i punti salienti della trama per aver visto venti volte il film.
    Quindi fino a pagina 456, quando finalmente è venuta fuori la "ciccia" e ho potuto leggere la vera risoluzione del caso (che ovviamente non è quella del film, visto che sia il caso che metà dei personaggi sono diversi), mi sono enormemente rotta le palle.
    Era come stare a Gardaland, ai tornelli infiniti davanti alle giostre, quando non c'è nessuno che fa la fila: tra te e l'ingresso ci sono solo tre metri, potresti fare dieci passi e arrivarci, ma devi andare lo stesso su e giù venti volte avvicinandoti poco a poco. A poco. A poco. A volte ti pare persino di allontanarti. Il latte ai talloni!
    E 2) Carlo Oliva ha dei seri problemi con la grammatica in generale e con le convenzioni in uso da decenni tra i traduttori in particolare.
    Sorvolando su una serie di parole infilate a caso al posto di altre e su costruzioni sintattiche ai limiti dell'inesistente, mi rifiuto di leggere l'onomatopea "wham" resa "uam" (nella mia testa un cane rosa fastidioso come pochi ha invocato Pìolo) o il vocativo "man" reso "uomo". No, no e ancora no.
    Amico, cambia mestiere!

    Dunque, perché 3 stelle nonostante la lungaggine e le cialtronerie?
    Perché, come quasi sempre accade, c'è nel libro un tema importantissimo che nel film "più o meno liberamente tratto da" ci si può beatamente scordare.
    Tema, no trama. Dev'essere così difficile capire che sono due cose distinte...
    Comunque. In mezzo alle ripetizioni infinite e ai rimescolamenti sempre uguali della trama, c'è un grandioso, tremendo, stupendo tema sulle colpe dei padri e sui complicati tentativi dei figli di non ereditarle o non ripeterle. Meritevolissimo!

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  • 3

    Ferraginoso. Cervellotico. Datato, sono passati vent'anni e sembrano cento. O no?......
    Comunque importante per fotografare un periodo della società americana.

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  • 5

    Un labirinto di personaggi, trame, intrighi, atmosfere. Protagonista una grande città nel suo pieno del suo boom economico. Tre personaggi ne incarnano gli spiriti più profondi: Bud White rappresenta ...continue

    Un labirinto di personaggi, trame, intrighi, atmosfere. Protagonista una grande città nel suo pieno del suo boom economico. Tre personaggi ne incarnano gli spiriti più profondi: Bud White rappresenta l'anima violenta; Ed Exley quella arrivista e spregiudicata; Jack Vincennes quella glamour e modaiola. Tre detective che si trovano a dover indagare su un clamoroso massacro in un bar nel pieno centro di Hollywood. Un'indagine che farà affiorare gelosie, rancori e che andrà a toccare nel vivo vicende personali ritenute ormai chiuse. Nel quadro sempre più inquietante di una città che affianca sogni dorati alla più nera corruzione. Quello che è riuscito a combinare Ellroy con questo libro è straordinario: non meno di sette trame; circa 30 personaggi di rilievo variabile e una costruzione narrativa geniale che fa partire tre differenti linee investigative fino a farle incastrare e convergere in un quadro di insieme che lascia assolutamente senza parole. Il noir più incredibile che abbia mai letto.

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  • 4

    Un libro che ti tiene incollato alle pagine

    Il furto di una partita di droga a un gangster e l'omicidio multiplo perpetrato da criminali minori in una tavola calda sono due eventi all'apparenza sconnessi. In realtà sono solo due anelli di una c ...continue

    Il furto di una partita di droga a un gangster e l'omicidio multiplo perpetrato da criminali minori in una tavola calda sono due eventi all'apparenza sconnessi. In realtà sono solo due anelli di una catena nella quale finiranno invischiati anche un giovane poliziotto con ambizioni di carriera, un poliziotto con manie di protagonismo, un poliziotto burbero ma con un grande senso di giustizia specialmente per le donne vittime di violenza. Poi c'è chi dietro le scene cerca di cambiare il corso degli eventi per le proprie mire criminali.
    A volte le scene di azione sono un po' confuse, lo stile di Ellroy coinvolge ma a tratti è telegrafico e l'autore sembra molto più a suo agio con gli intermezzi in cui riporta le notizie dei giornali che girano intorno alla storia. Gli stralci dei giornali non sono solo un espediente narrativo, perché la stampa assume un ruolo fondamentale in una storia in cui il gossip, le voci, sono il legame che unisce tutti i segreti. I protagonisti dovranno convivere e scontrarsi con i loro segreti fino a cambiare, fino ad una giustizia che, come succede nella vita reale, non è quella desiderata né quella assoluta, è soddisfacente per chi sa accontentarsi, stimolo per chi no. Il motivo per raccomandare il libro è proprio questo: James Ellroy ha ideato una trama fitta di colpi di scena, a volte troppo fitta per potergli stare dietro, ma di sicuro L.A. Confidential è uno di quei libri che ti tiene incollato alle pagine finché tutto, o quasi, viene svelato.

