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La Celestina

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3.7
(905)

Language:Español | Number of Pages: 389 | Format: Board Book | In other languages: (other languages) English , Italian

Isbn-10: 8492384115 | Isbn-13: 9788492384112 | Publish date: 

Also available as: Hardcover , Others , Paperback , Mass Market Paperback , Softcover and Stapled , Leather Bound

Category: Family, Sex & Relationships , Fiction & Literature , Romance

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Book Description
Edición Conmemorativa de La Celestina, V centenario. Texto de con ilustraciones de Teo Puebla. Prólogo Juan Goytisolo. Edición y epílogo Julio Rodríguez Puértolas.
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  • 4

    Questo è un classico della letteratura spagnola che ti fa capire che forse prima, quel che scrivevano, era solo muffa. Chiariamo, questa opera è tutta un calco di modi di dire, preghiere e massime che ...continue

    Questo è un classico della letteratura spagnola che ti fa capire che forse prima, quel che scrivevano, era solo muffa. Chiariamo, questa opera è tutta un calco di modi di dire, preghiere e massime che costituiscono il 90%, considerando poi che il primo atto è anonimo, allora Rojas forse avrà scritto il 3% di tutta l'opera. Non è per sminuirlo... questo procedimento è un classico della letteratura medievale e ne prenderà a piene mani anche Cervantes per Sancho Panza del "Don Quijote". A me è piaciuto, ma fino a un certo punto. Io non so se è per il mio lato diabolico ma in molte scene ho riso come una stronza. Per meglio dire, ho riso in tutte quelle scene in cui il genio creativo di Calisto era all'opera. D'amore cortese e buono in quest'opera non c'è traccia, nonostante molti dei personaggi se ne riempiano la bocca e si muovono solo per questo ideale. Il colmo è che Melibea, la dolce rinchiusa nelle sue fantasie e accompagnata solo da Lucrecia, sia la scintilla per una serie irrimediabili di morti da caduta. Mi spiego meglio, qua tutti s'ammazzano per una caduta da una finestra. Tutti muoiono in maniera comica ed esilarante che solo a Melibea e a Celestina si concede una morte degna da tragedia greca. Credo che questo non sia un caso. Melibea e Celestina sono i personaggi che meglio evolvo e che condividono tantissime cose, nonostante siano opposte e che solo la congiura satanica le avvicina. Per avvalorare questo basti sapere che Celestina crede sin dall'inizio che Melibea sia una tra le peggiori donne perché rinchiusa in casa. Melibea, incontrandosi con Calisto per diverse volte, diventerà ai pari di Areusa e Elicia, e per questa ragione lei decide di suicidarsi, nonostante all'inizio confessasse che la sua morte era legata a quella di Calisto. Tutta questa tragedia coincide, non solo con il lato esoterico dell'opera, ma anche con l'utilità che trae Celestina dall'umanitario animo di Melibea, quello che scatenerà questa tempesta e di cui Celestina se ne appropria come meglio vuole.
    Chiaramente Calisto è un pagliaccio, goffo e molte delle sue battute sono talmente vane che leggerle o meno non fa praticamente differenza. Rojas ha cercato, invano forse, di trasformarlo e di renderlo un personaggio serio; tentativo che invece a Melibea riesce perfettamente e che per incanto pare svegliarsi dalla possessione satanica e decide di cadere nel vuoto per salvare l'apparenze.
    Gli unici personaggi positivi sono i genitori di Melibea, Sosia e Tristan, che da tutto questo trambusto sono i personaggi che più perdono.

    Ok, se ho scritto tanto è perché mi è piaciuto ma in confronto alla letteratura europea del 1500, "La Celestina" è ancora legata alla scrittura medievale, ai suoi personaggi ben caratterizzati e delimitati ( su dieci personaggi solo due evolvono psicologicamente ), lo scopo didattico, il locus amenus corrisponde al topos medievale della verginità femminile e ogni azione negativa è legata a Satana; nonostante non dimentichi che ha tantissime novità culturali e letterari: la dilatazione del tempo, personaggi andanti, Celestina è il primo vero personaggio tipo della letteratura spagnola, l'interesse del gusto del pubblico contemporaneo all'opera e la struttura dell'opera che rende romanzo il teatro .
    Ma siamo sinceri, solo dopo il 1500 la Spagna riesce ad evolvere la sua scrittura abbandonando finalmente i topos medievali, migliorandosi talmente tanto d'avere finalmente la sua autonomia e identità che tutti conoscono. E' chiaro però che non si può capire in cosa consiste davvero questa evoluzione se non si legge "La Celestina". Quindi non la scartate solo perché volete il libro facile ottocentesco spagnolo che tutti capiamo perché già più vicino ai filosofi francesi e tedeschi, ma abbiate la buona decenza di riprendere i testi sacri e studiare gli exempla per capire dov'è la comicità di questo amore lascivo... eh vai, sù!

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  • 3

    Es un NO para mí!

