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LAS CORRECCIONES

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Publisher: Editorial Seix Barral, S.A.

4.2
(5052)

Language:Español | Number of Pages: 736 | Format: Others | In other languages: (other languages) English , French , German , Italian , Finnish , Portuguese , Swedish , Danish , Slovenian , Catalan , Dutch , Czech , Chi traditional

Isbn-10: 8432216461 | Isbn-13: 9788432216466 | Publish date: 

Also available as: Paperback , Hardcover

Category: Family, Sex & Relationships , Fiction & Literature , Humor

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Book Description
Los Lambert: Alfred, un ingeniero retirado al borde del caos mental y físico; Enid, su mujer, obsesionada con reunir en casa a sus tres hijos durante la última cena de Navidad; Chip, un ex profesor despedido por acostarse con una alumna...
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  • 4

    Un fronte freddo autunnale arrivava rabbioso

    Da bambino volevo diventare avvocato, giornalista o calciatore. La ragazzina cui facevo gli occhi dolci la vedevo bellissima, finché il primo giorno che le parlai non scoprii che era appena capace di servirsi di un linguaggio umano. Al catechismo mi parlavano di un dio vendicativo e all’oratorio ...continue

    Da bambino volevo diventare avvocato, giornalista o calciatore. La ragazzina cui facevo gli occhi dolci la vedevo bellissima, finché il primo giorno che le parlai non scoprii che era appena capace di servirsi di un linguaggio umano. Al catechismo mi parlavano di un dio vendicativo e all’oratorio segnavo molti gol; così, anziché andare a messa mi facevo due giri in autoscontro. Capii più tardi che non potevo aspirare a diventare un calciatore: non c’era partita, negli studi sapevo però che avrei fatto il liceo, e comunque era meglio prendersi il sicuro e diplomarsi chimico all’istituto industriale per iscrivermi infine a ingegneria. Eh sì, la vita è costellata di quotidiane correzioni di rotta: un’amica se ne andò per la sua strada e non la dimenticai, un amico si allontanò e non capii mai perché. Poi, le cose si sono molto complicate. Ho studiato scienze politiche, ingegnere chimico era troppo: giurisprudenza no, avevo abbandonato l’idea dell’avvocato. Giornalista, neppure: non sapevo da che parte iniziare, ma fotoreporter sì, poteva starci, ma mica era semplice. Si potrebbe dire: credevo fosse amore, e invece era un calesse. Che fare allora della nostra quotidiana imperfetta presenza in questo luogo, un punto nell’immenso tutto, che ci obbliga a correggere i nostri piccoli o grandi fallimenti?

    No, si è capito: non è il romanzo di Franzen. Ma potrebbe esserlo. Le correzioni sono quelle che facciamo sempre e che noi assegnamo alla vita di tutti i giorni. Una vita che accumula errori, delusioni e frustrazioni da abbandonare. Sicché i Lambert siamo noi in una qualunque parte del mondo: il padre Alfred che rifiuta la sua regressione senile, la madre Enid ansiogena e apprensiva e i tre figli Gary, Denise e Chip.
    Enid, delusa dal suo matrimonio, cerca di raggiungere uno stato illusorio di felicità riunendo tutta la famiglia per un ultimo grande Natale. Un desiderio talmente ossessivo che non può sottrarsi all’obbligo, per lei impellente, di applicare le sue correzioni alle relazioni umane. Ma anche, e soprattutto, a quelle familiari. Si accorge che le cose non vanno tanto bene per i figli: Gary, dirigente di banca, in preda a una latente depressione e a una moglie infantile; Denise, donna di successo, dalla vita disordinata; Chip ha perso un posto all’università per comportamento sessuale scorretto. E infine c’è il marito Alfred, vittima di un Parkinson che vuole ignorare. Tutti sembrano vivere la loro vita fuori misura e dal giusto che deve essere corretto rispetto ai canoni del buon americano medio.

