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LA MANO DE FATIMA

(ED. LIMITADA)

By

Publisher: GRIJALBO

3.6
(1816)

Language:Español | Number of Pages: | Format: Others | In other languages: (other languages) Italian , Dutch , English , Swedish , Portuguese , German , French , Czech

Isbn-10: 8425345553 | Isbn-13: 9788425345555 | Publish date: 

Also available as: Hardcover , Paperback , Mass Market Paperback

Category: Fiction & Literature , History , Religion & Spirituality

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Book Description
La historia de un joven atrapado entre dos religiones y dos amores, en busca de su libertad y la de su pueblo, en la Andalucía del siglo XVI.
1568. En el agreste paisaje de las Alpujarras granadinas, los moriscos sobreviven gracias a su duro esfuerzo a pesar de los continuos obstáculos que les imponen los cristianos viejos. Obligados a venerar unos símbolos religiosos en los que no creen, su descontento crece hasta estallar en una revuelta cruel y sanguinaria. Entre los sublevados se halla Hernando, un joven de catorce años que ha sufrido el rechazo de su gente debido a su origen: su madre, Aisha, fue violada por un sacerdote y él, apodado el nazareno, es el fruto de dicho ultraje. Forzado por su padrastro, Brahim, a trabajar como arriero desde muy niño, la guerra se convierte para Hernando en la oportunidad de demostrar su valía ante un pueblo que le desprecia. Su valor y su habilidad con los animales le hacen ganarse la confianza de Ibn Umeyya, el rey de al-Andalus, y la gratitud de Fátima, la joven madre de un pequeño a la que salva de una muerte cierta. No será la única a quien salvará en esta contienda. Debatiéndose entre la fe que le inculcó Hamid, el viejo alfaquí que se convirtió en el padre que nunca había tenido, y los desmanes que contempla cometidos en nombre de Alá, su buen corazón le impele a ayudar a Isabel, una niña cristiana cautiva, y a un noble castellano, don Alfonso, que le jura su eterno agradecimiento. Pero su honestidad le granjea también envidias y enemigos: sobre todo Ubécar, el arriero ladrón, y Brahim, su cruel padrastro, que no soporta los favores que el rey, y sobre todo la bella Fátima, prodigan a su hijo bastardo, del cual se venga maltratando impunemente a Aisha, su madre. Aprovechando la muerte del rey a manos de sus propios hombres, Brahim consigue condenar a Hernando a la esclavitud y contraer matrimonio con Fátimala muchacha. Su puesto como lugarteniente del nuevo monarca parece hacerle invulnerable…

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  • 0

    Noia. Odio abbandonare i libri. È una cosa che mi disturba...ma questa volta non ho potuto esimermi dal farlo. Sarei morta di noia. Trama: questa sconosciuta. Diluita, annacquata fino ...continue

    Noia. Odio abbandonare i libri. È una cosa che mi disturba...ma questa volta non ho potuto esimermi dal farlo. Sarei morta di noia. Trama: questa sconosciuta. Diluita, annacquata fino all’inverosimile, lenta, vuota, insulsa. La parte storica, la migliore a mio avviso, se ne sta lì, da una parte e guarda malinconica verso le vicende dei personaggi ma sembra non riuscire mai ad integrarsi con esse...e viceversa. Sembrano due piani diversi, scollati tra loro. Proprio non son riuscita a digerirlo: lo leggevo e non mi diceva assolutamente nulla. uno strazio senza fine.

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  • 4

    Altra bella prova di questo scrittore che riesce a coinvolgere e tenere viva l'attenzione del lettore. Forse un po' troppo lungo, la storia alla fine è un po'trascinata.

    said on 

  • 5

    Semplicemente meraviglioso. Ho seguito la vita di Hernando e Fatima con un peso sul cuore, consapevole di quante ingiustizie ci siano state nel corso dei secoli.

    said on 

  • 1

    Adatto agli ingenui, poco curato, banale. Da granadina d'adozione non so se ridere o piangere

    Premessa 1: io vivo tra Milano e Granada. Praticamente ci sono cresciuta e conosco ogni pietriccio dell'80% dei luoghi citati (sì, conosco anche una buona parte di storie e leggende sulla rivolta ...continue

