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LOS PILARES DE LA TIERRA

By Ken Follett

(88)

| Others | 9788499088037

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Book Description

El gran maestro de la narrativa de acción y suspense nos transporta a la Edad Media, a un fascinante mundo de reyes, damas, caballeros, pugnas feudales, castillos y ciudades amuralladas. El amor y la muerte se entrecruzan vibrantemente en este magis Continue

El gran maestro de la narrativa de acción y suspense nos transporta a la Edad Media, a un fascinante mundo de reyes, damas, caballeros, pugnas feudales, castillos y ciudades amuralladas. El amor y la muerte se entrecruzan vibrantemente en este magistral tapiz cuyo centro es la construcción de una catedral gótica. La historia se inicia con el ahorcamiento público de un inocente y finaliza con la humillación de un rey. Los pilares de la Tierra es la obra maestra de Ken Follett y constituye una excepcional evocación de una época de violentas pasiones.

1873 Reviews

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  • 1 person finds this helpful

    Pessimo...

    Premessa: L’Inghilterra del XII secolo è preda della guerra civile causata dalla morte di re Enrico I e del suo erede. I feudatari e la borghesia cercano di approfittare dell'occasione per prendere potere.

    Questo libro parla di Tom il costruttore, c ...(continue)

    Premessa: L’Inghilterra del XII secolo è preda della guerra civile causata dalla morte di re Enrico I e del suo erede. I feudatari e la borghesia cercano di approfittare dell'occasione per prendere potere.

    Questo libro parla di Tom il costruttore, che perde il lavoro, la moglie, il figlio e il maiale. Poi Tom ritrova un lavoro, ritrova il figlio e ritrova una moglie. Peccato per il maiale.
    Questo libro parla di Aliena, la figlia del conte, che perde il titolo, perde il padre, perde la verginità. Poi ritrova il padre e ritrova la ricchezza. Peccato per la verginità.
    Questo libro parla anche di Jonathan, il neonato adottato dai frati, parla della famiglia Hamleigh che spodesta il conte di Shiring, parla di mercanti di lana, di guerrieri, di amicizie, di amori, guerre e tradimenti, in un grande e complesso intreccio che però si focalizza su una decina di personaggi, relegando tutti gli altri a mere comparse.
    La protagonista principale però è la cattedrale, tutto ruota intorno alla sua costruzione. Contesa quasi fosse l’Unico Anello di Tokien, la cattedrale è lo scopo della vita del priore Philip, capo del monastero di Kingsbridge, di Tom che vuole costruirla, di Jack che vuole completarla, di William e Walter che invece vogliono impedirne la costruzione e trasferirla dove fa loro comodo, perché la cattedrale porta fama e ricchezza al luogo ove sorge.

    Acclamato come il più grande capolavoro di Follett, a parte la buona ricostruzione storica e il buon intreccio di situazioni e personaggi, il libro è pessimo. La ripetitività la fa da padrone, buoni e cattivi si scontrano continuamente in un ciclo infinito: i buoni vogliono costruire la cattedrale, i cattivi mettono loro i bastoni tra le ruote e vogliono il potere per sé. I buoni però, essendo bravi belli e intelligenti solo loro, riescono sempre a superare gli ostacoli. La stessa cosa per le storie personali dei personaggi, che perseverano diabolicamente sempre e comunque, ogni personaggio continua a perdere e ritrovare quello a cui tiene di più, che sia il potere o l’amore o il lavoro. Puntiamo il dito anche contro l’arroganza del priore Philip, sottilmente mascherata da bontà e altruismo mostrati però solo verso i suoi amici. Basta dire “è la volontà di Dio” per permettere massacri di innocenti affamati sotto le mura del suo monastero. L’importante non è la vita dei poveri che stanno morendo di fame, l’importante è continuare con la costruzione della cattedrale.
    Lo stile di Follett è abbastanza piatto e senza pathos, non ci sono momenti esaltanti o situazioni con un minimo di mordente, ma si assiste passivamente, quasi senza emozioni, alle continue disgrazie che i personaggi si infliggono a vicenda. Il tutto è poi appesantito da lunghe e approssimative descrizioni dell’architettura della cattedrale, che di certo non aiutano.
    Nonostante la storia sia articolata in circa cinquant’anni, fa storcere il naso la mancanza di crescita dei personaggi. Ogni personaggio non cambia con il tempo, non progredisce, non impara dagli errori passati, non matura passando dalla fanciullezza all’età adulta, rimangono tutti statici e immutabili.
    Un inizio molto molto lento, un finale raffazzonato e alcuni sconcertanti balzi temporali nel bel mezzo delle vicende concludono il pessimo quadro del libro.
    Sepolto sotto tutto questo, troviamo però un’abile destrezza nell’interecciare fatti e vicende dei vari personaggi e, come già detto, una buona ricostruzione storica.

    Voto: 1/5

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    Vokyal said on Jul 28, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    C'erano una volta i pilastri della pazienza...