    E' ufficiale: io vado d'accordo solo con la letteratura spagnola dell'800 e 900. Tutto il resto è NOIA. Ha una storia abbastanza carina questa Celestina (che ormai studio da anni...) ...continue

    Es un NO para mí!

    E' ufficiale: io vado d'accordo solo con la letteratura spagnola dell'800 e 900. Tutto il resto è NOIA. Ha una storia abbastanza carina questa Celestina (che ormai studio da anni...) e ha anche parecchi spunti interessanti ma ahimè non ha certo la vena umoristica shakespeariana (anche se ci troviamo in secoli e GENERI diversi)...
    Credo che rimarrò nel mio orticello Garcia Lorquiano che tanto adoro.

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  • 3

    Seamos claros:
    Es uno de esos clásicos que no se leen por gusto, si no porque te vienen obligados como materia de estudio.
    Visto desde ese prisma, considero que es una obra bastante importante y de re ...continue

    Seamos claros:
    Es uno de esos clásicos que no se leen por gusto, si no porque te vienen obligados como materia de estudio.
    Visto desde ese prisma, considero que es una obra bastante importante y de referencia literaria.
    Una tragedia total con destellos de pícara comicidad, en el que caben el cultismo, la zafiedad y la ordinariez más basta.
    Muchos de sus pasajes se me hicieron francamente espesos, densos y difíciles de disfrutar.
    En determinados momentos te da la impresión de que no ha sido escrita por la misma mano o la misma pluma.
    No sé... Quizá sea una sensación extraña que me ha dejado su lectura.

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  • 5

    La Celestina es uno de los pilares fundamentales de la literatura española, y sin embargo por su forma, entre lo narrativo, lo dramático y la digresión, ocupa un lugar incómodo en ella, siendo carne d ...continue

    La Celestina es uno de los pilares fundamentales de la literatura española, y sin embargo por su forma, entre lo narrativo, lo dramático y la digresión, ocupa un lugar incómodo en ella, siendo carne de estudioso y no accediendo de forma masiva al simple disfrute de los lectores. Situación agravada por ser lectura obligada en secundaria. Es curioso que en esa situación, no se vea su gran rebeldía, su canto a tomarse la vida en el día a día y disfrutar de los placeres más inmediatos, a incitar a la juventud a tomar su placer sin mayores pensamientos, a la construcción de una sociedad en la que se mezcla lo más alto y lo más bajo. Es un caso curioso, de un libro que debería ser considerado aberrante bajo el punto de vista moral, y al que esa entronización a la que se ve sometido parece restarle la fuerza convulsiva que tiene.

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  • 4

    "La Celestina" combina extensos pero interesantes diálogos, una buena dosis de refranes que se han perdido en el tiempo, humor mezclado con tragedia y personajes sumamente egoístas que no ven más allá ...continue

    "La Celestina" combina extensos pero interesantes diálogos, una buena dosis de refranes que se han perdido en el tiempo, humor mezclado con tragedia y personajes sumamente egoístas que no ven más allá de su propio interés. No por nada es un clásico.

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  • 2

    No me está gustando nada, el lenguaje es demasiado arcaico. Sí, es un clásico de la literatura española, pero no es un libro para leer en 1ºBachillerato. Sinceramente, me parece bien estudiarlo y quiz ...continue

    No me está gustando nada, el lenguaje es demasiado arcaico. Sí, es un clásico de la literatura española, pero no es un libro para leer en 1ºBachillerato. Sinceramente, me parece bien estudiarlo y quizás leer algun fragmento, pero torturarnos leyendolo entero, NO.
    Es una obra para ser leída y analizada por un filólogo/a, no por un estudiante.
    (Lo he leído por que era una lectura obligatoria para una asginatura, nada más)

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  • 5

    Un teatro bien divertido, una historia bien montada que como siempre, trata de reflejar a la sociedad de señores y siervos. Fantásticos los murmullos que realizan Sempronio, Pármeno, Lucrecia...a las ...continue

    Un teatro bien divertido, una historia bien montada que como siempre, trata de reflejar a la sociedad de señores y siervos. Fantásticos los murmullos que realizan Sempronio, Pármeno, Lucrecia...a las espaldas de Calisto. Geniales los comentarios de Elicia y Areusa acerca de Melibea. Magnífica Celestina a la hora de convencer a Pármeno de que debe pasarse su bando porque conoció a su madre, que fue su maestra, y recondándole a su padre...Geniales Sosia y Tristán cuando no dudan de llamar "puta" a Areusa....

    Muy recomendable, la verdad es que es muy divertida, Y da mucha pena el final.

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  • 3

    No es mi tipo de libro, lo he leído porque era obligatorio.
    Me ha resultado bastante raro el que no hubiera narración, ni siquiera una pequeña acotación, entre tanto diálogo. Eso a veces me dejaba alg ...continue

    No es mi tipo de libro, lo he leído porque era obligatorio.
    Me ha resultado bastante raro el que no hubiera narración, ni siquiera una pequeña acotación, entre tanto diálogo. Eso a veces me dejaba algo descolocada porque no tenía muy claro dónde estaba.

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