    Premessa 1: io vivo tra Milano e Granada. Praticamente ci sono cresciuta e conosco ogni pietriccio dell'80% dei luoghi citati (sì, conosco anche una buona parte di storie e leggende sulla rivolta delle Alpujarras). Premessa 2: ho letto questo romanzo sapendo a cosa andavo incontro: voglia di chiuderlo subito. Trama esilissima, allungata in modo da risultare noiosa e poco credibile. Un papocchione storico costruito su buone intenzioni che si concretizzano in fallimento narrativo. E la volete la verità? Mi è sembrato che gran parte della fascinazione Falcones l'abbia cercata nell'affastellamento di favolose vestigia descritte in modo degno di pamphlet dell'ente del turismo. Oh, Cordoba è anche meglio di come viene descritta, credetemi (io amo quel posto, la sua gente e appena posso ci scappo volentieri). Ma si abusa di quelli che sono i tipicos topicos, direbbe uno spagnolo: i luoghi più che comuni. Si cita la nobile casa dei Fernandez de Cordoba e neanche un accenno a Juan Latino (tra l'altro imparentato con Aben Humeya)? Già, perché Falcones non lo dice, ma in quegli anni c'erano degli uomini di colore molto più influenti dei moriscos. Ma queste sono storie per chi se ne intende, non di certo per chi vuole leggersi una storiella dai toni esotici. Allora andiamo a prendere un episodio che pure in Spagna si conosce poco, ma fa gioco perché rimanda all'immaginario collettivo, Andalucia avamposto musulmano in Europa, eccetera. Poi ci piantiamo una storia d'amore e le mille avversità. Bene. Se vi basta, ok. Ma sappiate che è un romanzo per anime pure. Specifico che Falcones è uno che si documenta in modo certosino, la parte storica del suo romanzo (quella funzionale alla trama) è solidissima. Non ci fosse quella, il romanzo sarebbe un Harmony. Conclusione: ho dato una stella perché meno non si può.

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  • 3

    3 stelline e mezzo

    Molta trama, la ricostruzione storica pare accurata, molti colpi di scena, sangue, sesso, avventura, religione...però è un po' tutto spinto all'eccesso, un po' troppo barocco, un po' troppo lungo, ...continue

    Molta trama, la ricostruzione storica pare accurata, molti colpi di scena, sangue, sesso, avventura, religione...però è un po' tutto spinto all'eccesso, un po' troppo barocco, un po' troppo lungo, un po' troppo esagerato. Comunque una buona lettura estiva.

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  • 3

    Un'epopea islamica in Spagna

    Leggendo la nota finale redatta da Falcones si intende perfettamente le radici storiografiche e i riscontri storici che stanno alla base del lungo periodo tra il XVI e il XVII secolo in cui è ...continue

    Leggendo la nota finale redatta da Falcones si intende perfettamente le radici storiografiche e i riscontri storici che stanno alla base del lungo periodo tra il XVI e il XVII secolo in cui è ambientata la lunga vicenda di Hernando alias Hamid ibn Hamid,detto il Nazareno, e la sue donne: Fatima, Isabel, Rafaela. Lo scenario è costituito dapprima dalla rivolta dei moriscos, poi dalla vittoria della Spagna cattolica e dalla conseguente persecuzione del popolo moresco, ancorché convertito a forza al cattolicesimo, fino alla sua deportazione sotto Filippo III. Definire il plot come un “thriller storico” è assolutamente fuorviante: in realtà siamo nella tradizione del romanzo storico otto-novecentesco, se non altro per l’ampiezza del disegno narrativo, il dualismo di volta in volta polarizzato tra coppie di personaggi, l’uso dei tradizionali ribaltamenti narrativi (assassini, vendette, tradimenti, amori impossibili, agnizioni, Spannung, deus ex machina, ecc.). La novità dell’opera di Falcones sta nel suo punto di vista: il narratore sta saldamente dalla parte degli islamici, ancor prima dal punto di vista religioso che da quello propriamente storico. Sia detto tra parentesi: sta benissimo una critica della teologia cattolica, ma che vi si contrapponga non già una visione laica dell’esistenza umana, bensì l’apologia di un’altra confessione religiosa monoteistica, in quanto giusta” e fonte della vera salvezza, lascia scettico e un po’ annoiato il lettore medio europeo del XXI secolo, il quale a volte teme di esser caduto dalla padella alla brace. Trattandosi di un best-seller in numerosi paesi non resta che concludere: o l’Occidente si è veramente islamizzato, come paventano gli oscuri teorici delle destre nazionaliste e xenofobe europee, oppure il lettore di massa dei nostri tempi ha un’intelligenza critica di poco superiore a un ragazzino di otto anni. Ciò detto, il mestiere non manca a Falcones e la trama ha momenti di lettura coinvolgente.

