LA CIUDAD Y LOS PERROS

By

Publisher: Ediciones Alfaguara, S.A. - Grupo Santillana

4.1
(726)

Language: Español | Number of Pages: 488 | Format: Paperback | In other languages: (other languages) Italian , German , French , Polish , Portuguese , Dutch , Greek

Isbn-10: 8420467065 | Isbn-13: 9788420467061 | Publish date: 

Also available as: Others , Hardcover , Leather Bound , Mass Market Paperback , Softcover and Stapled

Category: Education & Teaching , Fiction & Literature , History

Do you like LA CIUDAD Y LOS PERROS ?
Join aNobii to see if your friends read it, and discover similar books!

Sign up for free
Book Description
La ciudad y los perros no solamente es una diatriba contra la brutalidad ejercida en un grupo de jóvenes alumnos del Colegio Militar Leoncio Prado, también es un ataque frontal al concepto erróneo de la virilidad, de sus funciones y de las consecuencias de una educación castrense malentendida. Aunada a la brutalidad propia de la vida militar, a lo largo de las páginas de esta extraordinaria novela, la vehemencia y la pasión de la juventud se desbocan hasta llegar a una furia, una rabia y un fanatismo que anulan toda su sensibilidad.
Sorting by
  • 4

    Nell'Esercito si danno lezioni di regolamento ai subordinati, non ai superiori

    Non immaginavo che i cani del titolo fossero ciò che in aeronautica erano i missili e nell'esercito le burbe. La città è Lima, i cani sono le reclute del Collegio Militare Leoncio Prado. E' all'intern ...continue

    Non immaginavo che i cani del titolo fossero ciò che in aeronautica erano i missili e nell'esercito le burbe. La città è Lima, i cani sono le reclute del Collegio Militare Leoncio Prado. E' all'interno del collegio che è ambientata la quasi totalità della vicenda. Il primo problema che si presenta al lettore è prendere confidenza con la narrazione; finisce un periodo e senza preavviso, in quello successivo, il narratore varia. Affidarsi ad una pluralità di voci consente all'autore molteplicità di punti di vista, la scelta sarebbe interessante se non venisse complicata dai salti temporali. Il percorso disegnato da Llosa sembra un elettrocardiogramma sotto sforzo.
    Il poeta, lo schiavo, il giaguaro, il boa, con il passar delle pagine si tende ad immedesimarsi nei personaggi e nelle logiche che si scatenano. I protagonisti sono degli adolescenti, ma lo si dimentica
    Ma qui sei militare anche se non vuoi. E quello che importa nell'Esercito è essere un duro, avere un paio di coglioni d'acciaio, capisci? O fotti o ti fottono, non c'è rimedio.
    Il ritmo ad un certo punto diventa incalzante, sarà che la confidenza con la narrazione è stata acquisita? Di fronte ad un fatto tragico, la corporazione militare, emblema di tutte le corporazioni, difende se stessa innalzando muri di omertà e connivenza. Il concetto di giustizia viene accartocciato, solo il tenente Gamboa, uno alto, robusto, che porta spavaldamente il basco di traverso, tenta di recuperarlo dal cestino dove è stato gettato accettando di mettersi in conflitto con la corporazione.
    E' una storia di amicizia e di compromesso, una storia che probabilmente piacerà alla maggior parte di coloro che leggono per passione.

    Poi mi batteva sulla spalla: «attento a non ubriacarti.» Il pisco mi bruciava la gola e mi faceva venire le lacrime agli occhi.
    Tutte le volte che incontravo il termine pisco, lo sostituivo mentalmente con piscio e il discorso filava ugualmente. Il pisco è una cosa seria, è un liquore conteso fra due nazioni confinanti, ognuna delle quali ne rivendica la paternità
    https://it.wikipedia.org/wiki/Pisco_(distillato)

    Llosa sebbene meno onirico, è caracollante come ogni autore sudamericano.

    said on 

  • 5

    La scuola giusta per miss Italia 2015

    Un libro che ha fatto infuriare i militari e chi considera la loro disciplina necessaria per diventare "uomo".
    La città e i cani racconta in modo esemplare, come solo Mario Vargas Llosa sa fare, la vi ...continue

