Create your own shelf sign up

Together we find better books

[−]
  • Search Conteggio caratteri ISBN valido ISBN non valido Codice a barre valido Codice a barre non valido loading search

LA CIUDAD Y LOS PERROS

By

Publisher: Ediciones Alfaguara, S.A. - Grupo Santillana

4.1
(675)

Language:Español | Number of Pages: 488 | Format: Paperback | In other languages: (other languages) Italian , German , French , Polish , Portuguese , Dutch , Greek

Isbn-10: 8420467065 | Isbn-13: 9788420467061 | Publish date: 

Also available as: Others , Hardcover , Leather Bound , Mass Market Paperback , Softcover and Stapled

Category: Education & Teaching , Fiction & Literature , History

Do you like LA CIUDAD Y LOS PERROS ?
Join aNobii to see if your friends read it, and discover similar books!

Sign up for free
Book Description
La ciudad y los perros no solamente es una diatriba contra la brutalidad ejercida en un grupo de jóvenes alumnos del Colegio Militar Leoncio Prado, también es un ataque frontal al concepto erróneo de la virilidad, de sus funciones y de las consecuencias de una educación castrense malentendida. Aunada a la brutalidad propia de la vida militar, a lo largo de las páginas de esta extraordinaria novela, la vehemencia y la pasión de la juventud se desbocan hasta llegar a una furia, una rabia y un fanatismo que anulan toda su sensibilidad.
Sorting by
  • 3

    Un pugno nello stomaco che non convince

    Un libro duro, forte ruvido sulla realtà di una scuola militare peruviana.
    E' molto famoso, ma a mio avviso Vargas Llosa ha scritto opere largamente migliori di questa.

    said on 

  • 4

    Coinvolgente

    Il libro suscita ricordi di gioventù legati al servizio di leva. Il malinteso concetto di "diventare uomini" si confonde con un più corretto "ritorno alla bestialità", violenza istinti e sopriusi sono le uniche caratteristiche esaltate durante il periodo in collegio... e chi dovrebbe dare l'esemp ...continue

    Il libro suscita ricordi di gioventù legati al servizio di leva. Il malinteso concetto di "diventare uomini" si confonde con un più corretto "ritorno alla bestialità", violenza istinti e sopriusi sono le uniche caratteristiche esaltate durante il periodo in collegio... e chi dovrebbe dare l'esempio troppo spesso è peggiore dei suoi allievi...

    said on 

  • 4

    La violenza quando è travestita da disciplina

    Io fatico sempre con i romanzi di Vargas Llosa. Non riesco mai ad entrare completamente con la testa nella narrazione, mi sento sempre respinto. Per cui ho iniziato questo libro con la solita sensazione ambivalente di ammirazione per le sue capacità descrittive ma con l’affanno di non afferrarne ...continue

    Io fatico sempre con i romanzi di Vargas Llosa. Non riesco mai ad entrare completamente con la testa nella narrazione, mi sento sempre respinto. Per cui ho iniziato questo libro con la solita sensazione ambivalente di ammirazione per le sue capacità descrittive ma con l’affanno di non afferrarne mai il ritmo. Questa poi è una storia con molti personaggi, molti cambiamenti di prospettiva e di messa a fuoco e Vargas Llosa perde anche tempo contestualizzando la storia. Ma in definitiva questa volta l’ho apprezzato: egli scrive per un lettore attento, che riesce a seguire nella sua originalità i salti di tempo e di spazio, tesse una storia di brutalità, di marginalità, di adolescenti che come unico modo per ottenere il rispetto in una scuola militare devono essere violenti e furbi. E’ una storia di giovani in gabbia che credono di trovare nel fumo, nell'alcool e nel frequentare prostitute un modo per superare in astuzia gli adulti. E’ un storia di abusi: tra giovani cadetti, tra gli adulti e i cadetti, delle istituzioni contro l’uomo. Tutto comincia con una tragedia che, dopo tutto, non importa a nessuno, perché in quel mondo spietato una vita umana a meno valore di una promozione. L’ultima parte poi è veramente notevole, i salti temporali si verificano su diverse linee, in un lavoro di montaggio quasi cinematografico e a quel punto ero catturato dalla storia. Insomma, La città e i cani è un libro enorme non solo per il modo in cui affronta i problemi che tocca, ma anche per il mestiere con cui è raccontata la storia. E adesso Vargas Llosa diventa un altro autore con cui devo fare i conti.

    said on 

  • 3

    mi è piaciuto abbastanza. non sempre è facile da capire, ci sono salti temporali. racconti in prima persona di personaggi diversi. poi c'è la voce del narratore, insomma di tutto un po'.
    la storia di questi ragazzi nel collegio militare è interessante, ma non lascia nessuna speranza che la ...continue

    mi è piaciuto abbastanza. non sempre è facile da capire, ci sono salti temporali. racconti in prima persona di personaggi diversi. poi c'è la voce del narratore, insomma di tutto un po'.
    la storia di questi ragazzi nel collegio militare è interessante, ma non lascia nessuna speranza che la vita militare li possa migliorare, anzi.
    le vicende sono quelle di ragazzini peruviani in lotta col mondo e con l'età della ribellione.