    Lo spazio narrativo è costellato di tematiche: i vecchi e sani principi dei padri ipocriti e quelli confusi e discutibili del dio denaro e dell’egoismo dei figli; dell’avidità dei potentati economici, al ruolo perverso dei mass- media. Non si risparmia Franzen. Non è dunque tanto nascosta la sua critica alla società di oggi con i suoi incerti e dubbi valori. Affiora in quella prosa caustica, l’ampia visione d'insieme e la leggerezza, l’umanità di uno sguardo disincantato che ce la fa riconoscere come appartenente alla nostra percezione. Esuberante.

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  • 4

    Un libro non facile, che va letto a piccole dosi e assimilato. Ma quando si entra nell'anima dei personaggi lo si scopre come qualcosa di prezioso. Si ritrova una parte di noi in qualcuno dei protagonisti e si condivide l'esperienza di quelle correzioni tanto richiamate, ricercate e ottenute. Una ...continue

    Un libro non facile, che va letto a piccole dosi e assimilato. Ma quando si entra nell'anima dei personaggi lo si scopre come qualcosa di prezioso. Si ritrova una parte di noi in qualcuno dei protagonisti e si condivide l'esperienza di quelle correzioni tanto richiamate, ricercate e ottenute. Una bella sorpresa

    said on 

  • 4

    Un intreccio familiare asfissiante, capace di annoiare e coinvolgere nello stesso tempo, che porta quasi inevitabilmente il lettore a calare l'applicazione delle "correzioni" nella propria biografia.

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  • 3

    Riunire per un ultimo Natale l'intera famiglia è diventata per Enid una vera e propria ossessione, dal momento in cui è convinta che per suo marito Alfred affetto da vari anni dal morbo di Parkinson, sia l'ultimo. Per i tre figli, invece, l'ormai prossimo Natale è l'ultimo dei loro pensieri, pres ...continue

    Riunire per un ultimo Natale l'intera famiglia è diventata per Enid una vera e propria ossessione, dal momento in cui è convinta che per suo marito Alfred affetto da vari anni dal morbo di Parkinson, sia l'ultimo. Per i tre figli, invece, l'ormai prossimo Natale è l'ultimo dei loro pensieri, presi ognuno dai propri problemi personali. Sarebbe un dispiacere enorme per la madre sapere che Chip è stato sospeso dall'università perchè ha avuto una storia con una sua allieva, che Gary ha una depressione dovuta ai problemi con sua moglie che si comporta in modo infantile e cerca di far fronte comune con i figli contro di lui e infine Denise che a una brillante carriera lavorativa non può accostare una degna vita personale. Un dispiacere per quella madre che ha passato la vita a correggere il comportamento dei figli, convinta così di crescere dei ragazzi modello, capaci di gestire nel modo giusto secondo lei qualsiasi situazione. Apparire e essere si fronteggiano in tutta la narrazione; apparire la famiglia perfetta nei confronti degli altri e anche verso gli stessi membri della famiglia, occupati a nascondere i problemi personali gli uni agli altri e quindi celare quello che realmente si è: persone con il diritto di sbagliare senza per questo credere di aver fallito. Tematiche come famiglia e moralità li ho spesso riscontrate nei romanzi americani, una storia che avrei apprezzato maggiormente se non fosse stato per l'eccessiva descrizione che a volte porta a perdere il filo del racconto.

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  • 4

    Franzen, Dostoevskij e Baricco. Per dire.

    Amato ed odiato, leggendo le 600 pagine d'un fiato, senza voler spegnere la luce la notte, e chiudendolo mentre mi chiedevo che senso avesse amare, vivere secondo le convenzioni, per ridursi così. Sì perché, scomodando un paragone enorme (immeritato, poiché ogni paragone con Lui è immeritato), Do ...continue

    Amato ed odiato, leggendo le 600 pagine d'un fiato, senza voler spegnere la luce la notte, e chiudendolo mentre mi chiedevo che senso avesse amare, vivere secondo le convenzioni, per ridursi così. Sì perché, scomodando un paragone enorme (immeritato, poiché ogni paragone con Lui è immeritato), Dostoevskij ci mostra la feccia dell'umanità, le sue parti peggiori, ma poi riesce sempre a salvarci trovando un senso, o un idiota che ristabilisca l'equilibrio e la speranza.
    Qui la speranza non c'è se non sotto forma di illusione, e le miserie si appiattiscono in una quotidianità meschina e frustrante, che non lascia scampo.
    Scritto veramente bene, a volte indugiando in un verboso autocompiacimento - ma chi sono io, che ho letto anche Baricco, per giudicare? I personaggi sono reali e tridimensionali, ti camminano a fianco mentre scavi nella loro testa e nei loro punti di vista, finendo per farti domande su di te e la tua famiglia, e questo che cos'è se non verità? Grottesca, certo (alzi la mano chi non odia Caroline), ma la verità, in senso esistenziale, è quello che pretendiamo dalla vera letteratura e qui c'è. Anche se non è come la vorremmo.

