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L'Idiot

By Fedor Mikhaïlovitch Dostoïevski

(11)

| Mass Market Paperback | 9782253067085

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Book Description

561 Reviews

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  • 1 person finds this helpful

    Ho iniziato a leggere questo libro circa due anni fa. L'ho mollato arrivato alla terza parte, probabilmente perché non capivo. Ho preso nuovamente il libro una settimana fa e l'ho ricominciato da capo. Non c'è una migliore opera quando si parla di Do ...(continue)

    Ho iniziato a leggere questo libro circa due anni fa. L'ho mollato arrivato alla terza parte, probabilmente perché non capivo. Ho preso nuovamente il libro una settimana fa e l'ho ricominciato da capo. Non c'è una migliore opera quando si parla di Dostoevskij, ma quanta pietà, quanta pena per il Principe, quanti sentimenti che si manifestano durante la lettura, quante domande che mi son posto e quante volte mi sono immedesimato troppo. Quanta fierezza, quanta ansia e quante volte ho imprecato contro qualcuno dei personaggi, tutte queste persone inesistenti.

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    selfzeroing said on Oct 18, 2014 | Add your feedback

  • 10 people find this helpful

    La pena per l'Idiota.
    L'apprensione per l'Idiota.
    L'irritazione per l'idiota.
    Il timore di essere l'idiota.
    La speranza di essere l'idiota.
    Il sospetto di essere l'idiota.
    Temere per l'Idiota
    La rivincita dell'Idiota.
    La consapevolezza dell'Idiota.
    L ...(continue)

    La pena per l'Idiota.
    L'apprensione per l'Idiota.
    L'irritazione per l'idiota.
    Il timore di essere l'idiota.
    La speranza di essere l'idiota.
    Il sospetto di essere l'idiota.
    Temere per l'Idiota
    La rivincita dell'Idiota.
    La consapevolezza dell'Idiota.
    La delusione di non essere l'Idiota.
    Chiedersi tutte le pagine se questo può essere il libro del cuore.
    Alcuni che conosci lo hanno detto.
    Il Libro del cuore. L'Idiota.
    Non capire perchè.
    Rileggerlo.
    Capire perchè.
    Controllare i propri gesti durante il giorno.
    La qualità dei sorrisi.
    La consistenza delle proprie doti.
    Tastare l'adesione alla realtà.
    Misurare la limpidezza dei sentimenti propri.
    La trasparenza della proprià spontaneeità.
    Mormorare alla cassiera un buongiorno distratto.
    Lev Nicolaj.
    Principe.
    Principe Lev Nicolaj Miskin.
    L'Idiota.

    E ricominciare da capo.

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    Lo spirito delle scale (una persona da poco) said on Oct 16, 2014 | 8 feedbacks

  • 1 person finds this helpful

    È il primo romanzo russo che leggo: noto che non mi risulta scorrevole quanto altri dello stesso periodo storico (ma di altre nazionalità). È carico di dialoghi, anche lunghi, tanto che la delineazione dei personaggi traspare più da questi che non da ...(continue)

    È il primo romanzo russo che leggo: noto che non mi risulta scorrevole quanto altri dello stesso periodo storico (ma di altre nazionalità). È carico di dialoghi, anche lunghi, tanto che la delineazione dei personaggi traspare più da questi che non dalle descrizioni dell'autore.

    Comunque pur essendo in un periodo pieno di impegni sono arrivata a metà in una settimana, quindi non è una lettura inaffrontabile; anche perché alcuni passi sono molto piacevoli. Percepisci che vogliono dirti qualcosa: offrirti una morale, oppure farti cogliere nuove sfaccettature dell'animo dei personaggi (e in generale, dell'animo umano). Ma forse non c'era bisogno di specificarlo trattandosi di un autore del calibro di Dostoevskij!

    *** Proseguendo la lettura mi sono ricreduta sulla prima impressione: dopo la prima parte (secondo me la più pesante delle quattro) la trama prende pieghe inaspettate ed anche i dialoghi sono più interessanti. E poi, a questo idiota si può solo voler bene.

