L.A. Confidential

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Editeur: Rivages

4.0
(3039)

Language: Français | Number of pages: 598 | Format: Mass Market Paperback | En langues différentes: (langues différentes) English , German , Italian , Spanish , Portuguese , Czech , Chi traditional , Swedish , Greek

Isbn-10: 2743602686 | Isbn-13: 9782743602680 | Publish date: 

Aussi disponible comme: Others , Paperback

Category: Crime , Fiction & Literature , Mystery & Thrillers

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Description du livre
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  • 2

    Superate le prime 100 pagine

    Potete trovare la recensione completa qui:
    https://langolodirosmaribooks.blogspot.it/2014/08/parliamo-di-libri-1-puntata.html

    dit le 

  • 4

    Ti prende

    Ti prende, eccome se ti prende. Un librro serratissimo nella scrittura. Pur avendo un intreccio molto complicato non ti perdi e resti attaccato al libro fino alla fine. Spettacolare. Un inciso. Da que ...continuer

    Ti prende, eccome se ti prende. Un librro serratissimo nella scrittura. Pur avendo un intreccio molto complicato non ti perdi e resti attaccato al libro fino alla fine. Spettacolare. Un inciso. Da questo libro è stato tratto anche il film, e il film è uno dei pochi casi che non tradisce la bellezza del libro

    dit le 

  • 1

    Pressoché illeggibile, arreso a pag.272 su 500.
    Profluvio di nomi, cognomi, soprannomi, diminutivi, usati in ordine sparso in alternativa uno all'altro. Stile sciatto, personaggi a decine, poco defini ...continuer

    Pressoché illeggibile, arreso a pag.272 su 500.
    Profluvio di nomi, cognomi, soprannomi, diminutivi, usati in ordine sparso in alternativa uno all'altro. Stile sciatto, personaggi a decine, poco definiti e intercambiabili (compresi i protagonisti), nessun passaggio che ti resti impresso; nessuna letterarietà. Scritto imitando i noir cinematografici, quindi sbagliando il linguaggio e non sfiorandone nemmeno la secchezza e incisività.
    L'ho trascinato a lungo e di malavoglia, nella speranza che qualcosa cambiasse.
    Mi chiedo il perché di tanta notorietà e successo.

    dit le 

  • 4

    Quanti personaggi!

    Opera corposa, magistrale narrazione che intreccia vari filoni senza mai perdere di lucidità. Una fatica bestiale a ricordarsi tutti i nomi dei numerosi personaggi principali e secondari anche per il ...continuer

    Opera corposa, magistrale narrazione che intreccia vari filoni senza mai perdere di lucidità. Una fatica bestiale a ricordarsi tutti i nomi dei numerosi personaggi principali e secondari anche per il sadismo di Ellroy che li chiama indistintamente con cognome, il nome o il soprannome. Un vero labirinto da cui è difficile uscire. Ma che narratore, che stile!

    dit le 

  • 5

    La città degli angeli caduti

    Tre protagonisti, una miriade di personaggi e storie secondarie ma un'unica vera primadonna: la Los Angeles degli anni '50:da Hollywood a Chinatown, dai milionari ai musicisti, dal mondo delle rivist ...continuer

    Tre protagonisti, una miriade di personaggi e storie secondarie ma un'unica vera primadonna: la Los Angeles degli anni '50:da Hollywood a Chinatown, dai milionari ai musicisti, dal mondo delle riviste patinate ai slums delle prostitute e neri. Che dire: capolavoro del genere Noir

    dit le 

  • 3

    Uomo, che fatica!

    Una fatica a finire 'sto libro!
    Scritto benissimo, eh, mica no.
    Però 1) sapevo già i punti salienti della trama per aver visto venti volte il film.
    Quindi fino a pagina 456, quando finalmente è venuta ...continuer

    Una fatica a finire 'sto libro!
    Scritto benissimo, eh, mica no.
    Però 1) sapevo già i punti salienti della trama per aver visto venti volte il film.
    Quindi fino a pagina 456, quando finalmente è venuta fuori la "ciccia" e ho potuto leggere la vera risoluzione del caso (che ovviamente non è quella del film, visto che sia il caso che metà dei personaggi sono diversi), mi sono enormemente rotta le palle.
    Era come stare a Gardaland, ai tornelli infiniti davanti alle giostre, quando non c'è nessuno che fa la fila: tra te e l'ingresso ci sono solo tre metri, potresti fare dieci passi e arrivarci, ma devi andare lo stesso su e giù venti volte avvicinandoti poco a poco. A poco. A poco. A volte ti pare persino di allontanarti. Il latte ai talloni!
    E 2) Carlo Oliva ha dei seri problemi con la grammatica in generale e con le convenzioni in uso da decenni tra i traduttori in particolare.
    Sorvolando su una serie di parole infilate a caso al posto di altre e su costruzioni sintattiche ai limiti dell'inesistente, mi rifiuto di leggere l'onomatopea "wham" resa "uam" (nella mia testa un cane rosa fastidioso come pochi ha invocato Pìolo) o il vocativo "man" reso "uomo". No, no e ancora no.
    Amico, cambia mestiere!

    Dunque, perché 3 stelle nonostante la lungaggine e le cialtronerie?
    Perché, come quasi sempre accade, c'è nel libro un tema importantissimo che nel film "più o meno liberamente tratto da" ci si può beatamente scordare.
    Tema, no trama. Dev'essere così difficile capire che sono due cose distinte...
    Comunque. In mezzo alle ripetizioni infinite e ai rimescolamenti sempre uguali della trama, c'è un grandioso, tremendo, stupendo tema sulle colpe dei padri e sui complicati tentativi dei figli di non ereditarle o non ripeterle. Meritevolissimo!

    dit le 

  • 3

    Ferraginoso. Cervellotico. Datato, sono passati vent'anni e sembrano cento. O no?......
    Comunque importante per fotografare un periodo della società americana.

    dit le 

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