    Un libro che ha fatto infuriare i militari e chi considera la loro disciplina necessaria per diventare "uomo".
    La città e i cani racconta in modo esemplare, come solo Mario Vargas Llosa sa fare, la vita degli studenti nel collegio militare Leoncio Prado di Lima mettendo in evidenza la violenza la e rabbia dei ragazzi che lo frequentano. Quando le leggi di uno stato o le regole di una scuola o anche di una famiglia si impongono con violenza, generano a loro volta in chi la subisce, il desiderio di violare la legge o le regole e di fare violenza su qualcuno più debole.

    said on 

  • 4

    Mio padre pensava che Leoncio Prado avrebbe fatto di me un uomo, ma per me fu come scoprire l’inferno.

    Vargas Llosa scrive così della sua esperienza nel collegio militare di Lima. Un luogo in cui si dovrebbe studiare, imparando un po’ di disciplina, ordine e puntualità. Invece, come del resto in molti ...continue

    Vargas Llosa scrive così della sua esperienza nel collegio militare di Lima. Un luogo in cui si dovrebbe studiare, imparando un po’ di disciplina, ordine e puntualità. Invece, come del resto in molti altri collegi (anche non militari), al Leoncio Prado vige la sopraffazione del più forte sul più debole, quella sorta di nonnismo che tutt’ora esiste in molte caserme, ma soprattutto la crudeltà mentale e fisica. Adulti e adolescenti ribelli, immaturi, gonfi di ormoni, li veicolano in maniera impazzita e senza regole. Chi non è sufficientemente forte, cinico, in grado di difendersi, soccombe portandosi dietro il peso di quell’esperienza per tutta la vita, o potrebbe trasformarsi,per rivalsa ,in un altrettanto cinico aguzzino, gravato di insoddisfazioni e di rancore da scaricatre sulla vittima di turno.
    E un libro-denuncia che a suo tempo fece scalpore, tant’è che venne bruciato nelle piazze, di difficile lettura, non solo per il contenuto duro e violento, ma anche proprio per come è scritto; si fatica, a volte, a tener dietro alla narrazione per i diversi salti temporali e i continui cambi di prospettiva, ma sicuramente un libro da leggere.

    said on 

  • 4

    Passaggio per gradi

    Non sempre un romanzo che parla di un inferno terreno si limita a descriverne la forma primaria. In qualche caso, ne racconta su un altro piano la duplicità e il contenuto recondito e vi insedia persi ...continue

    Non sempre un romanzo che parla di un inferno terreno si limita a descriverne la forma primaria. In qualche caso, ne racconta su un altro piano la duplicità e il contenuto recondito e vi insedia persino la storia di un amore condiviso, in attesa di un possibile ribaltamento. Nel romanzo d'esordio dello scrittore di Arequipa, conosciamo una donna amata da tre giovani uomini, cadetti del medesimo collegio militare: e sono drammi. In questo romanzo autobiografico, l'adolescenza attraversa un territorio oscuro e conflittuale da un'innocenza, vissuta come ambigua alterità e debolezza, ad una maturità fatta di indipendenza, trasgressione e libertà: laddove questo rituale di trasformazione e passaggio compiuto dal Giaguaro, il Boa e il Poeta presenta i caratteri di violenza, sopraffazione, virilità, vessazioni e cameratismo tipiche delle istituzioni normative. Sempre in bilico tra lealtà e tradimento, gli allievi del Leoncio Prado di Lima sono dominati, in reazione alla disciplina, dalla pulsione sessuale e dal sadismo di una gerarchia crudele e insensata e finiscono per distruggersi l'un l'altro con modalità impersonali e spietate, in una polifonia di voci che rivela l'impronta di modelli disumani, innaturali e fittizi provenienti dall'universo adulto. Qui si mostra il volto del potere e dell'autorità che sconfigge e manipola il corpo dei soggetti vivi e responsabili, che non si piegano a logiche di morte. L'autore con stile cristallino mette in luce le trame oscure dietro ai rapporti di forza tra padroni e schiavi, potenti e fragili, adattati e irrisolti (non a caso il soprannome della vittima è Lo Schiavo e il vero antieroe è un solitario), dominati da un codice di comportamento morale che ha fondamenta dispotiche, irrazionali e inique. Realismo e poeticità si uniscono in una prosa mimetica e aggressiva, così sapientemente articolata da sfociare in numerose e polivalenti superfici narrative. Qui Vargas Llosa, giocando con i punti di vista e le linee temporali, intrattiene un discorso interno sulla relazione tra scrittura e creazione, incastonato in una dimensione di memoria e flusso di coscienza, dove l'immaginazione è il bene più prezioso. La creazione letteraria è qualcosa che coinvolge il lettore ed essendo il lettore un essere plurale e mai definitivo, la natura del significato di ciò che viene raccontato è soggetta a un'interpretazione aperta e molteplice, che nasconde sorprese e rivelazioni a volte sconosciute e inedite persino per l'autore stesso. E' questo il senso disperato di quanto scritto da Vargas Llosa in un articolo apparso recentemente quando dichiara di avere scoperto una nuova verità sul proprio romanzo in seguito ad una lettura illuminante del critico Roger Caillois: un dato romanzesco che pertiene niente meno che l'identità e il riscatto dell'ipotetico assassino.

