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La Certosa di Parma

(2 volumi)

Di

Editore: Rizzoli (B.U.R. 537-542)

3.9
(2655)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 574 | Formato: Tascabile economico | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Francese , Spagnolo , Tedesco , Portoghese , Catalano , Olandese

Isbn-10: A000172163 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: L.G. Tenconi

Disponibile anche come: Altri , Paperback , Cofanetto , Copertina rigida , eBook

Genere: Fiction & Literature , History , Romance

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Descrizione del libro
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  • 2

    Che noia!

    Oltre alla descrizione di intrighi di corte,vite inutili e senza senso,gossip di un altro secolo non ho trovato nulla.Errore:dimenticavo un insopportabile,svagato presunto eroe (??????)protagonista (memorabile la sua stupidità durante il suo contributo alla guerra)Arrivare alla fine della lettura ...continua

    Oltre alla descrizione di intrighi di corte,vite inutili e senza senso,gossip di un altro secolo non ho trovato nulla.Errore:dimenticavo un insopportabile,svagato presunto eroe (??????)protagonista (memorabile la sua stupidità durante il suo contributo alla guerra)Arrivare alla fine della lettura è stato quasi come assumere una purga per la mente.Da dimenticare!

    ha scritto il 

  • 2

    forse per il fatto che fosse un audiolibro ma non ne ho apprezzato particolarmente lo stile e la trama non mi ha interessato, troppo dettagliate le descrizioni tuttavia mi sono piaciute le caratterizzazioni dei personaggi

    ha scritto il 

  • 2

    Romanzo sopravvalutato

    Appare un romanzo un tantino sopravvalutato. Scorre pessimamente lento. La prima parte inutile e non funzionale alla seconda che pur presenta sporadici motivi di interesse. I tre quarti del libro potrebbero essere tranquillamente saltati in quanto non sono funzionali a nulla, se non a mettere in ...continua

    Appare un romanzo un tantino sopravvalutato. Scorre pessimamente lento. La prima parte inutile e non funzionale alla seconda che pur presenta sporadici motivi di interesse. I tre quarti del libro potrebbero essere tranquillamente saltati in quanto non sono funzionali a nulla, se non a mettere in bella mostra l'ego dell'autore in quanto a conoscenza storica (e pseudo-conoscenza delle abitudini italiane).
    I personaggi sono piuttosto irritanti. I commenti negativi sugli italiani scontati e talvolta non del tutto veritieri. Insomma una delusione, dopo il gradevole Il Rosso e il Nero.

    ha scritto il 

  • 4

    Capolavoro della letteratura romantica 'ottocentesca', unisce, con l'abile scrittura di Stendhal, avventura e storia di sentimenti, in una fantastica ambientazione della società italiana dell'epoca, anche se legata alla vita di corte, nella fattispecie Parma.


    Stendhal, non indifferente l'a ...continua

    Capolavoro della letteratura romantica 'ottocentesca', unisce, con l'abile scrittura di Stendhal, avventura e storia di sentimenti, in una fantastica ambientazione della società italiana dell'epoca, anche se legata alla vita di corte, nella fattispecie Parma.

    Stendhal, non indifferente l'amore che questo Francese ha per l'Italia (ah, fosse così per tutti i Francesi!), descrive con maestria i personaggi principali, sviscerando amori intricati e intrecciati con un'abilità che tiene il lettore in sospeso fino all'ultimo.

    Forse, alcune parti, meno 'catturanti', non hanno la stessa forza, ma la descrizione della prigionia del protagonista, e l'amore e le sofferenze che scaturiscono nei vari personaggi in questa parte rendono giustizia da soli all'intera lettura.

    Il finale sembra un pò tirato via, rispetto almeno alla dettagliata descrizione degli eventi precedenti, ma almeno è originale, non scontato e non mieloso.

    Come dice Calvino 'un classico non finisce mai di dire quello che ha da dire'.