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  • 2

    Pesante, un albero genealogico infinito e troppo, troppo sangue!

    Leggere un romanzo di James Ellroy ai tempi delle ferie, per giunta delle ferie al mare, è un po’ come prendere un gatto a giugno e non sapere a quale zia zitella mollarlo in custodia per il mese d’ag ...continue

    Leggere un romanzo di James Ellroy ai tempi delle ferie, per giunta delle ferie al mare, è un po’ come prendere un gatto a giugno e non sapere a quale zia zitella mollarlo in custodia per il mese d’agosto. Cioè, tu il tuo gatto lo ami e gli fai le paste tutto l’anno, ma quali santi Numi sono intervenuti nel farti prendere una decisione così altamente sconsiderata come “prendere un gatto a ridosso delle vacanze estive, tu che sei una meridionale trapiantata a Milano”? Un Numo egizio, di sicuro....
    Continua su http://www.virginiamcfriend.it/2014/09/22/leggere-james-ellroy-ai-tempi-delle-ferie/

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  • 5

    Il romanzo ha una trama complessa che si scompone in numerosi e variegati intrecci, che sono condotti con grande maestria, senza apparire macchinosi o inverosimili, fino ad una conclusione in cui ogni ...continue

    Il romanzo ha una trama complessa che si scompone in numerosi e variegati intrecci, che sono condotti con grande maestria, senza apparire macchinosi o inverosimili, fino ad una conclusione in cui ogni nodo viene al pettine con una linearità a dir poco geniale. La storia gravita attorno al dipartimento di polizia di Los Angeles nei primi anni '50 e, appena aperto il libro, si è subito catapultati in un oceano di politicamente scorretto, in un machismo estremo e sporco e crudo, che impregna ogni pagina, in cui: non c'è posto per i deboli; in cui non sei un vero uomo se non sei capace di far letteralmente sputare sangue a qualcuno; dove ci si rapporta con la criminalità in un duetto in cui le parti sono costantemente intercambiate; dove sembra quasi più facile e meno rischioso venire a atti con un gangster che dialogare con un poliziotto; dove l'unica possibilità di "salvezza morale" nel mare di merda che ci viene dipinto (un mare che sembra travolgere la società tutta, dove tutti vengono a patti con tutti e ogni cosa ha il suo prezzo), la sola maniera di preservare o costruire una parvenza di integrità di principi che consenta di guardarsi liberamente allo specchio senza temere giudizi, sembra essere una giustizia personale, altrettanto sorca, altrettanto brutale, epurata di gloria e di riconoscimento, netta, inamovibile ed estranea a remore e rimpianti, ma soprattutto, come è più volte definita nel corso del romanzo, "assoluta". E' quella stessa giustizia che il lettore, nella successione di eventi sempre più esasperata che gli si dipana dinanzi, non può fare a meno di legittimare e, nell'ottica della storia, addirittura incoraggiare. Il clima in cui è incardinato tutto ciò è così maledettamente evocativo che io stesso ho finito per somatizzarlo in un basale senso di disgusto e di rifiuto viscerale ogni volta che prendevo in mano il libro, quando avevo appena iniziato a leggerlo; successivamente, portando avanti la lettura, l'impressione di base permanente era quella di stare chiusi in uno spogliatoio pieno di giocatori di rugby iperpalestrati e a torso nudo, che giocano a chi ce l'ha più lungo e che ghettizzano i più mingherlini, con la puzza di sudore che impesta ogni angolo ( e dove, chiaramente, i giocatori di rugby sono tutti dei maschi eterosessuali). La differenza è che di base non abbiamo a che fare con giocatori di rugby, ma, per lo più, con poliziotti e criminali, categorie i cui margini finiscono col sovrapporsi in maniera più o meno ampia a seconda dei casi. E' in questo contesto che ci vengono presentati i protagonisti principali del romanzo, tre poliziotti con personalità completamente diverse tra loro, che appaiono come degli anti-eroi non completamente buoni né completamente cattivi, che portano avanti la loro professione spinti da motivazioni e scopi più o meno legittimi perseguiti in modi più o meno legali, e che saranno tra loro legati da un alternarsi di tensioni e alleanze. Il coinvolgimento nella strage del Nite Owl Coffee Shop, che li vedrà tutti e tre impegnarsi su diversi fronti e che i tre si trascineranno dietro nell'arco dei dieci anni in cui si svolge la storia, li indurrà a mettere in discussione i principi e le motivazioni che li hanno guidati nel loro lavoro e a rivoluzionare (o, in alcuni casi, a confermare) il loro rapporto con la criminalità e la giustizia. Nel complesso devo dire che, prima di leggerlo, non avrei mai definito questo come il mio genere di noir, forse perché io, che in quella che potremmo definire la "legge naturale" del romanzo sarei stato immediatamente etichettato come un "pervertito finocchio succhia-cazzi" al pari di analoghi personaggi così apostrofati, sono sempre stato diffidente nei confronti di ambienti eccessivamente, passatemi il termine, testosteronici. Una volta fatta l'abitudine al sapore aspro e crudo del libro, che non ho avuto problemi a terminare, devo concludere che è impossibile non apprezzarlo o rimanere estranei all'involontario fascino dei personaggi.
    P.S. Se proprio devo trovare una nota negativa (da tenere in conto non tanto come aspetto negativo, quanto come una peculiarità propria di questo tipo di narrazione), il romanzo, in accordo con la sua trama tanto variegata e complessa, annovera una marea di personaggi secondari che orbitano attorno ai tre protagonisti principali, di rilevo vario, che da uno spessore immediatamente palese sfuma sino ad una loro apparentemente superflua apparizione. Di conseguenza, sin dalle prime pagine veniamo investiti da una valanga di nomi, davvero un'infinità, nomi che in alcuni casi sono anche simili tra loro, nomi citati più volte, ma storpiati o abbreviati in soprannomi e diminutivi talvolta completamente diversi dall'appellativo originario, che si susseguono spesso con un ritmo cadenzato senza ulteriore approfondimento e che, di conseguenza, confondono facilmente il lettore (soprattutto leggendo i primi capitoli ho spesso avuto la necessità di ritornare più di una volta su alcuni punti per cercare di fissare esattamente chi fosse chi o cosa). Voglio, tuttavia, mettere in chiaro questo: nessuno di tutta questa pletora di personaggi, e quindi di nomi, è adoperato per caso, nessuno! La grande abilità narrativa dell'autore risiede anche nella capacità di costruire una trama sì articolata e complessa, ma profondamente coerente con sé stessa, dove alcun filo è lasciato in sospeso: quando vi sarete addentrati nell'intreccio, prima ancora di giungere alla conclusione, vi renderete immediatamente conto che l'impalcatura del romanzo si regge su continui riferimenti e rimandi tesi tra le sue varie parti, per cui tutti quei personaggi nominati quasi per caso, che spesso e volentieri sembravano quasi gettati in maniera sciatta sull'architettura della storia e quei particolari in un primo momento parsi insignificanti, magari colti nell'arco di nemmeno una strizzata d'occhi, acquisteranno uno spessore e un ruolo ben definito nell'economia della narrazione (e ammetto che spesso, giunto a sviluppi salienti, per cogliere tale ruolo ho dovuto rileggere dei passi anche di parecchio antecedenti). Detto così sembra qualcosa di spaventoso, ma con tutta sicurezza posso garantire che ne vale la pena!