    said on 

  • 4

    "Come poteva avere una fiducia cieca nelle autorità, dopo ciò che era successo? Forse la cosa migliore sarebbe stata quella di comportarsi come facevano tutti. Senza dubbio, il capitano Garrido aveva ragione: i regolamenti devono essere interpretati razionalmente, bisogna pensare soprattutto alla ...continue

    "Come poteva avere una fiducia cieca nelle autorità, dopo ciò che era successo? Forse la cosa migliore sarebbe stata quella di comportarsi come facevano tutti. Senza dubbio, il capitano Garrido aveva ragione: i regolamenti devono essere interpretati razionalmente, bisogna pensare soprattutto alla propria sicurezza, al proprio avvenire."

    http://alea-iactaest.blogspot.it/search/label/La%20citt%C3%A0%20%20e%20i%20cani

    said on 

  • 5

    Tributo ad un capolavoro.

    Avevo perso la voglia di leggere, nei primi mesi di quest'anno: Quando si vive un certo tipo di problemi un'abitudine che in ogni caso conduce a chiudersi in se stessi è sempre fonte di angoscia.
    La penna di Mario Vargas Llosa ha rimesso le cose a posto, cosegnandomi uno dei più immensi cap ...continue

    Avevo perso la voglia di leggere, nei primi mesi di quest'anno: Quando si vive un certo tipo di problemi un'abitudine che in ogni caso conduce a chiudersi in se stessi è sempre fonte di angoscia.
    La penna di Mario Vargas Llosa ha rimesso le cose a posto, cosegnandomi uno dei più immensi capolavori che abbia mai incontrato da quando ho ricominciato a leggere in modo importante.

    Chi ha letto "la zia Julia e lo scribacchino" ha avuto in cambio uno sfolgorante quadro dell' America latina, e di Lima in particolare, con tutta la sua energia e la sua voglia di vivere; ed in parallelo l'amore per la scrittura (e per le donne, perchè no?) di un giovane intellettuale.

    "la città e i cani" ci mostra il lato oscuro di quell'amore. Perchè quell'amore per la vita fatalmente non può prendere solo direzioni creative e sempre si traduce anche in conflitto, scontro, desiderio di distruzione. Parlando di questo libro Varguitas dirà
    «A questo mondo la violenza è una sorta di fatalità. In un Paese sottosviluppato come il mio, la violenza è esteriore, epidermica, è presente in ogni momento della vita individuale, è la radice di tutti i rapporti umani».

    La storia è ancora una volta autobiografica: le famiglie più abbienti del Perù vivono come un problema la crescita dei loro figli come bambini viziati, effeminati, poco ambiziosi e per nulla desiderosi di combattere per emergere: spesso la soluzione è fargli condurre gli studi superiori in un' accademia militare, al fianco dei delinquenti di periferia chiusi lì dentro per allontanarli dalla strada. Il doversi adattare alla disciplina militare e l'essere costretti a far entrare la violenza, la sopraffazione e lo scontro come elemento logico della propria vita sarà per questi ragazzi un inferno.

    Per gente come il Giaguaro, il Boa, il negro Vallano l'esperienza è dura ma comprensibile: chi nasce nella miseria e nello squallore delle periferie peruviane è abituato a lottare per la sopravvivenza fin dalla nascita e vive il sopruso e la violenza gratuita come uno strumento, non come un'ingiustizia. Ma Ricardo Arana, il giovane cadetto che non sà comportarsi all'interno di queste logiche e che non possiede la doppiezza necessaria per trasformare la cultura in un'arma, si trasformerà presto in un derelitto deriso da tutti senza possibilità di reagire che non sia la delazione. Pagherà questo sbaglio con la morte.

    Come "la zia Julia e lo scribacchino" e' un libro sulla giovinezza, e quindi sulla scoperta. La scoperta che crescere significa anche lottare, in un gioco senza regole dove ogni sopruso è permesso, e dove la pena per lo sconfitto è vivere da derelitti ed alla fine, morire. In termini assai meno drammatici rispetto a quanto possa accadere nel Sudamerica del '900, penso che questa esperienza sia generale. Ogni volta che ci si trova ad avere a che fare con un gruppo di giovani, salta sempre fuori il perdente, lo "sfigato" di turno che sembra non trovare modo di uscire dalla sua condizione se non rivolgendosi agli adulti (e trovandosi quindi espulso per sempre dal gruppo). Se ci si guarda meglio, spesso questa figura non è altro che un ragazzo che non si trova a proprio agio nella lotta per emergere, e che pur di non scontrarsi con gli altri preferisce adeguarsi.

    Un ritratto tanto magistrale quanto cinico dell'educazione militare peruviana non poteva piacere al governo di allora, che censurò immediatamente "la città ed i cani". Presto sarebbe diventato tragico protagonista di numerosi roghi nelle piazze di Lima: arma troppo affilata e micidiale la penna del genio di Arequipa che chiede terribile vendetta dell'inferno che ha dovuto passare: Fortunatamente il romanzo è sopravvissuto ed è oggi solo un immenso capolavoro da leggere, rileggere e su cui riflettere a lungo quando si pensa alla nostra gioventù od a quella degli adolescenti di oggi.