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  • 4

    Un romanzo storico ben scritto dove però il tessuto storico sembra prevalere sulla descrizione dei protagonisti e sull'intreccio delle vicende. Le difficoltà che ho incontrato nella lettura sono ...continue

    Un romanzo storico ben scritto dove però il tessuto storico sembra prevalere sulla descrizione dei protagonisti e sull'intreccio delle vicende. Le difficoltà che ho incontrato nella lettura sono dovute esclusivamente alle mie limitate conoscenze della geografia dei luoghi e del particolare contesto storico. Sapevo del bando degli Ebrei, ma non ricordavo la vicenda dei moriscos musulmani o cristiani nuovi. Mi stupisce però sempre come, in tema di religioni, la storia faccia pochi passi in avanti e come le intolleranze nel nome dei vari dei continuino e ripertersi nel corso dei secoli della storia umana (ieri l'Andalusia, oggi l'Iraq)

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  • *** This comment contains spoilers! ***

    4

    Andalucìa prima di tutto

    L'ho letto in poco tempo, benchè alcune parti fossero lente. Sono indecisa su come giudicarlo. Io amo visceralmente l'Andalucìa e quindi ripercorrere la storia di luoghi che amo mi ha sicuramente ...continue

    L'ho letto in poco tempo, benchè alcune parti fossero lente. Sono indecisa su come giudicarlo. Io amo visceralmente l'Andalucìa e quindi ripercorrere la storia di luoghi che amo mi ha sicuramente tenuta attaccata al libro. Il grosso MA è il protagonista e il fatto che sia veramente un intrico di disgrazie e improbabili salvataggi all'ultimo minuto. Non sono riuscita ad amarlo o apprezzarlo nella sua ambiguità. Manca sicuramente di qualcosa la trama di questo libro. La ricostruzione è bella, veramente bella,ma la storia è paradossalmente "troppo",troppo lunga in alcuni punti, troppo breve in altri, troppo ridondante, troppo improbabile...ho aspettato per 500 pagine Fatima...mentre Hernando combinava guai. E alla fine l'autore sembrava che si fosse scocciato e mi liquida Hernando e Fatima con un bacio dopo 30 anni di Fatima qua, fatima là. Lo salvo per la storia e l'ambientazione ma la trama proprio no. Dite di leggere la cattedrale del mare?

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  • 4

    Ne "La mano di Fatima" si racconta il periodo storico che va dal 1568 al 1612 durante il quale in Spagna ci fu una dura guerriglia tra cristiani (che poi l'hanno spuntata) e i moriscos. Il ...continue

    Ne "La mano di Fatima" si racconta il periodo storico che va dal 1568 al 1612 durante il quale in Spagna ci fu una dura guerriglia tra cristiani (che poi l'hanno spuntata) e i moriscos. Il protagonista è Hernando Ruiz (in musulmano Hamid ibn Hamid), figlio di una moriscos stuprata da un sacerdote, detto il nazareno. Alternativamente odiato dai cristiani e dai moriscos prima di essere malvisto da entrambi, grazie alla sua capacità nel trattare i cavalli, riesce più volte a entrare nelle grazie dei potenti ai quali bada agli animali prima di cadere sempre in disgrazia. Nel suo animo crede in Allah ma durante le varie vicissitudini che vive (da un patrigno che lo vuole morto e che gli ruba la moglie, alla schiavitù presso un corsaro, alle deportazioni, ecc.) si trova più di una volta a salvare un cristiano. Hernando, attraverso un sotterfugio, tenterà di avvicinare le due religioni nella speranza di evitare l'espulsione del suo popolo dalla Spagna. Amore e passione per più di una donna non mancano. La trama è lunga e articolata e non può essere riassunta in poche righe. Il libro è bello e si legge con piacere anche se poteva essere snellito un po' qua e un po' là (sono circa 900 pagine). Si impara molto su un periodo storico a tanti sconosciuto.

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  • 5

    Un libro muy Ildefonso Falcones, pero que te mantiene entretenida todo el tiempo. La historia es genial pero siempre utiliza la misma técnica de desgracia con solución de final feliz. A ratos ...continue

    Un libro muy Ildefonso Falcones, pero que te mantiene entretenida todo el tiempo. La historia es genial pero siempre utiliza la misma técnica de desgracia con solución de final feliz. A ratos angustiosa pero siempre te mantiene en vilo. Recomendable

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