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  • 3

    5/10

    È difficile per me valutare questo romanzo.
    Mi rendo conto che è un romanzo ben strutturato, che i personaggi sono ben approfonditi, che lo stile di scrittura è buono e il fatto che vi siano punti di ...continue

    È difficile per me valutare questo romanzo.
    Mi rendo conto che è un romanzo ben strutturato, che i personaggi sono ben approfonditi, che lo stile di scrittura è buono e il fatto che vi siano punti di vista diversi è sempre un elemento che amo nei romanzi.
    Però ho fatto fatica a finirlo e, tutto sommato, devo dire che non mi è piaciuto.
    I personaggi sono cattivi, sono proprio delle brutte persone. Questo li rende sicuramente più verosimili e , solitamente, lo apprezzerei. In questo libro i personaggi però proprio non mi sono piaciuti, sono veramente simili a persone reali e proprio per questo li ho odiati. Non pretendo affatto personaggi privi di personalità assolutamente perfetti in tutto,mi piace che ci siano elementi di credibilità in loro ma l'idea di personaggi così senza che venga lanciato anche solo un minimo di messaggio di riscatto, di miglioramento.. non mi è piaciuto per niente.
    I personaggi sono tantissimi, i protagonisti veri e propri sono solo tre ma quelli nominati sono davvero tanti e ho fatto fatica a starci dietro. Normalmente non solo non ho problemi con i libri che hanno numerosi personaggi ma, addirittura, li amo di più di quelli che ne hanno pochi. Ma qui era un mero ricordarsi chi spaccia droga, chi è pedofilo, chi ha picchiato chi e la mia memoria è stata messa a dura prova.
    Il genere noir non fa per me, ormai l'ho capito. Non mi spingo a dire che sia un cattivo romanzo perchè penso che, letto dalla persona giusta, possa essere anche un avera perla.
    Mi limito a sconsigliarlo a chi non ama i noir e a chi in fondo in fondo legge libri per capire meglio le persone e non per odiarle ancora di più.

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