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LA ISLA INAUDITA

By Eduardo Mendoza

(10)

| Paperback | 9788432207709

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Book Description

En una Venecia insólita, a la vez cotidiana e irreal, el prófugo viajero se sustrae a las férreas y sórdidas leyes de su rutina barcelonesa para ingresar en un paréntesis que de provisional parece llamado a convertirse en indefinido: una vida regida Continue

En una Venecia insólita, a la vez cotidiana e irreal, el prófugo viajero se sustrae a las férreas y sórdidas leyes de su rutina barcelonesa para ingresar en un paréntesis que de provisional parece llamado a convertirse en indefinido: una vida regida quizá por otra lógica secreta, hecha de encuentros casuales, de sucesos imprevistos, de relatos y leyendas de tradición oral y mitos lacustres.

6 Reviews

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  • 1 person finds this helpful

    Bel libro, anche se delle volte troppo strano, si perde il filo velocemente e si diventa lento a tratti.
    Quando ci si abitua e si va più avanti poco a poco riprende e alla fine un po' deludente, per scontato.

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    Spagnolo said on Mar 11, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    La llegada de un hombre a Venecia huyendo de la presión y responsabilidad de su empresa y su vida es el hilo conductor o más bien la excusa para enlazar varias historias sobre santos, leyendas, situación de palacios, discusiones pseudoreligiosas, etc ...(continue)

    La llegada de un hombre a Venecia huyendo de la presión y responsabilidad de su empresa y su vida es el hilo conductor o más bien la excusa para enlazar varias historias sobre santos, leyendas, situación de palacios, discusiones pseudoreligiosas, etc...

    La novela te lleva de una historia o un escenario a otro sin que tenga, para mi gusto, demasiada coherencia. El protagonista no es que se deje llevar es que va hacia donde le lleva el pavimento. Una pluma al viento tiene más control sobre su destino que el.

    Con las 25 primeras páginas y las 25 últimas podría haberse escrito la historia y el libro. Me ha dejado indiferente.

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    CARMENCHU said on May 22, 2012 | 1 feedback

  • 1 person finds this helpful

    libro letto anni fa, come è finito qui?

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    Baol said on Jan 29, 2012 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Uscito nel 1991, l'anno dopo la fortunatissima uscita del suo "Il mistero della cripta stregata" questo libro non sembra neanche scritto da Mendoza.
    Manca totalmente di ironia, la cosa più importante dei lavori di Mendoza, le frasi in altri li ...(continue)

    Uscito nel 1991, l'anno dopo la fortunatissima uscita del suo "Il mistero della cripta stregata" questo libro non sembra neanche scritto da Mendoza.
    Manca totalmente di ironia, la cosa più importante dei lavori di Mendoza, le frasi in altri libri complesse con una forma ironicamente erudita ma in realtà piene di umorismo e comicità sono in questo libro secche, piatte e anonime.
    Trama quasi inesistente e poi il tutto è ambientato a Venezia e adesso cominciano le note dolenti.
    Da buon veneziano, che nutre un amore folle per la sua città, non sopporto giudizi e impressioni superficiali, banali e scontate, la cosa mi crea fastidio come un pestone di piedi in un tram affollato quando mi ero poi lucidato poco prima le scarpe con tanto amore.
    Descrive Venezia come una isola delle Baleari, parla di una isoletta dove i protagonisti vanno a mangiare che sembra una piccola isoletta caraibica, confonde il fenomeno dell'acqua alta che dura al massimo sei ore con un straripamento di un fiume che allaga per giorni le campagne o una alluvione.
    Non riesce a trovare l'atmosfera....lo so è difficile...difficilissimo... Venezia è una vecchia ruffiana che bisogna amare, che devi coccolare, alla quale devi grattare la pancia, che devi ascoltare ... meglio che devi saper ascoltare....
    Quanti pittori, fotografi e scrittori hanno toppato miseramente?!?! Prendiamo a caso un esempio super illustre, Giorgio de Chirico che con le sue Venezie barocche con quei coloretti accesi ha dimostrato di non aver capito assolutamente niente di lei e questo anche se era un suo assiduo visitatore, ogni settembre lo trovavate seduto al bar "da Paolin" in campo Santo Stefano. Ma ha voluto usare i suoi metodi in pittura invece di accettare le regole della vecchia ruffiana.
    Bisogna amarla, evitare i percorsi turistici, andare per strade sconosciute, andare per "fodere" come diciamo noi veneziani, per poi trovarvi d'improvviso davanti ad un luogo magico tipo "L'Abazia", un teatrino magico vicino al Ghetto oppure per altre strade trovarvi alle Zattere e prendervi il "Gianduiotto", luogo altrettanto magico specie se in amorevole compagnia, dovete decidere voi quale. E magari lasciar perdere questo libro.. altrimenti, se volete leggere Mendoza, vi consiglio il primo su nominato.

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    Mario08 said on Dec 18, 2011 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Direi un tre stelle e mezzo. L'ho letto veramente tanti anni fa e ricordo solo quella Venezia misteriosa e inquietante.

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    Matilde said on Jan 12, 2011 | Add your feedback

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    La storia di come un comune uomo d'affari, un industriale di Barcellona, decide di lasciarsi tutto alle spalle e partire per Venezia. La storia di come il suo incontro con una misteriosa ed affascinante fanciulla abbia cambiato radicalmente la sua vi ...(continue)

    La storia di come un comune uomo d'affari, un industriale di Barcellona, decide di lasciarsi tutto alle spalle e partire per Venezia. La storia di come il suo incontro con una misteriosa ed affascinante fanciulla abbia cambiato radicalmente la sua vita, catapultandolo in un mondo a lui sconosciuto, in una avventura popolata da personaggi pericolosi e strani. Personaggi così assurdi che solo un autore come Mendoza può creare e riuscire a farceli sembrare "veri".

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    pepi66 said on Mar 2, 2010 | Add your feedback

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