    said on 

  • 0

    faccio fatica...al momento mi prende di più Trilobiti, che stavo centellinando un racconto a settimana, ma la prosa mi cattura di più che in La Città e i cani, a questo tipo di racconti contrappongo s ...continue

    faccio fatica...al momento mi prende di più Trilobiti, che stavo centellinando un racconto a settimana, ma la prosa mi cattura di più che in La Città e i cani, a questo tipo di racconti contrappongo sempre le storie di Jean Genet, schiette, dure e scritte benissimo...qua non vedo niente altro che lo squallore...e la scrittura mi sembra pesante...sarà il caldo o non fa per me?

    said on 

  • 5

    Vargas Llosa ci racconta un piccolo mondo, quello di un collegio militare per ragazzi, dove le uniche leggi che valgono sono quelle del branco e della violenza. Il forte e cattivo vive e prospera, il ...continue

    Vargas Llosa ci racconta un piccolo mondo, quello di un collegio militare per ragazzi, dove le uniche leggi che valgono sono quelle del branco e della violenza. Il forte e cattivo vive e prospera, il debole soccombe. Dissimulare quindi, nascondere la propria sensibilità, mascherarsi da malvagi senza rimorsi: per sopravvivere è fondamentale colpire per primi.

    Metafora di un'america latina inclinata sul bordo della violenza, devastata da colpi di stato, rivoluzioni, vessazioni straniere.

    Il libro parte piano ma coinvolge, rapisce, fino al soprendente finale.

    said on 

  • 2

    Indigesto

    Ho capito, al secondo tentativo, che l'estetica di Vargas Llosa non ha punti di convergenza con la mia. Almeno il primo libro ero riuscito a finirlo, ma questo avrebbe comportato una sorta di violenza ...continue

    Ho capito, al secondo tentativo, che l'estetica di Vargas Llosa non ha punti di convergenza con la mia. Almeno il primo libro ero riuscito a finirlo, ma questo avrebbe comportato una sorta di violenza e mi pare assurdo per uno che nella lettura cerca il piacere, sia pure emotivo e cerebrale.

    said on 

  • 5

    Me faltan estrellas

    Como digo, me faltan estrellas para valorar esta novela. Es cierto que cuesta al principio porque cambia de narrador, de tercera a primera persona, de tiempo, etc. Pero luego merece la pena. Si le cog ...continue

    Como digo, me faltan estrellas para valorar esta novela. Es cierto que cuesta al principio porque cambia de narrador, de tercera a primera persona, de tiempo, etc. Pero luego merece la pena. Si le coges el ritmo y te atrapa se lee incluso deprisa, pese a lo que pueda asustar al comienzo.

    Pienso que es una obra que puede marcar, no deja indiferente.

    ¿Qué hace de un niño/hombre cualquiera un "buen" hombre?

    said on