    Consigliato ai romantici (non c'è da vergognarsi) ed agli amanti della bella scrittura.

    ha scritto il 

  • 3

    Che dire?
    Nessuna fiamma di pasione fra me e Stendhal, neanche una scintilla.
    Il primo e il secondo volume sembrano quasi scritti da due persone differenti.
    Monotono il primo, accattivante il secondo.
    Sarà dovuto al fatto che le peripezie di questo Fabrizio del Dongo, raga ...continua

    Che dire?
    Nessuna fiamma di pasione fra me e Stendhal, neanche una scintilla.
    Il primo e il secondo volume sembrano quasi scritti da due persone differenti.
    Monotono il primo, accattivante il secondo.
    Sarà dovuto al fatto che le peripezie di questo Fabrizio del Dongo, ragazzotto belloccio e viziato, non mi interessano molto, ma purtroppo le sue fanta-avventure all'inseguimento di Napoleone hanno ammorbato tutto il primo volume.
    Gli intrighi e la vita di corte, la prigionia, l'innamoramento e la fuga, invece presenti nel secondo volume, lo hanno reso decisamnente superiore. I difetti dell'uno e i pregi dell'altro si annullano viecendevolmente lasciando un giudizio neutro, e un po' annoiato.
    Insomma, non mi sentirò più in colpa per non averlo letto prima!

    ha scritto il 

  • 3

    Sono figlio di un appassionato lettore di Stendhal, che ne avrebbe divorato con interesse anche le note della spesa. Ma la passione non mi si è trasmessa. Lo trovo un "ragioniere" dei sentimenti, che mette in fila le più improbabili trasformazioni degli stati d'animo una dopo l'altra, sempre dice ...continua

    Sono figlio di un appassionato lettore di Stendhal, che ne avrebbe divorato con interesse anche le note della spesa. Ma la passione non mi si è trasmessa. Lo trovo un "ragioniere" dei sentimenti, che mette in fila le più improbabili trasformazioni degli stati d'animo una dopo l'altra, sempre dicendo e mai partecipando o coinvolgendo. Il suo schema segue -anche parlando dei rapporti amorosi- quello dell'accortezza "politica"(a volte perfidia, a volte calcolo arzigogolato, a volte manovre controproducenti). Sarebbe stato un sagace cronista degli intrighi della nostra Repubblica; ma i suoi libri (la Certosa come Il rosso e il nero) non mi appassionano affatto, e la Certosa in particolare abusa dell'inverosimile per dimostrare la forza della passione: che mi sembra un espediente di modesta levatura.

    ha scritto il 

  • 3

    Lentissimo

    Basterebbe dire che tra averlo iniziato e averlo finito, in quel lasso di tempo, mi sono letto Infinite Jest, Viaggio al termine della notte e altri libri.


    Sicuramente è scritto bene, si parla pur sempre di Stendhal, e alcune parti, specialmente verso la fine, sono notevoli.


    Però... ...continua

    Basterebbe dire che tra averlo iniziato e averlo finito, in quel lasso di tempo, mi sono letto Infinite Jest, Viaggio al termine della notte e altri libri.

    Sicuramente è scritto bene, si parla pur sempre di Stendhal, e alcune parti, specialmente verso la fine, sono notevoli.

    Però... che palle.

    E che fine RIDICOLA.
    (Fine che ha contribuito a renderla ridicola l'editore che ha costretto Stendhal a racchiudere in due paginette le 300 pagg finali).

    ha scritto il 

  • 2

    davero noioso e sensa senso. senza contare che i commenti e le note sono strapallosi, boriosi e saccenti.
    praticamente è la storia di un cretino buono a nulla che fa un sacco di strada grazie a ogni sorta di raccomandazioni.
    davvero un bel romanzo!

    ha scritto il 

  • 3

    Un polpettone!
    Romanzo d'appendice sulle vicende avventurose e amorose del giovane Fabrizio Del Dongo, bello, nobile di nascita ma un po' superficiale a mio parere, appoggiato e venerato dalla zia Gina Sanseverina che lo condurrà alla Corte di Parma.
    Forse le pagine migliori sono prop ...continua

    Un polpettone!
    Romanzo d'appendice sulle vicende avventurose e amorose del giovane Fabrizio Del Dongo, bello, nobile di nascita ma un po' superficiale a mio parere, appoggiato e venerato dalla zia Gina Sanseverina che lo condurrà alla Corte di Parma.
    Forse le pagine migliori sono proprio quelle che raccontano la vita di corte, gli intrighi e le mosse politiche delle quali non abbiamo molti riferimenti italiani.

    !!!SPOILER!!!
    Ah, la Certosa di Parma in realtà non c'entra nulla.

    ha scritto il 

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