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  • 4

    Ti assicuro che ne vale la pena

    Le Correzioni, di Jonathan Franzen è, credo, il libro più bello che ho letto nel 2014.
    Le sue 600 pagine ti scorrono dentro senza che tu te ne accorga perché Franzen ha una scrittura veramente piacevole che mescola ironia e poesia.
    Ma la cosa veramente ben riuscita, in questo romanzo, ...continue

    Le Correzioni, di Jonathan Franzen è, credo, il libro più bello che ho letto nel 2014.
    Le sue 600 pagine ti scorrono dentro senza che tu te ne accorga perché Franzen ha una scrittura veramente piacevole che mescola ironia e poesia.
    Ma la cosa veramente ben riuscita, in questo romanzo, sono i personaggi. La trama non è una vaccata ma non è nemmeno incredibile. Invece è incredibile come Franzen ti faccia entrare nella testa dei suoi personaggi cosìcche tu possa capire che nonostante ognuno mostri di avere idee opposte agli altri, modi di vedere e di vivere completamente diversi, tutti sono convinti di fare la cosa giusta, e immagino sia così anche nella vita vera.
    Il libro è la storia di Alfred, onesto e rigoroso capofamiglia che lotta contro il progredire di una malattia, sua moglie Enid che vuole apparire sempre felice e benestante (Franzen sulla sua casa dice che “i suoi figli non erano intonati all’ambiente”)anche se non si sente affatto così, e i loro tre figli: Gary il ricco capitalista americano, Denise la chef che cerca la sua strada nella vita, e Chip il maledetto, il punk coi pantaloni di pelle, il professore ripudiato, l’anticonformista della famiglia.
    Franzen ti racconta pezzi delle loro vite intrecciandole tra di loro e con quele di altri personaggi, facendoti entrare nelle loro teste, condividendo i loro pensieri, sempre con uno stile perfetto. Come dicevo in apertura, la sua scrittura è saggia ma al tempo stesso ironica, penetra in fondo ad ogni situazione ma non la tira mai troppo per le lunghe. E’ poetico al punto giusto e sboccato al punto giusto e colto al punto giusto.
    “..quando veniva colto di sorpresa ogni frase diventava un’avventura nella foresta”
    Beh, che cazzo altro ti devo dire?
    Se leggi leggilo, se non leggi brucia all’inferno.

    “Si rifiutò di piangere. Pensò che se avesse sentito il proprio pianto, alle 2 di notte in una stanza di motel puzzolente, forse il mondo avrebbe cessato di esistere.
    Se non altro aveva disciplina.”

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  • 0

    questo libro mi ha colpito. a parte la storia della famiglia Lambert, è stupefacente la ricchezza dei dettagli con cui l'autore condisce questo splendido libro. dettagli mai banali e sempre piacevoli da leggere. la storia, la prosa usata fanno pensare a situazioni davvero vissute sulla sua pelle: ...continue

    questo libro mi ha colpito. a parte la storia della famiglia Lambert, è stupefacente la ricchezza dei dettagli con cui l'autore condisce questo splendido libro. dettagli mai banali e sempre piacevoli da leggere. la storia, la prosa usata fanno pensare a situazioni davvero vissute sulla sua pelle: il rapporto genitori figli sull'onda delle correzioni che tante volte finiscono a vuoto, la malattia, gli errori che inevitabilmente si commettono, gli affetti della famiglia che al di là di tutto sopravvivono nonostante il loro indebolirsi nel tempo e con l'arrivo dell'età adulta. lo consiglio vivamente

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