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L' era del vuoto

Saggi sull'individualismo contemporaneo

By Gilles Lipovetsky

(12)

| Others | 9788879840279

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Book Description

Dice l'Autore nella Premessa: «La società postmoderna è la società in cui regna l'indifferenza di massa, in cui domina la sensazione di ripetizione continua e di ristagno, in cui l'autonomia privata è un concetto ovvio, in cui vecchio e nuovo sono ug Continue

Dice l'Autore nella Premessa: «La società postmoderna è la società in cui regna l'indifferenza di massa, in cui domina la sensazione di ripetizione continua e di ristagno, in cui l'autonomia privata è un concetto ovvio, in cui vecchio e nuovo sono ugualmente accolti, in cui l'innovazione è banalizzata, in cui il futuro non è più assimilato a un progresso ineluttabile. La società moderna era conquistatrice, credeva nel futuro, nella scienza e nella tecnica, si era istituita in posizione di rottura con le gerarchie del sangue e con la sovranità sacralizzata, con le tradizioni e i particolarismi, in nome dell'universale, della ragione, della rivoluzione. Quel periodo si dissolve sotto i nostri occhi: in parte, le nostre società si instaurano contro quei principi futuristi, e proprio per questo motivo sono postmoderne, avide di identità, di differenza, di conservazione, di distensione, di realizzazione personale immediata; la fiducia e la fede nel futuro svaniscono, nessuno crede più nei radiosi domani della rivoluzione e del progresso, ormai tutti vogliono vivere immediatamente, qui e ora, mantenersi giovani piuttosto che forgiare l'uomo nuovo. Società postmoderna significa, in questo senso, contrazione del tempo sociale e individuale proprio nel momento in cui si impone sempre di più la necessità di prevedere e di organizzare il tempo collettivo; esaurimento dello slancio modernista verso il futuro, disincanto e monotonia del nuovo, spossatezza di una società che è riuscita a neutralizzare nell'apatia ciò su cui si fonda: il mutamento».
A partire da queste basi Lipovetsky analizza gli strati culturali delle società moderna e postmoderna, utilizzando il linguaggio come metafora totale a spiegazione di quello che per la cultura occidentale è stato l'american way of life.

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    dentro e fuori di noi...

    Comincio col dire che questo è un libro che mi ha fatto riflettere moltissimo, ho letto e riletto molti passaggi per assimilarli meglio, ho dialogato con me stesso abbondantemente e credo proficuamente. L'ho comprato anni fa perchè il titolo calamitò ...(continue)

    Comincio col dire che questo è un libro che mi ha fatto riflettere moltissimo, ho letto e riletto molti passaggi per assimilarli meglio, ho dialogato con me stesso abbondantemente e credo proficuamente. L'ho comprato anni fa perchè il titolo calamitò la mia attenzione (di solito i miei acquisti procedono in modo molto più ponderato) in un periodo di letture sociologiche che lasciavano poco spazio all'ottimismo. Mi sono chiesto perchè l'ho letto solo ora. La risposta che mi son dato è che il 2011 è stato particolarmente carico di eventi la cui portata e il cui significato sono di tale magnitudine da mettere in evidenza più che mai l'inadeguata disposizione con cui gran parte della popolazione spende il suo tempo e le sue energie in un mondo incalzato da crisi di ogni tipo e minacciato persino nella sua elementare sopravvivenza fisica. Gli stati e l'economia globale rischiano di collassare o collassano con il loro carico di ingiustizia e disperazione; regimi autoritari cadono sferzati dalla pretesa di giustizia, egualitarismo, libertà, ascesa di nuovi protagonisti, sfida ai potenti di un passato che sfuma rapidamente; terremoti, tzunami, alluvioni, disastri nucleari, petroliere che riversano nei mari il loro carico di morte. Vale a dire: Crisi finanziaria, Crisi geopolitica, Crisi ambientale. S'è mai verificato un periodo nella storia più pericoloso di questo per la vita sul/del pianeta? Non sono uno storico ma direi di no.
    Cosa fa la maggior parte delle persone? Lavora consumandosi e consumando, vivendo per l'oggi, ignorando il passato, disinteressandosi del futuro, senza prospettive allargate, senza lottare per qualcosa che ci migliori tutti, arraffando il più possibile, ingenerosamente, in modo familistico o miseramente individualistico. Questo è il VUOTO che mi vedo intorno e che un po' mi sento dentro. Questo vuoto è entrato in risonanza inizialmente col titolo del libro, successivamente con i suoi contenuti. Cercavo delle risposte e, perché no, delle conferme. Le ho trovate. Di più, Lipovetsky mi ha permesso di chiarire idee, concetti e sensazioni, abbozzate o informi, sul carattere di questa "era", mi ha permesso di ragionare più lucidamente su alcuni aspetti dello stile di vita contemporaneo, gli stili di pensiero dominanti, alcuni atteggiamenti psicologici o le credenze che accomunano molti individui e che riconosco in me, come parte della mente collettiva che gli esseri umani formano stando insieme.
    Il NARCISISMO è il principio regolatore dell'era postmoderna, categoria psicologica e modo di stare al mondo, concetto che nessuno meglio di C. Lasch ha sviluppato in chiave sociologica nel bellissimo saggio "La cultura del narcisismo" che avevo letto e ho ripreso ora per rivisitarlo con nuovi strumenti a disposizione.
    Il narcisismo è il frutto velenoso lasciatoci in eredità dalla modernità. Il narcisismo produce vuoto e si espande nel vuoto di ideologie, principi guida e volizione. Significa ripiegamento su se stessi, riflusso delle aspirazioni espansive, riassorbimento nel privato, indifferenza per il destino comune e avvitamento, finanche patologico, sul proprio io, alla ricerca di realizzazione personale, benessere, riconoscimento. Obiettivi sempre troppo lontani, vette della soddisfazione difficilmente raggiungibili innanzitutto perché non ben identificate, poi perché nel vuoto che ci circonda mancano gli appigli e la presa ci sfugge. Ecco allora che questo estremo bisogno di autorealizzazione, frustrato, si converte in disturbo narcisistico, disordine del cuore, depressione, ovvero la malattia del nostro tempo.
    EDONISMO, CONSUMISMO, UMORISMO, SEDUZIONE, LASSISMO, INDIFFERENZA, sono altre categorie utilizzate per descrivere la società e l'uomo postmoderni, esito di un processo storico che comincia col disfacimento della società medievale e accelera bruscamente tra la fine dell'Ottocento e per tutto il Novecento.
    Insomma un gran bel libro a cui non do 5 stelle solo perché, essendo composto da testi apparsi in riviste e pubblicati separatamente, manca dell'organicità che devono avere i grandi saggi, come quello citato di Lasch per esempio.

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    Bradipous said on Jan 8, 2012 | Add your feedback

Book Details

  • Rating:
    (12)
    • 4 stars
  • Others 256 Pages
  • ISBN-10: 8879840274
  • ISBN-13: 9788879840279
  • Publisher: Luni
  • Publish date: 1995-01-01
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