    Un ultimo pensiero alla povera cagna Malpapeada adottata dal cadetto detto "il Boa". Tanto commovente nella sua fedeltà quanto raccapriccianti le torture che per divertimento e quasi con indifferenza il padrone le infligge, essa è un altro simbolo di quella violenza come elemento scontato del nostro essere che il libro restituisce. Forse questa povera creatura merita un posto di spicco in mezzo a tanti altri bellissimi cani che ho incontrato nelle mie letture.

    said on 

  • 3

    Un aspro e ruvido romanzo di formazione

    Si narra della crescita di un gruppo di ragazzi (protagonisti e comprimari) in un paese, il Perù, ancorato ad un'impostazione fortemente sciovinista della società, di cui la scuola militare in cui si svolge la storia rappresenta l'emblema.
    Non di facile lettura, per la durezza dei temi trat ...continue

    Si narra della crescita di un gruppo di ragazzi (protagonisti e comprimari) in un paese, il Perù, ancorato ad un'impostazione fortemente sciovinista della società, di cui la scuola militare in cui si svolge la storia rappresenta l'emblema.
    Non di facile lettura, per la durezza dei temi trattati (violenza, emarginazione, morte) e per uno stile a volte impersonale, alterna pagine che riescono a coinvolgere ad altre che disturbano per una mancanza di linearità e di empatia.

    said on 

  • 4

    Il libro è molto duro e difficile da seguire per i continui cambi di prospettiva. Tuttavia, per il fatto che gli eventi narrati sono ispirati alla cruda realtà di un famoso collegio militare, il libro risulta essere molto coinvolgente.

    said on 

  • 4

    Laddove uno scrittore qualunque avrebbe puntato su un romanzo fortemente a tesi, tutto orientato ad argomentare, con vignette dimostrative, l'esercizio quotidiano e rituale della violenza in un collegio militare, uno scrittore da Nobel come Vargas Llosa - sebbene ancora ai primi lavori, in que ...continue

    Laddove uno scrittore qualunque avrebbe puntato su un romanzo fortemente a tesi, tutto orientato ad argomentare, con vignette dimostrative, l'esercizio quotidiano e rituale della violenza in un collegio militare, uno scrittore da Nobel come Vargas Llosa - sebbene ancora ai primi lavori, in questo caso - riesce a imbastire un'opera che mescola dolcezza e crudeltà, sorprendendo per il caleidoscopio di stile e linguaggio.
    La trama è fin troppo semplice: la quotidianità di un collegio militare viene scalfita da un evento traumatico. La morte, in circostanze misteriose, di un giovane cadetto - che ha luogo esattamente a metà del romanzo - mette in azione una catena di eventi che fino all'ultimo sembra riuscire, o forse no, a mettere in crisi tutto il sistema militare. Già si mostra la finezza, per quanto grossolanamente schematica, di una strutturazione del romanzo: una pars costruens, che illustra, attraverso una successione di piccoli episodi, la vita nel collegio, e una pars destruens, in cui il sistema viene messo in crisi. Se il grosso del materiale narrativo sembra solo una sequela di piccoli eventi insignificanti (dal "battesimo" dei cadetti alle zuffe, dalle bische clandestine in bagno alle libere uscite con le ragazze giù in città), si coglie ben presto la finissima sostanza di dolcezza e crudeltà in perfetto equilibrio, una innocenza deviata, più che violata, che caratterizza i giovani personaggi del romanzo. L'affettuoso attaccamento di un cadetto verso un cagnolino, a dispetto di tutta l'umanità, il rigore morale del cadetto più terribile di tutti, che sceglie di addossarsi una colpa non sua per non perdere la sua integrità - sono alcuni tra i tratti che caratterizzano i personaggi principali, restituendo un ritratto vivido e commovente, affatto generazionale.
    A soprendere poi è il lavoro stilistico dell'autore, che organizza una sovrapposizione di registri, stili e punti di vista, una prospettiva multipla che cozza e vuole cozzare violentemente con una trama piatta e piana. Devo ammettere il mio dispiacere, a questo punto, per una traduzione che non mi è sembrata proprio ottimale, che al di là di traduzioni di termini letterali e un mancato adattamento dell'incomprensibile gergo dei cadetti, appesantisce la pagina, rendendo difficoltosa la lettura (come se già non bastasse l'ambiguo fuoco multiplo della narrazione).
    Si procede con lentezza, inghiottendo un boccone amaro dopo l'altro, quasi come fosse un supplizio: ma quando arrivi alla fine del romanzo, davanti l'ultima pagine che sembra interrompersi improvvisamente, ti accorgi della strada fatta, di quanto sei cresciuto. Lì, nell'ombra gettata da tutte le pagine voltate, si coglie la grandezza di un romanzo che già fa sentire la sua mancanza.

    said on 

  • 5

    Violento ma anche...

    ... dolce.
    Qualche incriccatura dovuta ai molti cambi di tempo e voce narrante, ma col passare delle pagine rimane solo la qualità della scrittura e della storia.

    said on