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    December said on Oct 16, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Ondivago nei temi, ma capace di sorprendenti cambi di registro nello stile : dal comico al tragico al filosofico ; esagerato nel delineare il carattere dei personaggi, tutti sopra le righe, ossessionato dai temi etici che affronta ora con inventiva e ...(continue)

    Ondivago nei temi, ma capace di sorprendenti cambi di registro nello stile : dal comico al tragico al filosofico ; esagerato nel delineare il carattere dei personaggi, tutti sopra le righe, ossessionato dai temi etici che affronta ora con inventiva e profondita', ora con pregiudizi slavofili imbarazzanti, D. ha comunque il dono di una creativita' che affascina il lettore e suscita in lui reazioni contrastanti. In realta' , a differenza di Tolstoj, annaspa inquieto in nome e alla ricerca di una purezza irraggiungibile che finisce coll'incarnare in personaggi astorici ed irreali come il principe Myskin o Alioscia nei Karamazov. La traduzine di A.Polledro e' datata. E' uscita per Bompiani una edizione con testo russo a fronte.... chissa' se mi ci buttero'.

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    Romeomuratori said on Oct 2, 2014 | Add your feedback

  • 3 people find this helpful

    Il nucleo di interesse del romanzo non sta nella trama ma nel messaggio implicito che accompagna il protagonista (il principe Myskin), che si definisce idiota perché i ripetuti attacchi epilettici, particolarmente frequenti e violenti durante la sua ...(continue)

    Il nucleo di interesse del romanzo non sta nella trama ma nel messaggio implicito che accompagna il protagonista (il principe Myskin), che si definisce idiota perché i ripetuti attacchi epilettici, particolarmente frequenti e violenti durante la sua infanzia, gli hanno lasciato in eredità una percezione alterata del mondo e dei suoi simili. Naturalmente idiota non lo è affatto, e forse non è neppure un ingenuo, dal momento che è in grado di riconoscere le cattive intenzioni altrui, sebbene non faccia nulla per prevenirle o combatterle. È semplicemente un uomo puro, così puro da non sembrare neppure umano, il che genera frustrazione negli altri che ricevono perdono ed amore incondizionato laddove si aspetterebbero rancore ed odio per le azioni commesse. Contro una visione nichilista dell’esistenza, il principe predica l’amore universale e crede fermamente che la bellezza salverà il mondo, ma la verità, si sa, sta sulla bocca dei bambini e dei folli... e forse il principe è un po' tutte e due le cose.
    È difficile esprimere un giudizio netto perché il romanzo è tante cose insieme: un po’ esercizio di prosa (una prosa incredibilmente moderna tra l’altro), un po’ trattato filosofico; un po’ teatro. L’aspetto che ho trovato più interessante è stato proprio il passaggio da un tipo di registro ad un altro, il tutto condito da un linguaggio dinamico ed attuale. Se valesse come definizione, lo definirei un “romanzo cerebrale” perché dà molto a cui pensare (tocca temi come la pena di morte, il nichilismo, il socialismo, la religione… ) e tiene in vivace allenamento le sinapsi, nel senso che non solo ti offre uno spunto di riflessione en passant ma ti induce ad elaborarlo per conto tuo, lasciandoti vedere il tutto da una prospettiva nuova.
    Quello che invece non ha incontrato molto il mio gusto è stata la teatralità che emerge prepotentemente in alcuni passaggi. Passando da una scena all’altra, spesso in maniera brusca, ho provato una specie di stordimento, dato il via vai di personaggi che ruotano nell’orbita del principe Myskin, compiendo gesti che al di fuori di questo contesto non sarebbe esagerato definire assurdi. La verità è che mi sono sentita come la mosca impazzita a cui Ippolit (uno dei personaggi che più mi ha colpito) invidia la presenza nei fatti del mondo e che torna a fare la sua comparsa nelle ultime pagine del libro, sul lenzuolo. Può sembrare un paragone alquanto strano, lo ammetto, ma non ne trovo uno migliore per spiegare il disorientamento che durante la lettura un po’ mi destabilizzava e un po’ mi spingeva ad andare avanti per cercare di capire.
    Situazioni grottesche, eppure in qualche modo stranamente autentiche, portano dritte ad un finale che ha del tragicomico ma anche dell’inevitabile.

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    Elin said on Sep 30, 2014 | 3 feedbacks

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