    E' passato quasi un anno dall'ultima volta che presi in mano questo libro. Non avrei mai pensato di finirlo e, per mooolto tempo, ho accarezzato l'idea di inserirlo nella sezione "Romanzi abbandonati". Ma personalmente non amo lasciare le cose incomp ...(continue)

    E' passato quasi un anno dall'ultima volta che presi in mano questo libro. Non avrei mai pensato di finirlo e, per mooolto tempo, ho accarezzato l'idea di inserirlo nella sezione "Romanzi abbandonati". Ma personalmente non amo lasciare le cose incompiute, specialmente se sono libri, specialmente se sono libri-sfida.
    Di certo non si può dire che "I pilastri della Terra" non sia un romanzo ambizioso. Nonostante sia una storia romanzata, si percepisce che sotto la trama sussiste uno studio dell'epoca e credo sia possibile leggere un piccolo saggio di storia tra le righe. Mi limiterò a dire che "ambizione" è il sostantivo chiave di tutto il romanzo, la quale partendo proprio dalla penna dell'autore, percorre tutte le pagine fino all'ultima riga. E con la stessa parola apro e chiudo la parentesi di elogio a Follett.
    Non posso negare di non aver apprezzato questo libro, come del resto non posso dire che mi sia piaciuto. Sarà un giudizio banale e superficiale, ma ciò che ha reso questo romanzo letteralmente snervante, è stata la sua eccessiva lunghezza. La prima metà del romanzo ti avvolge e ti coinvolge con i suoi misteri, con le varie relazioni e le trame che si tessono l'una con l'altra. Ma superata una certa soglia, tutta la magia scompare: il tempo rallenta fino a riprodurre la lentezza stessa dei ritmi medioevali e tutto il coinvolgimento lascia spazio alla noia. La seconda parte del romanzo entra come in fase di stallo, il tutto diventa prevedibile e il grande mistero annunciato dalle prime pagine viene dimenticato, sommerso da un mare di parole, capitoli e sottocapitoli.
    Alcuni dei personaggi principali non hanno nulla di speciale, anzi per molti versi, mi hanno ricordato quelli delle favole ambientate in tempi pseudo-medioevali. La scorrevolezza non è male e nemmeno buona.
    Non posso infine non dire che questo romanzo non abbia di per sé anche una buona dose di ambiguità. Ci sono determinate metafore architettoniche -ad esempio la costruzione della grande cattedrale di Kingsbridge o l'erigere costruzioni in generale- che non riesco ancora ad interpretare in modo mirato. Costruire enormi strutture è sinonimo dell'ambizione umana, la quale se troppa viene castigata dal fato; oppure costruire e riparare un edificio è metafora della costruzione e/o cura delle relazioni che una persona tesse, o per meglio dire, poggia mattone per mattone durante tutta la sua vita?

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    Velleitά said on Jul 27, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Quite nice, but the characters are poorly designed. There are almost pure evil characters that never do any good for anyone, that can work if we speak about Sauron not for an ambitious stupid knight.
    The plot twist are often unbelievable and sometime ...(continue)

    Quite nice, but the characters are poorly designed. There are almost pure evil characters that never do any good for anyone, that can work if we speak about Sauron not for an ambitious stupid knight.
    The plot twist are often unbelievable and sometimes they repeat them self, ok this is done on purpose but still I don't fully like it.

    As historical novel is not bad, shows the life in the 12th century and you will probably remember for a while what happened in England at that time. This is what you can not really have with a fantasy; but if you want adventures and intrigues this book could be a bit disappointing.

    Moreover, I read the last 300 pages looking forward to see what was going to happened to one character and he simply forgot about him/her.

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    Lazzaro said on Jul 24, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    *** This comment contains spoilers! ***

    impiccagioni e maledizioni

    Credo che questo sia uno tra i libri più grossi che io abbia letto, ma di sicuro è quello che si svolge nel periodo più lungo. L'Inghilterra del 1100 è affascinante, buia e pericolosa, dominata dalla religione e dalla superstizione. Il tutto inizia c ...(continue)

    Credo che questo sia uno tra i libri più grossi che io abbia letto, ma di sicuro è quello che si svolge nel periodo più lungo. L'Inghilterra del 1100 è affascinante, buia e pericolosa, dominata dalla religione e dalla superstizione. Il tutto inizia con un'impiccagione e una maledizione, fantastico. Ho faticato, però, a leggere la prima parte, troppo descrittiva e problematica, ma poi il ritmo diventa un po' più rapido e gli eventi di tutti i protagonisti hanno alti e bassi continui. L'ambientazione e le caratterizzazioni dei personaggi non sono male, se non fosse che il bene e il male sono troppo distinti già dall'inizio: i buoni restano buoni e i cattivi restano cattivi. Non c'è nessun doppio gioco portato avanti dai buoni ovvi e chi è odioso non farà niente di positivo. Trama comunque intricata e interessante, che abbraccia più di un genere letterario, con finale un po' scontato. Ma bello.

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    LelaCosini said on Jul 20, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Gran bella storia e gran bei personaggi, a parte in certi momenti nei quali vorrei dare testate a qualcuno. Una storia che si crea quasi da sola, una vicenda di vita dellepoca ben strutturata devo dire :)

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    B. Frank said on Jul 13, 2014 | Add your feedback

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    un pò fiacco il finale ma il romanzo è avvincente. facilissimo, forse troppo lungo

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    Franz Scutto said on Jul 9, 2014 | Add your feedback

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